Centomila gavette di ghiaccio. Ediz. integrale - Giulio Bedeschi - copertina

Centomila gavette di ghiaccio. Ediz. integrale

Giulio Bedeschi

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Anno edizione: 2007
In commercio dal: 7 aprile 2011
Pagine: 430 p.
  • EAN: 9788842538684

nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa italiana - Avventura - Narrativa di guerra e combattimento - Narrativa ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale

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Centomila gavette di ghiaccio. Ediz. integrale

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Vincitore premio Bancarella 1964

Partendo dalla propria esperienza personale e raccontando la partecipazione della divisione alpina Julia alla Seconda guerra mondiale – dalla campagna d’Albania alla ritirata di Russia – l’autore costruisce un’opera narrativa di straordinario valore, che esalta il senso della dignità dell’uomo nonostante la tragedia della guerra. Protagonisti della vicenda non sono singoli individui ma l’azione corale dell’intera divisione, tanto che l’autore stesso preferisce mimetizzarsi dietro il nome inventato di Italo Serri piuttosto che narrare in prima persona. Pubblicato nel 1963, Centomila gavette di ghiaccio ebbe subito uno straordinario successo, ottenendo, l’anno successivo, il prestigioso Premio Bancarella.
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    GIAMBA

    13/05/2019 15:01:28

    Una cruda testimonianza di che cosa sia la guerra. Assolutamente consigliato.

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    Elvira

    11/03/2019 07:16:28

    La prima volta che sentii parlare di questo libro credo fosse il '75 alle medie. Me lo diedero da leggere ma ricordo che allora manco lo finii. Oggi dopo oltre 40anni lo riprendo incuriosito e stavolta l'ho DIVORATO. Bellissimo libro, stupendo modo di narrare questa tristissima storia di freddo,gelo,fame,privazioni,sforzi sovraumani al limite della sopravvivenza, paura della morte, paura del nemico che ti sovrasta per numero,organizzazione e attrezzatura, Ma loro erano gli ALPINI e sono riuscito (pochi purtroppo) a tornare a casa. Quasi due mesi di marcia con temperature che medie di -30°, alcuni giorni -45° con un abbigliamento al limite di uno straccione. La fame che ha patito questa gente solo loro lo possono sapere, gente che succhiava avanzi di rape con i vermi congelate........ Il libro riesce nell'intento di farti vivere questa agonia lunga oltre duemila chilometri, soffri assieme agli alpini, senti la paura di quando i russi ti circondano e ti sparano addosso e tu non hai cartucce o addirittura sei senza cannoni. Consiglio vivamente questa lettura per onorare questi eroi che sono tornati.

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    Tommaso

    23/09/2018 21:58:56

    Un libro che impressiona. Leggere le imprese estenuanti degli Alpini, gli aspri combattimenti che hanno sostenuto in netta minoranza di uomini e di mezzi e in condizioni così avverse alla vita lascia veramente con gli occhi sbarrati. È incredibile cosa il corpo e la mente umana siano in grado di affrontare e di sopportare... Centinaia di chilometri percorsi a piedi, marciando nella neve alta e fresca sotto una costante bufera, con temperature che di notte raggiungevano i -42°C, il tutto senza cibo, con intere parti del corpo congelate o in cancrena e, soprattutto, braccati dai russi. Questo è un libro che tutti dovrebbero leggere per rendersi conto di cosa veramente significa andare in guerra, ma anche per conoscere il coraggio e il valore dell'esercito italiano che, nonostante tutte le avversità, ha compiuto il suo dovere fino all'ultimo. Come affermò il bollettino di guerra russo in seguito alla rottura del fronte sul Don: "Soltanto il corpo d'armata Alpino Italiano deve considerarsi imbattuto sul suolo di Russia". Ebbene, questo libro vi porta come in mezzo ai soldati, vi fa ascoltare le loro conversazioni e vi fa partecipare delle loro sofferenze, vi fa inorridire di fronte alle ferite e rabbrividire ad ogni folata di gelido vento. Da non perdere.

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    Simone B.

    24/05/2018 15:34:32

    Assolutamente imperdibile per ogni appassionato di storia, ma non solo. Ben scritto, coinvolgente (e ci mancherebbe altro, visto la vicenda narrata), toccante e commovente, crudo (come certi frangenti devono esserlo), realistico.

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    angelo

    24/05/2018 08:15:12

    Ingredienti: un medico-scrittore-alpino negli anni ’42-‘43, le sue memorie di guerra sul fronte albanese-greco-russo, una lotta persa in partenza contro freddo, fame e nemici più organizzati, una fuga verso casa di centomila uomini in condizioni disperate. Consigliato: a chi ha stima degli uomini col cappello dalla penna nera, a chi affronta con grande dignità e pochissimi mezzi sfide disumane.

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    Matteo Angiolini

    14/08/2017 13:37:40

    Imperdibile per chi ne vuole sapere di più su una pagina molto triste della storia italiana.

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    Renzo Montagnoli

    25/08/2016 13:02:19

    Non c'è pace per gli uomini della divisione alpina Julia: prima a combattere contro i Greci, poi inviati nella grande steppa russa a coprire una linea del fronte lungo il fiume Don e infine costretti a tornare indietro per l'avanzata delle truppe sovietiche, che chiudono in una sacca un''intera armata. I loro percorsi sono sempre fatti a piedi, tranne per il trasferimento in nave dalla Grecia all'Italia, dove dovranno affrontare i rischi delle mine e dei siluri, e dalla nostra Patria ai confini russi in treno, stipati su dei carri bestiame. Ma nessuno si lamenta, anzi nei disagi e nelle difficoltà si rafforza quello spirito di corpo che è proprio degli alpini. Dovrebbero andare a combattere sul Caucaso, una regione montuosa dove un corpo ben addestrato come il loro può dare ottimi risultati, ma l'incapacità, la follia degli alti comandi li destina alla pianura, quasi si trattasse di semplice fanteria. La ritirata nella neve e con un freddo polare, pressati dalle truppe nemiche, dai partigiani, poco armati, senza cibo, vestiti in modo inadeguato si trasformerà in un incubo da cui pochi, benchè segnati nel corpo e nell'anima, riusciranno a uscire. Centomila gavette di ghiaccio, testimonianza di quella tragica esperienza che ha vissuto il tenente medico Giulio Bedeschi, é un allucinante percorso in un girone infernale. É difficile trovare in un libro così tanto orrore che sappiamo realmente accaduto, e non inventato, un orrore che strazia, che penetra dentro come il freddo polare che dovettero patire quei disgraziati. Sì, perché la ritirata è senz'altro la parte migliore dell'opera, un incalzare di eventi, uno sfinimento totale che stringono lo stomaco. Gli alpini si trascinano nella neve, cadono esausti e muoiono, si buttano su qualsiasi cosa che abbia la parvenza di essere mangiabile, lottano per quello che chiamarlo cibo è quasi una bestemmia, ma restano saldi nel cercare di aiutarsi, almeno fino a quando avranno un po' di forze. Memorabile.

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    Simone F

    08/05/2016 15:02:16

    Che dire di questo immenso capolavoro? Davvero una storia eccezionale, scritta benissimo. Mi ha tenuto incollato al libro durante la lettura, come poche altre volte mi è successo. Mi sono immerso nei personaggi e nelle loro tristi vicende, in prima persona. Ho sentito freddo e combattuto insieme a loro. Uno dei libri più che belli cha abbia mai letto. Imperdibile.

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    Elena

    03/04/2016 07:27:06

    Impossibile non assegnare cinque. Prima di tutto perché è una parte della nostra storia. Poi perché non la dobbiamo dimenticare. Infine perché vorrei che tutti la leggessero.

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    furetto60

    18/03/2016 10:34:45

    Apripista delle reminiscenze dei tanti reduci dai campi di battaglia dell'ultimo conflitto mondiale - merita leggerne anche la travagliata genesi editoriale - è un testo fondamentale per capire miserie e nobiltà dell'uomo ridotto in condizioni estreme. L'edizione estesa e arricchita da corposo apparato iconografico è senz'altro preferibile.

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    angelo

    25/02/2016 23:05:36

    Capolavoro indiscusso sulla ritirata di Russia. Non si può non leggerlo.

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    Steamboy

    04/02/2016 20:12:51

    Non ci sono parole adatte a descrivere il valore di un libro del genere. Da leggere assolutamente, per capire il dramma dei soldati (italiani, ma non solo) che si ritrovarono nel gelido inferno della campagna di Russia e per non dimenticare le atroci sofferenze che furono costretti a subire. Scrittura semplice, schietta, toccante e inevitabilmente dolorosa, che colpisce sempre nel segno.

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    Luca

    27/06/2015 04:44:38

    L'ho letto da ragazzino e mi ricordo che mi aveva già impressionato moltissimo. Riletto adesso, in età matura, ho riprovato gli stessi sentimenti che mi avevano sconvolto e commosso allora. Un libro di una crudezza e umanità sconvolgenti, ed insieme un lucido racconto degli avvenimenti che quei poveri ma eroici soldati furono costretti a affrontare. Un'opera bellissima, fra le migliori in assoluto che abbia mai letto.

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    Nesi

    06/02/2015 16:51:20

    Sicuramente il più bel libro che abbia mai letto!

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    Fabrizio

    14/12/2014 20:52:13

    tra i più bei libri mai letti...

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    Guido

    13/07/2014 10:46:17

    Libro stupendo!! Sopratutto durante le pagine che narrano il ritorno in patria degli alpini sei impossibilitato ad interrompere la lettura. Un libro di saggistica allo stesso tempo romanzato in maniera perfetta. Come scrivo per altri libri, la presenza di un "reportage" fotografico aiuta meglio a capire le condizioni di vita degli alpini durante le marce. Allo stesso tempo il lettore si personifica in essi poichè la lettura lo coinvolge troppo

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    corella

    25/03/2014 17:10:19

    come ha già detto qualcun altro, questo libro è stato per me sofferenza pura...però deve essere letto, è la nostra recente storia e lo consiglio caldamente a tutti.

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    Luciano

    18/03/2014 20:20:35

    Ho riletto questo libro dopo moltissimi anni e, com'è già successo in altre occasioni, mi sono confermato nella convinzione che, malgrado la validità della mia insegnante, all'epoca non riuscii ad apprezzare minimamente il valore vero di questo libro. Cinque su cinque non basta, questo libro è fuori da ogni possibile classificazione sia per com'è scritto che per i contenuti e le storie delle persone in lotta con tanti e diversi nemici, inclusi se stessi nel resistere alla voglia di cedere e di lasciarsi morire o, peggio ancora, suicidarsi. Di diritto nel mio personalissimo Pantheon dei libri da cui ho imparato e da cui sono certo che imparerò ancora, perché è certo che lo rileggerò..... tra qualche anno.

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    Alessandro

    19/12/2013 11:10:28

    Diró semplicemente che lessi questo libro a 14/15 anni, ora ne ho 56 e lo faró leggere a mio figlio.Centomila gavette di ghiaccio é una testimonianza perpetua sulla follia di quella guerra mondiale,é scritto bene in modo semplice e toccante.Le fotografie poi sono indimenticabili.

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    ferruccio

    27/05/2013 16:19:30

    La guerra!! Immane tragedia di atrocità, sofferenze fame e freddo; decine di migliaia di soldati inviate a combattere in una terra sconosciuta, aspra, gelata in cui emergono, dal letargo dell'animo umano, gli istinti primordiali tali da far inorridire ogni sana coscienza. Gli accadimenti e le vicissitudini sono narrati con crudezza dialettica ma, nel contempo, con amare verità mai raccontate nei libri di storia; esseri umani che diventano spettri vaganti in un inferno bianco, e spesso attendono, come atto liberatorio e di pietà, la falce della sdentata megera. Non ci sono lacrime che possano alleviare l'infinità vastità dell'insensato e dell'assurdo che partorisce impalpabili mostruosità; la mente si astrae e s'incammina lungo un illune e cupo sentiero dove anche l'anima diventa di ghiaccio. Un capolavoro!

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