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Vita e destino - Vasilij Grossman - copertina
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Vita e destino Vasilij Grossman
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2008
26 novembre 2008
1024 p.
9788845923401

Valutazioni e recensioni

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Giancarlo
Recensioni: 5/5

Tre mesi. Poche pagine al giorno. Un Flusso di bellezza narrativa. Una potenza quasi unica. Da leggere assolutamente. Non credete a chi scrive che ci si perde dietro nomi e personaggi, bisogna lasciarsi trascinare dalle parole come se fossero note di una sinfonia. E poi c’è la “Storia”.

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alce67
Recensioni: 3/5

Devo ammettere che, intorno a pagina quattrocento, stavo per soccombere. La mole della storia, il numero di personaggi, la complicazione dei patronimici mi avevano portato vicino a mollare il romanzo. Affrontatelo solo se avete almeno un'ora di tempo al giorno da dedicarci. Mi ha salvato il senso del dovere ed è stato un bene, perchè questo libro sorprende per la lucida descrizione del mondo sovietico. L'autore, un ebreo russo che ha vissuto lo scontro con il nazismo, narra della lotta dell'uomo verso i regimi totalitari. Nell'Unione Sovietica di Stalingrado gli eroi diventano talora perseguitati per una cosa detta, per un vizio di forma. La difesa della propria dignità avviene al costo dell'isolamento, annientando le proprie aspirazioni. Una saga di eroismi senza vincitori, per lettori eroi.

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Raffaello
Recensioni: 4/5

Un romanzo fiume, certamente unico nel panorama del '900 per le caratteristiche con cui tratta gli eventi che portarono alla liberazione di Stalingrado e alla successiva disfatta nazista. La narrazione si svolge tra l'estate del 1942 e i primi mesi del 1943, coinvolgendo ed intrecciando storie di vita di tantissimi personaggi e situazioni diverse. In questo sta l'asperità maggiore del romanzo per il lettore, oltre alla consueta difficoltà nel districarsi tra nomi, patronimici e vezzeggiativi, tipica dei romanzi russi. La vittoria sovietica viene narrata in maniera asciutta, senza esaltazione e in parallelo si svolgono le vite di tanti sovietici, tra la miseria materiale e umana della guerra e quella del regime stalinista che come un ombra minacciosa grava sulla vita di ognuno. La paura è sempre quella di aver detto una frase "non conforme" con il pensiero del regime e di ritrovarsi arrestati e portati alla Lubjanka con interrogatori che sono vere e proprie torture condotti da funzionari cinici ed inumani, come accade ad uno dei protagonisti, o peggio ancora finire in un gulag. Colpisce la fede cieca di molti, che nonostante la prigionia e gli abusi subiti dal regime sovietico, continuano a credere in Stalin e nel comunismo, tratto che si riscontra anche in altri libri di prigionieri nei gulag staliniani. L'autore descrive tutto lucidamente senza far sconti a nessuno. Alla fine la vittoria sui nazisti pare essere solo un evento dovuto e non certo risolutivo per riappropriarsi della libertà.

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La recensione di IBS

«Ho appena terminato un grande romanzo a cui ho lavorato per quasi dieci anni...» scriveva nel 1960 Vasilij Grossman, scrittore noto in patria sin dagli anni Trenta (e fra i primi corrispondenti di guerra a entrare, al seguito dell'Armata Rossa, nell'inferno di Treblinka). Non sapeva, Grossman, che in quel momento il manoscritto della sua immensa epopea (che aveva la dichiarata ambizione di essere il Guerra e pace del Novecento) era già all'esame del Comitato centrale. Tant'è che nel febbraio del 1961 due agenti del KGB confischeranno non solo il manoscritto, ma anche le carte carbone e le minute, e perfino i nastri della macchina per scrivere: del «grande romanzo» non deve rimanere traccia. Gli occhiuti burocrati sovietici hanno intuito subito quanto fosse temibile per il regime un libro come Vita e destino: forse più ancora del Dottor živago. Quello che può sembrare solo un vasto, appassionante affresco storico si rivela infatti, ben presto, per ciò che è: una bruciante riflessione sul male. Del male (attraverso le vicende di un gran numero di personaggi in un modo o nell'altro collegati fra loro, e in mezzo ai quali incontriamo vittime e carnefici, eroi e traditori, idealisti e leccapiedi – fino ai due massimi protagonisti storici, Hitler e Stalin) Vasilij Grossman svela con implacabile acutezza la natura, che è menzogna e cancellazione della verità mediante la mistificazione più abietta: quella di ammantarsi di bene, un bene astratto e universale nel cui nome si compie ogni atrocità e ogni bassezza, e che induce a piegare il capo davanti alle sue sublimi esigenze. «Libri come Vita e destino» ha scritto George Steiner «eclissano quasi tutti i romanzi che oggi, in Occidente, vengono presi sul serio».

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Conosci l'autore

Vasilij Grossman

1905, Berdicev (Ucraina)

Vasilij Semënovic Grossman è stato un giornalista e scrittore sovietico di origine ebraica.Diventò ingegnere e dopo essere cresciuto a Ginevra e aver studiato a Kiev, all'epoca dei piani quinquennali credette talmente nella costruzione dell' "uomo nuovo" da abbandonare i cantieri minerari del Donbuss, dove lavorava, per mettersi a raccontare l'epopea dell'Unione Sovietica. Fu corrispondente di guerra per il quotidiano dell'esercito "Stella rossa" e seguì il fronte fino alla Germania. In quel periodo cominciò a comporre una grande opera sulla guerra, incentrata sulla Battaglia di Stalingrado, e diede alle stampe "Il popolo è immortale" (1943), esaltazione dei sacrifici sofferti dai popoli dell'Unione Sovietica durante l'invasione tedesca del 1941....

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