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Nikolaj Gogol'

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 528 p.
  • EAN: 9788804555162

Pavel Ivanovic Cicikov viaggia attraverso la Russia comprando "anime morte", i nomi dei contadini morti dopo l'ultimo censimento sui quali i proprietari dovevano pagare le tasse fino al censimento successivo. Vuole usare quei nomi per ottenere l'assegnazione di terre concesse solo a chi poteva dimostrare di possedere un certo numero di servi della gleba. Il romanzo avrebbe dovuto comporsi di tre parti, la terza però non fu mai scritta, mentre della seconda restano solo alcuni frammenti nei quali però il quadro dei vizi e dei difetti russi appare meno fosco che nella prima parte.

Recensioni dei clienti

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    eds

    23/05/2015 14.00.51

    Chi si accinge alla lettura di questo libro, si trova difronte (purtroppo) ad un capolavoro incompleto. La bravura di Gogol' nello stendere un romanzo picaresco è sicuramente indubbia: la prima parte raccoglie un'affresco al contempo esilarante e drammatico sulla Russia del primo Ottocento; ma la seconda ha veramente molte lacune e gli ultimi capitoli sono al limite della leggibilità. Tuttavia, nonostante l'incompletezza, rimane un'opera immortale: d'altronde di Cicikov, Nozdrev, Sobakevic, ecc. è pieno anche il mondo di oggi. Le tecnologie si sono evolute nei 160 anni che ci separano da Gogol', ma l'uomo è rimasto lo stesso.

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    Giovanni

    01/02/2015 18.54.42

    E' un libro stupendo!! La sensibilita' di Gogol e' unica.

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    Nino Amico

    25/10/2014 12.21.43

    Gogol riesce con la mano del pittore a ritrarre un mondo ricco di personaggi esilaranti, al limite del surreale, con l'ironia che gli è propria e che rende profonda e pungente ogni rappresentazione. Un mondo dove sfilano i personaggi più diversi, dai ricchi e viziosi proprietari terrieri ai funzionari statali biechi e corrotti. E anche laddove vengono ritratti personaggi apparentemente positivi, apparentemente buoni di carattere o lavoratori onesti e dediti al benessere della propria famiglia e dei servi delle loro terre, si scorge in realtà, rivelandone il vero volto attraverso la satira, la loro misera vita, la loro pochezza, la mancanza di valori autentici. Personaggi che sono essi stessi le vere anime morte e non i servi oggetto delle contrattazioni di Cicikov. Questi, il personaggio principale dell'opera e vorremmo dire il catalizzatore dei vizi e delle storture, della mancanza di scrupoli e della corruzione morale, è colui che meglio di chiunque altro è capace ad un tempo di mettere alla berlina i notabili cittadini e i piccoli proprietari terrieri dediti ai divertimenti e alle ricche libagioni, e apparire poi ridicolo, misero, e senza spessore morale, con la sua ricercatezza nel vestire e la cura della sua toletta. Egli arriva persino a farsi cucire da un sarto un abito assai ricco e sfarzoso anche quando sono stati scoperti i suoi disonesti traffici ed egli è costretto a fuggire. Il tratto caratteristico dell'intera opera è dunque l'ironia e la satira piccante, provocatoria, capace di illuminare in modo vivido e beffardo un mondo dove regnano depravazione e immoralità. Ma in questa prima opera che voleva essere, secondo le intenzioni dell'autore, un grande poema sulla Russia, si ritrova anche la poesia di una natura magica e incantata che viene raffigurata in maniera appassionata e commovente dall'autore. Una natura che si beffa delle miserie umane e regna sovrana, incontrastata, immutabile e meravigliosa sopra ogni cosa.

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    guglielmo aprile

    24/11/2012 15.23.34

    Sequenza di siparietti esilaranti. L'uomo è una bestia comica, e fa ancora più ridere quando cerca di darsi un tono e di sembrare importante. Gogol maestro nell'arte di sfottere: mette alla berlina, sa che non c'è lente più penetrante dell'ironia per scavare nelle miserie dell'umano. il 'grottesco' come categoria letteraria nasce adesso. I difetti sono esasperati fino all'assurdo: un avaro che compiange perfino quanta parte bianca inutilizzata vada sprecata del foglio su cui firma un atto di compravendita. Figurine che si dibattono accecate dalla speranza di un facile guadagno; portieri di condominio che si danno pose da generali sotto la livrea gallonata; imbrattacarte sussiegosi che non ritengono l'interlocutore degno neanche di esser guardato in faccia, mentre stendono con la massima solennità i loro ruscelli quotidinani d inchiostro; goffe galanterie con cui attempati funzionari tentano di mostrarsi interessanti agli occhi di amabili ochette aristocratiche...; ma al centro della scena resta Cicikov, nei suoi battibecchi con il cocchiere, nella sua elaborata toilette prima di presentarsi alle feste dell'alta società, nel suo gigoneggiare tra dame e papaveri blasonati, tra la cui cerchia eletta si sente finalmente di aver guadagnato il diritto a far parte...

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    Domenico

    29/09/2012 20.29.45

    Gogol era un genio. Un'originale narrazione, poetica, coinvolgente, ironica e una storia avvincente.

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    liberam3nte

    31/10/2010 12.51.08

    «...Russia! Russia! Ti vedo dalla mia meravigliosa, splendida lontananza, io ti vedo: c'é povertá in te, scompiglio, desolazione; non rallegrano, non incutono timore allo sguardo gli arditi portenti della natura, coronati dagli arditi portenti dell'arte, cittá dagli alti palazzi con mille finestre, cresciuti sui dirupi, alberi pittoreschi ed edere cresciute sulle case, tra il rumore ed il pulviscolo eterno delle cascate; non si rovescia indietro la testa per guardare i massi di pietra che incombono, innalzandosi senza fine sopra di essa e su nel cielo; non rilucono attraverso oscuri archi gettati l'uno sull'altro, avviluppati di tralci di vite, d'edera e d'infiniti milioni di rose selvatiche, non brillano attraverso di loro in lontananza gli eterni profili dei monti lucenti, che si protendono nei cieli argentei, luminosi. Tutto in te é aperto, deserto e piatto; come punti, come piccoli segni impercettibilmente affiorano in mezzo alle pianure le tue piatte cittá; nulla seduce ed incanta lo sguardo. Ma quale forza incomprensibile, segreta attira a te? Perché s'ode e risuona incessante nelle orecchie la tua canzone malinconica, che si diffonde per tutta la tua estensione e la tua ampiezza, da un mare all'altro? Che c'é in essa, in questa canzone? Cos'é che chiama, e singhiozza, e si afferra al cuore? Che suoni sono questi, che morbosamente carezzano e cercano di raggiungere l'anima e palpitano vicino al mio cuore? Russia! che vuoi dunque da me? Quale legame incomprensibile vi é tra noi? Cos'hai da guardare cosí, e perché tutto ció che é in te ha rivolto verso di me occhi colmi di aspettativa?...» Nel bel mezzo delle anime morte, quelle che non sono ancora state tolte dai registri fino al prossimo censimento, e quelle che ancora vive si mostrano giá morte da tempo, Gogol si rivolge all'anima morta in primis, quella che contiene tutta la magnificenza di questa opera, che ne traccia i lineamenti, che ne avvolge gli accadimenti, come tra le braccia di una grande madre, tanto amata, eppur tanto temuta...

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    Stefano

    01/08/2009 22.58.20

    Grande libro. Sa essere piacevole ed ironico in alcune pagine e straordinariamente lirico e commovente in altre. Peccato che ci sia giunta integra soltanto la prima parte (dovevano essere tre).

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    Federico

    18/01/2008 19.28.07

    Divertentissimo e molto ben scritto, un capolavoro che è stato un vero piacere leggere. Non c'è altro da aggiungere su un classico come questo.

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    Daniele

    26/09/2007 22.34.42

    Siamo senz'altro di fronte ad uno dei capolavori della letteratura russa. Un ritratto della società di provincia: pigra, ottusa, arraffona e imbrigliona quando le si offre l'occasione. La maschera grottesca che Gogol' fa indossare ai suoi personaggi è una satira feroce della società russa del tempo, ma applicabilissima anche al nostro mondo. Mirabile è la descrizione delle bassezze umane dei proprietari terrieri che ingrassano sul lavoro dei contadini, dei funzionari incapaci e corroti, e del protagonista e imbroglione Čičikov. Una tragicomica storia di una truffa che alla anche al lettore contemporaneo risulta attualissima e godibilissima. Un titolo immancabile in una buona biblioteca.

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    Antonio Gatti

    30/04/2007 19.24.37

    Difficile esprimere un giudizio su questo libro che non sia banale, un classico che ha avuto milioni di lettori e' per forza un capolavoro. nel consigliarvelo mi associo al giudizio precedente, ottima edizione, curata nei minimi dettagli.

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    Alessandro

    10/03/2007 17.54.28

    La traduzione è lodevole. Interessante il prologo, nonché la postfazione di Belyj. In succinto, un'ottima edizione.

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