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Addio alle armi - Ernest Hemingway - copertina

Addio alle armi

Ernest Hemingway

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Traduttore: Fernanda Pivano
Editore: Mondadori
Collana: Oscar moderni
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 10 maggio 2016
Pagine: 325 p., Brossura
  • EAN: 9788804665021
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Composto febbrilmente tra il 1928 e il 1929, "Addio alle armi" è la storia di amore e guerra che Hemingway aveva sempre meditato di scrivere ispirandosi alle sue esperienze del 1918 sul fronte italiano, e in particolare alla ferita riportata a Fossalta e alla passione per l'infermiera Agnes von Kurowsky. I temi della guerra, dell'amore e della morte, che per diversi aspetti sono alla base di tutta l'opera di Hemingway, trovano in questo romanzo uno spazio e un'articolazione particolari. È la vicenda stessa a stimolare emozioni e sentimenti collegati agli incanti, ma anche alle estreme precarietà dell'esistenza, alla rivolta contro la violenza e il sangue ingiustamente versato. La diserzione del giovane ufficiale americano durante la ritirata di Caporetto si rivela, col ricongiungimento tra il protagonista e la donna della quale è innamorato, una decisa condanna di quanto di inumano appartiene alla guerra. Ma anche l'amore, in questa vicenda segnata da una tragica sconfitta della felicità, rimane un'aspirazione che l'uomo insegue disperatamente, prigioniero di forze misteriose contro le quali sembra inutile lottare.
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    enrica

    23/09/2019 13:18:56

    Un romanzo asciutto e struggente sull'amore, la guerra, lo smarrimento e la ricerca del proprio posto nel mondo. Da leggere e rileggere da giovani e da adulti, per appassionarsi alla lettura e a Hemingway, interrogarsi e farsi trasportare nelle sue domande.

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    Ciocchigno

    21/09/2019 07:00:37

    Ottimo libro! Un grande classico che tutti dovrebbero leggere. Romanzo di guerra a tratti autobiografico ambientato nell'Italia distrutta dal secondo conflitto mondiale.

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    biagio

    19/09/2019 17:38:57

    Un romanzo che a tratti si presenta come autobiografico in quanto l'autore racconta la prima guerra mondiale e i suoi drammi a cui egli stesso prese parte. I temi della guerra e dell'amore si intrecciano in una storia che si presenta come un vero e proprio manifesto contro la guerra. Un impegno che cercherà di portare avanti anche negli anni successivi fino alla sua morte. Vi ritroverete immersi in una storia struggente, dolorosa e soprattutto che ripropone i sentimenti autentici di un tempo passato e sofferto.

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    superpene

    22/06/2019 18:36:37

    Libro bellissimo strabellissimo. Indimenticabile.

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    francesca

    28/05/2019 09:45:55

    Non certamente il mio preferito di Hemingway, ma un libro da leggere assolutamente in quanto restituisce un particolare ambiente di guerra che non è così noto. L'edizione è modesta, ma integrale e tradotta in maniera eccellente.

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    Simone

    10/03/2019 16:21:47

    La guerra, l’amore, la fatica di vivere. Questo romanzo rasenta la perfezione; è scorrevole, ricco di contenuti e riflessioni, ritratto di un’epoca dura che abbiamo dimenticato. Una storia comune, quella del protagonista, una storia che i nostri nonni potrebbero averci raccontato; una storia che ha bisogno di essere ricordata. Questo romanzo, di qualità strabiliante, racconta uno dei punti più alti della penna schietta e cinica di Hemingway. Imperdibile.

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    Pasquale

    08/03/2019 13:07:58

    Secondo romanzo di quello che diventerà di diritto uno degli scrittori americani più influenti di sempre. Una storia di coraggio e d'amore. La prosa secca ed essenziale costituisce la caratteristica principale dello scrittore. Consigliatissimo.

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    Filippo

    07/03/2019 20:20:23

    A mio modesto parere, chi azzarda paragoni con altri scrittori che sono stati al fronte non rende giustizia all’autore. E non perché altre esperienze non siano sovrapponibili a quella di Hemingway (la guerra è stata guerra per tutti), ma perché in questo libro egli esprime il suo peculiare modo di vivere la guerra, l’amore e la morte. Leggendo queste pagine, mi sono sentito immerso in valori antichi, forse per certi versi superati, ma non per questo meno veri, nei panni di un uomo grezzo, forte e genuino, che a suo modo viveva, soffriva e amava. Un must, per conoscere uno degli scrittori più iconici del novecento.

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    Sopravvalutato

    14/01/2019 08:12:30

    il libro di Hemingway è più vecchio che antico. Polveroso e liso. Il primo elemento negativo è lo stile narrativo: tremendamente ripetitivo. Vi faccio un esempio (inventato) per rendere l’idea. “Presi una bottiglia di vino. Avevo una gran voglia di bere del vino. Poi arrivò Rinaldi e gli dissi: -Vuoi del vino? -Certo che voglio del vino! – rispose lui Allora gli versai del vino. Bevemmo vino tutta la sera fino ad essere ubriachi. Ho sempre amato il vino. E pure Rinaldi. Quando non ci fu più vino andammo a dormire. Ah se solo avessimo avuto un’altra bottiglia di vino!” Il secondo elemento di irritazione è il principale personaggio femminile. Unidimensionale, ripetitivo, monocorde e pure indisponente. Una donna insignificante, svenevole, melensa, una “Traviata” cosparsa di melassa, un’ameba priva di alcun carattere e buona solo a dire 435.445 volte “sì caro. Ti amo tanto caro. E tu mi ami caro? Oh quanto ti amo, caro. Ci ameremo sempre, vero caro?”. Incapace di un qualunque cambiamento di tonalità. Non una lite, non un disaccordo con l’amato, non un’opinione discordante. Nel finale, quando è sul letto d’ospedale per un parto doloroso e a forte rischio per madre e bambino che fa? Promette al suo amato che non gli darà noia, dice che non vuole disturbarlo e gli suggerisce di andare a fare colazione! Ci mancava solo che si proponesse di stirargli le camice mentre partoriva!! Ma Hemingway ha mai visto una VERA donna? Durante un VERO parto?? E poi, scusate, ma dove 'sta la storia d’amore? I due si incontrano e dopo due pagine sono già innamorati. Su quali basi? Su quali condivisioni di esperienze o valori? Paragoniamola a quella che è forse una delle più belle storie d’amore della letteratura, “Orgoglio e pregiudizio”. Quest’ultimo è tutto un percorso sofferto e pieno di ostacoli di due che alla fine si capiscono e si amano. Un conoscersi via via più profondo fino alla comprensione finale di essere fatti per stare insieme. In “Addio alle armi” in vece il nulla...

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    AdrianaT.

    09/12/2018 08:50:12

    Capita spesso che faccia delle comparazioni fra autori, e questa volta, essendo entrambi in lettura ed entrambi in guerra - anche se il primo al fronte vero e il secondo, più che altro, con la guerra ci giocava -, era inevitabile, come inevitabili sono state queste domande: Che Rigoni Stern, il nostro nostrano Mario Rigoni Stern, di quelle cose lì, scrivesse meglio di Hemingway? Che 'Addio alle armi' sia una fredda e asettica cronaca che descrive ma non emoziona, che cerca di spiegare qualcosa ma non coinvolge, piena di patetismi e banalità e, per contro, 'Il sergente nella neve' susciti empatia, umanità, e partecipazione, con una prosa calda, che avvicina e scioglie in rigagnoli di compassione il gelo russo? Dov'è l'anima in Addio alle armi? Io non l'ho sentita. Rispetto a 'Fiesta', è acerbo e distante. Rigoni Stern non era un letterato e forse 'Il sergente' gliel'ha corretto Elio Vittorini, ma Hemingway anche se più studiato, intellettualmente attrezzato e privilegiato, mi ha regalato ben poche sensazioni positive, anzi, mi ha piuttosto annoiato e non ci ho trovato un gran senso in quella storiella raffazzonata che stride di stupidità contrapposta alla profonda e lancinante verità di Rigoni Stern.

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    casaakec

    06/12/2018 17:49:05

    Uno dei più grandi libri delle grande guerra...

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    Alberto

    27/11/2018 16:35:51

    Un romanzo incredibilmente realistico, ogni sentimento (che sia d'amore o di disprezzo verso la guerra) è raccontato in prima persona in maniera toccante e spontanea. Il clima che c'è al fronte sembra tangibile, come anche il pensiero del protagonista verso la sua amata, che lo accompagna per buona parte della durata del racconto. Una lettura consigliata, a mio avviso tra le opere di Hemingway più riuscite e più scorrevoli.

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    Piero

    09/11/2018 17:01:55

    Questa recensione non ha lo scopo di lodare o criticare questo romanzo. Vuole invece segnalare che solo con questa edizione di Oscar si riesce a leggere tutti i 47 finali (diconsi quarantasette) scritti di Hemingway ! Imperdibile!!!

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    Enrico

    20/09/2018 12:50:56

    Mentre la prima guerra mondiale sta emettendo i suoi verdetti, e ormai si sente l' odore della sconfitta, un giovane ufficiale americano e un' infermiera inglese intrecciano un' appassionante storia d' amore, che li porterà a fuggire dagli orrori del conflitto. Ma quando sembra che il loro sogno si sia coronato, e la donna è in attesa del figlio di lui, il destino, un nemico invisibile con il quale è impossibile combattere presenta il conto, molto molto salato.

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    Luca

    26/08/2018 12:46:50

    Domanda: anche i miti della letteratura sono criticabili? A mio avviso sì. Così, di primo acchito, mi viene da dire che Addio alle armi è un romanzo intenso, in un certo senso rivoluzionario per l'epoca in cui è stato scritto, profondamente emozionale, tanto da travolgere il lettore in alcune sue parti. D'altro canto, però, è anche molto lento in alcuni passaggi, in altri trabocca di sentimentalismo da sfiorare la narrativa rosa, colmo di ripetizioni, ridondante in particolar modo nei dialoghi. Senza nulla togliere al genio di E.H. mi aspettavo qualcosa di diverso.

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    Eva

    25/03/2018 15:07:36

    Libro eccezionale che ho amato sin da subito

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    Federico

    06/11/2017 14:32:07

    Uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi. Le sue pagine trasudano una forza narrativa che ti trascina in una storia d'amore ambientata nel periodo della guerra. Semplice, scarno, diretto. Ogni sua parola è come la lama di un coltello.

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    stefano

    10/10/2016 09:07:53

    Romanzo esemplare di guerra e di morte, di amore e di libertà. Considerato che è stato scritto da un uomo giovanissimo, il contenuto è un distillato di maturità. Stile diretto ma efficacissimo, frasi cesellate, prosa moderna, senza ricami, apparentemente semplice. Il resto, è mito letterario.

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    roberta valeria

    16/07/2016 12:18:07

    Guerra, amore e morte. La storia di un amore (talvolta semplicistico e pedestre) in uno sfondo di guerra cruenta. Le parti descrittive sono molto considerevoli, fino al punto di riuscire ad immaginarne le scene. Narra la storia di un ufficiale americano che diserta durante la ritirata di Caporetto. Hemingway è abile scrittore indubbiamente, capace di tenere il lettore incollato alle pagine fino alla fine. Sua caratteristica (questo è un mio giudizio personale) è di far salire l'afflato sempre oltre la metà dei suoi testi, tutti motivati da un'ispirazione di calco esistenzialista. Il finale, pur essendo "intuìto", affligge in quanto sviscera realismo senza alcuna possibilità di riscatto. I moti dell'anima non sono narrati in modo esplicito se non in alcuni punti vividi, così vividi da sentirne dolore. Ne consiglio molto la lettura.

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  • Ernest Hemingway Cover

    Il padre (medico) lo avvicinò alla caccia e alla pesca durante le vacanze in Michigan, tra laghi e foreste e seguendolo nelle visite agli ammalati delle riserve indiane, ebbe le prime violente impressioni del dolore e della morte. Studiò a Oak Park, ma rinunciò all’università per diventare cronista allo «Star» di Kansas City. Fondamentale, nell’aprile 1918, l’esperienza volontaria della guerra, come autista della sanità sul fronte italiano. Nel luglio viene ferito, e questo trauma, l’incontro diretto con la morte, segna la sua vita. Da allora, per esorcizzarla, cercherà spesso il confronto con la violenza e con il rischio. Dal 1921 al 1927 viaggia in Europa come corrispondente di vari giornali, soggiornando a lungo... Approfondisci
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