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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804595045
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    Lorso57

    25/05/2012 21.36.58

    Un grande affresco sulla società americana con i suoi miti, le sue storture e i suoi colpi di scena. La scrittura magistrale di Tom Wolfe ci guida senza fatica in questo romanzo-fiume con una galleria di personaggi indimenticabili che l'autore tratteggia con mano ferma e che grazie alla sua regia illuminata vanno a concatenarsi inesorabilmente dando vita ad un insieme scoppiettante e realistico, con un retrogusto amaro che colpisce. Da leggere con calma.

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    umberto vedovelli

    31/08/2011 09.42.26

    Charlie e Conrad sono i due personaggi su cui ruota il romanzo in cui una serie di storie che sembrano slegate finiscono per incrociarsi. Il tratto comune dei due protagonisti è la loro lontananza da tutto ciò che è aristocrazia intellettuale. Il bersaglio vero del romanzo di Wolfe è, ancora una volta, la sinistra americana con il suo bagaglio di idee. Il romanzo specie nella seconda parte diventa parecchio divertente alleggerendo di molto l'ostacolo delle ottocento pagine.

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    Enrico

    04/06/2011 15.40.33

    E' un buon libro, storia vera e personaggi altrettanto veri. Però a mio avviso manca di qualcosa che faccia salire il gradimento di lettura: la storia si "trascina" fino al finale e non va "spedita" verso il finale. E' questo che secondo me non rende il libro un capolavoro. E' qui che il grande romanziere si distingue dal romanziere. Comunque libro consigliato. C'è vita vera nella storia: chi di noi non ha incontarto un Charlie Croker o un Fareek Fanon oppure un Roger o Peepgass? La scrittura non è pesante, anche se a lungo andare stancano le quasi 800 pagine. Almeno a me così è successo.

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    M.T.

    05/02/2011 11.04.41

    Un romanzo che cattura l'attenzione per farti riflettere sulle scelte della vita. Bello e molto vero.

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    umberto vedovelli

    27/09/2010 09.55.10

    una serie di personaggi e di storie che sembrano slegate l'una dall'altra ma che non lo sono. wolfe riesce a tenerle insieme con maestria. o con genio se preferite.

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    Puglielli Claudio

    24/03/2008 18.54.13

    Piacevole e divertente ma manca qualche cosa, (forse un colpo di scena?). E' come una buona pietanza cucinata senza un importante ingrediente: insipido.

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    Vincent

    11/09/2007 13.02.52

    Wolfe è un critico inflessibile della società americana: il suo non è soltanto un attacco continuo all’establishment, ma anche all’elite letteraria. Dopo le polemiche sollevate con Il falò delle vanità, dà alle stampe Un uomo vero, una commedia umana di fine millennio, che pare la traduzione nero su bianco delle sue convinzioni. Wolfe afferma che il futuro del romanzo è nell’iperrealismo, non nella sperimentazione; inoltre, secondo lui il reportage è fondamentale nel romanzo contemporaneo per cogliere lo spirito dei tempi. Ed ecco Un uomo vero, opera di proporzioni epiche tra le migliori della narrativa americana degli anni novanta. Vi si intrecciano le vicende di un costruttore miliardario sessantenne, Charlie Crocker, che viene a trovarsi sull’orlo del fallimento per un’azzardata speculazione immobiliare; di un avvocato nero “troppo bianco” che deve difendere l’astro nascente del football locale, un ragazzo nero del ghetto, dall’accusa di stupro nei confronti della figlia bianca di uno dei potenti della città, amico di Crocker; di un giovane perbene, infine, che perde il posto di lavoro (in una società del gruppo Crocker) precipitando nel baratro di un’esistenza borderline. Palcoscenico di questo canovaccio, incredibilmente ricco di fatti e personaggi, è Atlanta, città moderna e policentrica la cui popolazione è per il 70% di colore e la leadership nera (la Black Mecca del Sud). Quanto al contesto sociale, è quello dell’Atlanta Way, un moderno modello di integrazione razziale per il quale il dilagante opportunismo politico è senza colore e l’autentica spaccatura sociale non è tra bianchi e neri, ma tra ricchi ed emarginati. Grande attenzione di Wolfe per il linguaggio, con una notevole caratterizzazione per categorie di appartenenza, a comporre una riuscita babele contemporanea di codici e gerghi. Sullo sfondo di tanta cronaca e azione, e con un ruolo non secondario, Epitteto e la filosofia degli Stoici: cosa c’entrano? Scoprirlo è solo una delle molte ragioni per leggere e gustarsi Un uomo vero.

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    Fabrizio

    03/01/2006 11.04.58

    La grandezza di Wolfe non si discute. Il libro appassiona e mostra l'America per quello che è, senza false ipocrisie. Unico difetto? Il finale un po' troppo new age lascia la sensazione di incompiutezza. Vale comunque la lettura!

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