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Stendhal

Curatore: N. Palmieri
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
Pagine: XLIII-494 p. , ill. , Brossura
  • EAN: 9788811365884

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    Renzo Montagnoli

    04/01/2014 17.14.07

    Una domanda che ci si pone è il perché di questa autobiografia, la cui stesura iniziò nell'ottobre del 1835, allorché aveva cinquantadue anni; sarebbe una risposta troppo semplice individuarne il motivo nella necessità di fare un punto della situazione, di tracciare, lasciando un segno a futura memoria, un'esistenza, magari più avventurosa e meno canonica di altre. In realtà, pur non escludendo questa ipotesi, per come è scritta, per le domande che vengono poste (Chi sono io? Sono buono, intelligente, cattivo, stupido?), assume le caratteristiche di una ricerca interiore, di una esplorazione fin dalla nascita del proprio "io" per cercare di arrivare a delineare un ritratto di se stesso. Lo stile non è diverso dal solito di Stendhal: diretto, immediato, con ben pochi fronzoli, votato unicamente al fine per cui il lavoro è stato intrapreso. Sintetico e mai greve, apprendiamo così cose che ignoravamo, come l'autentica passione per la madre, persa quando era ancora un bambino; l'avversione per un padre, avido, ma non intelligente, e che finirà con il rovinarsi; la deliziosa e rapida descrizione del nonno materno, visto come un personaggio di cui non si può che avere rimpianto. Sembra un romanzo, il frutto di un'idea creativa, ma non lo è; è invece un quadro che si viene formando pagina dopo pagina e che ci aiuta a comprendere meglio, attraverso l'Henri Beyle uomo lo Stendhal scrittore, in fondo un incompreso alla sua epoca, troppo avveniristico, e del resto le sue qualità e gli estimatori emersero assai più tardi, nel secolo scorso. Vita di Henry Brulard è uno di quei libri che inizi a leggere per curiosità, ma che poi ti avvince tanto da non poter far meno, una volta ultimato, di riprenderlo in mano ogni tanto. Potrei dire che è bello perché stato scritto da Stendhal, e sarebbe vero, ma forse il giudizio più aderente a una simile opera è assai più sintetico: è un capolavoro.

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