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Commissario Rebaudengo. Un'indagine al nero di seppia

Cristina Rava

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Editore: Frilli
Formato: EPUB
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 237 KB
Pagine della versione a stampa: 264 p.
  • EAN: 9788875638061
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Gaia la libraia

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Il commissario Bartolomeo Rebaudengo è un uomo silenzioso, poco incline all'ira e amante della buona cucina piemontese. Alassio, dove il mare è un animale mansueto e persino le mareggiate sono uno spettacolo turistico, è un buon posto per andare in vacanza, e anche per viverci e fare il poliziotto. Il commissariato ha sede in una un'elegante palazzina, con il suo giardino e le palme: a guardarla da fuori sembra che lì dentro ci sia poco da fare. La morte, però, arriva all'improvviso, quella cruda e spaventosa, la stessa dei vicoli di New York che conosciamo dalla tv, inspiegabile, agghiacciante. La routine nella bella palazzina con le palme è finita: il commissario Rebaudengo deve affrontare la sua prima, difficile prova. Troverà l'aiuto inatteso di una donna: Ardelia Spinola, medico legale e cuoca sapiente.
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    archipic

    30/05/2017 13:16:16

    Mi è piaciuto molto questo primo episodio delle indagini del Commissario Rebaudengo. Ci sono tutti gli ingredienti per un romanzo riuscito: personaggi interessanti, vicenda ben narrata, giusto ritmo e introspezione. Un lavoro ben confezionato, lieve e garbato. Lettura piacevolissima.

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    Lucia Morosso

    04/08/2016 18:05:05

    Un Commissario perfetto! Libro piacevole e ben scritto, trama intelligente, riferimenti ed ambientazione formano un quadro vivace e godibile in ogni pagina. Bravissima autrice tutta da scoprire... leggerò anche gli altri con la coppia Bartolomeo/Ardelia che sembra davvero azzeccata. Un classico giallo italiano a cui mi sono affezionata fin dalle prime righe! Da leggere!

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    rosanna robbiano

    26/07/2016 09:32:13

    Un giallo discreto, con una ambientazione che a me è piaciuta particolarmente perché conosco bene i luoghi, Albenga e Alassio. Interessante la figura del commissario Rebaudengo, non male la trama. Quello che invece non mi è piaciuto, e mi stupisco che nessuno di coloro che mi precede in questa carrellata di valutazioni se ne sia accorto, è la prosa, abbastanza scadente e spesso dilettantesca, al punto che non mi spiego come sia possibile che l'editore abbia pubblicato il libro senza aver rimesso a posto almeno il 20% del testo. Punteggiatura o troppo abbondante - al punto che occorre rileggere le lunghissime frasi due o tre volte per afferrarne il senso - , o troppo scarsa; inoltre, uso abbondante e del tutto immotivato del punto esclamativo, che andrebbe usato, in prosa, esclusivamente quando si vuole esprime senso vocativo, e non piazzato alla fine di frasi a cui bastava sicuramente il solo punto; infine, un po' troppe parolacce messe in bocca ai protagonisti. Lungi dal voler fare del moralismo, quando si scrive, il turpiloquio ha una connotazione diversa dal parlato, e spesso stona. L'autrice voleva dare un tocco di modernità al linguaggio dei suoi "attori", ma il risultato è stucchevole ed inutilmente volgare. Leggerò qualcos'altro di questa scrittrice perché comunque la stoffa ce l'ha.

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    Claudio

    20/07/2016 16:27:51

    Mi incuriosiva questo ennesimo commissario di polizia e così ho letto il primo racconto di Cristina Rava. E devo dire che mi è piaciuto: mi è piaciuto sia il protagonista, Bartolomeo Rebaudengo di origine cuneesi, sia la descrizione del paesaggio e de cibi. Per un cuneese non è stato facile adattarsi al pesce. Brava Cristina Rava, spero che anche i prossimi meritino.

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    Francesca75

    18/10/2013 14:03:31

    Finalmente un giallo vecchio stile! Bello, che tiene i lettori con il fiato sospeso fino all'ultima pagina con l'immancabile colpo di scena finale. Questo romanzo mi mancherà perché e scritto veramente bene, l'ambientazione curata tipica di chi i luoghi li conosce, la caratterizzazione dei personaggi mai banale o scontata, ne fanno un piccolo gioiellino della letteratura noir contemporanea!

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    ivan

    01/08/2013 17:41:44

    Bello e intrigante questo giallo. L'autrice riesce tenere sulla corda il lettore fino alla fine. Inizialmente gli eventi sembrano scollegati tra loro ma in realtà alla fine il Commissario ha la sua illuminazione e il caso, inizialmente complicato, si scioglie sotto una serie di deduzioni. La cosa più bella? il regalo che il commissario fa alla sua amata: tre libri gialli

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    Francesco

    04/04/2009 15:50:14

    Anche se è il primo della serie, l'ho letto solo per ultimo, e devo dire che mi è piaciuto molto. Brava Cristina, sarà che sono un pò di parte, ma le descrizioni dei luoghi, le strade, i negozi, i boschi, sono molto precise, scritte da chi in quei luoghi c'è vissuto. In risposta ad Andrea,che male c'è se Ardelia è anche una buona cuoca? Mica detto che un giallo per essere tale debba solo essere cosparso di cadaveri...E poi... non chiamarmi Bartolomeo "montanaro", probabilmente non conosci la terra del commissario... Ceva è una piccola cittadina della bassa langa, non un sobborgo montano... Brava Cristina, continua così.

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    andrea

    11/09/2007 18:30:06

    Il voto di mezzo non vuole essere un voto negativo, anzi: semplicemente vuole collocare questo libro nella sua giusta dimensione. Per me infatti è un libro giallo, prettamente di genere, in cui la trama gialla NON è un pretesto per indagini sociologiche o altro. Casomai alla trama ben fatta si unisce una accurata descrizione psicologica dei personaggi in gioco. Comunque, non è Montalban che usa il giallo per fare vera letteratura. E' un giallo che è soprattutto un giallo e basta (quindi non si può andare oltre il voto di mezzo, da destinarsi a opere più complesse...). E ripeto, in quanto tale è molto ben fatto: la trama tiene ed è ben congegnata; i personaggi sono tutti verosimili, volti reali della provincia italiana. Certo, il "colpevole" si intuisce abbastanza presto, ma questo può dipendere dalla furbizia del lettore. Inoltre, al di là del battage che vende la Rava come nuovo talento del noir mediterraneo, devo dire che il vero valore aggiunto della scrittrice NON è l'ambientazione della trama in uno specifico territorio (il Ponente ligure), bensì la psicologia dei personaggi. Qui sì che emerge un talento interessante. Le storie, il passato dei protagonisti sono veri e nascondono un fondo di malinconia, dolore se non addirittura disperazione, che si toccano con mano: un dono questo di rendere così bene le emozioni e i travagli che è proprio degli scrittori veri. Se la Rava vorrà lasciare per strada i clichè giallisti-culinari o paesaggistici (che da Camilleri in poi stanno iniziando a inflazionarsi) potrà a mio avviso concentrarsi meglio sui sui talenti. Non tutto è superfluo (bella la scoperta del cibo di mare da parte del montanaro commissario), ma bisognerebbe evitare di fare di ogni investigatore un Montalbano sempre a tavola con accenti di volta in volta diversi.

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  • Cristina Rava Cover

    Vive ad Albenga, sulla Riviera di Ponente, dove sono ambientati i suoi libri. Dopo inconcludenti studi di medicina, ha lavorato nel settore dell'abbigliamento e successivamente in campagna, ma sempre con la scrittura come efficace salvagente per galleggiare nella vita. Già autrice di due raccolte di racconti e di una memoria storica, tutte legate al territorio ligure, dal 2007 ha intrapreso la via del noir con alcuni romanzi pubblicati da Fratelli Frilli tra il 2006 e il 2012. Per Garzanti ha pubblicato i romanzi Un mare di silenzio (2012) e Dopo il nero della notte. Un'indagine di Ardelia Spinola (2014), entrambi aventi come protagonista il medico legale Ardelia Spinola. Approfondisci
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