Traduttore: Y. Mélaouah
Editore: Feltrinelli
Edizione: 22
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 settembre 2013
Pagine: Brossura
  • EAN: 9788807883156

60° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Classici, poesia, teatro e critica - Saggistica - Saggi letterari

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Recensioni dei clienti

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    Lorenzo

    23/09/2018 13:08:24

    "Come un romanzo" è un invito alla lettura dei libri ma una lettura fatta per passione e con piacere, perché come dice: "il verbo leggere non sopporta l'imperativo". Parla anche dei dispiaceri di leggere e di tutto quello che è lecito fare quando un libro non piace. Elenca infatti "I diritti imprescindibili del lettore" e leggendoli non si può far altro che ridere ed approvare annuendo. E' un'occasione per rimettersi nei panni del bambino che impara a leggere. La parola mamma che prende forma. Pezzo per pezzo, prima la "m" la "a" e così via fino a quando avviene il miracolo, non è più un insieme di tratti di penna, ma una parola con un significato ben preciso. Mamma. Rivivere il momento in cui si apre un mondo nuovo ed il bambino si mette al leggere tutto ciò che vede, ha scoperto una chiave per interpretare tutto ciò che lo circonda. Con gli occhi del genitore non mancano riferimenti brillanti e ironici al ruolo di pedagogo alle prese con i figli. E scoprirai che leggere tutte sere una storia della buona notte non lo salverà dalla futura avversione verso la letteratura. Dopo aver letto questo libro non guarderai più lo scrivere allo stesso modo e tutte le volte che prenderai in mano una penna penserai alla parola "mamma". Allo stesso modo leggere un libro non sarà la stessa cosa e di tanto in tanto ti chiederai di quale diritto del lettore potrai usufruire.

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    Franca

    21/09/2018 15:53:05

    “Come un romanzo” di Daniel Pennac è uno dei miei saggi preferiti. Il tema verte sulla letteratura ed in modo particolare sul rapporto tra lettore e libro. Sono centotrentanove pagine di puro godimento è un libro che ogni lettore dovrebbe leggere. Questo libro mi ha insegnato tanto e mi ha dato la libertà di muovermi attraverso i libri come voglio. L’elenco dei diritti dei lettori è una chicca imperdibile che fa riflettere. I libri danno libertà, non incatenano.

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    Vincenzo

    20/09/2018 13:15:17

    "Come un romanzo" è un libro che parla di libri, di lettura, di scrittori e lettori. Il libro è diviso in tre parti: la prima, che è quella romanzata, è ricca di dialoghi e la figura centrale è quella del libro visto come parte della formazione dell'uomo, che inizia da bambino e prosegue nell'infanzia e nell'adolescenza. E' molto importante l'insegnamento poichè leggere si impara a scuola, amare a leggere no; la seconda parte ha più la forma di un saggio, ricca di pensieri e di racconti di esperienze. Con l'ironia, Pennac smonta le teoria di chi non legge per mancanza di tempo associando la lettura come ad una vera e propria forma di amore e di vita ; nella terza parte, invece, sono riportati i Diritti Imprescrittibili del lettore che scoprirete e vi faranno sorridere. Un libro che nessun lettore può perdersi

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    Rossana

    18/09/2018 20:45:20

    Un libro favoloso che consiglio vivamente a tutti, a chi ama leggere perchè ne resterà incantato, a chi pensa che non ci sia mai abbastanza tempo per fare tutto perchè lo aiuterà a cambiare prospettiva, ai genitori di bimbi di qualunque età perchè ti insegna che per amare i libri non si è mai troppo giovani! Da leggere e da regalare a chiunque, un successo assicurato!

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    Daniela

    18/09/2018 13:51:24

    Non è un romanzo, bensì un saggio che offre un assaggio di libertà. C'è una parte particolarmente toccante nella narrazione. In un determinato passaggio il professore protagonista legge ad alta voce dei romanzi ai suoi alunni. Da queste parole si riesce a far trasparire tutta l'amore per la letteratura del professore e inevitabilmente dell'autore. Ti fa venire voglia di leggere tutti i testi che vengono menzionati.

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    Valentina Basile

    17/09/2018 19:43:13

    Libro che affronta il problema della mancanza di voglia di leggere da parte dei giovani analizzando la lettura nel corso della storia e introducendo delle regole di base che prevedono diritti e doveri del lettore, i quali, però, fanno riferimento ad un unico grande punto centrale: la lettura deve essere un piacere e per essere tale deve essere libera.

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    giu_zanchetti

    09/03/2018 10:59:50

    Non il libro più bello di Pennac ma solo perché lui, per me, ha toccato picchi altissimi. Esercizio di stile che prova a essere didattico, un saggio sull'istruzione e il concetto del 'dover leggere'

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    Luca Aquadro

    10/12/2017 21:36:17

    Problema... Il decimo ed ultimo diritto del lettore, secondo quanto stabilito da Daniel Pennac nell'ultima pagina di questo libro, è quello di "tacere", cioè quello di non essere obbligato a riferire per filo e per segno per quale motivo ha deciso di leggere un certo libro, che cosa ha capito della lettura appena conclusa e perché altre persone dovrebbero leggerlo o meno a loro volta. Peccato, però, che questa sia una recensione... Soluzione... Mi avvalgo dell'ottavo diritto del lettore stabilito dal medesimo decalogo, cioè quello di "spizzicare". Dunque per stavolta mi limiterò a regalare a chi mi leggerà qualche breve stralcio del libro che (non) sto recensendo. "Il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo amare... il verbo sognare..." (p. 11) "Che pedagoghi eravamo, quando non ci curavamo della pedagogia!" (p. 15) "La gratuità (...) è la sola moneta dell'arte." (p. 27) "Il vero piacere del romanzo è tutto nella scoperta di questa intimità paradossale: l'autore e io... La solitudine della scrittura che invoca la risurrezione del testo attraverso la mia voce muta e solitaria. In tutto questo il professore è soltanto una mezzana ed è giunto il momento che se ne vada in punta di piedi." (p. 96) "La questione non è di sapere se ho o non ho tempo per leggere (tempo che nessuno, d'altronde, mi darà), ma se mi concedo o no la gioia di essere lettore." (p. 100) "E' buono e giusto fabbricare diplomati, laureati, docenti e tecnocrati, la società ne ha bisogno, su questo non si discute... ma quanto più essenziale aprire a tutti le pagine di tutti i libri." (p. 110) "L'uomo costruisce case perché è vivo, ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo." (p. 139) Postilla... Di questo libro tutti citano il decalogo dei diritti del lettore. E se il vero libro fossero le cento pagine che lo precedono?

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    Teresa (Fall in books blog)

    25/09/2017 10:36:40

    Se dovessi scegliere una parola per descrivere questo libro sarebbe questa: illuminante. Si perché questo saggio è un elogio alla lettura ma è anche un modo per dire: io ti dico che la lettura è questo, io ti leggo direttamente l’opera per farti appassionare all’autore e al suo genere letterario, non ti faccio due palle così sulla sua vita e sul suo pensiero, non ti chiedo di fare l’analisi di quella poesia o di quel testo, semplicemente te lo leggo per il piacere di farlo; se ti colpirà e ti piacerà…beh tanto di guadagnato! Ed è più o meno quello che penso anch’io. L’amore per la lettura ti nasce dentro, c’è chi prova questo sentimento più forte rispetto agli altri, c’è chi proprio non riesce a stare lì fermo con il naso in un libro ma va bene, è un amore che non si può imporre, la lettura è un qualcosa di intimo e se non la amiamo non vuol dire che siamo persone poco profonde, poco intelligenti o poco serie.

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Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo “amare”… il verbo “sognare”…

Quanto incide la società di oggi sulla lettura, o meglio, sulla non lettura?

Quanto sono responsabili i videogiochi, la televisione, il computer dell’astensionismo ai libri da parte dei ragazzi?

I genitori non sembrano volersi arrendere. Del resto avere un figlio che legge Céline è pur sempre un bel vanto da esibire con gli amici a cena.

Così, perché lasciare che la lettura sia una passione coltivata liberamente dal ragazzo? Una sua dolce e impenetrabile evasione? No, molto meglio cercare di imporgli i cosiddetti “classici”, quelli con cui riempirsi la bocca durante una conversazione.

Un libro che non è né un saggio né un romanzo, ma una riflessione senza tempo.

Pennac in queste pagine tenta di spiegare il nostro disamoramento per la lettura e lo fa criticando con ferocia i genitori, ma soprattutto gli insegnanti.

Essendo anche lui, però, un membro della categoria, restringe il campo a quei docenti che sanno solo assegnare infinite schede di lettura da stilare.

Sono proprio quei “mattoni” da terminare in tempo utile e da memorizzare per saper rispondere a veri e propri quiz i principali responsabili del nostro allontanamento dal libro che quando eravamo piccoli, invece, costituiva un’esperienza quasi mistica in grado di farci sognare e tenerci indissolubilmente avvinti alle parole di mamma e papà, le voci narranti scelte.

Una riflessione profonda su come la lettura possa, ma non debba, essere un valore anche e soprattutto per il nostro tempo. Il tutto condito con lo stile vivace e ironico di Pennac che per primo ci concede il diritto di non terminare il libro: Il libro ci cade dalle mani? Lasciamo che cada.

Recensione di Anna Boscaini