Traduttore: C. Sbarbaro
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Edizione: 21
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: XXI-222 p., Brossura
  • EAN: 9788811361077
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    MB

    17/09/2016 18:02:17

    Reazione estetizzante al naturalismo. Presa di coscienza che la decadenza non può essere una questione tanto profonda quanto l'anima, quanto le abissali viscere che, secondo alcuni, dovrebbero ospitare il male. Un uomo ricco e colto vive il disagio e l'emarginazione come lo stordimento procurato da una bellezza talmente articolata e universale da essere priva di personalità, radicata nella storia di ogni tempo, eppure assolutamente disumanizzata. Il descrittivismo enciclopedico di questo racconto è un profluvio di nozioni, un catalogo di ricordi, un gigantesco libro della memoria letteraria, artistica, scientifica, geografica, naturalistica, talmente voluminoso e loquace da costringere la debolezza delle emozioni a trasformarsi nella forza travolgente della mania, nella vulcanica prepotenza del desiderio materiale. L'ansia del protagonista deborda dall'angusto territorio dell'isolamento e dell'abitudine per invadere il paesaggio circostante, tanto elitario quanto spoglio, con le lussureggianti forme del sogno erudito. Il cammino narrativo è un labirinto del ricordo e dell'immaginazione, talmente elaborato e tortuoso da togliere il fiato, da monopolizzare il pensiero, riducendo la tensione del romanzo a un permanente senso di stupore per la straordinaria complessità e stravaganza di tutto ciò che già esiste, che è già avvenuto e che, uscendo dall'aristocratico museo delle rarità, si impone alla nostra attenzione con la fresca apparenza del nuovo. Questa lettura attraversa l'universo onirico di una realtà originalmente concepita, sensibilmente vissuta, scrupolosamente raccontata, con l'ambizione di oltrepassare ogni limite, soprattutto quello della conoscenza comune. L'autore lascia che sia l'ignoto, con tutte le sue creative diramazioni, a riempire lo sguardo, trascinandolo con squisita eleganza nel funambolico arabesco delle sue virtuosistiche evoluzioni.

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    Anna

    28/06/2012 17:40:32

    Ritratto di un esteta decadente, certo originale per l'epoca, oggi forse non così facilmente godibile. Lettura importante ma non così imprescindibile.

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    mark

    12/04/2012 19:19:20

    libro illeggibile,lessico antico,trama inesistente. non sprecate tempo,il peggior libro mai letto in vita mia

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    4ndr34

    18/07/2011 08:45:47

    Sublime manifesto del decadentismo. Un tessuto di emozioni e riflessioni che dalla constatazione della mediocrità del reale s'inabissano nel profondo di un Io sensibile, nevrotico, poetico, restituendo un mondo artatamente perfetto, fatto di sfumature, profumi, arte e letteratura. Scritto con uno stile ricercato ma assolutamente piacevole, questo libro è da leggere anche solo per apprezzare un modo di scrivere purtroppo oggi quantomai raro.

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    Ginevra Valdeschi

    02/11/2009 13:40:22

    Un libro dei sensi. Colori, profumi, suoni, forme e materiali per raccontare la propria solitudine e malinconia.

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