A casa tutto bene

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Artisti: Brunori Sas
Supporto: Vinile LP
Numero supporti: 2
Etichetta: Believe
Data di pubblicazione: 20 gennaio 2017
  • EAN: 8051411742425
Con un riscontro sorprendente di pubblico e critica, a tre anni di distanza dall’ultimo disco che lo ha consacrato come uno dei migliori narratori della sua generazione e uno dei nomi di riferimento della scena autorale italiana nel solco della migliore tradizione, Brunori Sas torna con il quarto album di inediti “ A Casa Tutto Bene”. Il disco (prodotto artisticamente da Taketo Gohara) è musicalmente complesso e stratificato e si muove metaforicamente sulla tratta Lamezia-Milano, quella che Brunori ha percorso spesso durante la stesura dei brani. Il mood risente così dell’influsso più ancestrale e sanguigno dei ritmi della Calabria, così come dei suoni più freddi e sintetici della metropoli. Largo quindi alla mandole del ‘700 mischiate ai sintetizzatorie alle tessiture orchestrali che si fondono con i loop e le drum machine. Il risultato è un quadro sonoro di grande coralità, in costante equilibrio tra due mondi apparentemente vicini ma molto lontani.
Disco 1
1
La verità
2
L’uomo nero
3
Canzone contro la paura
4
Lamezia milano
5
Colpo di pistola
6
La vita liquida
7
Diego e io
8
Sabato bestiale
9
Don abbondio
10
Il costume da torero
11
Secondo me
12
La vita pensata

Se c’è una cosa che ci deve proprio piacere mentre siamo da queste parti è cambiare idea, anzi, permettere a un’idea di fare spazio a un’altra e poi a un’altra ancora, evolversi, trovare una dimensione diversa di fronte all’esplorazione delle possibilità. Non ho mai nascosto di avere qualche problema a considerare Brunori come una voce narrativa e poetica interessante del nuovo cantautorato italiano e di faticare a tenere insieme i suoi “nanana?” e le sue melodie sempre un po’ percepite senza sfida, senza nervi scoperti. Qua, però, è diverso, ed è bello poterlo dire. Stupirsi di fronte a un lavoro completo, arrangiato con una cura rara di questi tempi e strutturato (bene) intorno a canzoni in grado di esistere, farsi ascoltare nel loro strato melodico, certo, ma anche farsi scoprire piano, emergere. Questo, immagino, devono fare le canzoni: darti qualcosa immediatamente che ti faccia desiderare di scoprirle, di dire “prego, c’è spazio, vi voglio qui” e poi lasciarle lì, ad animare le nostre vite che non sono solo falò e baci, ma soprattutto specchi opposti (come avrebbe messo Panella in bocca a Battisti), contrasti attraenti.

Oltre le ingenuità del titolo e gli episodi un po’ esili come Colpo di pistola, ci troviamo di fronte a un buon lavoro, un passo decisivo in una carriera che ha scelto di non accettare la comodità degli illusori allori dell’indie. Un autore che cerca Dalla nelle sue corde, ma trova se stesso: arrangiamenti Oltremanica, elettronica, calore e fiati che sembrano tenere insieme al meglio anche gli episodi più riusciti della musica italiana di oggi (Iosonouncane, per esempio).

Voto 3/5

Recensione di Giulia Cavaliere

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