2084. Il potere dell'immortalità nelle città del dolore

Menotti Lerro

Editore: Zona
Anno edizione: 2013
Pagine: 240 p., Brossura
  • EAN: 9788864383798
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Recensioni dei clienti

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    Nedo Soldaini

    21/12/2014 18:35:48

    L'immaginazione di Menotti Lerro si evidenzia con il valore del luogo intimo; sa dove reperire uno specchio per la propria ricca interiorità nella realtà della natura e dell'uomo. In lui c'è una più evidente commozione, un'emotività scoperta che attraverso il filtro innato della poesia porta all'arte ogni frammento del quotidiano. In una resa verbale di assunzione, di trasfigurazione, di penetrabilità nel vissuto. Una creazione dove l'azzurro non è generico, ma di un antro, del mare profondo, con il suo carico di mistero e di insondabilità; e dove anche la spuma delle onde che si infrangono sulla riva non è di un qualsiasi bianco, bensì è 'bianca fluorescente', senza separazione di virgole, in una doppia, ma unitaria aggettivazione che arricchisce la luce di sacralità. Universo prezioso e per questo inviolabile, quasi intoccabile.

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    Andrea Vitale

    12/12/2014 17:15:17

    Il riferimento a Orwell è chiaro. Sulla quarta di copertina vi è tra l'altro un'affascinante augurio che il figlio del famoso novellista inglese ha voluto rilasciare all'autore italiano. Il libro di Lerro è forte nella struttura e nei contenuti. Si sente la conoscenza letteraria a supporto della fantasia che a tratti appare senza confini. Personaggi come ad esempio Vladimir (una fanciulla che si sente maschio interiormente, che si passa la lametta sul viso sperando che un nuovo pelo possa presto spuntare) sono così veri e autentici da sembrare inverosimili. Il viaggio sconfinato immaginato dall'autore salernitano, inizia con due memorabili scoperte scientifiche: quella che dona la vita eterna e quella in grado di non far più percepire agli uomini dolore fisico. Ma la psiche non si gioverà di tali miracolose scoperte e continuerà il suo processo di invecchiamento, che unito alla mancanza di stimoli in un mondo ritrovatosi senza obiettivi da perseguire (non sarà più necessario lavorare), sembra dover condurre gli uomini alla rovina e alla follia, immersi nel degrado più totale. Tante le storie raccontate: quella di Gilda e Albert, che presentano il loro amore inossidabile a dispetto degli incessanti mutamenti. Quella di Dominic, che dopo aver commesso un omicio per amore sprofonderà nell'abisso della follia. Quella di Carlitos Clown e dei suoi figli, che insieme tentano di ricostruire un microcosmo mortale, rifugiandosi tra le piante artificiali su una montagna, proteggendo i loro animali, i fedeli compagni di una vita da circo. La storia di Franco, inguaribile ipocondiaco, e dello stesso Andrew Robinson che avrà modo di pentirsi d'aver scoperto i sieri miracolosi. Una fiaba distopica che impressiona per la sua forza espressiva e inventiva, scritta da una penna sapiente e profondamente colta.

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    Mite Talco

    03/08/2014 12:04:39

    Un grandissimo poeta, uno dei più grandi del secolo!

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