Val Grande, immagini, luoghi e momenti di un parco per «selvatici» dentro

Raffaele Marini

Editore: Narcissus.me
Formato: PDF
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 26,43 MB
  • EAN: 9788867555444
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

€ 5,99

Venduto e spedito da IBS

6 punti Premium

Scaricabile subito

Aggiungi al carrello Regala

non è possibile acquistare ebook su dispositivi Apple. Puoi comunque aggiungerli alla wishlist

Descrizione
Il volume è un racconto di vita vissuta mediato da due elementi guida: "il Parco Nazionale della Val Grande, l'area wilderness più grande d'Europa" e la passione per la fotografia naturalistica (wilderness photo). Per una persona nata e vissuta in città fino alla matura età dei sessant'anni, qeui luoghi e la fotografia hanno rappresentato un "file rouge" che ha unito tutti momenti di tempo libero disponibili. Ma non solo la Val Grande e il suo essere wilderness non solo nella parola, ma anche e soprattutto nella sua reale essenzialità sono stati utili per capire e superare momenti difficili che la vita, come sempre, riserva a chiunque. Quindi a momenti descrittivi si alternano momenti di introspezione e di analisi del proprio vissuto, analisi che si è potuta felicemente concludere sempre frequentando particolari luoghi della Val Grande, luoghi che vengono identificati dall'autore come il proprio Heimat. Accompagnano queste riflessioni molte fotografie della Val Grande degli animali selvatici che vi si incontrano, dell'alternarsi delle stagioni e alcune pagine dedicate a persone, amici e fatti che l'autore ha conosciuto, accompagnato e ne è stato protagonista proprio in Val Grande. Alternando appunto tratti personali e racconti di vissuto si vuole comunicare un modo di vivere la natura essenziale non legato agli stereotipi della moderna visione dell'ambiente, quindi un modo di affrontare la Val Grande molto personale. L'autore ormai raggiunti i sessant'anni si trasferisce a vivere ai confini del Parco della Val Grande perché ha compiuto la scelta di staccarsi dalla banalità quotidiana della città e ricercare ancor di più l'essenza della natura "selvaggia" che la Val Grande ancora oggi regala a chi sa e vuole coglierla. Un esempio di down shifting silenzioso e riservato.