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La voce del padrone

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Artisti: Franco Battiato
Supporto: CD Audio
Numero supporti: 1
Etichetta: Capitol
Data di pubblicazione: 1 aprile 2013
  • EAN: 5099952240324

63° nella classifica Bestseller di IBS Cd musicali CD - Musica italiana - Cantautori italiani

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Rimasterizzato in digitale partendo dai nastri originari, in una lussuosa confezione super jewelcase e libretto ricco di nuove immagini, ecco finalmente un capolavoro che rivive di nuova luce.Nell'autunno del 1981 esce "La Voce Del Padrone" che, dopo una partenza in sordina, fa il botto grazie a una serie di singoli spettacolari e diventa il primo 33 giri italiano a vendere oltre 1.000.000 di copie, rimanendo nella classifica italiana per oltre 70 settimane consecutive.Un record assoluto per il disco italiano che ha raggiunto risultati sorprendenti con uno stile nuovo dove l'impegno dei testi si accompagna a una forte dose di ironia e a sonorità sempre più innovative e ricercate (dote da sempre presente nel DNA di Franco).
Disco 1
1
Summer on a Solitary Beach
2
Bandiera bianca
3
Gli uccelli
4
Cuccurucucù
5
Segnali di vita
6
Centro di gravità permanente
7
Sentimiento nuevo
4,8
di 5
Totale 5
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    Foxtrot

    21/06/2019 00:04:54

    Capolavoro della musica pop, non solo italiana. Sette canzoni che raccontano alla perfezione il mondo interiore dell'artista siciliana che con questo lavoro raggiunge l'apice di tutta la sua carriera.

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    Eddi

    11/03/2019 22:54:42

    Forse un po' pesante, ma merita sicuramente la lettura. E' classificato come un libro di fantascienza ma sicuramente è molto di più. Un classico.

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    LUCA A.

    09/03/2019 07:46:30

    Uno degli album fondamentali della musica italiana che mescola ironia e poesia.

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    n.d.

    25/02/2018 23:11:12

    Cd fantastico. Le basi della musica italiana. Battiato è un poeta.

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    Danilo

    02/12/2008 22:51:13

    L'album destinato ad entrare nella storia della musica, primo a superare il milione di copie in Italia. Fatto con senso di sfida, Battiato voleva dimostrare di essere capace di essere non solo un nomade geniale del suono e dell'elettronica, ma anche di essere capace di creare successi. E così è stato. Ogni brano di questo album è composto da un tappeto sonoro perfetto, i momenti di debolezza si contano sulle dita di una sola mano (se mai ci siano). Si va dalla malinconica "Summer on a solitary beach" al ritmo ripetitivo di "Bandiera bianca", dalla famosissima "Centro di gravità permanente" alla bellissima musica de "Gli uccelli", e così via. Storia a parte fanno invece i testi. Inedite citazioni colte, ironia e sberleffo: una ventata d'aria fresca nella stantìa aria irrespirabile dell'Italia di quel periodo. Battiato si dimostra un geniale musicista, forse (per me assolutamente si) il migliore nell'Italia dagli anni '70 ad oggi. Considero anche questo album "sperimentale", ma talmente fruibile da non passare come tale (come detto in qualche altro sito). E' un pezzo immancabile nella collezione di chiunque gradisca musica italiana o, comunque, musica di qualità. Canzoni come "cuccurucucù" sarebbero in grado di battere alla grande l'intera discografia di altri cantanti affermati. Consiglio comunque a chi abbia voglia di approfondire il genio di Battiato, di ascoltate i lavori (anzi, capolavori) del periodo sperimentale, soprattutto: "Fetus", "Pollution", "Sulle corde di Aries" e "Clic". Grandi esempi di come con follia si possa manipolare il suono a nostro piacimento. Di quel grande periodo (il migliore di tutta la discografia di Battiato, a mio parere) mi manca solo "M.elle le Gladiator", ma li ho apprezzati tutti, anche "L'egitto prima delle sabbie" che non consiglio agli sprovveduti. (scriverò presto una recensione). Buon ascolto.

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  • Franco Battiato Cover

    Nato in provincia di Catania, Francesco (detto «Franco») Battiato consegue la maturità scientifica ad Acireale. Il padre era scaricatore di porto a New York, e a seguito della sua scomparsa, il giovane si trasferisce a Roma, e poi a Milano. Di questo periodo Battiato ricorda: «Milano allora era una città di nebbia, e mi sono trovato benissimo. Mettevo a frutto la mia poca conoscenza della chitarra in un cabaret, il "Club 64", dove c’erano Paolo Poli, Enzo Jannacci, Lino Toffolo, Renato Pozzetto e Bruno Lauzi. Io aprivo lo spettacolo con due o tre canzoni siciliane: musica pseudobarocca, fintoetnica. Nel pubblico c’era Giorgio Gaber che mi disse: vienimi a trovare. Il giorno dopo andai. Diventammo amici». Con il compaesano Gregorio Alicata,... Approfondisci
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