Una vita violenta - Pier Paolo Pasolini - copertina

Una vita violenta

Pier Paolo Pasolini

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Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 15 gennaio 2015
Pagine: 384 p., Brossura
  • EAN: 9788811688365

86° nella classifica Bestseller di IBS LibriNarrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Il romanzo racconta la vera storia della vita breve, vissuta con passione, di Tommaso Puzilli, un giovane sottoproletario dei sobborghi romani. I piccoli furti, i rapporti con omosessuali, i vagabondaggi notturni, fino alla tragedia finale: il ritratto di un gruppo che vive al di fuori di ogni ordinamento sociale che lo possa condizionare. Pubblicato per la prima volta nel 1959, questo libro venne giudicato dalla critica uno dei romanzi più importanti del dopoguerra. Lungi dal servire effetti coloriti e pittoreschi, il gergo fu utilizzato qui da Pasolini per dare una rappresentazione "lucida e spietata, delle persone e degli atti, dell'ambiente e delle fatalità" (Carlo Emilio Gadda) delle borgate romane. Prefazione di Giuseppe De Robertis.
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    Tamara

    11/03/2019 18:19:21

    Altro bellissimo romanzo di Pasolini che potrebbe essere il proseguimento de"I ragazzi di vita". E in effetti Tommasino, il protagonista, appartiene a uno di quelli, sempre con la stessa miseria, i modi e l'aria strafottente da romano "boccaccesco". La storia è semplice e a tratti commovente; il linguaggio, intrigante e scorrevole, con quel tocco di poesia che rende la descrizione dei paesaggi, delle strade, con le albe e i tramonti romani, veramente superlativa. Il genio di questo indimenticato scrittore, poeta, saggista, attore, regista, si riconosce e si apprezza ogni volta.

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    Ann

    09/03/2019 17:12:26

    La lettura di questo romanzo mi ha riportato alla mente l’insegnamento di Foucault sugli spazi estimi, che sono lontani, periferici, e non facilitanti, rispetto agli spazi comuni, centrali, utili alla crescita. Quegli spazi che hanno la particolare caratteristica di essere connessi a tutti gli altri spazi, ma in modo tale da sospendere, neutralizzare o invertire l’insieme dei rapporti che essi stessi designano, riflettono o rispecchiano, ci dice Foucault (1967). Il bordello, come il manicomio, diventa lo spazio periferico che conferma la normalità degli “spazi sani”, centrali. Il bordello, come il manicomio, diventano il luogo della follia e della diversità, una follia e una diversità che servono a confermare l’unica follia possibile e socialmente accettata, che viene chiamata normalità. E la periferia diventa il luogo della diversità, a beneficio del centro, pieno di normalità.

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    valentina

    09/03/2019 15:15:40

    Il romanzo di Pier Paolo Pasolini narra la maturazione di Tommaso, un giovane sottoproletario sbandato delle borgate romane, che vive in questo mondo di “ragazzi di vita”, ambiguo, dividendosi tra furti e spedizioni punitive, fino ad approdare al Partito Comunista. Romanzo da leggere almeno una volta nella vita, rimane di certo uno dei capolavori della narrativa contemporanea, non tanto per la sua ideologia, ma per la drammaticità della narrazione condotta quasi totalmente sul filo del dialogo vivace e ricco di carica umana.

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    dish

    08/03/2019 22:15:55

    Come in tutti i romanzi di Pier Paolo Pasolini i protagonisti sono gli ultimi, gli scomodi e quindi persone "sbagliate" per la società, in questo caso il fulcro dello scritto sta nel condizionamento sociale e di come una persona a causa del proprio se dentro un gruppo di persone possa cambiare le abitudini, le convinzioni e anche il modo di essere. Il protagonista di questo libro finisce e passa in vicende svariate ed è lo specchio perfetto come esempio anche di persone di oggi. Un chiaro screenshot di come l'essere umano dipende dalle altre persone, nel bene e nel male. Questo libro è poco conosciuto rispetto ai classici di Pasolini ma è tra i miei preferiti. Ottima come idea regalo agli intenditori.

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    New Gold Dreamer

    08/08/2018 13:00:33

    Bel romanzo, anche se alle volte è tirato un po' troppo per le lunghe...

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    Giuseppe1940

    18/05/2018 06:01:49

    Il fatto che sia scritto in sardo e non in italiano rende faticoso e troppo spesso incomprensibile il testo. Dopo aver cercato di interpretarlo per 80 pagine ho gettato il libro nella spazzatura.

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    Tower73

    19/03/2018 11:21:23

    Non posso che quotare e unirmi a tutti i giudizi entusiastici che mi hanno preceduto, una lettura che non lascia indifferenti ma ti tocca nel profondo, lo consiglio veramente

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    barbara

    03/04/2015 11:59:45

    Ho faticato un pò all'inizio, probabilmente a causa del dialetto romanesco. Mentre proseguivo nella lettura invece ho apprezzato sempre più il realismo che traspariva proprio grazie ai dialoghi in "lingua autoctona" per così dire. Mi ha lasciato una profonda amarezza, una sorta di malinconia per le vicende del protagonista che, alla fine, riesce a redimersi ma a caro prezzo.Esilaranti alcuni episodi che vedono coinvolti i compagni di ventura di Tommaso, al limite del grottesco talvolta. Ma in fondo Pasolini ha toccato con mano propria certe realtà decadenti, fatiscenti, degradanti...e ce le ha restituite innalzandole a poesia. Incredibile talento dell'autore. Lo consiglio a chi ha sete di conoscenza del mondo che ci circonda, con tutte le sue bellezze e tutte le sue miserie.

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    generapaolo

    28/08/2012 11:07:17

    essendo cresciuto proprio nella via di Pietralata penso che Pierpaolo Pasolini ha saputo raccontare - usando un dialetto che non gli apparteneva - esistenze prima ignorate come nemmeno un romano avrebbe saputo fare. Quest'uomo aveva una sensibilità nel recepire e una facilità nel riportare straordinarie. Pur essendo il seguito di RAGAZZI DI VITA lo reputo più bello (capita raramente che un atto secondo sia anche meglio del primo). Dipendesse da me si parlerebbe più di Pasolini e meno di Fellini.

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    FRANCESCO

    29/08/2008 22:40:23

    L'EPICA DI TOMMASO PUZZILLI.LA STORIA DI UNA SOFFERENZA E DI UNA EPOPEA DI STENTI MAI NASCOSTI,SOTTO IL CIELO PLUMBEO DI PIETRALATA E SULLO SFONDO INQUIETANTE DI TANTA POVERTA' ,MISERIA, EMARGINAZIONE.TANTO PIU' VEEMENTE RISPETTO AI RAGAZZI DI VITA, POICHE'QUI SUBENTRA L'ARROGANZA ,QUI CI VIENE SBATTUTO IN FACCIA LO STRAFOTTENTE BULLO POVERO DI PERIFERIA CHE VUOLE IMPORRE SE STESSO,IL RAGAZZO DI STRADA SI FA IMPERIOSO ,PREPOTENTE ,A VOLTE PERICOLOSO,ED ECCO CHE OSCILLA DAI GIARDINETTI DELL'ESEDRA E DAI CINEMA PER RIMORCHIARE UOMINI AI BAR DI PERIFERIA PER INGANNARE IL TEMPO,NON SI FA SCRUPOLI.USA ANCHE ARMI PER ESTORCERE QUELLO CHE SECONDO LUI GLI E' DOVUTO,NEANCHE I COMPARI DEL GRUPPO SI TIRANO INDIETRO:QUI NON CI TROVIAMO PIU' DAVANTI A "PISCHELLI POCO PRATICHI",MA LA GALLERIA DEI TIPI SI ARRICCHISCE DI INQUIETANTI PRESENZE ,LA "SCAUSA",IL "ZARAFFA",LA "SCAIA", SEMBRANO DRAMMATICAMENTE "SCAFATI":CHE SIA UN PROTOTIPO SOCIALE DEL BRANCO CHE GHERMISCE E SFOGA LA SUA RABBIA CONTRO IL RESTO DEL MONDO? MA LA MISERIA RENDE DEBOLI E PERSEGUITABILI QUESTI ERRABONDI,LE RETATE DELLA POLIZIA SONO DEVASTANTI,NEPPURE PASOLINI SI SENTE DI CONDANNARE GLI AGENTI SENZA SCRUPOLI,IN DEFINITIVA FANNO PURE IL LORO LAVORO,PERCHE' CRITICARLI?..LA MALATTIA DI TOMMASO,SPADA DI DAMOCLE CHE NE CONDIZIONA L'INCEDERE QUOTIDIANO,L'ENTUSIASTICA NOVITA' DI UN ALLOGGIO ASSEGNATO MIRACOLOSAMENTE CHE SERVE A FAR TOGLIERE DALLA BARACCA LA SUA DISGRAZIATA FAMIGLIA FALCIDIATA DA LUTTI...E' UN'EPICA METROPOLITANA ROVESCIATA,SI DESCRIVONO E SI INNALZANO I POVERI ,LA RIVOLTA DELLO SPALLANZANI E'DRAMMATICA COME LE INCURSIONI NEFASTE DELLA FORZA PUBBLICA.E QUEL TORNARE IN PERIFERIA, LI' A PIETRALATA,DOVE E' NATO E DOVE TROVA LA VIBRAZIONE DEL COLPO DEFINITIVO, FATALE , SULLE SUE MACERIE CORPORALI, SMUNTE .TOMMASO SI CONGEDA, EMACIATO DA LAVORI STRESSANTI, STREMATO DA PATIMENTI,STENTI ,SFINIMENTI CONTINUI.TROVA LA MORTE ,VINTO DALLA SFORTUNA,MA SALVA UNA VITA,UN UNICO GRANDE GESTO CHE VALE FORSE A NOBILITARGLI UN'INTERA SCIAGURATA ESISTENZA.

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    Piero

    18/06/2007 09:09:51

    Come lascia giustamente intendere la citazione di Gadda, riportata sulla copertina della edizione Garzanti, si tratta di uno dei capolavori assoluti della nostra letteratura del 900. La sua lettura dovrebbe essere resa obbligatoria negli ultimi anni delle nostre scuole superiori. E' giunto il momento di affrancare la figura di Pasolini dagli aspetti tragici della sua fine. La commiserazione non restituisce al suo genio intellettuale totale quella importanza e quella posizione che invece le spettano all'interno della nostra cultura. Il romanzo esprime innanzitutto la potenza e il rigore filologico che l'intellettuale era in grado di esprimere. E' un romanzo che registra con fedelta' assoluta, quasi fotografica, un'epoca, una lingua, una citta', una fase della nostra storia comune e le consegna intatte, rigorose, pure alle visioni e alle interpretazioni successive. Ma "una vita violenta" e' anche un romanzo di cupo realismo coniugato a commoventi e inarrivabili immagini liriche che si susseguono con regolarita' e abbracciano con affetto il lettore. Chi vuole conoscere la storia recente del nostro paese deve passare necessariamente per Pasolini e attraverso questo romanzo.

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    matteo casali

    15/02/2007 13:24:45

    Non ricordo se durante il secolo appena trascorso,almeno per quanto riguarda la storia culturale italiana, vi sia stato un uomo capace come Pasolini di arrivare a punti così alti in discipline intellettuali tanto lontane come forma quanto vicine come contenuti.Poesia, teatro, cinema, letteratura, giornalismo: un universo umanistico infinito che lo ha visto eccellere sopra tutti ante e post mortem. Per questo libro, il parallelo immediato in grado di dare una spiegazione ai misebili fatti raccontati, è quello sociologico positivistico di essere tutti il prodotto dell'ambiente in cui siamo cresciuti.Il luogo prima dell'uomo. Ed eccolo il luogo dove una dozzina di ragazzi romani nasce, si "forma", trascorre le giornate, in una periferia cittadina colma di detriti e baracche, sentieri e non strade, ancora stordita e abbandonata, a distanza di anni, dal conflitto mondiale.Il bar, le chiacchiere, l'ideazione e l'immediata attuazione di piccole azioni criminali per rastrellare pochi soldi da spendere subito in balera o al cinema con la "mina" di passaggio. In questa zona grigia, nell'inerzia di un giorno uguale all'altro, si delinea la figura di Tommaso, ragazzo indolente e passivo, figlio di una genìa scaduta prima ancora di nascere, che, grazie all'amore per una ragazza, spingerà se stesso a scegliere qualcosa di diverso, di alternativo al trascorrere delle giornate finora perpetrato. Uno spiraglio di luce, di proto-moralità sembra disegnare una nuova vita al protagonista. Trova lavoro presso un verduraio, dedica rozzamente affetto e riguardo alla sua fidanzata, progetta insieme a lei una vita in comune fino a che, in un'alluvione che colpisce inesorabilmente la sua terra, decide di aiutare i vigili del fuoco nel salvataggio di una donna rimasta intrappolata nella propria baracca.Riuscirà nell'impresa, salverà la donna ed insieme riscatterà la propria vita, per poco tempo però. Le sue già instabili condizioni di salute non riusciranno a superare quest'ultimo sforzo. La palingenesi è avvenuta comunque.

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    Stan

    03/02/2007 22:09:26

    Uno dei libri più belli che siano mai stati scritti. Io sono cresciuto in Campania molti anni dopo quelli descritti nel libro, ma posso dire che il mio mondo era davvero molto simile a quello raccontato. Avete presente quando si dice che i grandi libri ti arricchiscono e ti rendono una persona diversa? Una vita violenta è un grande libro.

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    Gianluca

    24/11/2006 20:02:50

    Ogni commento è superfluo nonchè ripetitivo, voglio solo aggiungere che per uno come me che ho vissuto in quella zona di Roma, anche se in tempi decisamente più recenti, Pasolini mi ha fatto respirare quell'aria polverosa e miserevole che mi ha veramente lasciato di stucco.

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    sasso

    17/12/2005 20:29:08

    Capolavoro della letteratura italiana del novecento, da leggere per riflettere e per divertirsi. Pasolini sembra descrivere coloro che lo uccisero nel 1975. E lo fa con grande partecipazione umana per un'umanità inevitabilmente destinata alla violenza e alla sconfitta. Da leggere assolutamente.

Vedi tutte le 15 recensioni cliente

Prefazione
La vitalità di Pasolini, di Giuseppe De Robertis

Parte prima
1. Chi era Tommaso
2. Notte nella città di Dio
3. Irene
4. La battaglia di Pietralata
5. Canzoni di vita

Parte seconda
1. Puzza di libertà
2. Primavera all'INA Case
3. Che cercava Tommaso?
4. Vecchio sole
5. L'eterna fame

Avvertenza
Glossarietto
  • Pier Paolo Pasolini Cover

    (Bologna 1922 - Roma 1975) scrittore, saggista, regista cinematografico italiano. Trascorse l’infanzia in varie cittadine tra Veneto, Lombardia ed Emilia (al seguito del padre, ufficiale dell’esercito) e compì gli studi liceali e universitari a Bologna. Il forte legame con la madre, friulana d’origine contadina (parallelo alla lontananza di una immagine paterna, pur rimpianta), e gli studi di filologia romanza lo spinsero a cercare nel dialetto materno un mezzo col quale esprimere un delicato e fantastico mondo poetico: nacquero così le Poesie a Casarsa (1942), poi raccolte con altri versi in La meglio gioventù (1954). La guerra costrinse P. e la madre a riparare a Casarsa, nell’estate del ’43. Qui organizzò un periodico di letteratura... Approfondisci
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