Balzac e la Piccola Sarta cinese - Sijie Dai - copertina

Balzac e la Piccola Sarta cinese

Sijie Dai

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Traduttore: E. Marchi
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Edizione: 11
Anno edizione: 2001
In commercio dal: 7 marzo 2001
Pagine: 176 p.
  • EAN: 9788845916007
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Balzac e la Piccola Sarta cinese

Sijie Dai

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Gaia la libraia

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La storia di questo libro racconta di come la lettura, grazie alla segreta malia di una misteriosa, preziosissima valigia di libri occidentali proibiti, riesca a sottrarre due ragazzi, colpevoli soltanto di essere figli di "sporchi borghesi", a svariate torture e permetta anche a uno di loro di conquistare la "Piccola Sarta cinese". Così, pur vivendo in mezzo agli orrori della rieducazione, i due ragazzi e la Piccola Sarta scopriranno, in virtù di qualche goccia magica di Balzac, che esiste un mondo fatto di pura, avventurosa bellezza. Attraversando, nel frattempo, loro stessi rocambolesche avventure.
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    Monica

    04/06/2006 16:15:11

    Libro magnifico. Esprime tutta la drammaticità della rieducazione, prolungata dopo una intensa rivoluzione culturale, ma, nello stesso tempo, alleggerita dalla magia dei libri occidentali. Ai ragazzi è permesso conoscere solo in questo modo la realtà e l'induividualità, che caratterizzano i Paesi europei, ma che sono assolutamente sconoscuti alla Cina del tempo. Il finale lascia un po' l'amaro in bocca per i più romantici, perché credo sia desiderio comune quello di vedere insieme i due innamorati, felici e contenti, per il resto della loro vita, magari nella città di provenienza di Luo. Ma nonostante tutto, la figura della Piccola Sarta è estremamente positiva. Rappresenta la donna emancipata d'oggi, che ha il coraggio di fare delle scelte senza essere vincolata da niente e nessuno. Questo libro è scritto con uno stile vivace, per niente noioso. Ho trovato le descrizioni degli ambienti ben sviluppate e gli avvenimnetti incalzanti, senza ripetizioni noiose. Da consigliare agli amici.

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    beatrice_91

    10/04/2006 15:27:30

    questo libro non mi è piaciuto molto perchè l'ho trovato un po' troppo descrittivo... secondo me, solo in certi punti è stato emozionante da tal punto di sfogliare le pagine in un batter d'occhio; ma in altri punti l'ho trovato proprio orribile e ho dovuto girare di pagina in pagina solo perchè è un compito per la scuola...ciao a tutti!

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    Martina

    05/09/2005 10:07:21

    Questo libro mi è piaciuto moltissimo.. anche se la fine mi ha deluso; essendo un'amante delle storie d'amore speravo che Luo scapasse via da quella Cina comunista con la piccola sarta e ,come l'autore stesso, si rifugiasse in un paese civilizzato eropeo.... la trama è ben delineata e le descrizioni molto curate, il libro è semplice da leggere e lo consiglierei a tutte le persone sopra i 10 anni è STUPENDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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    valentina.boulares

    26/04/2005 20:30:05

    Un libro veramente spettacolare che all'inizio annoia un pò proprio per la storia in sè, cioè due ragazzi che sudano le fatiche dell'erieducazione,ma poi... un libro che mi ha stupito pagina per pagina, leggetelo vi toccherà il cuore!!! nella trama dietro il libro dice che è leggero e si legge tutto di un soffio ed è proprio così, fidatevi di una ragazzina di 14anni che ama la lettura finoa un certo punto, perchè se io dico che è bello è proprio così!!!!!!!!

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    Giulia Ponti

    17/04/2005 17:48:52

    Non sono d'accordo con l'idea che la piccola sarta entri alla fine in un nuovo mondo magico che poi sarebbe la civiltà. Al contrario, alla fine ella è deturpata della bellezza pura, semplice e permeata della magica aura dell'ambiente di montagna che possedeva inizialmente. Lei lascia una sorta di paradiso, una dimensione parallela, per entrare nella follia della società di Mao, delle restrizioni, delle sue regole assurde. Insomma, dalla totale libertà derivante dalla sua ignoranza, alla gabbia delle regole e dei divieti e del 'devo', non del 'voglio'. Per cui se da un lato vedo la sua ribellione come ammirevole, poiché ha cambiato radicalmente se stessa, dall'altro la biasimo perché ha perso la bellezza della purezza e della fanciullezza. Infatti, perde anche l'amore, che il suo nuovo animo pragmatico non può più concepire. Luo ha voluto rieducarla, come il governo di Mao d'altra parte cerca di rieducare lui, ed ha finito col perderla. Non stupisce: anche la Cina perse Dai Sijie dopo averlo spedito nel campo di rieducazione....per tutta risposta lui fuggì in Francia...

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    gianluca

    09/01/2005 17:07:07

    me ne bastano 8: fa schifo

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    Simone Mornata

    06/12/2004 19:24:06

    A me "Balzac e la piccola sarta cinese" è piaciuto moltissimo: un libro stimolante, una bella storia, scorrevole e svelta la traduzione. Una mia idea sul finale: la piccola sarta è l'unica in grado di scappare veramente dal mondo austero e (quasi) senza via d'uscita in cui viveva, e lo fa grazie alla lettura; i libri con cui era venuta a contatto le fanno capire che c'è qualcos'altro altro aldilà, che forse la vita non si ferma su quella montagna. Ecco perchè Luo, e di conseguenza Ma, non diventano altro che strumenti che la piccola sarta "utilizza" per capire che si può avere ben oltre: la sua non è forse una fuga verso la civiltà? Dove si dirige la piccola sarta? Non lo sappiamo, ma possiamo immaginare che la sua meta sia quel mondo magico, misterioso e a lei sconosciuto che aveva tanto apprezzato nei testi di Balzac e degli altri autori occidentali per i quali aveva letteralmente perduto la testa.

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    matteo

    04/10/2004 17:33:02

    troppo bello

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    lettorecomune

    04/09/2004 15:40:53

    Sijie racconta con la leggerezza che deriva da un lungo distacco spaziale e temporale i quattro anni, dai 17 ai 21, trascorsi sulla montagna della Fenice del Cielo per essere rieducato dalle deviazioni dei genitori borghesi e reazionari nella Cina della Rivoluzione culturale. Una rieducazione che, almeno fino ad un certo punto, avviene in senso inverso al previsto: sono Ma e il suo amico Lou, con il violino, la sveglia e la magia dei racconti, a trasformare il mondo contadino che li circonda. Ma la trasformazione si rivela poi, in maniera inattesa, fonte di corruzione: la piccola sarta cinese – una sorta di novella Madame Bovary – non viene sedotta dalla potenza dell’immaginario di un clandestino libro di Balzac ma dalla venalità borghese dell’immagine. A lasciarmi interdetta è la conclusione di questo, peraltro codibilissimo, libro. E’ lo stesso paradosso della valigia: possibile che Papà Goriot, Eugénie Grandet, Ursule Mirouët, Il cugino Pons, Il colonnello Chabert di Balzac, Madame Bovary di Flaubert, Notre-Dame di Parigi di Hugo, Il Conte di Montecristo di Dumas, Jean-Christophe di Rolland e, diciamo, un libro a testa per Dostoevskij, Gogol’, Melville, Dickens, Kipling, Brontë, Stendhal, Baudelaire, Rousseau, Tolstoj entrino tutti in una valigia? Possibile che il meglio della cultura occidentale venga distillato in un reggiseno,un ritocco della giacca alla Mao e un paio di scarpe da tennis? Comunque la conclusione della vicenda biografica è in sintonia con la conclusione del libro: a Parigi Sijie ha raggiunto il successo ed è diventato regista traducendo il suo immaginario in immagini. Alla fine mi domando: e se la perla del libro non fosse la magia della montagna della Fenice ma proprio l’ambiguità divertita che chiude il libro e che mi ha lasciata interdetta? In fondo l’immagine è parte dell’immaginario e quindi appartiene a pieno titolo alla cultura occidentale.

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    fra

    26/03/2004 10:53:06

    no ..nn mi ha coinvolto..mi aspettavo di piu' un po' noioso...

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    Serena

    08/03/2004 15:03:30

    E la piccola sarta??? Dovrei dire che questo libro mi è piaciuto, ma che mi sarei aspettata di più... se non fosse per il finale, assolutamnete originale, un vero fulmine a ciel sereno capace di illuminare tutta la storia. Le ragioni per le quali mi sarei aspettata di più sono lo scarso approfondimento psicologico della protagonista, la piccola sarta appunto, che resta sempre una figura enigmatica ed in un certo senso ''lontana'' per il protagonista e la scarna descrizione dei libri che invece assumono un ruolo così importante per i due protagonisti. Per il resto è un libro davvero delizioso e molto leggibile. Poi, improvvisamente, ecco un finale sfolgorante! Davvero bello, leggetelo! E se vi è piaciuto questo vi consiglio anche: ''Cigni selvatici'' di Jung Chang ed. Tea.

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    brigidino

    16/01/2004 06:36:30

    è vero, è il classico romanzo ben fatto, con tutti gli ingredienti ben amalgamati, con una traduzione ben piatta e rispettosa, con un bell'inizio un bello sviluppo e una bella fine si sarebbe detto un tempo... la moralina è bellina: la cultura ci salverà dai dittatori e dalle dittature... PERO'DUE PALLE!

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    Antonietta

    30/01/2003 12:27:57

    Il libro di Dai Sijie è fortemente autobiografico: anch'egli è stato ri-educato come i protagonisti di questo romanzo, è quindi testimone di uno dei periodi più tristi della recente storia cinese. Ma ciò che più colpisce è la trasformazione subita dai giovani protagonisti grazie ad una semplice valigia. Il fascino dei libri che essa contiene è irresistibile per i due che nulla sanno della letteratura occidentale, e soprattutto di quella letteratura fatta di sentimenti, amore e pulsioni dell'anima. E' così che comincia la loro educazione sentimentale..."Di punto in bianco, come un intruso,quel piccolo libro mi parlava dell'insorgere del desiderio,della passione,delle pulsioni,dell'amore,tutte cose su cui,fino a quel momento,nessuno mi aveva mai detto niente." La forza di questo libro è nella freschezza della narrazione, grazie alla quale l'autore ci porta per mano attraverso i cambiamenti che queste letture proibite produrranno non solo sui due ragazzi, ma anche e soprattutto sulla piccola sarta cinese, quella ragazza che sente ormai sue tutte le parole di Balzac, che scopre un universo fino ad allora celatole! La narrazione è piacevole al punto da non riuscire a staccare gli occhi da quelle pagine che sembrano prendere corpo, grazie alle splendide parole di Dai Sijie. Spero di vedere al più presto il film che l'auore stesso ha girato e che è già stato presentato alla mostra del cinema di Cannes nel 2002 nella sezione " Un certain Regard".

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    Silvano

    14/01/2003 17:49:09

    Balzac e la Piccola Sarta cinese è libertà, questo si legge!! La lettura (non solo di Balzac) porta ad essere liberi: liberi dalle regole (nonostante tutto), dai diktat sociali, liberi di confrontarsi con diverse culture e di sceglierne le sfumature migliori (come la Piccola Sarta nel finale). Se vi capita leggetelo.

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    manuela

    03/01/2003 21:46:13

    Opera fresca, da leggere anche di getto, da consigliare a tutti, in particolare agli adolescenti per il suo valore educativo e per gli interregotivi e spunti di discussione che offre.

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    lilli

    06/11/2002 15:02:24

    davvero molto bello... un libro ricco di temi e di sentimenti. di amore che nasce e di amore deluso. di speranza e di disperazione, di curiosità e di paura... un bellissimo libro sull'adolescenza contrastata di due giovani cinesi, apparentemente perseguitati da un destino politico ironico e crudele, che però, nell'eremo in cui sono confinati, riescono tuttavia a vivere una vita piena di emozioni e di scoperte, e a conoscere l'amore per una ragazza bella e molto desiderata... bella anche la conclusione. una piccola lezione di ironia per tanti pigmalioni che vogliono educare sentimentalmente le loro amate, e invece ne vengono ... educati

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    Pantera

    16/08/2002 22:46:32

    “Balzac e la Piccola Sarta cinese” è un libro avvolgente che dietro al chiaro messaggio riguardante il rapporto tra politica e cultura nasconde una sensualità del tutto nuova che si crea dall’unione tra la cultura europea, espressa al meglio dai racconti degli scrittori francesi, e quella cinese di cui la Piccola Sarta è la rappresentante. Il racconto è pervaso di passione e fascino, ma allo stesso tempo di tristezza e dolore, tutte emozioni vissute in pieno dai tre protagonisti adolescenti. Il finale, anche se nn esaltante, è in linea con il racconto precedente e non cade nella banalità e neanche in un lieto fine forzato. E’ un libro che seduce dolcemente e a cui ci si affeziona, per questo ne consiglio vivamente la lettura.

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    alex

    13/07/2002 20:25:14

    un piccolo gioiello, piacevole, ironico.. da leggere tutto d'un fiato

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    Laura

    21/06/2002 21:17:44

    E' un libro che si legge volentieri, un esempio positivo di globalizzazione, con un epilogo coniugato al femminile.

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    luna

    05/06/2002 13:57:00

    un libro dolcissimo, un racconto sulla libertà e la fantasia che nulla e nessuno possono imprigionare.

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  • Sijie Dai Cover

    Scrittore e regista cinese. Figlio di un medico, Dai Sijie nasce in Cina e da giovanissimo viene spedito nella provincia del Sichuan in un campo di rieducazione fino al 1974. Alla morte di Mao, riesce ad entrare all'Università dove studia storia dell'arte e dove riesce ad ottenere una borsa di studio in Francia. Da allora vive e lavora a Parigi. Con Balzac e la Piccola Sarta cinese, scritto in francese e apparso nel 2000, ha venduto in Francia oltre duecentomila copie e ne è poi stato tratto l'omonimo film nel 2005.Una notte in cui la luna non è sorta è il suo libro del 2008. Approfondisci
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