Traduttore: F. Aceto
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 19 settembre 2017
Pagine: 244 p., Brossura
  • EAN: 9788806235710
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Recensioni dei clienti

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    Davide

    23/09/2018 09:56:43

    Deludente. Noioso, una storia per nulla avvincente, con ambientazioni finte, nè reali nè fantascientifiche. Peccato... il tema è interessante e da Delillo mi sarei aspettato molto di più.

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    Violetta Toto

    23/09/2018 09:43:57

    Un libro difficile da commentare, non è importante la trama ma la lettura in sé. Con le sole parole e i continui cambi di ritmo l'autore trascina, confonde, usa il tema fantascientifico solo come filo su cui tessere pensieri sparsi, digressioni, riflessioni. Non di facile lettura, ma sicuramente interessante e diverso dai soliti romanzi.

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    Teresa

    20/09/2018 08:51:44

    Linguaggio senza contenuto. La grandezza di De Lillo ruota intorno a un senso che non riesce ad astrarre o comunicare, risultando in un bell'affresco, di piacevole lettura, che lascia però il senso di non aver letto nulla.

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    n.d.

    14/10/2017 10:34:21

    stupendo, inquietante

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    maurizio

    21/09/2017 05:46:55

    E' con la morte nel cuore che devo scrivere che non vedevo l'ora di terminare questo libro. Alla fine mi sembrava di aver letto un albo di Dylan Dog. Mi sembra incredibile che l'autore di "Contrappunti", un concentrato di emozionalità, abbia potuto scrivere un romanzo così deludente. Credo che il romanzo post-moderno americano abbia esaurito la propria spinta

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    Olivia

    06/09/2017 14:15:18

    L'ho letto due volte non perché mi sia piaciuto, ma perché temevo di essere io a non aver capito il libro. Alla fine ho concluso che in realtà quello che vi è scritto poco ha a che fare con la trama che viene annunciata. La parte che riguarda la crioconservazione non ha niente di fantascientifico e si svolge in un luogo che somiglia più ad un museo di arte moderna che ad una struttura per quello scopo. Tutto passa per i pensieri sconclusionati del figlio di quello che sembrava dover essere il protagonista, il quale, nonostante l'età non ha ancora deciso cosa vuole fare da grande e sproloquia tra se e se su argomenti personali, casuali e completamente slegati tra loro. La crioconservazione e il ragionamento filosofico-sociale-psicologico-religioso che dovrebbe conseguirne è solo una delle tante cose presenti nel libro, e comunque assolutamente non sviluppata. Zero K è secondo me la temperatura che ti lascia il libro dopo che lo hai letto. Raccomandato solo ai patiti del genere.

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    Paolo Agresti

    04/04/2017 22:05:04

    Alla fine ci si domanda il senso del libro. Non di facile lettura. Trasmette un senso di spaesamento ,disorienta , stanca , delude. Impiega 240 pagine per dire che tutto è inutile . Non arricchisce di stimoli e cultura ! Sconsigliato

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    AdrianaT.

    14/03/2017 09:46:18

    Claustrofobico e spettrale: il luogo, i fatti, i personaggi - tutto. Asettico e irreale. Morte e illusione di vita eterna, di perfezione: allucinato e post-apocalittico. "La morte è una creazione culturale, non una rigida determinazione di ciò che è umanamente inevitabile." Idea vecchia su un impianto ordinario. In questo suo volo pindarico nella crioconservazione, De Lillo non mi ha convinta, ma non è una novità.

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    Icarus

    13/01/2017 14:19:28

    Il nulla, purtroppo. Un libro che si congela da solo, già dalla seconda pagina.

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    fosforo

    01/01/2017 20:26:03

    Sono libri creati per dar lavoro ai dotti critici che discetteranno sulla struttura, sule motivazioni recondite, sullo stile e su mille altre minuzie. Per un lettore comune di buona cultura, ultrasessantenne, che ha amato i classici questo libro è "una boiata pazzesca" per citare un eminente critico del passato. Noioso, retorico, velleitario nell'utilizzo di frasi che sembrano celare verità supreme e che invece sfiorano il ridicolo, confuso nello sviluppo di un'idea difficile da portare avanti (trattare cio' implicano le nuove tecnologie di sopravvivenza del corpo umano), il libro fa rimpiangere il suo acquisto fin dalle prime pagine. Piacerà di certo a certi ipertrofici intellettuali che nelle pagine troveranno l'orgasmo del nulla.

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    Hodor

    08/12/2016 01:21:30

    Stimolante il tema trattato ma Delillo non ha nè la fantasia visionaria di Dick nè il rigore scientifico necessario per trattarlo in modo soddisfacente per il lettore. Noioso e sconclusionato. Rumore bianco e Underworld rimangono la sue perle insuperabili.

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    luca bidoli

    05/12/2016 20:51:30

    Ma davvero DeLillo pensava di aver scritto un libro? A mio modesto avviso, s'intende, un congelatore dà più emozioni, alla fin fine. E più calore, per di più. Retoriche, ogni epoca ne ha avute, specie negli epigoni, da nuovo, in realtà antichissimo, millennio.

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    Angelo Cennamo

    14/11/2016 08:53:41

    "Tutti vogliono possedere la fine del mondo". Ross Lockart è un uomo forgiato dai soldi. Si era fatto presto un nome analizzando il profit impact dei disastri naturali. La sua seconda moglie, la giovane archeologa Artis Matineau, è gravemente malata di sclerosi multipla. Ross è tra i finanziatori di Convergence, un'azienda tecnologica che in un luogo segreto e inaccessibile del Kazakistan sperimenta la criogenesi, un'applicazione medica avveniristica che consente il congelamento dei corpi e delle coscienze fino a quando la medicina sarà in condizione di guarire ogni malattia - Zero K è lo zero assoluto, un'unita di misurazione della temperatura che corrisponde a meno 273,15 gradi Celsius. K sta per Kelvin, il fisico che l'ha teorizzata. La criogenesi è l'ultima speranza che ha Artis per sopravvivere. Ross decide di seguire la moglie in questa esperienza macabra e dall'esito incerto. Una scelta d'amore coraggiosa ma anche l'opportunità per appagare il più folle dei desideri: possedere la morte. "Tutto sarà rapido, sicuro e indolore" spiega al figlio Jeffrey, convocato in Kazakistan per un improbabile arrivederci e per riconciliarsi con lui dopo il divorzio da sua madre. Jeffrey tenta invano di dissuaderlo. Come Dante in un girone infernale, si aggira tra i corridoi labirintici e silenziosi di quel non-luogo isolato e angosciante, dove si costruisce il futuro, una nuova idea di futuro. Porte chiuse, stanze senza finestre e maxischermi alle pareti con immagini non sempre rassicuranti. Zero K è un romanzo postmoderno spinto, un po' filosofico un po' fantascientifico, dalla scrittura lenta, disadorna e gelida come la sua ambientazione. L'ultimo capolavoro di uno scrittore inarrivabile che ha avuto come suo unico erede DFW - la fauna moritura che vaga tra gli spazi isolati di Convergence ricorda molto la Enfield Tennis Academy di Infinite Jest, con i suoi tennisti prostrati e assuefatti alla noia. Un'opera ambiziosa, un libro che non si dimentica

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    Amalia

    13/11/2016 16:55:44

    Con aria molto pomposa De Lillo ci propina un sacco di banalità esistenzial-escatologiche. La sua descrizione del centro dei morti refrigerati non regge quella di un decente romanzo di fantascienza, e questa storia di morte produce un libro cadaverico.

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    Filippo

    28/10/2016 09:20:14

    Libro suddiviso in due parti: la prima, interessante, capace di far riflettere e in parte di emozionare; la seconda, noiosa, per certi versi anche slegata dalla prima ed inconcludente. Ne risulta un libro in cui l'Autore tratta un argomento non facile, utilizzando una scrittura che in alcuni momenti è di ostacolo alla fluidità della narrazione (vedi il ricorso continuo all'anacoluto). Voto di stima 3.

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