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A cura di Serena Prina. Introduzione di Giovanna Spendel. Con un saggio di Andrej Belyi. Milano, Arnoldo Mondadori Editore 2013,cm.11x18,5, pp.LIII,518, brossura, copertina figurata a colori. Collana Oscar Classici,408.
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Tocca a me abbassare la media? Mi spiace, ma non mi ha proprio entusiasmato.
La descrizione dei vizi umani è tema caro agli scrittori, ma trovo che l’acume e lo spirito grottesco con cui Gogol' li ha presentati siano difficilmente eguagliabili. Uniche le descrizioni della Russia, di cui fa percepire la vastità dei suoi territori e da cui scaturisce l’amore che l’autore prova per essa. A costo di risultare prosaica, non posso che dire un capolavoro della letteratura.
Una delicata critica alla società russa del 1800 fatta di stereotipi, corruzione, egoismo e connivenza. Lo stile di Gogol' è impeccabile, peccato non sia riuscito a completare l'opera pensata con una struttura che strizza l'occhio alla Divina Commedia. Dell'idea originale rimane solo la prima parte e la seconda (in realtà danneggiata e incompleta), mentre la terza non è mai stata scritta. Rimane comunque uno dei grandi romanzi russi che prima o poi tutti dovrebbero avere il piacere di leggere.
Recensioni
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Pavel Ivanovic Cicikov viaggia attraverso la Russia comprando "anime morte", i nomi dei contadini morti dopo l'ultimo censimento sui quali i proprietari dovevano pagare le tasse fino al censimento successivo. Vuole usare quei nomi per ottenere l'assegnazione di terre concesse solo a chi poteva dimostrare di possedere un certo numero di servi della gleba. Il romanzo avrebbe dovuto comporsi di tre parti, la terza però non fu mai scritta, mentre della seconda restano solo alcuni frammenti nei quali però il quadro dei vizi e dei difetti russi appare meno fosco che nella prima parte.
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