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Ivan A. Bunin

Curatore: C. Hauchard
Traduttore: C. Zonghetti
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2015
Pagine: 223 p. , Brossura

41 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Classici, poesia, teatro e critica - Storia e critica - Studi generali - Dal 1800 al 1900

  • EAN: 9788845929618

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    Cristiano Cant

    29/01/2016 10.04.53

    "L'amore o è ciò che resta di qualche cosa che si guasta, ma che un tempo è stato immenso, oppure è parte di ciò che immenso diventerà in futuro, ma che nel presente non ci soddisfa e cidà molto meno di quanto ci aspetteremmo". Ciocche di bellissima prosa ad onorare un amico perduto troppo presto, un Maestro di riservata umiltà che accettava "con amarezza che però traspariva" le critiche e le contraddizioni spesso comiche (anzi, solo comiche)della vita sociale e letteraria russa: "I critici sono peggio degli attori, e gli attori sono almeno settantacinque anni indietro rispetto al resto della società". Un ritratto di enorme commozione; Bunin non lesina nulla nel suo scavo attorno alla vita e all'epistolario di Cechov, esalta la mitezza, la pacatezza dell'amico come esercizio di una forza straordinaria; l'amore per la letteratura francese: "è difficile scrivere dopo Maupassant"; ma anche l'amore per il teatro e l'ascolto delle sventure umane in tutta la loro vasta coloritura, in un apporto stupendo che non smette e non smetterà mai d'essere un pezzo fra i più nobili del meraviglioso edificio poetico di sempre: "Ci sono cani piccoli e cani grandi, ma i piccoli non devono farsi intimidire dai grandi: tutti devono poter abbaiare, ognuno con la voce che il Signore gli ha dato". Oggi è il compleanno di Cechov, un Padre, un Antonio, come mio padre, che va onorato.

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