Editore: Einaudi
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 183 p., Brossura
  • EAN: 9788806194840
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Recensioni dei clienti

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    Mary Rinaldi

    27/01/2017 08:51:44

    Questa volta De Silva non mi ha convinta. Lo ringrazio per la fiducia che accorda al lettore, è evidente che si fida delle nostre capacità di leggere tra le righe, di intuire, di andare oltre le parole e di percorrere vari sentieri interpretativi e conclusivi, ma onestamente mi sembra una, seppur in buona fede, azione di deresponsabilizzazione: troppe le situazioni che lascia aperte, le domande senza risposte, le premesse saltate.... Che nome c'è scritto sulla pancia della bambina assassinata? e tante altre domande. Non so, non mi convince. Naturalmente, tutti in piedi rispetto alla capacità di scrittura di quest'uomo: De Silva è realmente un grande, capace di una introspezione incredibile, in grado di descrivere minuziosamente sia dettagli fisici legati a oggetti che riferiti a stati d'animo, pensieri, emozioni. Sa chiamare ogni cosa con parole che conosciamo ma che solo la penna di un vero scrittore sa assemblare come in una sinfonia. Tutto questo sì, è incontrovertibile, ma per questa opera non si merita più del giudizio medio. Peccato.

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    Pino Chisari

    25/01/2016 11:07:50

    Ammiro le capacità narrative di questo scrittore che, anche in questo testo, si evidenziano. Tuttavia la scelta narrativa mi lascia piuttosto perplesso: una storia che, oltre a lasciare la bocca amara, non convince molto. Insomma: Non avevo capito niente è di ben altra ricchezza...

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    Alessandro

    21/12/2015 22:35:21

    Libro a ritmi forti dove personaggi insospettabili conducono una vita particolare e saranno artefici del proprio destino...e

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    silvia

    17/12/2009 12:56:21

    sembra soltanto un libro intelligente e scritto benissimo. ma dopo la metà avvince per la sua sottigliezza. è un libro ispirato e con un certo cuore perchè ti lascia qualcosa...

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    GiZeta

    14/12/2009 11:10:53

    Il libro è intrigante non c'è che dire! De Silva sa scrivere e sa tenere sulle spine, non c'è dubbio. Il risultato invece francamente non l'ho capito...o quantomeno il messaggio non mi è arrivato completamente. Tuttosommato una lettura più che piacevole P.s. in cuor mio devo ammettere che non vedo l'ora di un "sequel" del grandioso "Non avevo capito niente"!!!

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    Alessio

    24/07/2009 11:44:57

    Via ragazzi, è bravo Diego, c'è poco da dire!

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    Oscar Grimaldi

    12/02/2008 08:46:47

    Secondo me è un'occasione persa. L'intuzione non è male, ma lo sviluppo mi sembra approssimativo, svogliato. Ho avuto quasi l'impressione di leggere una "bozza" piuttosto che un libro compiuto. Peccato, ne poteva uscire un libro ben migliore...

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    bks

    29/05/2005 12:38:54

    piaciuto abbastanza. ma nell'economia della storia gli ammazzamenti di bambine sono proprio necessari?

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    Michele

    17/02/2005 21:52:22

    Celeste Libera sulla litoranea ma prigioniera di un incubo familiare. Davide Libero tra le sue mura di casa ma prigioniero di uno stereotipo professionale che ritiene irrimediabilmente falso. Splendido. Celeste e' gia' un mito

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    anna

    11/02/2004 20:49:40

    Intriganti e ben tratteggiati i personaggi. Chiusi nel loro chiuso cerchio di dolore antico. Primitivo. Forse paiono entrambi convinti che il loro incontro potrà salvarli. Forse, chissòà, redimerli. Che il sapere le follie, il male interiore che li divora, riuscirà a salvarli dallo sprofondare ancora più giù, nel pozzo senza fondo dell'angoscia. Uno psicoanalista direbbe che non è nel chiuso della coppia - pur tanto diversa come quella celeste/avvocato - che sbocca il pus del dolore. sarà così? Non credo

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    maurizio crispi

    04/02/2004 19:18:33

    Scritto molto bene con uno stile asciutto ed incisivo. I due caratteri principali sono delineati con nitidezza. Tuttavia mi è sembrato che fosse carente la loro caratterizzazione “storica”. Infatti i due protagonisti/antagonisti, amici/nemici che vengono a trovarsi chiusi all’interno di una perversa relazione che soddisfa complementarmente le esigenze di ciascuno dei due (per l’una, la ragazzina, il “guardare”, per l’altro - apparentemente irreprensibile avvocato di grido - il “fare”) sono quello che sono, fanno quello fanno: l’autore, tuttavia, non riesce a farci capire quali siano le loro motivazioni, perché essi fanno quel che fanno. Si potrebbe dire quasi che non traspare alcun movente psicologico dei crimini perpetrati, a meno di non voler caldeggiare la tesi dell’insensatezza e dell’assurdità del male nel nostro mondo.

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    Sheila

    26/05/2003 15:38:31

    Geniale, intrigante, sudicio. Non lascia spazi, non permette distrazioni. Descrizione accurata di due vite diverse ma simili. Un comune attaccamento alla vita e un altrettanto comune gusto per l'irreparabile. Celeste è un personaggio indimenticabile che vagamente ricorda la Lolita di Nabokov. Il finale è costruito con provocatoria intelligenza. Non passerà certo inosservato nel ricordo dei libri letti quest'anno.

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