Editore: Bompiani
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
In commercio dal: 6 marzo 2001
Pagine: 322 p.
  • EAN: 9788845248368
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Recensioni dei clienti

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    steno

    08/08/2018 10:14:37

    romanzo scritto in modo scorrevole, maa tratti noioso e un po scontato, molti luoghi comuni. interessante lo squarcio storico nel quale si svolge la narrazion. non mi convince la descrizione di rosetta dopo lo stupro. bee le figure di cesira e michele.

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    New Gold Dreamer

    04/09/2017 09:07:14

    Bellissimo romanzo che analizza alla perfezione le ferite della Seconda Guerra impresse nell'animo di chi l'ha vissuta e che va ben oltre alle bombe scagliate sul territorio italiano poiché si sofferma sulla fame e sui mille e mille rimedi di cui gli strati più umili facevano ricorso per procurarsi quel poco da mangiare. Da notare il ritratto che emerge degli italiani i cui difetti vengono acuiti ulteriormente nel contesto bellico: attaccati esclusivamente al vil denaro, obbedienti al padroncino di turno, desiderosi di vivere nell'abbondanza materiale (eh sì, perché gli sfollati auspicano l'arrivo degli inglesi sperando che arrivi l'abbondanza - parola che nei loro discorsi compare più spesso del termine "pace" - ), scarso senso patriotico e, ahimè, anche un po' ignorantelli... ma la guerra, la morte, la sofferenza saprà offrire alle nostre due protagoniste (e a un paese intero) un modo diverso di guardare la vita.

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    Bruno izzo

    29/06/2017 14:35:30

    Cesira e la sua unica figlia, Rosetta, lasciano Roma dirette nel cuore della Ciociaria, il “ventre della vacca”, i luoghi natali di Cesira, dove la donna ritiene saranno al sicuro dagli orrori dell’ultima guerra, convinta che la guerra sia un evento che non la riguarda e non può né deve toccarla. Questa guerra, invece, riguarda tutti, malgrado tanti come Cesira trovino rifugio sui monti della Ciociara illudendosi di sfuggire alle conseguenze del conflitto. All’arrivo degli alleati a Roma liberata, Cesira decide di ritornare nella capitale, certa che ormai non sussiste più alcun pericolo. La guerra, però, è un orrore che non termina con l’arrivo di altri soldati, la guerra lascia sempre strascichi e dolori che colpiscono con costanza le vittime più deboli e innocenti, le donne e le bambine. I soldati alleati restano sempre uomini di guerra, feroci e crudeli, come ebbe a dire Quasimodo, sono sempre uomini “…della fionda e della pietra” gli uomini del tempo di guerra. Un gruppo di goumiers con mantello e turbante, soldati di prima linea di nazionalità marocchina, incorporati nell'esercito francese, sorprendono le due donne sottoponendole a forza ad un crudele violento e traumatico stupro di gruppo. Il dopo…non esistono parole sufficienti a descrivere come si possono sentire le vittime di questo strazio, dopo: è l’effetto deleterio della guerra: guasta gli animi, prima dei corpi, spegne le speranze, distrugge i sogni, sporca i sentimenti. Per Moravia in guerra a essere stuprata è in realtà la speranza, si insozzano i sogni, i sentimenti buoni e semplici, l’essenza stessa del vivere civile. L’opposizione alla barbarie della guerra, sta nella cultura: dopo lo stupro della vita, la cultura riporta con fatica l’uomo alla ragione…forse. Solo forse: spesso l’uomo preferisce restare ancora quello della “…fionda e della pietra”.

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    Carlo

    12/10/2012 17:51:57

    Non avevo mai letto un libro di Moravia prima. Ho letto questo in due giorni. Appassionante, crudo, realistico, e' un libro che ti fa immedesimare subito nei vari personaggi, cosi' ben dipinti. Assai realistica l'atmosfera delle campagne della Ciociaria, soprattutto per uno come me che vi ha vissuto negli anni 60 per ben tre anni.Veramente un libro da leggere, un "must".Moravia e' un maestro nella descrizione dell'animo umano, dei sentimenti che si avvicendano in ciascuno di essi, da Cesira a Rosetta,da Michele a Tommasino.Uno scrittore pittore.

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    Romolo Ricapito

    08/09/2011 18:42:57

    Trovo questo romanzo un capolavoro dalla prima all'ultima pagina. Oltre ad essere attualissimo, dvrebbe essere letto da coloro che vogliono diventare scrittori e adottato nelle scuole come libro di testo. Oltre alla storia, mi è piaciuta l'acutezza psicologica del personaggio di Cesira, che descrive tutto nei minimi particolari, attingendo alla psicologia "popolaresca". Bello anche il personaggio di Rosetta: in apparenza ingenuo o crepuscolare, è la descrizione dell'adolescenza in ogni età storica. Perfette l'azione, l'ambientazione e l'ideologia espressa dal personaggio di Michele, che rappresenta gli intellettuali e i perdenti.

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    Luigi

    17/11/2010 16:15:55

    La ciociara è il primo libro che ho letto di Alberto Moravia. Il libro narra le vicende di una madre e di una figlia costrette a fuggire da Roma, dalla propria casa e dai propri affetti, per rifugiarsi tra le montagne e cercare di salvarsi dalle barbarie del secondo conflitto mondiale. Qui le due donne vivranno una nuova vita, fatta di sacrifici, stenti e paura, e entraranno in contatto con una realtà montana ben lontana dal mondo cittadino. In questo bellissimo romanzo di Moravia, infatti, si evidenzia anche la grande differenza di un Italia a due marce, una realtà cittadina tesa al progresso e una realtà montana ancora ferma sui valori e sulla grande dignità della tradizione. E' solo un aspetto del "mondo" che Moravia riesce a tratteggiare in queste pagine di pura poesia. Nella seconda parte si assiste alla liberazione degli alleati e quando tutto sembra andare per il meglio, verso un rientro felice a casa, accade la seconda grande tragedia (la figlia viene violentata), episodio che cambierà per sempre le loro vite. La trasformazione della figlia è totale e la madre, incapace di reagire, subisce senza essere in grado di opporsi. Il cambiamento delle due donne è uno dei temi centrali del romanzo che evidenzia, ancora una volta, tutta la crudeltà e la violenza della guerra. Rientrate a Roma le due donne non saranno mai più le stesse. Si tratta di un romanzo intenso, scorrevole e scritto con grande maestria. Un viaggio nell'animo umano per capire la tragicità e la grandi trasformazione causate dalla guerra.

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    Isetta

    10/12/2009 11:51:35

    Un libro sulla Resistenza, incentrato su due donne che, pur non facendo la guerra, la vivono sulla propria pelle. Quella guerra nuda e cruda, che non ti lascia da mangiare, nè dormire, ti accompagna in ogni momento della giornata e, al contempo, ti permette di sognare sui tempi che verranno, sicuramente migliori. Ma la guerra a queste due donne toglie tutto e soprattutto distrugge Rosetta, quella figlia d'oro che perderà pure credito agli occhi della madre.La pecca di questo romanzo sono i capitoli finali, forse un po' troppo sbrigativi rispetto ad altri fin troppo prolissi.

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    Chrstian

    26/08/2009 23:26:28

    Anche se questo romanzo mi è piaciuto molto, ha una pecca che secondo me non gli permette di meritarsi il mi voto massimo ossia l'eccessivo squilibrio tra i corposi capitoli centrali e i retorici e scialbi capitoli finali. Per il resto è sicuramente un libro scritto bene e che si fa leggere anche se il personaggio di Rosetta non mi ha convinto molto.

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    giovanni

    19/01/2009 21:53:36

    Il dramma della guerra vissuta sulla pelle delle due protagoniste del romanzo, madre e figlia. Le atrocità, le debolezze, la malvagità, le bassezze, gli egoismi, il cinismo e l'indifferenza dei personaggi descritti da Moravia. Un libro che suscita forti emozioni. Senz'altro un capolavoro della letteratura italiana del novecento.

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    GEA

    13/07/2008 16:27:52

    Premesso che Moravia non è assolutamente uno dei miei preferiti,questo secondo me è libro migliore.Mi piace molto il linguaggio,mi ha fatto spesso sorridere la visione del mondo di Cesira e ho apprezzato molto questo simpaticissimo personaggio.Rosetta mi ha davvero deluso e il suo cambiamento mi ha molto sorpreso,la sua trasformazione è incredibile.Inutile dire che il mio eroe è Michele,il miglior personaggio di Moravia.IN definitiva non è un libro che mi ha entusiasmato,ma è un buon affresco sulla fine della guerra e sul mondo contadino.

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    trottolina

    15/05/2008 12:07:39

    Beh di sicuro, chapeau per il messaggio: la barbarie della guerra, le condizioni di vita disumane di chi ne è vittima e i cambiamenti (morali e materiali)che, suo malgrado,si trova ad affrontare. Moravia tra i miei scrittori preferiti ma ho preferito Gli indifferenti, in verità. Penso siano troppi (e troppo simili), quindi a volte anche noiosi, gli aneddoti narrati: appesantiscono di tanto la narrazione. Quello che la snellisce è invece il linguaggio. Perfetto stile contadino e incolto, di chi vede la vita attraverso gli occhi della pura sopravvivenza, ma vuole imparare da chi invece interpreta il mondo attraverso la conoscenza.Il mondo degli umili, il mondo primitivo, come punto di parteza per una nuova consapevolezza dopo la distruzione.

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    Antonio86

    06/06/2007 14:13:52

    Che posso dire di piu' su di un capolavoro della letteratura senza rischiare di cadere nella banalità o nel clichè? Nonostante, in certi momenti possa sembrare un pò prolisso nelle decrizioni, Moravia è senza dubbio l'autore di una delle opere piu' belle della letteratura nostrana. E' la storia di due donne che vivono nel periodo piu' duro del '900, che viene fatto rivivere con grande maestria dall'autore, col pregio di aver creato un'opera-documento senza tempo, sulla disumanizzazione dell'uomo durante ogni guerra. In particolare, viene sottolineato come ogni valore in cui si crede cecamente in tempo di pace, venga sovvertito e ignorato durante il periodo bellico, che riesce a tirar fuori il peggio di ogni uomo; o forse, dato che solo nel momento della prova, si può valutare il vero valore delle persone, la guerra che è uno di questi, fa venir fuori quello che le persone veramente sono, il loro vero "io", fino ad allora celato, come il tizzone ardente sotto la cenere...Alla luce di quanto detto, "La ciociara" può anche configuarasi come opera pedagogica che parla direttamente alle coscienze, inducendo interrogativi e sicuramente, distogliendo dall'idea che possa esistere una guerra giusta! BUONA LETTURA!

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    Nefertari

    17/01/2007 19:00:45

    solo 5 parole il capolavoro della letteratura italiana

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    Giancarlo

    23/06/2005 18:07:14

    Crudo.Toccante.Amaro. Un libro di guerra, con poco sangue ma molto dolore. Leggetelo.

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    marco

    07/04/2005 15:54:29

    Bellissimo romanzo. A tratti amaro per altri comico. Meravigliose le descrizioni dei paesaggi, dei sentimenti e di tutto il periodo storico. Ritratto estramamente realistico dell'italia di quel periodo.

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    maria

    30/01/2005 19:41:58

    Una preziosa ricostruzione dal più grande scrittore italiano.

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    Guerino

    16/12/2004 16:39:31

    Moravia come disse in una sua intervista pensava che la sua fosse una vocazione assoluta per la scrittura.La storia che racconta è sconvolgente.La forza della generazione dei nostri nonni, che sotto le bombe, i manganelli fascisti cercavano di ritrovare il gusto e la sicurezza del quotidiano, dove ogni rapporto umano nasconde il timore di subire angherie, in tempi dove la prepotenza e la forza sono alla base della sopravvivenza.Questa madre che scopre nella figlia una saggezza dettata solo dalla sua innocenza.Lo stupro - che molti di voi associeranno al film di De Sica - la fuga da Roma e il modo rocambolesco per farvi ritorno.La speranza che la guerra finisca presto porta il lettore ad avere un rapporto empatico con tutti i personaggi(potrebbero benissimo essere i nostri nonni), le loro angosce diventano le nostre così pure con le gioie. In questo libro troverete il miglior Moravia.

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    Ilaria

    21/07/2004 23:44:33

    Ho finito di leggere da poco la ciociara e devo dire che nonostante l'inizio sia stato piuttosto scoraggiante ho continuato a leggere...adesso a lettura finita mi rendo conto che testimonianze storiche di tale importanza sono necessarie per non dimenticare la violenza della guerra e tutto ciò che essa comporta. Ripetitivo e monotono in alcuni punti che forse non erano indispensabili da sottolineare più volte.A mio parere il libro è da leggere se si vuole conoscere lo svolgersi della vita durante la seconda guerra mondiale.

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    Luisa

    21/02/2004 10:44:55

    Intenso, preciso, emotivamente forte....questi sono gli aggettivi più tecnici che mi vengono in mente per descrivere l'opera di Moravia. Se dovessi sbilanciarmi dal punto di vista personale direi....bello...senza dubbio bello. Posso anche affermare che, anche se un capolavoro della cinematografia italiana, il film non è in grado di riprodurre in toto il fiume emozionale delle pagine. Una narrazione, un continuo testimoniare dall'inizio alla fine di un epoca...di un periodo...quello della fuga. Un periodo in cui tutti diventano uguali di fronte la guerra. Ed è proprio la guerra a far cambiare le protagoniste...Cesira e la figlia Rosetta partono come mamma e figlia e tornano a casa, dopo il conflitto, completamente cambiate...la guerra le ha fatte precipitare in un abbisso, la violenza le ha portate a toccare il fondo....e quando tutto sembra finito...quando entrambe si sentono cadaveri in decomposizione...arriva la speranza...quella speranza di poter ri-costruire la loro vita, con alle spalle un incubo.

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