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Certe fortune. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò - Andrea Vitali - copertina

Certe fortune. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò

Andrea Vitali

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Editore: Garzanti
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 21 febbraio 2019
Pagine: 416 p., Rilegato
  • EAN: 9788811601722

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Certe fortune. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò

Andrea Vitali

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Con Certe fortune torna sulla scena allestita da Andrea Vitali il maresciallo Ernesto Maccadò.

Allarme rosso a Bellano: un toro, noleggiato per ben altri scopi, a causa di una maliziosa imprudenza semina feriti come piovesse.

«Vitali che si presenta con l'umiltà dell'artigiano, oggi è uno dei più bravi narratori italiani» - Massimo Boffa, Panorama

La bestia era… era…
Né il Piattola né la moglie riuscirono a trovare le parole giuste per descrivere la sorpresa.
Mai vista una bestia così insomma, così grossa e che emanava un senso di potenza pronta a esplodere.
«D’altronde si chiama Benito», riassunse il bergamasco con l’intento di spiegare tutto.
Milleduecento chili di peso, centosettanta centimetri al garrese.
Ma fosse stato solo quello!

Alle prime ore del 5 luglio 1928, come concordato, Gustavo Morcamazza, sensale di bestiame, si presenta a casa Piattola. Il Mario e la Marinata, marito e moglie, non avrebbero scommesso un centesimo sulla sua puntualità. Invece il Morcamazza è arrivato in quel di Ombriaco, frazione di Bellano, preciso come una disgrazia, portando sull’autocarro il toro promesso e due maiali, che non c’entrano niente ma già che era di strada… Il toro serve alla Marinata, che da qualche anno ha messo in piedi un bel giro intorno alla monta taurina: lei noleggia il toro e poi lucra sulla monta delle vacche dei vicini e sulle precedenze, perché, si sa, le prime della lista sfruttano il meglio del seme. Ma con un toro così non ci sarebbero problemi di sorta. Se non lo si ferma a bastonate è capace di ingravidare anche i muri della stalla. Almeno così lo spaccia il Morcamazza, che ha gioco facile, perché la bestia è imponente. Ma attenzione: se un animale del genere dovesse scappare, ce ne sarebbe per terrorizzare l’intero paese, chiamare i carabinieri, o solleticare il protagonismo del capo locale del Partito, tale Tartina, che certe occasioni per dimostrare di saper governare l’ordine pubblico meglio della benemerita le fiuta come un cane da tartufo. E infatti…

Con Certe fortune torna sulla scena allestita da Andrea Vitali il maresciallo Ernesto Maccadò. Già alle prese con gli strani svenimenti della moglie Maristella, che fatica ad ambientarsi, il maresciallo deve anche destreggiarsi tra la monta taurina, la prossima inaugurazione del nuovo tiro a segno e un turista tedesco chiuso a chiave nel cesso del battello: quanto basta per impegnare a fondo la pazienza e la tenuta di nervi perfino di un santo.
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    Ritochka

    18/01/2021 17:37:50

    Romanzo scorrevolissimo, popolato da una ridda di personaggi caratteristici. Vitali fa amare la lettura; ci porta in un tempo lontano e in ambienti in cui, intorno ad un toro in fuga, si crea una vicenda "criminale". Atmosfera rassicurante, punteggiata da valori e figure tradizionali: la famiglia, l'Arma, la suora furba che conosce i fucili, il medico che cerca la fama, il bar, la trattoria, tutta Bellano, sembra di esserci! 😍

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    Germano Montanari

    17/05/2020 19:00:09

    Eccolo il VITALI che tutti amiamo, apprezziamo, e, in un certo senso, cerchiamo. Un’altra bellissima storia, anzi, un sogno, ambientato a Bellano, il famoso paese sul Lago di Como per noi amanti del VITALI, divenuto l’ombelico del mondo. Il solerte ed amato Maresciallo MACCADO’, distratto dalla gravidanza della moglie Maristella e da un suo infortunio domestico rivelatosi innocuo, deve gestire una serie di vicende collegate alla fuga di un toro (da monta) nei campi di una frazione del paese, che avrebbe aggredito alcune persone e poi abbattuto dal TARTINA, Segretario della milizia e Segretario del Fascio Bellanese. Ma la storia del toro aggressivo e pericolo, sorretta da una vox populi non priva di enfasi e da creative fantasie, non convince l’abile Maresciallo, il quale, aiutato dagli immancabili collaboratori (Brigadiere MANNU, Appuntato MISFATTI e Carabiniere BEOLA), riesce, in men che non si dica, a risolvere l’enigma ed a…. smascherare i falsi eroi, sbugiardarli anche sui giornali grazie alla collaborazione dell’immancabile poeta/giornalista CRISPINI. Il libro si legge tutto d’un fiato, come il medico Bellanese ci ha abituato a fare, vuoi per la leggerezza del racconto ma anche per la curiosità che pagina dopo pagina assale il lettore. Non torno ad elogiare le incredibili capacità narrativa dell’autore, l’abilità nel saper caratterizzare tutti i personaggi, protagonisti e non, che la storia propone. Ma il VITALI di “Certe fortune” è un VITALI in piena forma. 5 stelle piene piene.

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    Nicoletta D

    13/05/2020 14:31:53

    L’ambiente è quello consueto: Bellano, le sue frazioni, il lago di Como. I protagonisti sono persone qualsiasi: il maresciallo, il curato, la perpetua, contadini, commercianti, casalinghe. A questa umanità si aggiunge, in questo libro, un toro. Un possente toro da monta. Non voglio descrivere la storia nei dettagli anche perché non è la parte più importante nei libri di Vitali. Quello che si gusta sono le singole situazioni, i dialoghi, spesso in dialetto, che fanno passare piacevolmente il tempo.

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    Ombretta

    26/08/2019 12:26:30

    Il solito Vitali. Tanti personaggi, tante storie anche surreali. Capitoli brevi. Insomma una perfetta lettura da spiaggia.

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    Alessandro

    26/06/2019 15:59:26

    Leggendo le recensioni positive ho acquistato questo libro, il primo di Vitali che leggo, a dimostrare che ognuno ha i suoi gusti, anche in tema letterario, ho trovato il libro davvero noioso,non mi ha strappato più di un sorriso, personaggi piatti a cui non ti affezioni compresa la figura del maresciallo Maccadò, la tecnica narrativa l'ho trovata irritante.Tanto per fare un confronto Camilleri è di un altro pianeta

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    Rossana

    07/05/2019 10:28:26

    Bravissimo Vitali, come sempre!

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    silvia

    23/04/2019 07:49:15

    Bellissimo! Anche il secondo capitolo delle indagini del Commissario Maccadò conferma l'ottima idea di questo filone di storie. Da semplici e banali incomprensioni Vitali, come al solito, crea dei racconti esilaranti, comici, in una Bellano di inizio '900 estremamente affascinante.

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    Alinghi

    11/04/2019 14:24:42

    Come sempre ne esce una bella storia basata sul nulla o quasi. Piccoli equivoci, piccole bugie, piccoli segreti, il tutto perfettamente amalgamato. Libro leggero e godibile, il vero Vitali è tornato.

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    Cristina

    11/03/2019 20:28:30

    Spassoso e scorrevole. Il migliore Vitali di sempre. Consigliato.

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    sergio

    11/03/2019 17:06:18

    Libro carino e godibile. Particolare. Lo consiglio.

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    Annalisa

    11/03/2019 15:25:04

    Vitali è semplicemente un genio assoluto nella scrittura di romanzi. Questo libro spassoso come gli altri conferma ancora una volta il suo innato talento.

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    Luca

    11/03/2019 11:13:53

    Una nuova fortunata serie per il maestro Andrea Vitali. Il suo stile e la sua penna non deludono mai!

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    Giuseppe1940

    10/03/2019 16:03:39

    Un gran numero di personaggi parecchi dei quali di minore o infima importanza. Perché appesantire inutilmente la trama soprattutto al lettore anziano come me? La prima parte zoppica tanto che avevo deciso di mollare il libro senza finirlo. Poi diventa decisamente più interessante.

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    Vera

    08/03/2019 18:22:00

    Come tutti i libri di Vitali, anche questo non tradisce assolutamente le attese. Qui agisce il maresciallo Maccardò. Il minimondo meraviglioso del lago di Como si riaffaccia in questa indagine. Tanti personaggi che rimangono in mente, fanno sorridere e pensare. Da leggere assolutamente.

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    Claudio Ti

    06/03/2019 18:54:53

    Torna il medico romanziere di Bellano (Lecco) per narrarci un’altra delle divertenti storie di questa sua cittadina. L’azione si svolge in poche giornate dell’estate del 1928 e vede come co-protagonista un toro da monta, di nome Benito. Una serie di squarci di vita portano alla ribalta le ambizioni, i desideri, il quotidiano di una serie di personaggi che l’Autore ci mostra con ironica benevolenza. Perché Vitali ha simpatia per i suoi Bellanesi e li descrive con i loro pregi e difetti, con le loro ingenuità ed il loro desiderio di emergere nella vita della cittadina lacustre, anche solo per migliorare il livello di vita. Un romanzo che si legge – come gli altri di Vitali – in un clima rilassato e che si lascia e si riprende a leggere con facilità, ma sempre in attesa di vedere come andrà a finire la storia.

  • User Icon

    maria

    25/02/2019 13:50:44

    4 stelle sulla fiducia...comunque non vedo l'ora di leggerlo !!!

Vedi tutte le 16 recensioni cliente

Andrea Vitali non si smentisce mai e non smette di sorprenderci, divertirci e lasciarci a ragionare, a libro chiuso e concluso, su storie all’apparenza semplici, in realtà dotate di una morale e di una giustizia eleganti e perfette.

Indimenticabili i suoi personaggi, per caratteri, caratteristiche e soprattutto nomi e cognomi. Ogni volta ci si chiede dove diavolo li vada a pescare e se siano veri o frutto di una sfrenata fantasia. Nel corso di una presentazione Vitali chiarì che non s’inventava nulla, né i nomi, né i cognomi e sovente neppure le storie che, nella sua lunga carriera di medico, gli erano state raccontate dai pazienti anziani del paese o che aveva ascoltato nella casa paterna da ragazzo.

In Certe fortune troviamo il maresciallo Maccadó, ormai una vecchia conoscenza dei lettori affezionati, da poco arrivato a Bellano con la giovane moglie Maristella e privo della folta figliolanza che abbiamo conosciuto nei precedenti romanzi. Accanto a lui i brigadieri Mannu e Misfatti, gli isolani, perennemente in disputa regionale e pronti a farsi garbati sgambetti per dimostrare che i siciliani sono meglio dei sardi e viceversa e, per finire, il carabiniere Beola, giovane ma dall’occhio lungo.

Tutto ruota intorno all’arrivo di uno splendido esemplare di toro da monta dall’evocativo nome, Benito – e vista l’epoca in cui il racconto si svolge la cosa ha senso – portato nel paese di Ombriaco sopra Bellano dal bergamasco Gustavo Morcamazza e affidato alle cure dei signori Piattola, Marinata e Mario, che gestiscono con profitto la monta taurina nel circondario. Pochi giorni chiuso nella stalla dei Piattola, così che la bestia si calmi dopo il faticoso viaggio, e così che il Morcamazza abbia il tempo di consegnare a Fraciscio in Val Spluga alcuni maiali. Però, a seguito della pruriginosa curiosità delle sorelle Pecorelli, il toro fugge dalla stalla e semina scompiglio nei dintorni.

Come sempre nei libri di Vitali, dalla vicenda principale si dipanano mille fili secondari che permettono all’autore di introdurre una serie di personaggi tutti, a vario titolo e con ruoli principali o subalterni, collegati alla sparizione del toro Benito. Scopriamo così la rivalità malcelata fra il maresciallo Maccadò e Bortolo Piazzacampo detto Tartina, dipendente della navigazione lariana e fondatore della sezione bellanese del Partito Nazionale Fascista; le velleità del sedicente pubblicista Fiorentino Crispini che nella sparizione del toro e quel che ne consegue, insegue stralunate glorie letterarie; una rovinosa caduta della signora Maristella Maccadò che ci permetterà di conoscere suor Anastasia, il professor Bombazza e altri dipendenti dell’ospedale di Bellano.

Si potrebbe continuare all’infinito, ma lasciamo ai lettori il divertimento di scoprire di volta in volta i personaggi e i fili intrecciati di questo esilarante ordito, fili che solo in apparenza ci portano lontano dalla soluzione del caso. Perché in fondo di un caso, se vogliamo addirittura di un giallo, si tratta e i misteri da svelare o i grovigli da sciogliere non riguardano solo il toro Benito. Infatti, come scoprirete leggendo, non è detto che certe fortune siano davvero tali, come non è detto che da un bene nasca un male o viceversa. Eventi e destino sono beffardi e ingannatori e noi esseri umani solo fuscelli in preda a un vento di breva dispettoso e maldestro.

  • Andrea Vitali Cover

    Dopo aver frequentato «il severissimo liceo Manzoni» di Lecco, Andrea Vitali si laurea in medicina all'Università Statale di Milano ed esercita la professione di medico di base nel suo paese natale. Scrittore molto prolifico, ha esordito nel 1990 con il romanzo breve Il procuratore, ispiratogli dai racconti di suo padre; nel 1996 ha vinto il Premio letterario Piero Chiara con L'ombra di Marinetti, ma il grande successo lo ha ottenuto nel 2003 con Una finestra vistalago (Premio Grinzane 2004). Nel 2006 ha vinto il Premio Bancarella con il romanzo La figlia del Podestà; nel 2009 il Premio Boccaccio e il Premio Hemingway. Tra i numerosi romanzi, ricordiamo: nel 2011 La leggenda del morto contento e Zia Antonia sapeva di menta. Nel 2012 Galeotto fu il collier e Regalo... Approfondisci
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