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Smolin

Editore: Einaudi
Anno edizione: 1998
Pagine:
  • EAN: 9788806149017

recensioni di Galeotti, P. L'Indice del 1999, n. 06

Sapevate che la fisica newtoniana, a parte la legge di gravitazione, è ormai un relitto demodé della scienza ottocentesca? Che l’universo non è infinito e neppure eterno? Che la vita sulla Terra è resa possibile dalle reazioni nucleari che avvengono sui miliardi di stelle sperdute nel buio profondo del cosmo? Se non immaginavate nulla di tutto ciò, questo libro è per voi.

Premetto subito che la lettura non è sempre agevole, nonostante lo stile piano ed efficace dell’opera. L’argomento è di quelli ostici e, talvolta, può rivelarsi indigeribile anche per persone di buona cultura che non abbiano però la passione della fisica. Preziosissimo risulta pertanto il glossario finale, che consiglio vivamente di leggere e memorizzare prima di attaccare il testo. In effetti, negli ultimi vent’anni la fisica teorica ha compiuto incredibili passi avanti nella comprensione dell’universo, e sta ora cercando di dare un senso alle mille scoperte (neutrini, bosoni, buchi neri, quark) che sono sbocciate all’improvviso, come una "lussureggiante foresta tra le pietre scalzate di un antico tempio". Dare un senso significa soprattutto, per i fisici di oggi, fornire una nuova poderosa visione unitaria e globale della natura che metta insieme la teoria della relatività einsteiniana con la meccanica quantistica.

Sorge spontanea la domanda: in che razza di universo ci troveremo a vivere una volta che questa rivoluzione sarà conclusa? L’autore, un brillante e autorevolissimo fisico americano con un passato sessantottino, si propone con il suo libro di darci una risposta, ma attenzione, ricordate lo slogan "la fantasia al potere"? Ecco, molto di ciò che viene presentato nel testo è decisamente una speculazione o, se volete, una fantasia. Dunque il lettore non ha fra le mani, a rigor di termini, un libro scientifico, ma un’affascinante esposizione di nuove idee e ipotesi che non sono state ancora sufficientemente sperimentate. Tra tutte queste "fantasie", che sono poi ipotesi alternative razionali e ragionevoli (per quanto ne sappiamo oggi sull’universo potrebbero essere anche vere), quella che personalmente mi ha intrigato di più – sono un biologo evoluzionista – è il tentativo di utilizzare la teoria dell’evoluzione biologica elaborata da Charles Darwin come strumento di base per costruire una nuova onnicomprensiva teoria cosmologica. Smolin parte da una scoperta fondamentale avvenuta nel secolo che sta per finire. Il fatto (vero!) è che l’universo che vediamo intorno a noi non è eterno. E nemmeno statico. È nato un certo numero – finito – di anni fa, in uno stato diverso (il cosiddetto Big Bang) e si è evoluto nel tempo fino a raggiungere il suo stato presente. Sembra che l’universo sia appena appena più vecchio delle stelle e delle galassie che contiene, e la sua storia non è nemmeno molto più antica di quella della vita sulla Terra. Una novità sconvolgente e, come ovvio, il dischiudersi di scenari vertiginosi di possibilità fino ad ora inimmaginabili. Se l’universo si evolve è chiaro che deve avere avuto un’origine e che quindi avrà anche una fine; dunque non è eterno, ma sarà prima o poi soppiantato da un altro, diverso universo. E potremmo anche chiederci, andando a ritroso, che cosa sia esistito prima di questo universo. Ecco il punto forte: gli universi, secondo la "fantasia" di Smolin, nascono dal collasso di un precedente universo in un buco nero e competono tra di loro in una sorta di cosmica lotta per la sopravvivenza, dove solo il più adatto, l’universo più ricco e più vario, quello con più stelle e buchi neri, alla fine vince perché ha la capacità di lasciare molti più discendenti di altri universi. Esattamente come accade per gli organismi viventi. Il nostro universo è dunque probabilmente figlio di uno di questi universi "vincenti" e pertanto è solo un membro tipico di una grande progenie di universi.

Di questo universo relazionale in continuo cambiamento noi umani siamo parte assolutamente integrante come le galassie, i soli, i pianeti e tutto il resto del grande armamentario cosmico, e con tutto interagiamo cambiando continuamente. Niente a che vedere con le pesantezze dei trascorsi aneliti alla conoscenza assoluta,
à la Nietzsche, in cui il mondo è schiacciato sotto il peso dell’impossibilità del nuovo. Questa nuova concezione dell’universo è invece leggera come la luce, perché ciò che Darwin ci ha dato, e che possiamo aspirare a generalizzare al cosmo intero, è un modo di pensare al mondo che è sì scientifico e meccanicistico, ma è un modo in cui il verificarsi del nuovo, la continua nascita del nuovo può essere finalmente compresa. Non ha veramente più senso guardare all’universo come a uno statico buio "fuori" da noi, creato da un divino Pilota che, imposto un ordine al caos, ne è rimasto poi fuori a osservare e prescrivere. Tutto l’Essere è nelle relazioni complesse fra le cose reali, sensibili. Tutta l’utopia possibile sta in ciò che possiamo fare con le nostre mani. Insomma: Dio è morto, Nietzsche è morto, ma Darwin è vivo e lotta insieme a noi.

Recensioni dei clienti

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    Fausto Intilla (Inventore-divulgatore scientifico)

    26/07/2006 20.49.56

    Come risolvere il vero enigma della fisica contemporanea, come arrivare a una teoria cosmologica coerente ed unificata? Basta abbandonare una volta per tutte l'idea dell'universo regolato da leggi immutabili, e lasciare spazio alla teoria dell'evoluzione naturale: le leggi e le costanti della fisica si selezionano in particolari momenti (addirittura prima del Big Bang) e in particolari luoghi; gli universi competono tra di loro in una sorta di grande lotta per la sopravvivenza del piú adatto, dove vince l'universo piú ricco e piú vario. È un'idea al tempo stesso semplice e rivoluzionaria, a cui Smolin - uno dei piú innovativi scienziati dell'ultima generazione - è giunto dopo anni di ricerche alle frontiere piú avanzate della fisica: gravità quantistica, teoria delle stringhe, relatività generale. Ed è anche un nuovo modo di guardare alla realtà, una nuova forma di razionalità che vede l'universo come un'entità autoalimentata, dominata da una rete di relazioni in cui la complessità dei viventi ha un ruolo fondamentale. Scritto in modo brillante e accessibile anche a chi possegga una preparazione scientifica elementare, questo saggio è ricco di invenzioni illuminanti, ed è anche una panoramica completa sui piú recenti progressi della fisica ad alto livello.

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    Domenico Cardona

    05/11/2003 10.58.16

    Ed ora i "Tubi di luce" tanto cari alla fantascienza, dapprima collegamenti fra galassie, poi assunti a collegamento fra universi paralleli (dal criptico finale di 2001 Odissea nello spazio in giù) sono assunti alla gloria della saggistica. Ma non solo questo. L’evoluzione degli Universi (di nuovo il criptico finale di cui sopra ?). Un darwinismo cosmologico affascinante ma pericoloso: un voler trovare ad ogni costo universalità a teorie ben sperimentate in un ambito, utopia in altri, allo stato delle attuali conoscenze. Non siamo ancora al trattato scientifico, troppo è il lavoro di fantasia fatto per collegare parti di una teoria fascinosa ma dai postulati ad oggi indimostrabili. Ipotesi alternative “razionali” e “ragionevoli” ma le dimostrazioni “a posteriori” , valide spesso scientificamente, peccano qui di una auto-referenzialità. Saggio, ripetiamocelo, quindi senza l’obbligo della prova provata. Ma (anche) per questo intrigante perché fa vedere da una porta socchiusa della “scienza” quel che , anche, potrebbe essere. Se non è ancora scienza è un saggio affascinante. Ideale per coinvolgere e sfidare la mente di chi ama i problemi della fisica moderna , la razionalità condita con la speculazione, la fantasia, al limite. Molto meno consigliabile per chi si lascia prendere facilmente dall’euforia del nuovo per il nuovo. Cadute certe basi parascientifiche, il voler accettare acriticamente tutto posta non ad una visione critica, ma esistenzialistica, alla New Age. La vita, la scienza , a volte sanno essere molto più banali ma concrete. Quark compresi.

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    Dino

    28/06/2002 14.48.28

    Non è facile impegnarsi nella lettura di questo libro: sono necessarie una buona cultura fisica insieme con una predilezione verso l’argomento. Se però ci si mette d’impegno, e si arriva alla fine, ci si sentirà veramente ripagati e si potrà dire “Ho letto un libro che forse può diventare una pietra miliare nei secoli futuri!”: lo stesso sentimento l’avevano provato i primi lettori di Darwin e la storia diede loro ragione! Smolin come novello Einstein? In effetti il cuore del libro (la stupefacente teoria della selezione naturale cosmologica) è affascinante quanto “eretica”: risulta difficile da sposare e anche da sperimentare. Però la coerenza espositiva, l’eleganza stessa della teoria e le evidenze “a posteriori” sembrano davvero dare ragione all’Autore; il quale partendo dall’impossibilità di descrivere il mondo in condizioni di densità critiche e sfruttando l’indeterminazione quantistica elabora i due postulati fondamentali sui quali fondare tutto il proprio pensiero: che ogni buco nero crei un rimbalzo verso un nuovo universo e che in ogni rimbalzo le quantità fisiche elementari subiscano una “mutazione spontanea” di una quantità piccola e casuale. Se poi tutto ciò dovesse diventare una chimera, poco importa: il libro ha il pregio di aprire le menti ed è un ottimo compendio della vera fisica, non quella liceale/universitaria. Un consiglio: lasciatevi trasportare felicemente nella narrazione per la prima metà del libro, che è quella veramente innovativa.

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    Giuliano Buceti

    06/11/2001 18.18.52

    Raramente, molto raramente un saggio prende con la stessa passione di un romanzo. Ma questo mi è capitato con il libro di Smolin. L'ho ammirato e invidiato per questo. Ho rivisitato tanta della fisica che ho studiato e mi ha suggerito curiosità nuove. Al di là delle questioni specifiche, ne esce fuori nitido il ritratto del metodo scientifico, in particolare che ogni teoria è utile se prevede risultati misurabili. La incalzante sequenza di domande ricorda ai non giovani perchè avevano deciso di studiare fisica e ai giovani perchè vale sempre la pena di farlo.

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    Adriano Gramaglia

    31/05/2001 15.49.15

    Buona la sua ipotesi sull'evoluzione del cosmo e indubbiamente buona l'introduzione che la precede. Tuttavia il libro e' un po troppo lungo e dalla meta' in avanti l'autore si perde nel descrivere le conoscenze attuali che si hanno sulla cosmologia e sulla meccanica quantistica. Gli argomenti trattati sono piuttosto difficili e per i non addetti potrebbe sembrare un po noioso.

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    G. Defendi

    31/12/2000 00.18.42

    Certamente l'autore, animato com'è dal desiderio di approdare ad una visione coerente tra i tanti dati contradditori ed incompleti che emergono nel campo della ricerca, lavora anche di fantasia, utilizzando talune ipotesi scientificamente non dimostrate. Tuttavia il quadro che ne esce è indubbiamente affascinante, perfettamente compatibile con le attuali conoscenze scientifiche, e, per quanto mi risulta, costituisce comunque la più completa e approfondita spiegazione oggi possibile sul mistero dell'Universo (o, per dirla con l'Autore, degli Universi). Consigliato a chi si interessa di questa tematica e desidera intravedere una spiegazione per moltissimi degli aspetti più misteriosi ed incomprensibili del mondo.

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