Recensioni La vita accanto

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    18/04/2020 12:18:53

    Non a torto Premio Calvino questo libro è semplicemente meraviglioso, e dopo averlo letto viene voglia di andare a trovarlo, ancora, perché si sente la mancanza della vita della protagonista e delle sue vicende. All'inizio congela, o distanzia: la storia sembra comune, un po' scontata o troppo tragica e introspettiva, poi tutto evolve e si prende Rebecca sotto l'ala, per proteggerla, per ascoltarla. Un libro delicato, che sa anche far sorridere o fremere per il mistero finale. Consigliatissimo

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    Pat
    22/10/2019 10:31:50

    Un libro che mi ha colpito per il messaggio che ne ho ricevuto. La resilienza di questa bambina non nasce da un particolare aiuto/supporto da parte di chi l'ha messa al mondo: la madre non riesce neppure a trovare una parola per lei, il padre va e viene smarrito. Chi la "salva"? Una tata sempre presente discreta e attenta, una "vicina" con cui la piccola protagonista condivide l'amore per la musica, una giovanissima amica che incorre in una personale tragedia dalla quale saprà prendere le distanze. Il talento di Rebecca per la musica è un ponte saldo che la unisce ad altri, ma non sarebbe servito se questi altri non lo avessero inteso come una strada per arrivare a lei. Da leggere con calma. Pensando alle nostre esperienze. Il messaggio? non inneggiamo mai alla FAMIGLIA.

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    17/09/2019 19:18:45

    La bruttezza fisica presa come punto di partenza di una narrazione che mette in moto molte problematiche, tutte ugualmente interessanti e degne di attenzione; ma sembra poi che l'autrice sia stata inevitabilmente costretta a scegliere quali portare avanti e quali abbandonare lasciando una sensazione di vuoto e di incompiuto. La scrittura è dettagliata ma a tratti troppo ricca di aggettivi, similitudini e comparazioni mentre forse la storia avrebbe avuto bisogno di maggiore semplicità ed efficacia. La contrapposizione tra la bellezza che può nascondere ipocrisia e falsità e un aspetto ripugnante dietro al quale si cela invece un talento straordinario è il punto centrale del romanzo; ma i personaggi che ruotano attorno alla protagonista sono convenzionali e stereotipati e perdono spessore man mano che la narrazione procede verso un finale consolatorio. Un libro che nonostante gli sforzi non lascia una traccia tangibile.

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    19/09/2018 09:10:28

    Non avevo mai letto storie così lunghe e con così tanti nodi da sciogliere in romanzi così brevi: il pregio in questo caso sta, appunto, nel cosa si sceglie di approfondire e come farlo. Si legge tutto d’un fiato e si fa fatica a interrompere la lettura. Però, per mio gusto personale, avrei preferito fossero approfondite alcune questioni. Tutto si svolge in maniera abbastanza originale: la risoluzione dei problemi non è così scontata, e non lascia il lettore insoddisfatto. Ho notato una netta divisione tra la parte in cui i problemi vengono presentati e la parte in cui i problemi vengono risolti. Avrei preferito pochi problemi alla volta, magari concatenati, da risolvere poco alla volta. Inoltre il lettore ha pochi elementi per poterci arrivare da solo, proprio perché la storia è limata il più possibile. All’inizio ho avuto la sensazione che non fosse una scelta consapevole, che fosse il risultato di un libro scritto in fretta. Rileggendolo, e notando comunque l’abilità nel collegare tutti gli elementi, la bravura nel non far perdere l’attenzione del lettore, sono giunta alla conclusione che sia una scelta studiata e voluta, e che l’autrice fosse a conoscenza che stava scartando parti buone e accattivanti (come gli intrecci e i misteri protratti a lungo), sacrificandole in nome di qualcosa di nuovo, di originale, di audace. Non posso fare a meno di chiedermi però se con una storia meno complessa, meno “psicologica”, più breve e lineare, narrata in questo modo, avrebbe fatto lo stesso effetto. E’ un libro quindi che mi è piaciuto per questo stile velocissimo, fatto di dettagli, ma avrei tanto voluto che la storia si sviluppasse in maniera più approfondita.

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    12/10/2016 12:21:42

    Non mi è piaciuto. L'idea di fondo poteva anche essere buona ma poi non è stata sviluppata in modo incisivo e originale. Questa storia non lascia nessun segno e si dimentica appena chiuso il libro.

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    18/04/2016 18:09:22

    Degna di nota la saggia e truffaldina signora De Lellis, la cui figura purtroppo è introdotta molto tardi nel romanzo e non viene sviluppata appieno. Nella testa del lettore aleggia sempre costante la domanda per cui ci si chiede se sia più sfortunata Rebecca con la sua bruttezza o le persone che la circondano con le loro disgrazie.

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    19/04/2015 18:12:53

    Un libro sottile, di poche pagine ma denso di contenuti, bellissimo e toccante. Da leggere

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    06/01/2015 15:51:59

    Un bel libro. L'estetica di Rebecca , la protagonista , è il doloroso pretesto che permette di alzare il velo sull'ipocrisia e l'aridità del tessuto sociale in cui si muove. Veladiano richiama l'attenzione su dinamiche purtroppo reali ; utilizza un linguaggio sereno , capace di formulare accuse ed assegnare responsabilità , senza mai perdere lucidità e , ove possibile , pietà. Questa opera non descrive solo un contesto amaro , per alcuni personaggi inesorabilmente immobile. Descrive anche la bellezza dell'empatia , che spinge le persone a tendersi reciprocamente la mano . E sottolinea il fondamentale potere della musica e , più in generale , dei propri talenti . Aggrappandosi ad essi Rebecca ed altri splendidi personaggi trovano la forza di combattere l'isolamento e l'ipocrisia , rideterminando con calda complicità le loro intere esistenze.

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    11/04/2014 12:23:56

    Promettente all'inizio, si è rivelato francamente irritante per l'artificiosità dei dialoghi, delle vicende e dei profili psicologici. Possiede un che di non intenzionalmente grottesco e favolettistico che tradisce lo spunto iniziale del romanzo, di certo interessante. Finale affrettato, narrazione lacunosa, lingua sobria e ispirata solo a tratti, per il resto un po' sensazionalistica, persino ridicola in certi passaggi. Belle invece le descrizioni degli scorci cittadini e paesaggistici, tratteggiati con pennellate rapide e vivide che fanno considerare con rimpianto che non ve ne siano state inserite di più.

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    21/03/2014 14:04:52

    Quest'opera ripropone in chiave moderna l'esperienza del vissuto di una giovane protagonista piuttosto anacronistica. L'occulto significato intrinseco riconduce ad un non so che di sentimento represso per una vita condotta ai margini della società, la quale può mutare irreparabilmente il nostro essere subconscio. Il sentimento di una donna post partum si può interpretare come lq profonda delusione di una vita da cui si sarebbe potuto trarre maggiore giovamento. I termini alquanto commerciali portano ad un induzione di pensiero che penetrq nella ruvida scorza della mente comunemente definita"umana" riferita all'uomo contemporaneo proponendo ina visione olistica dell' ambiguità del mondo attraversante gli occhi di una ragazza colpita dalla punizione divina. In conclusione, si può azzardare una tale scrittura alla luce degli avvenimenti che giustificano la trama

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    04/06/2013 15:14:14

    Una favoletta senza pretese e poco entusiasmante...

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    27/03/2013 19:10:52

    Nel libro emerge l'assoluta ed inaccettabile incongruenzala della risposta dell'ambiente familiare alla problematica esemplificata, la bruttezza della protagonista; allora sul problema della emarginazione causata dalla bruttezza, tema forse apparente, ma della totale incapacità familiare a gestire la vita quotidiana. Tutti i personaggi, ognuno per un verso, appaiono stonati fuori posto. La storia non è nemmeno particolarmente emozionante, quindi un libro che non appare eccezionale.

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    01/11/2012 20:58:00

    E' un romanzo in cui a convincere è solo l'idea che esprime, non la sua traduzione in romanzo, ed è un equivoco in cui spesso incappano tanto gli editori quanto le giurie (di premi). L'inizio è efficace, ma quasi subito il libro si fa noioso e monoc orde. Davvero difficile arrivare alla fine.

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    Isa
    27/10/2012 10:48:54

    Libro "delicato" che si legge volentieri.

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    02/08/2012 16:33:32

    Un libro piacevole, che non mi cambierà l'esistenza, e che dimenticherò presto.

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    07/07/2012 12:25:13

    Non mi ha convinto. Sembra voglia trasmettere un messaggio, che tuttavia non arriva mai. L'enfatizzazione della bruttezza sconfina nella noia, e non giustifica la quantità di disgrazie che costellano il testo. A parte alcune pagine liriche, il resto è una tragedia incompiuta, con un sottinteso che non quadra. Infine, che anche le brutte abbiano un'anima, lo sapevamo già.

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    21/05/2012 22:17:56

    Uno dei libri più brutti che abbia letto negli ultimi anni. La trama è inesistente, la narrazione è dilettantesca, lo stile strappalacrime e opaco, i personaggi bidimensionali. Manca qualsiasi intelligenza interpretativa e nel complesso una weltanschauung: una visione del mondo. Un romanzo di pura noia, con scompensi di qua e di là che fanno franare l'impalcatura a ogni minimo refolo di vento.

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    25/04/2012 00:16:00

    Bel libro, l'ho apprezzato molto. Mi sento però di consigliarlo sole se consapevoli della dolente tristezza che affiora ad ogni capitolo. Alla fine una piccola speranza di serenità, una specie di tranquillo appagamento per questa sfortunata bambina si raggiunge, ma personalmente ho sofferto davvero per lei. La mia valutazione è comunque abbastanza alta perché lo stile di scrittura è perfetto, lieve ma incisivo,senza tanti inutili ed irritanti ricami. Da amare i personaggi che salvano la vita a Rebecca : il buon senso di Maddalena, l'intelligenza e la bontà della maestra Albertina e del maestro De Lellis, l'allegria di Lucilla. Dissento dalle critiche di qualcuno riguardo all'intreccio che sarebbe troppo telenovela o inverosimile : la realtà di certe cose mai dette, soprattutto in una soffocante città di provincia, supera spesso la fantasia.

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    20/04/2012 15:47:00

    Bruttino davvero. Concepito per un tipo di lettrice-media che ama identificarsi nelle figure stereotipate a margine. Storia che nel suo intreccio appare del tutto inverosimile (troppo artificioso il connettersi dei 3/4 personaggi l'uno con l'altro) e non credo che vi si possa attribuire una qualche chiave di lettura "simbolica". Peccato perchè la Veladiano possiede una scrittura pulita e gradevole ma io amo leggere storie e non abbozzi di trame così aleatori. RIPROVACI

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    05/01/2012 09:08:10

    Appena uscito, avevo letto una buona recensione, l'ho visto tra le novità della biblioteca e l'ho preso al volo. Una bambina bruttissima, mostruosa (ma non si dice mai come, se non qualche accenno nel finale), la cui sola presenza sconvolge fin dalla nascita gli equilibri della famiglia tanto che la madre (bellissima) si suicida ed il padre (bellissimo) non è all'altezza di gestire la situazione; cresce allora tra le cure e le attenzioni della zia artista ma isterica, della governante dalla lacrima facile, dell'unica amica Lucilla bambina obesa e logorroica e di vari altri insegnanti che intuiscono le sue doti musicali. Finché crescendo troverà, anche se a fatica, il suo posto nella vita. Tono sempre pacato, quasi soffuso e conventuale, forse vuole dare il messaggio pastorale dell'accettazione di tutte le forme in un mondo in cui l'immagine esteriore conta moltissimo, quindi un'impronta che si potrebbe definire cattolico-integralista, comunque nel retroterra dell'autrice. Il romanzo è breve e malgrado la buona costruzione delle premesse e dello sviluppo centrale si perde un po' nel finale, chiudendo in maniera semplicistica, come se la narrazione non fosse riuscita a svilupparsi completamente.

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    06/12/2011 12:46:21

    E' un libro sull'inadeguatezza. Inadeguati i personaggi, le loro azioni e soprattutto i loro sentimenti. Un libro interessante ma che, nonostante mi sia piaciuto, rimane un pò troppo in superficie. Un gran peccato!

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    29/11/2011 23:01:32

    Proprio un bel libro scritto benissimo. Un'amica, G.M.P., di cui ho molta stima mi ha riferito in proposito: "Mi sono particolarmente piaciute le descrizioni dei sottotoni discreti di meschinita' sociale contro il diverso, dei sottili meccanismi di difesa che in particolare le donne sono spesso costrette ad impiegare per autodifesa fino a diventarne esperte; del peso delle cose mai dette e come talvolta siano piu' determinanti di quanto e' esplicito". Ed io concordo in pieno.

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    16/09/2011 18:53:42

    Merita tutta la mia simpatia la protagonista Rebecca, che affronta la vita in punta di piedi per non disturbare, che al suo primo approccio con un'altra bambina non sa se darle del tu o del lei, che osserva di nascosto il volto della mamma sperando che lei la guardi però temendo allo stesso tempo di vedere la sua espressione vuota.... Io ho trovato questo romanzo deliziosamente triste, molto particolare, quasi poetico, con una scrittura limpida e scorrevole. Meritato il Premio Calvino, ottimo esordio della scrittrice italiana.

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    15/09/2011 10:13:47

    L'ho letto abbastanza in fretta ma alla fine non oserei gridare "al capolavoro". Lo definirei come un libro "semplice e carino", tutto qui e niente di speciale. La trama, ambientata a Vicenza, è sicuramente un argomento difficile e delicato da trattare: la bruttezza dell'aspetto fisico accompagnato dal dolore e dal dispiacere per essere così, senza poter fare nulla per cambiare. Perchè Rebecca, la protagonista, è deforme fin dalla nascita (è da notare che l'autrice non descrive mai il suo aspetto fisico, lasciando libero il lettore di immaginare la protagonista come preferisce. Questa trovata devo proprio dire che mi è piaciuta). Sua madre non ha mai osato toccarla e si è chiusa nel silenzio e nella depressione più totali, mentre suo padre si arrende all'evidenza senza fare nulla. Rebecca così vive una vita isolata dal resto del mondo e sempre chiusa in casa. Le uniche a prendersi cura di Rebecca sono la tata Maddalena, sensibile, affettuosa e quasi sempre in lacrime dopo la perdita di suo marito e dei suoi figli, e la zia Erminia, sorella gemella di suo padre, vivace, dinamica e intraprendente che però nasconde un segreto terrificante. Oltre ad esse c'è anche Lucilla, l'unica e vera amica che Rebecca abbia mai avuto, chiacchierona, impicciona ma molto simpatica ed estroversa. Ma se Rebecca è brutta fuori, la sua bellezza si trova nelle sue mani perchè scopre presto uno straordinario talento per il pianoforte che potrebbe riscattarla dai suoi anni trascorsi nell'ombra.... La trama c'è, è profonda ma non ben sviluppata. Molti punti si perdono nel nulla e i personaggi non conquistano il lettore, essendo mal caratterizzati. Di per sè il romanzo è semplice, nulla di particolare, scritto in modo modesto e, nonostante sia molto ricco di colpi di scena e per nulla prevedibile nonostante il genere del libro, le svolte che si aspettano più di tutte praticamente non arrivano o, se arrivano, sono solo leggermente accennate. Ho trovato poi il finale frettoloso e inverosimile.

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    28/08/2011 13:55:04

    Lo si potrebbe definire il romanzo delle apparenze, in cui nulla è ciò che sembra; dietro le lacrime di una donna apparentemente fragile si nasconde una grande forza e generosità; dietro il silenzio ostile ed ostinato di una madre si cela un amore inespresso ed affidato alle pagine di un diario segreto; l'apparente affidabilità, premura e generosità di un uomo maschera un'incapacità ad amare la persona che più avrebbe bisogno di considerazione ed attenzione. Be' credo di avervi raccontato anche troppo!se vi ho incuriosito non vi resta che acquiastare questo romanzo e leggerlo. Ne vale la pena!

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    23/08/2011 20:37:43

    L'ho già letto tre volte...è coinvolgente, scritto bene, originale. Presenta delle figure di donne che meritano di entrare nel gruppo delle grandi eroine della Letteratura mondiale. Mi ricorda molto le saghe di Isabel Allende.

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    23/08/2011 16:25:23

    Concordo con la lettrice che scrive che la storia è artificiale. I personaggi non hanno alcun spessore psicologico, figure appena abbozzate che,alla fine del libro scompaiono nel nulla (la zia, il padre, il maestro di musica) come se l'autrice non sapesse più gestirne la presenza. Non parliamo poi dei brevi capitolucci di poche pagine. Se questi sono i romanzi finalisti dello Strega direi che la letteratura Italiana è alla frutta.

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    14/07/2011 11:40:43

    Un libro sublime, forte eppure aggraziato, colto eppure scorrevole. Si legge tutto d'un fiato e lo si ama sin dalla prima riga.

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    06/07/2011 21:22:04

    Una donna brutta probabilmente non riesce a dire i propri desideri ma riesce a coltivarli, in una sorta di dialogo interiore alimentato da giochi psicologici comuni nelle dinamiche familiari. Si leggono tracce tipiche del "paziente designato" ma anche di filosofia esistenziale nei confronti di chi, all'apparenza, può essere perfetto e bello, impeccabilmente elegante ed invece "non riesce ad affrontare il mondo", come la figura del padre della protagonista del romanzo. La maschera conta poco nella fattibilità della vita e l'adattabilità, in un contesto sempre più pervaso dall'essere piuttosto che dall'avere, rappresenta la più grande sfida di chi riesce nell'intento data la sua particolare condizione e un determinato contesto. Antonello Bellanca

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    18/06/2011 12:32:03

    Un libro scritto molto bene, non ti annoia, ti coinvolge! Vorresti fare qualcosa per le povera RebeccA!

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