Un bambino piange ancora

Ursula Rütter Barzaghi

Editore: TEA
Collana: Esperienze
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
In commercio dal: 15 gennaio 2004
Pagine: 169 p., Brossura
  • EAN: 9788850205059
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Descrizione
Cresciuta nella Germania hitleriana, Ursula Rütter Barzaghi ha trascorso i primissimi anni di vita al sicuro, tra le mura della caserma di Lubln, in Lorena, protetta dagli eventi esterni ma non dalla cintura del padre, ex poliziotto violento e dedito al bere, rapidamente inseritosi nelle file dei nazisti. Il precipitare della situazione, e la fine del conflitto, l'hanno gettata poi, insieme alla madre, alle sorelle e al fratello e a milioni di altri tedeschi, nella realtà di un Paese devastato, ridotto alla miseria e che si svegliava dall'incubo peggiore della sua storia. Il padre, nel frattempo, era scomparso "al fronte russo...", lasciando un ricordo doloroso tanto da cancellare persino l'immagine della sua uniforme, quella delle SS.

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Recensioni dei clienti

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    Maria Luisa Valeri

    13/01/2014 11:22:43

    Ho trovato questo libro molto interessante, perché tratta del nazismo da un'ottica veramente inconsueta ed inoltre l'autrice non sceglie la facile scorciatoia della condanna irremovibile verso il padre e tutta la sua generazione, ma si sforza di comprendere fino in fondo, pur non volendo mai ignorare le colpe del popolo tedesco.

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    Tina

    18/03/2008 18:29:54

    "Io ero irritata dall'atteggiamento da uomo mite e in pace con la propria coscienza che mio padre metteva in mostra. Quello che conoscevo dei suoi trascorsi mi impediva di credergli. Chiesi a mio padre se voleva accompagnarmi a visitare il campo di Dachau...non seppe trovare scuse e acconsentì.. quando la macchina si arrestò all'entrata del campo di concentramento nazista uscì affannosamente dalla vettura...tenendo lo sguardo fisso per terra mi disse:'Vai tu, io non posso, ti aspetto qui fuori'. Mi allontanai e,ironia della sorte, invece che piangere per le vittime che mi accingevo ad onorare, piansi per un loro persecutore". Questi ultimi passi del libro ci trasmettono a pelle il senso di quanto è stato scritto sul protagonista. Vittima inconsapevole anche lui??? Non immune tuttavia da atroci responsabilità che aveva bisogno di espiare per riappropriarsi della dignità di essere umano.

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    MARCELLA

    07/02/2004 10:14:21

    E' scritto abbastanza bene anche se forse lo stile è un po' dispersivo ma,da in pieno la sensazione di sforzo nel dare chiarezza ai ricordi. Per quanto riguarda il finale, mi sento di fare i complimenti all'autrice, sia per il tatto avuto con il padre, che, per la maestria nel lasciare intuire quello che gia' si sospettava.

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