La vita in tempo di pace - Francesco Pecoraro - ebook

La vita in tempo di pace

Francesco Pecoraro

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Testo in italiano
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Dimensioni: 1,12 MB
Pagine della versione a stampa: 509 p.
  • EAN: 9788868330415
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VINCITORE DEL PREMIO MONDELLO E DEL PREMIO VOLPONI FINALISTA PREMIO STREGA 2014 «IL VERO GRANDE ROMANZO ITALIANO». IL SOLE 24 ORE «UN CAPOLAVORO». CORRIERE DELLA SERA L’ingegner Ivo Brandani è sempre vissuto in tempo di pace. Quando il libro comincia, il 29 maggio 2015, Ivo ha sessantanove anni, è disilluso, arrabbiato, morbosamente attaccato alla vita. Lavora per conto di una multinazionale a un progetto segreto e sconcertante, la ricostruzione in materiali sintetici della barriera corallina del Mar Rosso: quella vera sta morendo per l’inquinamento atmosferico. Nel limbo sognante di un viaggio di ritorno dall’Egitto, si ricompongono a ritroso le varie fasi della sua esistenza di piccolo borghese: la decadenza profonda degli anni Duemila, i soprusi e le ipocrisie di un Paese travolto dal servilismo e dalla burocrazia, il sogno illusorio di un luogo incontaminato e incorruttibile, l’Egeo. E poi, ancora indietro nel tempo, le lotte studentesche degli anni Sessanta, la scoperta dell’amore e del sesso, fino ad arrivare al mondo barbarico del dopoguerra, in cui Brandani ha vissuto gli incubi e le sfide della prima infanzia. Chirurgico e torrenziale, divagante e avvincente, La vita in tempo di pace racconta, dal punto di vista di un antieroe lucidissimo, la storia del nostro Paese e le contraddizioni della nostra borghesia: le debolezze, le aspirazioni, gli slanci e le sporcizie, quel che ci illudevamo di essere e quel che alla fine, nostro malgrado, siamo diventati.
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    flavio alberto

    28/12/2014 21:39:59

    abbacinante! filtrata dalla formidabile inettitudine del protagonista, la storia di cinquant'anni di sogni e di delusioni, il canto funebre di un'epoca privata e collettiva, il desolato bilancio di un presente che ammutolisce. romanzo profondo e totale. un'opera con cui faremo i conti, a lungo. bravo pecoraro!

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    ilse

    19/09/2014 12:16:26

    DeLillo sì, ma anche tanto Everyman di Philip Roth (a tratti quest'ultimo romanzo sembra proprio aleggiare su quello di Pecoraro come ispirazione costante). Molto bello. Fatti tutto sommato banali (amori, delusioni, fallimenti professionali, fregole adolescenziali, paure infantili, rapporti odio/amore con i genitori, insomma la vita di tutti) raccontati con profondità e amarezza, complice una struttura temporale originale. Disseminate per il romanzo alcune esche emotive, prima fra tutte la passione per il mare.

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    Mario Papadia

    28/08/2014 08:17:18

    Romanzo bilioso e noioso, che non riesce a decollare, nonostante voglia sedurre il lettore con quel ridicolo romanesco e spiazzarlo con i continui dentro-fuori tra narratore e narrato. E' l'autobiografia-storiografia di un depresso saturo di livore. Per tale dovrebbe essere venduto da recensori che un anno sì e un anno, e talvolta due volte l'anno, annunciano il capolavoro. Si può leggere tranquillamente saltabeccando qua e là qualche pagina, tanto per non dire di aver buttato via i propri soldi e di continuare a stare à la page. Ci sono cascato ancora una volta.

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    michele

    02/08/2014 22:27:13

    Finalmente cominciano i riconoscimenti a questo bellissimo romanzo. L'ho letto casualmente pochi giorni dopo la sua uscita in libreria non conoscendo l'Autore nè avendo letto alcuna recensione. E' stata una scoperta bellissima condivisa con le persone a cui l'ho regalato o consigliato

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    michele

    29/07/2014 13:09:57

    Avevo letto un paio di recensioni che accostavano questo libro a Underworld, e in genere i parallelismi tra scrittori italiani e americani mi destano qualche sospetto. Avendo molto apprezzato il romanzo di De Lillo, ho però voluto verificare. Nulla da eccepire, La vita in tempo di pace può davvero essere considerato l'Underworld "nostrano": oltre 60 anni di storia peninsulare (e non solo) raccontati lungo il percorso a ritroso della memoria di un uomo, l'ingegnere-filosofo Brandani, che ha vissuto a sufficienza per essere irritato e deluso dai suoi consimili e da se stesso. Con lo stesso feroce disincanto, il protagonista getta il suo sguardo sul presente e sul futuro prossimo, fino a ipotizzare e desiderare la fine della natura, la riduzione del mondo a un diorama di se stesso. Personalmente, ho trovato una forte affinità anche con Verso la fine del tempo di Updike: entrambi ambientati in un vicino futuro, la stessa lucida amarezza con cui il protagonista, precipitato nella senilità e nella malattia, rivisita i momenti cruciali della sua vita e della storia recente del suo paese, tenendo insieme i piani sfalsati del tempo personale e del tempo collettivo, e scrutandone il comune orizzonte di una conclusione ormai prossima.

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    Spartacus

    28/07/2014 16:36:40

    A tratti può sembrare farraginoso e di difficile interpretazione cronologica, il prima-il dopo. Poi rivela tutta la sua potenza narrativa e di analisi. Un libro profondo, autentico, di grande verità. Svela con efficacia la vita nostra, dell'uomo della seconda metà del novecento e dell'inizio del terzo millennio.

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    Nicola Intrevado

    17/07/2014 19:29:28

    Bello, bello davvero e affascinante, intenso in ogni suo aspetto. Avvolgente fino al punto da irretire il lettore fino a legarlo ad una dipendenza che si traduce nell' impossibilita' di darsi una pausa nella lettura mentre l' orologio segna l' una di notte. Inoltre, il migliore dei tre finalisti al SuperMondello ma questo e' un altro e diverso discorso, tuttavia la mia dichiarazione di voto e' questa. Lo voto. Ebbene si ! Sono uno dei 200 lettori identificati dalle 20 librerie italiane e scusate il disturbo di tale intrusione che nulla toglie agli altri due finalisti se non il mio voto ma Pecoraro e' il piu' bravo dei tre. Senza dubbio. Infine, non eccezionale : intendiamoci, non immortale e da tale da essere il libro da non perdere in modo assoluto, ma di una rara qualita' nella quale la produzione italiana contemporanea e' ben lontana da questo lavoro. Lontana fino al punto da scorgerla appena con un binocolo di grande perizia ottica e ancor piu' grande potenza risolutiva, ma va anche detto che il nostro livello attuale e' cosi' infelice e sconfortante, tapino che per seppellirlo si dovrebbe scavare dal basso. Qualche ripetizione di troppo c'e' e che avrebbe alleggerito il testo proprio dopo l' epilogo e inframezzata dai vari capitoli, dopotutto sono 508 pagine quindi non poche di certo, quindi una editing piu' fiscale avrebbe dato piu' garanzie di analisi riuscite. E qualche refuso di stampa qui' e la, anche questo va detto, quel tipo di svista che lo rende umano nella produzione e che sa tanto di artigianale, il resto va bene o meglio benissimo. Buona lettura a tutti. P.S. I miei non sono refusi ma errori ortografici, pensate quindi qual' e' il livello dei giurati !!!! Ancora buona lettura !

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    joe roberts

    09/07/2014 12:07:21

    Romanzo strepitoso: mentre leggevo, mi dicevo:"Finalmente!". Erano anni che aspettavo un romanzo italiano di tale spessore, di tale densità. Basta con i romanzetti esangui e accomodanti. Finalmente possiamo leggere un romanzo vitale, che mi porterò appresso per lungo tempo e sul quale tornerò quando sentirò il bisogno irrefrenabile di un'intelligenza spietata e lucida, che mi faccia vedere il mondo con occhi diversi dai miei e mi illumini lì dove la mia intelligenza non arriva.

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    francesco

    09/06/2014 19:32:34

    Il più bel romanzo italiano degli ultimi anni. Fluviale, diseguale, a volte persino irritante. Forse, ma è il mio modesto parere, manca di forte impronta linguistica ed è assolutamente privo d'ironia. Merita di essere letto come un quasi-capolavoro.

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    FEDERICA

    08/06/2014 21:54:05

    Mi aspettavo grandi soddisfazioni da questo libro, e purtroppo sono rimasta delusa. Non mi è piaciuta la trama nè lo stile "a singhiozzo", nel senso che alcuni capitoli si leggono in modo scorrevole ma altri sono davvero noiosi, per non dire illeggibili (es quello sulla Grecia). Peccato, perchè il titolo lasciava presagire una storia decisamente migliore. Nella mia classifica personale dei 12 finalisti al premio Strega questo libro è all'ottavo posto, e frnacamente mi sembra già tanto.

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    Oliver61

    03/06/2014 22:35:40

    Bellissimo e immenso. Ho letto questo libro con calma, pagina dopo pagina. E' sicuramente una delle cose più belle che ho letto in questi ultimi anni. Lo consiglio vivamente a tutti coloro che amano la vera lettura.

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    Ladymariane

    18/04/2014 11:25:08

    Meraviglioso, potente, scritto benissimo. Ricco di sensibilità, cultura, doti introspettive e letterarie. Perché questa non è assolutamente narrativa, tantomeno narrativa di consumo, bensì vera letteratura. Da leggere.

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    Gango

    13/02/2014 17:30:18

    Cinquecento e passa pagine fitte fitte: le ho divorate ma non è stato certo tempo perso, tanta è la potenza di questo scritto. Chiamarlo romanzo è restrittivo, data la grande varietà di argomenti affrontati. Io lo chiamerei un affresco di vite vissute. Da leggere e rileggere.

Vedi tutte le 13 recensioni cliente
  • Francesco Pecoraro Cover

    Lavora come architetto urbanista presso il comune di Roma, dove vive.Scrive da una ventina d'anni, poesie, saggi su arte e architettura pubblicati da riviste specializzate e racconti.Ha pubblicato i racconti di Dove credi di andare (Mondadori, 2007; Premio Napoli e Premio Berto), le poesie di Primordio vertebrale (Ponte Sisto, 2012) e Questa e altre preistorie (Le Lettere, 2008), che racchiude le prose del suo Tash-blog.Con il suo romanzo La vita in tempo di pace è stato candidato al Premio Strega 2014. Nel 2019 esce per Ponte alle Grazie il suo nuovo libro: Lo stradone. Approfondisci
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