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John K. Toole

Traduttore: L. Bianciardi
Editore: Marcos y Marcos
Collana: Tredici
Anno edizione: 2011
Pagine: 461 p., Brossura
  • EAN: 9788871685601
Disponibile anche in altri formati:

Recensioni dei clienti

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    ampa

    01/02/2015 12.32.21

    E' un libro divertente, a tratti con descrizioni quasi disgustose, ma diverso da tutti gli altri che ho letto.

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    Alessio Rota

    18/01/2015 12.55.37

    a parte il finale non all'altezza della qualità del romanzo nel suo complesso, davvero divertente e ben scritto/tradotto. Da leggere!

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    Luca 68

    25/06/2013 23.40.52

    Un libro divertente .cinico , esilarante. Condivido in pieno la prefazione di Stefano Benni.In un'eventuale versione cinematografica del libro,lui avrebbe visto nei panni del protagonista Ignatius, John Belushi. Per me è un'ottimo lavoro. Ora aspetto di leggere l'altro libro di questo sfortunato autore,La bibbia al neon ,sicuro che non mi deluderà. Dispiace che John Kennedy Toole non abbia mai potuto vedere pubblicati i suoi due lavori.La sua volontà di porre fine alla propria esistenza, oltre alla tristezza dal punto di vista umano, mi fa pensare che abbia lasciato un vuoto nel genere letterario. Io l'ho scoperto per puro caso.Era veramente "avanti ". Grandioso.

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    BB

    27/11/2012 17.54.47

    Protagonista Ignatius Really, una specie di Lebowsky ma più brutto, grasso, unto, portatore sano di una camicia da notte in flanella e di umori corporali schifosi che non esita a devolvere al prossimo ad ogni minima occasione,matto come un cavallo tanto da cercare di cambiare il mondo con una rivoluzione che non gli riesce mai, fisicamente e psicologicamente dipendente da una fantomatica valvola intestinale che ogni tanto si chiude e da una madre succube che si tira a fionda tutte le sere per andare al bowling. Di contorno, un poliziotto maltrattato dai superiori per non essere in grado di arrestare nessuno, costretto prima ad andare di pattuglia travestito ogni giorno in modo diverso, poi a fare la ronda nei cessi della stazione, un'aspirante pornostar che le prova tutte per fare un numero di spogliarello con un pappagallo all'interno di un night famoso per la sporcizia dei pavimenti, il ragazzo di colore in libertà vigilata che spazza ogni giorno quei pavimenti per 20 $ a settimana bestemmiando e che cerca di incastrare la proprietaria che spaccia ogni giorno strani pacchetti marroni con l'addetto di un orfanotrofio, un imprenditore che non si occupa dell'azienda del padre che sta andando in rovina, con moglie dipendente da un ombretto color acquamarina e da un vibromassaggiatore, Trixie, una vecchietta di 100 anni costretta a recarsi ogni giorno in azienda a lavorare perchè tutti pensano che abbia bisogno di tenersi impegnata, mentre lei vorrebbe solo andare in pensione, Dorian Greene, stereotipo del gay anni 70 in maglioncino di cachemire che ha come unico obiettivo i party gay, M. Minks, ex studentessa con mire politiche convinta che i mali del mondo siano causati dal non fare abbastanza sesso e altri mille personaggi che interagiscono in situazioni improbabili, clown, caricature con vite grottesche. esilarante, cattivo, razzista, ironico, politicamente scorrettissimo e con un pesante fondo di tristezza cosmica, sullo sfondo la New Orleans incasinata anni 70

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    gianluca guidomei

    30/10/2012 19.14.23

    Il protagonista di questo romanzo è un uomo detestabile, volgare, cinico e qualunquista. E' sgradevolmente politicamente scorretto. Eppure il lettore può perdonare tutto questo perché il suo ruolo è quello di anti. Anti-americano, anti-mainstream. E' un ribelle conservatore. Un po' Oblomov, un po' Savonarola, un po' Don Chisciotte e un po' Montaigne ( anche se il suo vate personale è Boezio ). Ignatius è un personaggio più unico che raro, come forse il suo creatore: un autore disturbato eppure così lucido nello smascherare le contraddizioni e le miserie degli americani. Ma credo che "Una banda di idioti" sia soprattutto un'opera sull'urgenza della scrittura. Ignatius annota continuamente le sue teorie su tutto lo scibile umano. Ignatius O'Reilly/John Kennedy Toole è maniaco, autistico come ogni scrittore che si rispetti. E come ogni vero scrittore ha bisogno di chiudere il mondo fuori da sé e dalla sua vitale, insana follia.

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    armando

    21/04/2012 12.58.26

    Di questo libro ho apprezzato la storia, i personaggi e il modo in cui Toole lo ha scritto. Ignatius è un personaggio che non si fa amare; è sporco, mangione e scansafatiche. E' questa a mio avviso l'intuizione di Toole: Ignatius non sarà il vicino di casa ideale, d'accordo, ma almeno ha il coraggio di guardare con occhio critico la realtà che lo circonda (l'America misera e cinica). Sarebbe stato semplice, per Toole, presentarci un Ignatius bravo, buono e gentile e chiedere a noi lettori di amarlo (se poi Toole avesse aggiunto qualche nota di disgrazia personale e domestica, beh, il gioco era fatto). Troppo semplice. Ecco perché il lettore deve gettare lo sguardo un pò più in là, oltre le nebbie che, sinistre, avvolgono Ignatius...Da leggere.

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    roger

    23/05/2010 16.36.55

    Ignatius è talmente cattivo odioso acido drastico esagerato che non si può non adorare! il libro è originale, irto di frecciate più o meno velate contro il consumismo. Alcune frasi sono decisamente leggendarie, è bellissimo dal punto di vista sociopsicologico il rapporto di Ignatius con il resto del mondo. "Cercasi elemento dinamico, fidato, portato ai contatti umani" -Signore santo, vogliono un mostro!-

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    Hit_Man

    05/07/2009 17.51.29

    Il libro ha connotazioni diaristiche-autobiografiche, non tanto per l'intreccio narrato, quanto per i continui rimandi a un'io narrante, quello del gigantesco protagonista il quale tiene, per l'appunto, continue annotazioni sulla realtà che lo circonda, ricoprendo il pavimento della sua camera-rifugio-ghetto di foglietti. Suo scopo è disquisire, spesso farneticando, della sua visione della realtà, manipolata allo scopo di costringerla nella sua visione cinica e nel disprezzo di ogni cosa, a meno che non titilli il suo smisurato narcisismo. Come il classico elefante nella cristalleria, il succitato Ignatius J. Reilly, quando non spara a zero le sue deliranti fantasie, rende assurdo ed eccessivo qualsiasi atto verso chi lo circonda, tramite menzogna, livore, blandizie, meschinità e tutto il campionario di nequizie coercitive dell'umano "manifestare", mentre il grottesco teatrino che gli si muove intorno pare esser lì a fomentare ed esaltare questo essere colto ed abbietto, istruito e cialtrone, in definitiva iperbole di se stesso. Libro che punta a divertire, ma che strappa pochi sorrisi e che fa avvertire come dietro a ognuno dei personaggi ci sia irresolutezza, e pio desiderio di essere altro da sé, con ben poche speranze di approdarvi. L'autore pare disinteressarsi di poter annoiare il lettore (cosa che in diversi punti fatalmente accade), perché appare preso dal "dovere" di dire per filo e per segno la sua versione, il pensiero che c'è dietro, e le varie ed eventuali. Deplorevole la scelta del carattere di stampa adoperato dall'editore "Marcos y Marcos", solitamente da me particolarmente apprezzata nella sua collana "Gli alianti": già piccolo e compresso, diventa addirittura strizzato e quasi irrespirabile nelle numerose occasioni in cui il protagonista scrive i suoi appunti... intere pagine scritte minute, fitte e francamente soffocanti, specie col caldo di questi giorni! Possibile che il meccanismo di pubblicazione abbia visto la latitanza di una revisione efficace del romanzo.

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    Stefano Alderighi

    22/05/2009 12.51.46

    Come viene scritto nell'introduzione del libro, per quanto comico ed esilarante, questo libro è tragico. Un po' per la storia personale di chi lo ha scritto, morto suicida a poco più di trenta anni, ed un po' perché, e lo si avverte, dietro all'umorismo di toole si cela la piena consapevolezza dei protagonisti di essere delle mezze tacche in un mondo mediocre e provinciale quanto loro. Nessuno dei protagonisti sfugge a una qualsiasi forma di frustrazione: dalla madre di Ignatius, all'imprenditore Levy, all'agente Mancuso; tutti vengono caratterizzati in negativo per quello che non hanno, per quello che vorrebbero essere. La madre vorrebbe un figlio normale; il nero una vita da bianco; la signora levy un marito intraprendente; la signorina trixie l'agognata pensione. L'antieroe Ignatius è la summa di tutte queste mancanze, apparentemente coerente con se stesso e con la propria visione, ma proprio per questo rigettato dalla società provinciale di New Orleans. Proprio non capisco i pochi che lo hanno giudicato negativamente: non lo hanno letto con attenzione. Nulla da Invidiare a Roth o a Robbins, comunque.

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    Emiliano

    09/05/2009 17.20.01

    Beh un libro proprio originale, forse chiamarlo capolavoro è esagerato sinceramente ma mi ha fatto ridere...un riso non stupido ma intelligente perchè dietro i personaggi (tutti surreali!) ci sono considerazioni anche amare e profonde. Tutto gira intorno a Ignatius che da solo vale il prezzo del libro, un Don Chisciotte moderno da conoscere! Chi non lo sopporta (leggo sotto che qualcuno vorrebbe quasi farlo andare a lavorare...beh, eloquente!) dovrebbe riflettere sul perchè non lo possa tollerare...ma forse una società poco teologica e geometrica lo ha ormai ingabbiato completamente e non può fare questa riflessione!! Molti i passaggi memorabili, come quando Ignatius dice a Jones qualcosa del tipo: "se vuoi diventare come loro (bianchi borghesi) davvero non hai capito nulla!". Alla fine del libro finisci per pensare che quello che credevi l'unico pazzo è forse il solo sano e un po' gli vuoi bene...

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    gianluca

    11/04/2009 11.15.35

    esilarante,un libro prezioso,da leggere sicuramente.

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    Gianluca

    04/04/2009 15.14.40

    Straordinario e geniale. Le persone non capiscono Ignatius perchè è un tipo assurdo? La sua spiegazione: 'sono rimasti confusi dalla mia grandezza'. Certo che se siete fans di Dan Brown e dei suoi orribili romanzi lasciate perdere....

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    Marco Z.

    05/12/2008 15.52.48

    L'ho comprato dopo aver letto recensioni entusiastiche e l'ho trovato di una bruttezza inaudita. Il protagonista mi è risultato di un antipatia rivoltante; è cattivo, vittimista, stupido, ignobile. Non mi ha fatto nemmeno sorridere un po'. Considerando che a tanti è piaciuto rimango molto perplesso.

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    valentina

    29/03/2008 11.27.37

    letto un anno fa, più ci penso e più mi convinco che sia uno di quei libri che rimangono. Originale, amaro, comico... veramente imperdibile.

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    luca bidoli

    26/03/2008 11.07.35

    Un'influenza, la necessità di starsene al chiuso, tra le coperte, possono essere e rappresentare doni insperati. Così, tra the e pasticche, ho riletto per la terza volta in dieci anni questo libro. Ancora mi ha entusiasmato e divertito, ancora posso e voglio credere che esistano sulla terra esseri così diabolicamente angelici come Ignatius- pavido e stremante grassone inviperito- che l'agente Mancuso si aggiri nei suoi improbabili travestimenti per le vie di una città irreale e poco statunitense, vera summa delle contraddizioni di un intero paese...Ignatius: mio simile , mio fratello, mio coinquilino immaginario in un mondo privo di grazia teologia e geometria euclidea. Splendido.

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    marco

    16/07/2007 19.51.32

    mi sfugge il senso del successo di questo libro

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    Sara

    25/06/2007 17.08.33

    Anche questa volta mi tocca dissentire! Avrò capito poco di letteratura, ma l'unica sensazione che questo libro mi ha provocato è un'acuta nostalgia per non aver mai visto New Orleans. Per il resto, il mondo è tristemente pieno di ciccioni maleducati che non sono in grado di prendere in mano la propria vita e non mi divertono un granchè, forse se avessi avuto una vità più facile mi farebbero pena, attualmente mi fanno solo rabbia. Molto meglio altri americani, da Roth a Robbins, passando per Auster.

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    Claudio Gatti

    22/03/2007 15.37.30

    Ignatius e' un pachiderma viziato e nevrotico costretto dalle circostanze ad affrontare il mondo che esiste fuori dal guscio di casa sua. Esilarente e assurdo, si potrebbe anche definire come "romanzo di formazione" ma qui la storia è insolitamente ambientata tra una banda di idioti. Da leggere.

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    Stefano (Isosté)

    13/03/2007 16.28.23

    È un libro meraviglioso! Impossibile non innamorarsi follemente della Sig.na Trixie o non desiderare a un Sig. González come capoufficio! Per non parlare poi del protagonista: l'unico e inimitabile Ignatius! Finalmente ho trovato un libro veramente divertente e originale nei personaggi e nella descrizione degli eventi. Sinceramente ne consiglio la lettura a tutte quelle persone che cercano un bel libro con il quale passare piacevoli pomeriggi.

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    Mucci

    30/01/2007 15.06.45

    Davvero esilarante! Come si fa a non ridere del protagonista e di tutti gli altri personaggi, uno più originale dell'altro? Davvero un peccato che Toole ci abbia lasciato due soli romanzi.

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