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Antonio Socci

Collana: Bur big
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 211 p. , Brossura
  • EAN: 9788817049757

Recensioni dei clienti

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    Salvatore Palma

    18/03/2013 07.37.16

    E' il 12 settembre del 2009, ore 21.30, il cuore di Caterina, figlia dell'Autore, si ferma per più di un'ora, inspiegabilmente, senza una ragione. Ha soli ventiquattro anni e tra pochi giorni si deve laureare in architettura. Per i genitori, la famiglia, il fidanzato e gli amici incomincia così un'avventura (o una tempesta come è scritto nel sottotitolo) fatta di angoscia, di speranza e di disperazione, un cammino di tribolazione e di croce ("altro è parlare della croce, fare baldanzose conferenze sulla croce, altro è starci"), tra il pessimismo dei medici e le visite in ospedale. Eppure da questo episodio e dal calvario di sofferenze e di pene che ne segue, inizia una interminabile sequela di preghiere e di solidarietà umana e "soprannaturale" che supera la cerchia di persone che conoscono Caterina. Un libro di grande spessore spirituale che tocca le corde dell'animo e che commuove per lo sforzo (molto difficile per un padre!) di trasformare ed elevare il dolore in inno di ringraziamento a Dio.

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    Antonio Romano

    07/08/2012 18.27.46

    Il libro di Antonio Socci è un lavoro particolare: è innanzitutto la descrizione della discesi agli inferi di un padre e di una madre al cospetto di un evento terribilmente incredibile e straordinario, in fondo innaturale e che rende impotenti come la malattia improvvisa e fulminante di una figlia giovane e piena di vita. Il testo è inoltre la descrizione sofferta della consapevolezza della possibilità di salvezza attraverso un percorso profondo di fede e di preghiera, sia individuale che comunitaria. Quel che sembra inspiegabile diventa l'occasione per interrogarsi non solo sulla consistenza della propria fede coltivata e dichiarata, ma soprattutto l'occasione per interrogarsi sul mistero del male (morale o fisico che sia) e coglierne le implicazioni profonde per se stessi ed i propri cari. Solo la fede profonda ed incondizionata in Colui che sana e salva e l'affidamento alla Sua e nostra tenerissima Madre può giustificare un percorso come quello descritto da Socci. La vicenda è cosi dolorosa che tentarla di vivere senza la Fede Vera non può che far sprofondare nella disperazione più nera ed insanabile. Solo riflettendo profondamente sul senso della condivisione nella propria carne e nel proprio spirito dei dolori di Cristo durante la Sua Dolorosa Passione, si può tentare di capire il valore profondo ed attuale della vita di ognuno di noi, che sta proprio nel dono che ognuno può fare della propria sofferenza fisica e morale. E' proprio attraverso la condivisione delle sofferenze con uno spirito di comunione che possiamo considerarci e chiamarci tutti fratelli, nel nome di Colui che ci ama da sempre e che mai ci abbandona. Ricevere la Grazia di poter vivere queste esperienze estreme significa poter dire di condividere misteriosamente con Gesù in persona il suo dolore fisico e spirituale in espiazione delle colpe che ancora oggi si compiono, nonostante la valenza devastante nella Storia della Salvezza dell'uomo della morte stessa di Cristo.

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