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James Hillman

Traduttore: A. Bottini
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 409 p. , Brossura

1 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Psicologia - Io, Ego, identità, personalità

  • EAN: 9788845923630

Recensioni dei clienti

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    Marco

    19/06/2016 11.24.43

    Ho trovato questo libro ricco di spunti e sopratutto "confortante". La tesi secondo la quale siamo esseri unici e che non bisogna condannare i nostri scostamenti da ciò che è statisticamente considerato normale ti apre la mente sulla valutazione di te stesso e degli altri. Molto curiosi le esperienze di vita di persone famose e la rivalutazione di ciò che è invisibile per capire noi stessi. Ho trovato anche molto istruttiva la condanna alle tesi sui "condizionamenti famigliari" sulla vita di ciascuno: non perchè penso che questi non abbiamo dei fondamenti ma non possono e non devono essere la matrice comune di ogni spiegazione.

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    Tilde

    15/05/2013 21.43.14

    Una lettura interessante, che affascina con il mito del daimon, guida che ci aiutaerebbe nel nostro percorso di vita e nella scoperta della vocazione personale. Il contenuto del libro tende a mettere in discussione, o dare un'altra chiave di lettura, ad alcune abitudini mentali e ci invita alla riflessione sulla nostra vita, famiglia, ambiente circostante.

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    Antonio Santoro

    30/04/2013 15.24.54

    La tesi del libro, ridotta a una pillola, è la seguente: ognuno di noi nasce con una vocazione. Ciascuno di noi ha un daimon (ricordate Socrate?) che segna il suo destino individuale. Il destino è iscritto nella ghianda. Perché veniamo al mondo con una controfigura magica o ultraterrena. Secondo la teoria della ghianda la parte invisibile del mondo ha un'importanza cruciale nelle nostre vite e perciò dobbiamo imparare a riconoscerla e coltivarla. Il mondo - secondo Hillman - non è riducibile alle certezze razionali ma ha un lato invisibile che può essere riconosciuto solo attraverso l'intuizione e può essere osservato soltanto da chi è attento e ben disposto a cogliere il lato nascosto delle cose. La grandezza del libro sta tutta nella capacità dell'autore di rivalutare ciascuna esistenza umana in nome di un'unicità che i calcoli statistici e la classificazione diagnostica tendono a cancellare. Da qui il desiderio di riabilitare la mente poetica e la capacità immaginativa delle persone, "perché - come scrive Hillman - c'è bisogno di uno sguardo nuovo per ripristinare il senso e l'importanza della propria vita".

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    Am

    15/11/2012 10.43.48

    Libro ridicolo. Tesi senza fondamento, a volte semplicemente abbozzate. L'autore finge di risolvere le grandi questioni dell'anima, ma i risultati sono un guazzabuglio, una cascata di parole affascinanti ma prive di concretezza. Quando parla di filosofia, in particolar modo il rapporto fra Platone e la democrazia, dimostra addirittura stoltezza.In particolar modo, poi, l'autore si perde parlando del male, della morte. Evita in realtà il problema della morte priva di senso. Interessanti, inveci, considerazioni sul mito e sulla intuizione.

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    Alberto Silvestri

    20/06/2012 11.20.44

    Un testo illuminante! Una nuova chiave di lettura per interpretare il nostro Codice Interiore: il "Linguaggio dell'Anima"! Quella Vocina, come la chiamo io, che ci accompagna per tutta la Vita e che tutti abbiamo dentro, capace di determinare la nostra Unicità ma che pochi, ahimé, sanno ascoltare. Una voce che ci parla sin da piccoli, con modi e tempi adeguati, che ci indica la Via, che ci sugggerisce la Verità -anche quella più scomoda-. Una voce che guarda al Bello, che NON si sofferma sul "sintomo" di un problema ma ne propone una positiva soluzione. Ecco, questo libro pone l'accento sul Bello, sulle Soluzioni, sul Buono in Noi; un libro che non accetta la visione "patologica" della vita e delle sue sfaccettature. Un libro che esalta l'Unicità di ogni Uomo, e cerca di analizzarla affinché ognuno possa tirare fuori il meglio dal proprio "Codice dell'Anima".

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    Davide Gorga

    28/10/2010 20.28.24

    Riedizione economica di un libro senza tempo... riporto la mia precedente recensione. Un libro stupendo che parte dall'uomo (e non dalla teoria) per "la redenzione della psicologia", come scrive l'Autore stesso, invitando a scorgere in ciascuno un Disegno, una via personale ed unica che merita di essere percorsa: «perché è questo che in tante vite è andato smarrito e va recuperato: il senso della propria vocazione, ovvero che c'è una ragione per cui si è vivi». Rigettando l'impostazione onnipervadente della psicologia, secondo cui ogni essere umano sarebbe il risultato del «gioco reciproco tra genetica e ambiente», ponendo al centro «quella particolarità che dentro di noi chiamiamo "me"», Hillman ripercorre le vite di uomini e donne famosi - dall'esploratore Stefansson a Gandhi - dimostrando quanto l'Infanzia abbia precorso la loro vita. Vita che assume significato nella misura in cui realizza la meraviglia cui è chiamata. Stupefacente e appassionante.

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