Cuore di mamma di Salvatore Samperi - DVD

Cuore di mamma

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Paese: Italia
Anno: 1968
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Lorenza Garroni, separata dal marito, l'industriale farmaceutico Franti, ha tre irrequieti figlioli. La sua vita si dipana in modo apatico: ella non reagisce, manca di vitalità, tanto da accettare uno strano rapporto con sua cognata. Intanto il maggiore dei figli, - un tipo che si diverte a disegnare con una punta rovente i glutei di una domestica, - insieme alla sorellina uccide, annegandolo, Sebastiano, il fratello minore in seguito costringe l'anziana governante a denudarsi se non vuole morire soffocata dentro un armadio, e infine uccide anche la sorellina asfissiandola con il gas. Lorenza, intanto, è entrata a far parte di un acceso gruppo di contestatori, che tramite la violenza vogliono destare dal lungo letargo il proletariato, accanendosi in continui attentati contro il capitale della borghesia. Il figlio cerca ora di incriminare la madre tramite spezzoni di dialogo, da lui genialmente registrati e montati, insieme ad un quaderno di appunti, anch'essi costruiti dalla sua distorta mentalità, accusandola della morte del suoi fratellini. Questa volta la madre reagisce, provocando la morte del figlio, che salta in aria con un razzo da lui stesso costruito. A questo punto Lorenza si mette a preparare gli esplosivi che serviranno per la causa che ha abbracciato: la contestazione. Fatta saltare la fabbrica del marito, soddisfatta ne gode lo spettacolo ripromettendosi di compiere tanti altri simili atti.
  • Produzione: No Shame Films, 2010
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 92 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - stereo)
  • Formato Schermo: Widescreen
  • Area2
  • Carla Gravina Cover

    "Attrice italiana. Ha solo quindici anni quando A. Lattuada la chiama nel cast di Guendalina (1957), in un ruolo secondario che però fa intravedere il carattere dell'attrice di razza, già maturo nel successivo Esterina (1959) di C. Lizzani, di cui è protagonista nei panni di una contadina vitale e ingenua immigrata nella grande città. I suoi tratti sottili e il viso espressivo, ora imbronciato ora solare, uniti al temperamento e all'assenza di forzature recitative da pin-up, la gratificano di un decennio di ruoli riusciti: dalla servetta di I soliti ignoti (1958) di M. Monicelli alla partigiana di Jovanka e le altre (1959) di M. Ritt, alla ragazza ebrea di Tutti a casa (1960) di L. Comencini, passando per il ­western rivoluzionario Quien sabe? (1966) di D. Damiani, fino al dramma dei sentimenti... Approfondisci
  • Philippe Leroy Cover

    Propr. P. L.-Beaulieu, attore francese. Dopo aver combattuto in Indocina, vede aprirglisi le porte del cinema nel 1960 quando il regista J. Becker gli affida il ruolo emblematico del risoluto e sfortunato carcerato che tenta l’evasione in Il buco. Asciutto, guascone quando occorre e più posato in parti meno irruenti, può così dar vita a una galleria di figure virili e incisive sia sui toni leggeri (Sette uomini d’oro, 1965, di M. Vicario) sia su quelli drammatici (Senza sapere niente di lei, 1969, di L. Comencini). Molto più apprezzato in Italia che in patria, lavora fra gli altri per L. Cavani in Il portiere di notte (1974) e Al di là del bene e del male (1977) e per L. Magni in State buoni se potete (1983). Con J.-L. Godard gira Una donna sposata (1964), uno dei suoi pochi film francesi... Approfondisci
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