Un viaggio chiamato vita

Banana Yoshimoto

Traduttore: G. M. Follaco
Editore: Feltrinelli
Collana: I canguri
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 9 giugno 2010
Pagine: 187 p., Brossura
  • EAN: 9788807702242
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Descrizione
In questo libro, Banana Yoshimoto raccoglie preziosi frammenti di memoria e ci porta con sé, lontano nel tempo e nel mondo. Con la consueta leggerezza della sua scrittura, ricostruisce le emozioni dell’esistenza a partire da un profumo, da un sapore, da un effetto di luce o dal rumore della pioggia e del vento.

È così che una pianta di rosmarino ci trasporta da un minuscolo appartamento di Tokyo al tramonto luccicante della Sicilia, e che un contenitore pieno di alghe diventa l’occasione per esplorare il dolore della perdita. I pensieri in libertà di Banana Yoshimoto ci accompagnano fino al centro del suo mondo letterario e lungo il nostro personale “viaggio della vita”, fatto di promesse e di incontri, di stupore e di meraviglia, di malinconia e di sofferenza. Dalle pagine di questo libro, l’autrice ci invita a riappropriarci del nostro tempo e a non perdere mai la fiducia negli altri esseri umani, perché quello che rimane, al termine del più difficile dei viaggi, è il riflesso nella nostra memoria di ogni singolo giorno vissuto.

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Recensioni dei clienti

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    Una lettura profonda in quanto si va a leggere della vita della scrittrice, ma non del tutto fluida. La scrittrice salta da un momento all'altro ed è facile perdersi tra le pagine del libro. Non è una lettura accattivante ma è speciale perché solo la scrittrice può descriverti quelle emozioni che ha provato vivendo.

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    Manuela

    27/10/2013 11:22:26

    Avendo sentito parlare molto bene della Yoshimoto, mi sono ritrovata a leggere un suo libro a casa. Che dire, forse non è stata la scelta più azzeccata! In genere non mi baso mai sulle prime impressioni, non mi piace mollare i libri a metà e, prima di farlo, provo ad andare avanti più che posso o a riprendere in mano il libro in un secondo momento, magari con una predisposizione d'animo diversa. Niente da fare, nonostante abbia provato a farmelo piacere, questo libro è proprio orribile. Noioso, inconsistente, inutile. Ricordi dei suoi viaggi, brevi annotazioni, sensazioni risvegliate dal ricordo di un colore, di un profumo, di un evento...dalla trama sembrava coinvolgente ma è scritto proprio male. Suppongo di non essere stata fortunata, proverò con un altro libro.

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    Gloria

    22/03/2013 14:46:23

    Noiosissimo, una biografia lenta e per nulla entusiasmante. Non sono nemmeno riuscita a leggerlo tutto. DA EVITARE, unico libro dell'autrice, fra quelli che ho letto, che è decisamente pessimo.

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    Beatrice

    16/11/2012 20:30:20

    considero questo libro uno spreco di soldi. dalla trama sembrava carino ma già alla seconda pagina la noia ha preso il sopravvento! è un libro inconsistente, senza una trama e un senso.

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    Margot

    28/09/2011 16:48:39

    Uno dei pochi libri che proprio non sono riuscita a terminare. Banale e noioso. Comunque è il primo libro di Banana Yoshimoto che ho provato leggere... e credo l'ultimo.

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    Oz

    18/07/2011 20:32:51

    Dieci anni fa credevo che Banana Yoshimoto riuscisse a tradurre pensieri e concetti profondi in un linguaggio quanto mai semplice e immediato. Ero convinto che la sua forza stesse proprio in questo. Ora, sono dell'idea che cerchi di dare complessità e spessore a pensieri di una banalità disarmante. Se i suoi racconti sono in calo vertiginoso (sia per originalità che per freschezza) da diversi anni, con questa raccolta di pensieri-ricordi-sensazioni ha davvero toccato il fondo. Emerge per quello che realmente è: una donna giapponese di mezz'età, mediocre, privilegiata, viziata, piena di pregiudizi, che si muove sempre insieme ad assistenti, interpreti, traduttori. Cosa mi ha insegnato questo libro? Che il rosmarino è ottimo per le patate al forno. Ma per favore!

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    Alessia

    20/11/2010 16:16:44

    Un libro insolito per noi lettori ed amanti dei racconti di Banana Yoshimoto, vista la descrizione a ruota libera che la scrittrice fa di sè e non dei suoi personaggi. Lo stile è sempre lo stesso, così anche il contenuto, oserei dire quasi "pascoliano" perchè ispirato alle piccole cose, ai momenti più sfuggenti, perfino a quella routine, a quelle abitudini che ci riempiono la vita, il cuore, la nostra totale esistenza. L'autrice alla fine ammette della sua sperimentazione letteraria riguardo il genere della saggistica, dicendo che sono saggi modesti, senza grandi pretese e forse è così, ma descrivono fatti, accaduti, ricordi veri dove niente è stato omesso: viaggi, piante, maternità, animali, cucina, ecc... Nonostante il libro sia modesto, è carico di umanità, di calore, di affetto, ma sopratutto di serenità e di pacatezza, regalandoci un'atmosfera orientale, onirica, infantile, apparentemente piatta, come la scrittura di Banana. Tutto sembra scontato e superficiale, ma ci regala grandi emozioni perchè la vita di Banana e il suo mondo interno non è tanto diverso da quello del lettore, il quale può identificarsi con lei. La scoperta più bella è quella che Banana, al di là della sua cultura e della sua popolarità, è una persona umile ed amante della vita semplice, capace di emozionarsi ricordando un viaggio o davanti ad una pianta di rosmarino. Grazie Banana per tutte le emozioni che ci regali!

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