Il colibrì - Sandro Veronesi - ebook

Il colibrì

Sandro Veronesi

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Editore: La nave di Teseo
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Dimensioni: 6,19 MB
Pagine della versione a stampa: 368 p.
  • EAN: 9788834600801

45° nella classifica Bestseller di IBS Ebook eBook - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Marco Carrera, il protagonista del nuovo romanzo di Sandro Veronesi, è il colibrì. La sua è una vita di continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di perdite atroci e amori assoluti. Non precipita mai fino in fondo: il suo è un movimento incessante per rimanere fermo, saldo, e quando questo non è possibile, per trovare il punto d’arresto della caduta – perché sopravvivere non significhi vivere di meno. Intorno a lui, Veronesi costruisce altri personaggi indimenticabili, che abitano un’architettura romanzesca perfetta. Un mondo intero, in un tempo liquido che si estende dai primi anni settanta fino a un cupo futuro prossimo, quando all’improvviso splenderà il frutto della resilienza di Marco Carrera: è una bambina, si chiama Miraijin, e sarà l’uomo nuovo. Un romanzo potentissimo, che incanta e commuove, sulla forza struggente della vita.
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  • User Icon

    Paola

    22/11/2020 19:27:59

    bellissimo compendio sulla vita oltraggiata di Marco Carrera, il protagonista che, tra separazione, una storia quasi idiliaca con Luisa e altri lati più o meno incomparabili, si trova a volare come un colibri alla ricerca del suo equilibrio

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    Miriam

    20/11/2020 11:02:34

    Ho comprato questo libro, leggendo le migliaia di recensioni positive che gli erano state dedicate, e quindi con grandi aspettative. Le ha rispettate? Per il mio gusto in parte, in alcune parti specialmente verso la fine i salti temporali mi hanno un po' disorientata mentre ho adorato questo amore impossibile con Luisa che c'è anche se non c'è.

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    Antonietta

    15/11/2020 21:11:21

    Indubbie le capacità narrative dell'autore, anche se le altalene temporali disorientano non poco il lettore. La storia non è, come dicono, un inno alla resilienza, piuttosto evidenzia l'incapacità del protagonista di agire, di operare con determinazione e di credere in qualcosa che dia senso alla vita. Le sue azioni si trascinano senza mai donare emozioni vere e umanità profonda. Molto ridondante. Superflui appaiono gli elenchi, le valutazioni, le citazioni bibliografiche, filmiche e discografiche. Fuori luogo l'esaltazione finale dell'uomo nuovo. Premiato? Mah!

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    La Bibliatra

    15/11/2020 13:06:24

    [estratto dal Blog] [...] La struttura del romanzo è insolita e originale, con continui salti temporali ed una narrazione varia, costituita anche da lettere, liste di oggetti, interventi a convegni, e-mail e messaggi, ma alla fine riusciamo a ricostruire la vita di un uomo apparentemente comune, ma che comune non è. Pagina dopo pagina la trama si dipana e il lettore conosce pian piano i dettagli della vita del protagonista; inizialmente alcuni capitoli narrano vicende che sembrano slegate dal resto della storia, ma ad un certo punto i vari tasselli del puzzle combaceranno e si riuscirà ad avere una perfetta visione d’insieme. [...] Il dolore è una costante della vita di Marco Carrera e quindi del romanzo, ma la sua reazione alle avversità è un inno alla forza che è insita nell’essere umano, quella forza che non sai di possedere e che vien fuori nei momenti in cui hai subito un forte trauma. C’è una parola che esprime benissimo questo concetto “resilienza”, purtroppo oggi fin troppo usata, talvolta anche a sproposito. Perciò preferisco parlare di “forza”. Marco Carrera non è un eroe, è solo un uomo che cerca di non annaspare nel dolore e trovare la forza di superare le avversità e vivere la sua vita. Luisa, la donna che lui ama da sempre, in una lettera gli rivela la sua vera natura, il suo essere colibrì, l’uccello più piccolo , ma più tenace:[...] Con una scrittura veloce e risoluta, con una narrazione incalzante, alterando momenti d’ironia a temi di profonda serietà, Sandro Veronesi ha scritto un romanzo completo, pieno di spunti di riflessione e ricco di autorevoli citazioni.[...] non sono riuscita ad empatizzare con il protagonista, a farmi coinvolgere dalla storia, dalla scrittura, tanto che in alcuni momenti, nella seconda parte del libro, ho avuto difficoltà nel procedere con la lettura.[...]

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    isabella

    14/11/2020 09:49:40

    Mi è piaciuta la storia, ma non ha virtuosismi letterari. Non penso che avrebbe dovuto vincere il premio “Strega”, perché aldilà della storia melodrammatica che è avvincente e lancia messaggi ottimistici e di speranza è scritto con una retorica superficiale. Poco del suo stile letterario, se di letterario si può parlare, mi ha emozionato.

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    Antonella

    07/11/2020 05:47:20

    Ho letto il libro con curiosità ma sono rimasta delusa. La storia di una famiglia raccontata dal protagonista è uno stile narrativo che mi piace ma ho trovato il romanzo" Il colibrì " retorico, ripetitivo, melodrammatico e spesso denota una scrittura che non ha un vero talento letterario. Per me non è meritevole di aver vinto un premio letterario così prestigioso.

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    Astrea

    28/10/2020 19:19:40

    Romanzo scritto "a tavolino" come fanno molti scrittori famosi che devono periodicamente sfornare qualche prodotto per il mercato medio, vincere quindi qualche premio, vendere un bel po' di copie e alla fine magari farci pure un film. Dunque ecco un po' di vicende scontate ma non troppo, qualche vaga problematica esistenziale mainstream, mogli, figli, morti, piccoli colpi di scena, voci da wikipedia su musica e fatti di cronaca, eutanasia,amori e la misicela magica è fatta.

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    Pino58

    25/10/2020 16:48:03

    Marco Carrera, il protagonista del nuovo romanzo di Sandro Veronesi, è il colibrì. La sua è una vita di perdite e di dolore; il suo passato sembra trascinarlo sempre più a fondo come un mulinello d'acqua. Eppure Marco Carrera non precipita: il suo è un movimento frenetico per rimanere saldo, fermo e, anzi, risalire, capace di straordinarie acrobazie esistenziali.

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    Bello

    19/10/2020 18:13:51

    Scritto molto bene ma eccessivo nelle descrizioni , con un po' piu' di sintesi ne sarebbe uscito piu' rafforzato ed avrebbe inciso di piu'.

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    Zenzero77

    12/10/2020 20:03:36

    Un romanzo piacevole e triste, probabilmente un po’ ricattatorio nel cercare a tutti i costi la commozione del lettore.

  • Per chi corre, la staticità di Marco è deleteria. Immobile in attesa degli eventi che arrivano prepotenti, sferzate di vento che lo scaraventano dall’altra parte della stanza. Lui non si ripara, prova a stare fermo, aspetta di essere attraversato, che tutto se ne vada altrove. Un pavido, dicono. Ma se lo guardassero bene vedrebbero ali sbattere 70 volte al secondo per riuscire a stare fermo, risalire il tempo. Quanto tutti scappano, lui resta per accogliere ciò che accade, apprezzare ciò che ha. Marco è come il colibrì in un mondo frenetico che richiede un battito d’ali ancora più rapido per non soccombere. Un’apparente immobilità che porta ad uno spostamento lento, appena percettibile verso una direzione che mai s’interseca con il punto di partenza. Essere un colibrì è resilienza, per stare fermi ci vuole coraggio. Un libro potente, emozionante, un’esplosione nella sua staticità.

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    Tiziana Molle

    07/10/2020 09:28:14

    Un moderno Svevo, il romanzo di Veronesi ripropone la psicanalisi e, dunque, la ricerca dell'identità nel mondo d'oggi. La disgregazione e la frammentarietà del nostro essere è dato da questi continui flashback e falshfarward per cui il lettore è costretto a fare i conti un presente difficile da interpretare e da vivere. Un simbolo dell'impotenza talvolta vissuta dall'uomo contemporaneo che pensa di avere compiuto mille sforzi in avanti e poi si ritrova sempre nello stesso punto. Una scrittura netta, nitida e avvincente.

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    bloggingwithmissb

    06/10/2020 22:04:50

    Si chiama colibrì perché con il battito forsennato delle sue ali riesce a restare immobile in volo.⁣ ⁣ Marco è faticosamente rimasto sospeso tra la morte, l’amore, tutta la sua vita, e forsennatamente ha combattuto il dolore resistendogli⁣ ⁣ Questo romanzo era lì ad aspettarmi ben prima che fosse candidato al premio Strega e ben prima quindi che ne uscisse vincitore.⁣ ⁣ Non avevo mai letto nulla di Veronesi e mi hanno molto incuriosita le recensioni e valutazioni così differenti intorno a questa storia.⁣ Ho spesso letto delle stroncature davvero feroci, per molto lettori il premio conquistato è del tutto immeritato ⁣ ⁣ Non sono d’accordo, sebbene non sia una lettura strabiliante, ha una struttura narrativa davvero accattivante e molto d’effetto.⁣ ⁣ Un esercizio di scrittura superbamente riuscito ⁣ ⁣ C’è un personaggio in particolare il fratello di Marco che non risponde mai, che non viene mai palesato in un dialogo che ha una forza d’impatto notevole, la piccola Adele è una bambina favolosa ed inquietante . ⁣ ⁣ Ci sono molti personaggi che accompagnano il volo di Marco, ci sono sentimenti contrastanti, violenti e lunghi fotogrammi di pura immobilità.⁣ ⁣ È una storia che va metabolizzata attraverso la scrittura, ma è un volo bellissimo.⁣.

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    napi

    04/10/2020 12:01:46

    Come sempre Veronesi non è per tutti. Il rapporto con i figli, con il dolore che può significare, la malattia, il riscatto feroce spesso lasciano spiazzati. Bello e da leggere

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    Dario Angelini

    03/10/2020 18:09:25

    Mi è piaciuto. Forse non è il suo miglior romanzo ma certamente merita di essere letto.

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    serafini lino pasqualino

    02/10/2020 18:16:27

    piacevole

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    R

    30/09/2020 21:03:11

    Ho apprezzato la scrittura di Veronesi, scrive bene; la storia di per sé non è male però il libro non decolla. Il finale è stato deludente. Il libro è di piacevole lettura ma, a mio avviso, nulla di più, di sicuro non da premio, considerati anche gli avversari. Concordo con la recensione "come se avessi visto tante immagini tratte da un film ben ambientato di cui stavo aspettando il decollo, il colpo di scena , il colpo al cuore , il guizzo geniale o l l’insegnamento inaspettato che non è mai giunto". Ripeto, Veronesi scrive bene, dunque il libro si fa leggere però certo la narrazione frammentata non aiuta, ma credo sia il minor difetto; i peggiori: elenchi, lettere, e-mail. Qualcuno davvero ha letto l'inventario? Poi il cliché sull'uomo del futuro. Mi spiace, piacevole, ma nulla di più.

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    angelo

    28/09/2020 12:52:59

    Ingredienti: un medico romano-toscano nel mondo odierno, un rapporto di amore ed odio con la psicanalisi, tanti rapporti irrisolti o interrotti in famiglia (figlia, moglie, fratelli, amante), una vita da colibrì immobile ma in movimento. Consigliato: a chi scopre raggi di felicità tra le crepe del dolore, a chi spende ogni energia per rimanere saldo tra le avversità.

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    Emma

    27/09/2020 11:27:33

    Mi aspettavo molto di più da questo libro. Bello ma non entusiasmante.

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    fenice

    25/09/2020 15:07:46

    Visionario, introspettivo, scritto magnificamente ma a volte la lettura è una nuotata controcorrente, si fatica ..... In certi passaggi un po' radical chic . Merita comunque la lettura

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  • Sandro Veronesi Cover

    Scrittore italiano, fratello del regista Giovanni Veronesi. Ha compiuto i suoi studi nel campo dell'architettura, optando definitivamente per la scrittura a 29 anni. Risale infatti al 1988 il suo primo libro Per dove parte questo treno allegro. Con Gli sfiorati Veronesi inizia a rivelarsi come uno scrittore fantasioso e raffinato. Nel 1992 esce Cronache italiane, raccolta di articoli apparsi per la maggior parte sul supplemento domenicale de il Manifesto negli anni tra il 1988 e il 1991.  Dopo lo studio sulla pena di morte nel mondo (Occhio per occhio), Veronesi scrive Venite, venite B 52 (vincitore del Premio Fiesole nel 1996), con cui si allontana fatalmente dalla narrativa della tradizione italiana, avvicinandosi a certi autori americani della cultura psichedelica, come Thomas... Approfondisci
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