Almarina - Valeria Parrella - ebook

Almarina

Valeria Parrella

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Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Dimensioni: 423,02 KB
Pagine della versione a stampa: 136 p.
  • EAN: 9788858431801

73° nella classifica Bestseller di IBS Ebook eBook - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Gaia la libraia

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Elisabetta insegna matematica nel carcere minorile di Nisida. Ogni mattina la sbarra si alza, la borsa finisce in un armadietto chiuso a chiave insieme a tutti i pensieri e inizia un tempo sospeso, un'isola nell'isola dove le colpe possono finalmente sciogliersi e sparire. Almarina è un'allieva nuova, ce la mette tutta ma i conti non le tornano: in quell'aula, se alzi gli occhi vedi l'orizzonte ma dalla porta non ti lasciano uscire. La libertà di due solitudini raccontata da una voce calda, intima, politica, capace di schiudere la testa e il cuore. Esiste un'isola nel Mediterraneo dove i ragazzi non scendono mai a mare. Ormeggiata come un vascello, Nisida è un carcere sull'acqua, ed è lì che Elisabetta Maiorano insegna matematica a un gruppo di giovani detenuti. Ha cinquant'anni, vive sola, e ogni giorno una guardia le apre il cancello chiudendo Napoli alle spalle: in quella piccola aula senza sbarre lei prova a imbastire il futuro. Ma in classe un giorno arriva Almarina, allora la luce cambia e illumina un nuovo orizzonte. Il labirinto inestricabile della burocrazia, i lutti inaspettati, le notti insonni, rivelano l'altra loro possibilità: essere un punto di partenza. Nella speranza che un giorno, quando questi ragazzi avranno scontato la loro pena, ci siano nuove pagine da riempire, bianche «come il bucato steso alle terrazze».
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    Erica

    27/10/2020 19:53:47

    Lo si legge in un paio d'ore e rimane in testa per giorni e giorni. Profondo e scritto benissimo. Pieno dell'umanità e del buon senso di cui abbiamo bisogno ora più che mai. Consigliatissimo.

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    angie

    13/09/2020 22:31:03

    Per quanto la storia possa essere coinvolgente, avere parecchi spunti di riflessione e qualche frase ad effetto, la narrazione è così particolare, densa, contratta, spesso contorta, macchinosa, con una punteggiatura inconsueta e irritante, da risultare fastidiosa. Sicuramente tutto questo costituisce la cifra stilistica della scrittrice, ma a mio avviso ne rappresenta anche il suo limite principale. In questo modo, la storia non arriva al lettore come dovrebbe. Peccato.

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    MAr

    11/09/2020 17:27:29

    Candidata al premio Strega, l'opera narra l'intreccio di due storie...Scritta in maniera impeccabile, lascia a chi legge molti insegnamenti e valori

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    R

    07/09/2020 10:29:28

    La storia in sé è molto bella ma il metodo di scrittura rende difficile il pieno coinvolgimento. Ho apprezzato l'eccesso di intimismo, l'accurata ricerca e cura del senso delle parole. Tuttavia, non mi è piaciuto lo stile, il quadro narrativo non preciso, i periodi tronchi. Ho la sensazione di aver letto qualcosa di incompleto. Avrei approfondito di più. Ma forse la volontà dell'autrice era proprio quella di essere profonda ma essenziale, senza dettagliare, lasciare alcuni aspetti alla libera immaginazione del lettore. In ogni caso, è una lettura che consiglio, magari aspettando la versione economica.

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    Anto

    30/08/2020 17:49:35

    La protagonista di questo romanzo è la professoressa Maiorano, insegnante di matematica presso un penitenziario minorile della Campania. Leggendo il breve testo viene fuori un suo ritratto abbastanza completo: è una donna che ha trovato l'amore in età adulta, che ha desiderato fortemente che la felicità coniugale fosse suggellata da un figlio, ma ormai è vedova da tre anni e l'unica cosa che le resta è il proprio lavoro. Ed è proprio all'interno del penitenziario che incontra Almarina, ragazzina romena fuggita dal proprio paese, e dal padre violento, insieme al fratello più piccolo. Almarina colpisce e conquista la professoressa e questo incontro aiuta quest'ultima a risalire la china. In realtà "Almarina" non è il tipico romanzo che ci si aspetta di leggere e lo si capisce fin dalle prime pagine; si tratta di una sorta di monologo intimistico in cui i pensieri seguono il proprio corso con poca linearità ed è costellato da frasi brevi e pochi dialoghi. Lo stile è particolarmente ostile al lettore in alcuni punti e, subito dopo aver letto le prime pagine, il primo pensiero che mi è passato per la mente è: "questo è un libro di nicchia". È innegabile che si debba avere una preferenza per questo tipo di scrittura per amare pienamente il libro, ma, nonostante ciò, forse mi sono man mano abituata, è un libro che ho apprezzato. La sua forza è rappresentata dalla scelta di rappresentare e comunicare sentimenti potenti, penso che la trama, in fin dei conti, sia del tutto secondaria.

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    Fabiana

    27/08/2020 16:20:04

    Libro da 10 e lode. A mio avviso meritava di vincere il primo posto del Premio Strega. La scrittura è sempre impeccabile, anche in alcuni passaggi dove lo slang campano penetra nel testo. Avendo esperienza lavorativa nel mondo delle carceri, mi sono ritrovata perfettamente nelle descrizioni dei luoghi, delle sensazioni e dei rapporti che, in un'istituzione del genere, inevitabilmente si instaurano. Il libro, per come è scritto, è una perfetta sceneggiatura per la trasposizione cinematografica.

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    Elena

    27/08/2020 07:20:17

    Romanzo e scrittura molto interessanti. In particolare la storia è dominata dai pensieri della protagonista, pensieri concitati così come nascono nella mente di ognuno di noi. Mi è piaciuto molto questo aspetto, permette di conoscere il personaggio nella sua essenza, con i suoi punti di forza e le sue fragilità. Consiglio la lettura.

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    Mirko

    22/08/2020 15:49:25

    Romanzo che non presenta un quadro narrativo preciso e consequenziale, dominato dai pensieri della protagonista, la professoressa Elisabetta, che non trovano uno sfogo ed una suggestiva descrizione. Il rapporto tra Elisabetta e la giovane Almarina è del tutto trascurato nella sua essenzialità. Il lettore può solo immaginare in che modo queste due anime si sono trovate o ritrovate, può solo intuire il dolore e la successiva liberazione dal male che affligge queste due donne, da un lato la morte di un marito dall'altro la violenza di un padre ed il dramma della fuga e la perdita di un fratello. Il punto di vista dell'autrice si annulla e si appiattisce sul disagio di Elisabetta la quale però appare incompiuta e del tutto sganciata dal tempo in cui vive. Inoltre, a parere mio, non viene fuori il desiderio di Elisabetta di salvare Almarina, non viene fuori lo strazio vissuto dalla ragazza. Una trama narrativa piatta e non incline a suggestionare il lettore. Libro poco interessante.

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    elena

    19/08/2020 13:51:33

    Mi aspettavo qualcosa di molto più coinvolgente. La storia è molto bella ma il metodo di scrittura mi ha fatto perdere spesso il filo del discorso.

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    Ross

    09/08/2020 13:38:50

    Non sono riuscita a finirlo e me ne dispiace. La tematica affrontata è sicuramente interessante, ma lo stile della scrittura, il susseguirsi di immagini e pensieri che sembrano slegati tra loro, la mancanza di fatti concreti, di una trama chiara da seguire rendono la lettura difficile e poco coinvolgente.

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    Maria Teresa

    04/08/2020 08:46:12

    A Nisida, piccola isola di fronte Napoli, i turisti non sono ammessi. Perché? Perché non c’è niente di bello da vedere, forse. L’Isola ospita l’Istituto Penale Minorile. Bisognerebbe capirli quei ragazzi, che se conoscono così da subito il disprezzo è perché sono stati da subito disprezzati. La rieducazione, in questo posto bellissimo, dovrebbe essere l’unico motivo di vita. L’insegnante di matematica Elisabetta Maiorano ci prova: non riesce a smettere mai di sperare. Solo che per sperare ci vuole tanto coraggio e per fortuna c’è Almarina che la paura se la mette sotto le scarpe sfondate. Il direttore pensa sempre che ce la possono fare tutti. Il marito dell’insegnante era un uomo vero, cioè un uomo che si fa guidare solo dalla libertà e dell’amore. Tra i ragazzi che si trovano in carcere e tutto il resto del mondo, il confine non esiste. Se nuoti fino al limite del mare, ti accorgi che il confine non esiste mai.

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    Erika

    01/08/2020 21:28:05

    La scrittura non è scorrevole, la crudezza e la veridicità delle immagini evocate si perde in un linguaggio manierista. La storia però è splendida e i personaggi molto ben tratteggiati. Un romanzo breve al quale si perdona qualche pecca. Consigliato.

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    simone

    28/07/2020 21:08:09

    La storia è bella e i temi toccati molto interessanti, ma lo stile e la scelta del lessico sono un po' artificiosi.

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    virginio

    22/07/2020 09:03:06

    Storia bella che dà emozioni ma scritta con un ritmo pesante e contorto e conseguentemente trovo la lettura poco scorrevole ed avvincente. Il libro non mi è piaciuto.

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    Nadia

    19/07/2020 11:13:08

    Lo stream of consciousness della prof è spesso pesante, non tanto per il ritmo della narrazione ma perché restituisce un'interiorita' opprimente, triste, priva di qualsiasi bagliore. Tanti personaggi dei libri non sono allegri, ma questa, non so perché, l'ho trovata meno digeribile della media. Nel finale si riscatta un po', cominciano a emergere il desiderio, la speranza, la possibilità. Lo stile mi è piaciuto, personale senza essere eccessivo.

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    Jane Eyre

    16/07/2020 12:23:59

    Il romanzo è scritto in modo impeccabile, commovente, saggio. Almarina è un mezzo che permette a Elisabetta di riappropriarsi della sua vita, di dare a questa una seconda possibilità; l'amore che lenisce e guarisce. Ciononostante, è come se il libro fosse una bozza, come se non fosse stato sviluppato del tutto. Manca la parte più pratica, più quotidiana di questo rapporto, mentre abbondano i flussi di coscienza di Elisabetta, che alla lunga mi hanno stancata.

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    Guerrino

    15/07/2020 17:43:34

    Prima di scrivere la mia recensione che è negativa, ho letto diverse recensioni meravigliandomi degli elogi. A me il libro non è proprio piaciuto. Trovo la storia bella ed emozionante, ma raccontata in una forma "barbara". Gruppi di bellissime parole accostate a grappoli, molto spesso senza una connessione logica. Sono rimasto molto deluso. La scrittrice sarà anche brava, ma non gode del mio modestissimo apprezzamento. Forse ho sbagliato a leggerlo dopo aver letto l'ultimo romanzo di Carofiglio, ovviamente Gianrico.

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    Leonardo de Chanaz

    15/07/2020 13:36:53

    Mi sarebbe piaciuto sostare molto più a lungo sulla vita di Almarina con i suoi profumi, che sulla vita confusa della sua prof. Bella la scrittura un pò torrentizia. Non meritava lo Strega, non è ancora al livello.

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    Valentina

    07/07/2020 16:52:20

    Il romanzo che tutti dovremmo leggere per crescere e capire la letteratura e la vita.

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    alex

    03/07/2020 20:59:45

    Un meraviglioso romanzo scritto divinamente. Non necessitano altre parole x recensirlo. Penna sublime.

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  • Valeria Parrella Cover

    Scrittrice italiana, si è laureata in Lettere Moderne all'Università di Napoli con una tesi in glottologia. In seguito si è specializzata come interprete della Lingua Italiana dei Segni e ha lavorato all'E.N.S. di Napoli, dove vive.Ha esordito nel 2003 con una raccolta di sei racconti intitolati Mosca più balena edita dalla casa editrice Minimum Fax con la quale ha vinto il Premio Campiello Opera Prima. Diversi racconti della giovane autrice sono apparsi nell'antologia Pensa alla salute pubblicata da l'ancora del mediterraneo nel 2004. Sempre nel 2004 ha pubblicato nell'antologia La qualità dell'aria il suo racconto Verissimo e nel 2005 un'altra raccolta di racconti, Per grazia ricevuta, libro arrivato tra i cinque finalisti al Premio Strega dello stesso... Approfondisci
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