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Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2016
Pagine: 348 p. , Brossura

28 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

  • EAN: 9788807031830


La Sicilia di Simonetta Agnello Hornby non era mai stata così struggente e sensuale. Una vicenda che si snoda dai primi vent'anni del Novecento fino alla Seconda guerra mondiale.

Maria si girava davanti a tre specchi che riflettevano la sua immagine. Non più imbarazzata: sapeva di essere bellissima.

Lente, arcaiche, scelte con estrema cura, sono le frasi usate da Simonetta Agnello Hornby in uno dei suoi romanzi più belli e ambiziosi. Per gustarne appieno la lettura bisogna fare qualche passo in dietro, non solo con la fantasia, immaginando le vite che si svolgevano in una Sicilia remota, ma soprattutto un lungo sospiro per rallentare il ritmo della lettura.

Avvolgente e sensuale, la storia si svolge in un immaginario paese tra Palermo e Agrigento, Camagni, e inizia a metà dell’Ottocento, quando l’aristocrazia terriera va in crisi e il nuovo Stato laico piemontese abolisce gli ordini monastici. Nel vuoto istituzionale di una terra che aveva basato le sue ricchezze sul latifondo e sul privilegio di casta, si apre uno spiraglio per la creazione di una nuova classe media imprenditoriale. Palermo diventa il centro culturale e commerciale della Regione e le famiglie benestanti si troveranno a scegliere se abbracciare le idee progressiste e laiche, o arroccarsi dietro le loro rendite millenarie.
In quest’epoca di fermento comincia la storia d’amore tra il baronello Pietro Sala, noto viveur e viaggiatore cosmopolita che ha già conosciuto una parte importante di mondo, e la giovanissima Maria, di appena sedici anni. Lui è l’erede di una nobile e ricchissima famiglia, padroni di zolfatare e di palazzi anche a Palermo, lei invece è figlia di un avvocato di idee socialiste e massoniche, caduto in disgrazia per aver difeso le ragioni dei Fasci siciliani. Benché sia decisamente troppo giovane e molto meno ricca del suo spasimante, Maria accetta la sua corte, intrigata dal savoir faire nel giovane Pietro e stuzzicata dall’idea di diventare improvvisamente cittadina di Palermo e viaggiatrice anche lei, ospite dei più importanti salotti del “continente”. Dal canto suo Pietro si innamora della giovinetta all’istante, travolto da un’irresistibile attrazione fisica verso le sue forme precoci e perfette, la sua pelle ambrata e due dolcissimi occhi a mandorla. I genitori di Maria, a malincuore, la lasciano andare in casa Sala “nuda e cruda”, cioè senza dote. Ma questo non è un problema per i due ragazzi, che hanno molti soldi su cui contare e che trasformano la loro prima notte di nozze in un vero e proprio baccanale.
Ma l’iniziazione di questa “Lolita” in salsa siciliana, agrodolce, forse non sarà una buona idea per il baronello Sala, perché lei, Maria, ha una solida base di ideali socialisti e insegue con ostinazione il suo obiettivo di coltivare le belle arti e le lettere, a prescindere dalla volontà del marito. Lungo gli anni in cui si dipana questa storia e che ci trasporta dal vecchio secolo fino alla Seconda guerra mondiale, assisteremo alla piena e profonda evoluzione di questa donna, che assaggerà grandi passioni e anche sofferenze, trangugiandole con alterigia come una tazza di caffè amaro.

In fondo alla tazzina, che in questo caso è fatta di porcellana finissima e bordata d’oro, rimane a volte un fondo granuloso, è questo il gusto che sentiamo alla fine di questo trascinante romanzo, scritto come un libro d’altri tempi e con un colpo di scena finale che forse non arriverà mai.

Recensioni dei clienti

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    cristina

    22/11/2016 09.13.53

    Non mi è piaciuto. Noioso, lento, a volte ripetitivo. sembra sempre che debba succedere qualcosa, ma non succede mai niente. I personaggi sono poco coinvolgenti.

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    Gianfranco

    03/10/2016 20.45.38

    Dopo una prima parte interessante, anche se un po' prolissa, il racconto si fa piuttosto noioso, piatto, scontato, tanto che si fa fatica ad arrivare alla fine. Da notare a pagina 107 la datazione errata della presa di Roma (28 ottobre invece di 20 settembre).

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    Rossella D'Amico

    23/09/2016 16.38.22

    Ho già letto parecchi libri della Hornby e devo dire che quest'ultimo è secondo solo a La Mennulara. E' una storia che ti travolge nel vero senso della parola, facendoti vivere quasi in prima persona le vicende storiche, personali e sentimentali raccontate. Le descrizioni dei paesaggi e dei personaggi sono così approfondite e curate da essere percepite a tratti come dei veri e propri dipinti. Un intreccio di storia e sentimenti da tenerti intrappolato fino alla fine. Consigliatissimo!

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    AVE 48

    15/09/2016 16.31.19

    Concordo con i precedenti giudizi negativi.E'il primo romanzo di questa autrice che leggo ed ho fatto fatica ad arrivare alla fine:l'ho trovato noioso nella narrazione, appesantita da troppe divagazioni storiche e di carattere un po' troppo didattico, poco interessante nella trama, banale nella definizione dei personaggi e con una storia poco coinvolgente. Non sono invogliata a leggere altre opere della stessa autrice.

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    Antonella

    08/09/2016 16.31.32

    Non ho letto i suoi libri precedenti ma devo dire che questo è più che deludente.....molto molto mediocre.

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    roberta

    02/09/2016 15.18.24

    Della Hornby avevo letto solo Il Veleno dell'Oleandro, che ho trovato vuoto e un po' morboso... Da questo mi aspettavo di più, forse per tutta la pubblicità che c'è stata.... La prima parte è accattivante, la protagonista è una figura piacevole, ci sono forti richiami alla narrativa siciliana, da Verga a Tomasi di Lampedusa, il che è apprezzabile. Poi tutto si "spegne": è la parte in cui si parla dell'amore con Giosuè, una figura decisamente spiacevole, un vero codardo che durante la guerra, quando tutti rischiavano la vita, si nasconde come un topo in trappola obbligando Maria ad uscire per andarlo a trovare. Una storia d'amore che non riesce a coinvolgere, con tanti passaggi forzati, come quello del bagno nella grotta sotterranea. E il finale è deludente.

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    fiorella

    02/08/2016 21.20.22

    Una terribile delusione da un'Autrice che stimavo. Questo romanzo è di una noia mortale. Pretenzioso volendo raccontare tratti storici della Sicilia che secondo me non sono nelle corde dell'Autrice finisce per diventare indisponente. Sconsigliatissimo!

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    paola

    02/08/2016 18.58.45

    ottimo romanzo, ambientato nella storia di Mussolini in cui Maria e Pietro , sposi con prole, fanno da sfondo alle famiglie Marra e Sala , due clan diversissimi tra di loro sia per principi che per comportamenti. La storia di Maria con l'amico Giosuè la porterà a scelte estreme, bellissimo.

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    Stefano

    01/08/2016 12.32.26

    Era da tempo immemorabile che non mi capitava di imbattermi in un polpettone di tal fatta! Noioso, banale, scontato, soporifero. Se questa è davvero l'opera migliore della Agnello Horby... figuriamoci le altre!

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    Micella

    28/07/2016 10.03.20

    Piuttosto scontato. Personaggi tagliati con l'accetta, la moglie paziente, il marito dongiovanni, l'amico che aspetta anni e anni per diventare l'amante (e a me è sembrato quasi un incesto!), la cognata invidiosa... E' scorrevole ma tutto qui.

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    Marcello

    25/07/2016 16.02.39

    Libro di donne su donne e per donne (non è una nota negativa) ma tutto sommato. Una buona fictionTV anni 80 con un apprezzamento storico

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    Giangi

    21/07/2016 21.53.20

    In breve: noioso, terribilmente noioso. Dalle prime recensioni mi aspettavo un piccolo capolavoro. Invece è una storia piatta, priva di mordente. Ho fatto fatica a terminarlo.

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    LAURETTA

    21/07/2016 11.04.57

    Sono d'accordo con l'ultima recensione, davvero molto noioso e a tratti inconsistente, parecchio deludente per quel che mi riguarda.

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    Alessandro

    17/07/2016 16.28.57

    Non concordo con i pareri precedenti .Un interminabile polpettone in salsa siciliana , noioso e prevedibile come tutte le saghe di famiglia : il depravato , la moglie brava e paziente che si fa carico di tutti i problemi pur concedendosi la scappatella col primo amore , le cognate infide e via dicendo . Sono sempre più lontani i tempi della " Mennulara ".

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    Iryna

    16/07/2016 18.12.22

    E' stato primo libro di questo scrittrice, che ho letto. Sono stata profondamente colpita della storia dei protagonisti siciliani, che e' stata narrata in maniera molto avvincente. La protagonista femminile mi ha colpita col suo carattere forte, che a quell'epoca era una cosa molto rara. La vita quotidiana, le tradizioni locali sono state descritte molto bene in maniere scorrevole. Mai una pagina noiosa. Non sono riuscita di staccarmi dal libro e lo consiglio a tutti.

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    elena

    16/06/2016 16.28.58

    veramente un bel romanzo, una bella storia di famiglie siciliane del secolo scorso. ambientato tanti decenni fa ma non se ne sente il peso. narrazione scorrevole, mai pesante e sempre curiosa. da leggere

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    Attilio Alessandro

    02/06/2016 05.53.32

    Il più bel libro della baronessa Agnello, quasi il suo testamento. Assolutamente da leggere, tanto è diverso dagli altri e più compiuto.

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    giorgio g

    24/05/2016 15.51.22

    In occasione del Salone del Libro di Torino ho avuto modo di ascoltare la presentazione del libro fatta dall'Autrice. Ho apprezzato una Signora che possiede nel contempo l'humour inglese e la inconfondibile verve siciliana, grazie a quella che ormai è divenuta la sua doppia natura. Mi è nata quindi la voglia di leggere la sua ultima (in ordine di tempo) opera. Pur non raggiungendo le vette della "Mennulara", suo romanzo di esordio, devo dire che la saga di Maria Marra, del marito Pietro Sala e dell'amico-amante Giosuè Sacerdoti è più che appassionante: ci si affeziona ai personaggi, si partecipa alle loro gioie e ci si affligge per i loro dolori. Moltissimi i personaggi di contorno, appartenenti a quelle infinite parentele ancora presenti al Sud. E l'Autrice, pur narrandoci la storia di una famiglia aristocratica, non si dimentica né delle miserie né dei problemi della Sicilia, né delle sue vicende storiche né delle condizioni in cui vengono sfruttati i "carusi ", poveri bambini che devono trasportare carichi pesantissimi: magistrale il capitolo della visita di Maria alla miniera di zolfo "La Ciatta". Una curiosità: nel libro trovo citate le "netsuke", minuscole statuette giapponesi di animali, artigiani e mendicanti, che nel romanzo "Un'eredità di avorio ed ambra, erano quasi protagoniste. Una frase che riassume in poche righe la situazione dell'isola e che da poche speranze per il futuro: "Lo Stato è considerato nemico, l'ordine pubblico è mantenuto dalla mafia attraverso il sopruso e la violenza; i politici non hanno fede e nemmeno un obiettivo che non sia il loro interesse economico: si vendono per una poltrona al governo". Una lettura interessantissima che mi ha fatto venire voglia di rileggere "La Mennulara", ed è quello che farò!

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    annalisa

    03/05/2016 21.41.33

    Finalmente ho ritrovato l'autrice de La Zia Marchesa....romanzo che mi ha fatto innamorare dell'autrice e della Sicilia. ..in questo romanzo si ritrova tutta l'atmosfera dell'antica nobiltà con le abitudini, i pettegolezzi e il lento scorrere del tempo che caratterizza la vita di queste persone. Splendido ritratto di donna forte e determinata....Consigliatissimo..bellissimo libro.

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