Dance dance dance

Haruki Murakami

Traduttore: G. Amitrano
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 485 p., Brossura
  • EAN: 9788806216696
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    Daste

    24/03/2016 12:27:01

    E' il mio secondo libro di Murakami, dopo l'ottimo e malinconico Norvegian Wood, romanzo più "razionale" rispetto a questo che personalmente ritengo migliore. Mai gusti sono gusti, si sa. Ciò detto, Murakami ha la straordinaria capacità di dare vita a personaggi rotondi, credibili e disgraziati, veri insomma, mostrandoli al lettore grazie a sapienti descrizioni e analisi introspettive. Dance Dance Dance pertanto è validissimo, un esperienza surreale, onirica, inconcludente e conturbante dove lo scrittore affronta con bravura temi come la solitudine, la morte, l'emarginazione, la prostituzione e l'amore, oltre a criticare velatamente quello che lui chiama "capitalismo avanzato", dove i fili sono tirati da gente ricca, intoccabile e potente appartenente ad un mondo d'elite avulso dalla massa, un mondo REALE privo di giustizia dove escort di lusso vengono spedite come pacchi espresso e dove gli affari vengono conclusi in una mafiosa, totale omertà. La scrittura in sé è scorrevole, di qualità e mai banale. Il punto debole secondo me sono le lungaggini in cui talvolta si arranca, ad esempio le azioni quotidiane, o i continui riferimenti a canzoni e artisti che sanno di riempitivi e che rendono il libro eccessivamente lungo, e a tratti prolisso, e quindi imperfetto. Ciò tuttavia non inficia la bontà del tutto. Non per tutti comunque.

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    Marzia

    26/06/2015 17:29:37

    L'ho trovato abbastanza confuso per i miei gusti, mi ha come spiazzata. Ma devo ammettere che è una difficoltà personale nel capire fino in fondo questo tipo di autori.

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    amosololazio

    11/01/2015 22:00:13

    Un autore che riesce a costruire sui suoi personaggi più strati di realtà, e il bello è che riesce ad essere convincente su tutti. Alla fine della lettura non si può che essere soddisfatti perchè finisce sempre bene....

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    farfallina

    06/01/2015 18:49:57

    mi è piaciuto molto questo romanzo, in bilico tra realtà e sogno, tipico di tutti i libri di Murakami. Il linguaggio è elementare e scorrevole , grazie anche ad un' ottima traduzione, penso, ed è incredibile come , nonostante la leggerezza della scrittura, l'autore indugia con maestria e profondità sulle caratteristiche dei sentimenti umani. Il finale assume l'aspetto di un giallo e poi di un thriller e lascia come sempre al lettore la libertà di interpretarlo come meglio crede. Molto consiglato

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    norma

    29/08/2014 13:29:40

    Marukami tesse la trama attorno alla vita di un uomo, di 34 anni, giornalista, che decide di prendere una lunga pausa dal mondo del lavoro e di tornare a Sapporo in un albergo dove aveva vissuto una relazione d'amore con una donna che faceva la prostituta. Ma l'albergo è stato trasformato in un hotel di lusso e attorno a questo fatto si tesse una fitta rete di intrecci e di incontri misteriosi con personaggi che conducono delle esistenze contorte e dalle sfumature conturbanti. Interessante immergersi in una storia dai contorni enigmatici e con personaggi affettivamente soli o con rapporti interpersonali confusi e morbosi.

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    AdrianaT.

    27/02/2014 09:53:24

    E dopo il passaggio a vuoto di 'Kafka sulla spiaggia'(abbandonato), ritrovo il caro vecchio Murakami di 'Nel segno della pecora', o almeno il Murakami che piace a me. Solo leggendolo mi sono resa conto che ne era il seguito. Forse leggermente meno avvincente, ma comunque sempre filante e coinvolgente.

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    Morgana

    12/02/2014 22:53:06

    Murakami sa trasportarti in un mondo tutto suo. Le sue descrizioni e la sua prosa delicata e poetica si attaccano addosso e rimangono impressi a lungo. Questo libro è un po' tutto: noir, dramma, commedia, romanzo di formazione in cui l'autore si districa con mestiere e saggezza. Non il migliore di Murakami perché parte benissimo e termina un po' in sospeso tralasciando alcuni punti cruciali ma comunque da leggere.

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    Elizabeth

    23/01/2014 13:49:31

    Bellissimo romanzo, profondo, delicato e onirico. Il protagonista è un gran personaggio e la sua figura ti rimane dentro, per certi versi è anche un romanzo di formazione (mi riferisco alla piccola Yuki) anche se alcuni aspetti sono poco approfonditi, come per esempio l'apparizione dell'uomo pecora, che poi è il personaggio che farà scaturire tutta la catena di eventi e invece la storia dello spazio invisibile all'interno dell'Hotel rimane un po' così. Comunque Murakami è uno scrittore incredibile.

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    Tiziana

    26/12/2013 16:42:06

    Devo dire che pur essendo una storia che avvolge e incatena come sempre mi accade con Murakami, qui ho trovato un po' di stanchezza, di lentezza, di opacità che mi hanno impedito di progredire a passo spedito e senza distrazioni. Forse è il senso di soffocante angoscia che incombe senza mai sollevare il suo peso per dare sollievo, o forse è perché le paure e le insidie celate dietro ogni scena sembrano reali a tal punto che condizionano la coscienza o molto di più l'inconscio del lettore. Sono andata insolitamente molto lenta, ma non me ne rammarico perché so di aver letto l'ennesima fiaba incantatrice che così perfetta esce solo dalla penna di questo grande Maestro della scrittura.

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    corra

    04/10/2013 02:03:32

    E' il primo romanzo che leggo di Murakami. Mi è piaciuto molto, pochi minuti dopo la fine sentivo la mancanza du Yuki. Non do il massimo dei voti perchè non è chiarissimo, ma forse questo è lo stile dell'autore. Sicuramente leggerò altro.

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    mary

    26/09/2013 15:49:37

    Quando si pensa a Tokyo, si pensa ad una città tutta luci, costellata di insegne luminose oppure la si puo' immaginare come la città dei primi attimi del film Blade Runner, con macchine volanti nel cielo e al suolo pullula di gente che mangia cose strane nei banchetti per strada parlando un misto di lingue sconosciute. Se leggerete questo libro cambierete opinione: in questa Tokyo regna la calma assoluta e quasi sempre (come in Blade Runner!) ....piove. Un viaggio surreale che sembra una regressione, ma alla fine è un'evoluzione verso qualcosa di "alto", ma allo stesso tempo reale. Un linguaggio nuovo a tratti simile a quello di Andrea De Carlo (che io adoro!), con la chiara consapevolezza che se questa storia e questo libro fosse stato ambientato altrove, non sarebbe così, ma più banale e scontato. Tokyio diventa meno lontana e meno assomigliante alla metropoli che descrivono le band internazionali quando lanciano dei singoli in concomitanza di tour in Giappone. Interessanti i diaoghi tra il protagonista e la giovane Yuki: battibecchi, punzecchiate ma con tanto affetto tra due persone con un enorme divario di età (per me lo sviluppo virtuale di un t con zero assoluto, che non è diventato nemmeno t con zero). Consigliato per entrare in un mondo irreale, ma .....vero!

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    Gresi

    16/09/2013 21:30:19

    Come gran parte dei suoi romanzi, i protagonisti, sono bellissimi e incomprensibili; si sentono estraniati dalla realtà che li circonda, nutrono una particolare inclinazione per la letteratura e la musica jazz, e desiderano ardentemente incontrare qualcuno che possa, un giorno, capirli e inondare di luce, il fosco e tetro paesaggio della vita di ognuno di loro. Allo stesso modo del romantico Norwegian Wood, l'indimenticabile La ragazza dello Sputnik o lo straordinario Kafka sulla spiaggia, anche in Dance, dance, dance il titolo del romanzo fungerà come una sorta di elemento primordiale, cui l'autore si serve, affinché il protagonista possa trovare la felicità. Scovare quel giusto antidoto da cui possa trarne conforto, anziché dolore.Dance, dance, dance è una storia ambigua e controversa che attira il lettore come un magnate, e che è l'ennesimo esempio di come quest'autore, crea dipendenza. Ancora una volta riesce a colpire nel segno, e ancora una volta, intreccia alla perfezione periodi semplici e scorrevoli che danno la voce all'ennesimo protagonista senza nome che, in prima persona, parla di se stesso e, soprattutto, di tutto ciò che lo circonda. Dopo lo straordinario successo di Kafka sulla spiaggia e Norwegian Wood, un autore di questa portata non poteva non sconvolgere il mio universo personale. Imprimere il suo segno indelebile, nei recessi più reconditi della mia memoria. Concedermi l'opportunità di rivalutare il mio pensiero, su un autore cui, molto probabilmente, non avrei concesso nemmeno il minimo segno d'interesse, e tutto ciò che lo riguarda. Murakami è una garanzia. Ed io, sono felice di aver avuto l'opportunità di approcciarmi con un autore, proprio come questo.

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    Dario

    18/06/2013 10:34:19

    Giappone. Anni 80. Un uomo di 34 anni, giornalista freelance, decide di mettere ordine nella sua vita ispirato da uno strano e ricorrente sogno i cui elementi principali sono l'albergo del delfino e una persona che continuamente piange per lui. Il tentativo di riordinare le cose lo condurrà in un mondo fatto di strani incontri tra cui l'uomo pecora, una bellissima tredicenne, un attore affascinante e altri personaggi. Danzando riuscirà a chiudere il cerchio attraverso molti eventi tutti da decifrare. L'autore tratteggia un atmosfera onirica trasformando il testo prima in un giallo, poi in un fantasy e ancora in un noir o in un romanzo introspettivo. La vita del protagonista è minuziosamente descritta dai più piccoli particolari dei pranzi e delle cene che egli stesso si prepara, passando attraverso la musica che ascolta fino alle riflessioni più personali su qualsiasi cosa gli capita di osservare. Molto belli anche i dialoghi, soprattutto quelli con la tredicenne tutta sguardi, espressioni indecifrabili e commenti acidi. Dance dance dance è un libro denso, impossibile da raccontare, piacevolissimo da leggere. L'autore riesce a far accadere molte cose usando un discreto numero di personaggi celando il tutto dietro il lento scorrere dell'esistenza suscitando nel lettore la voglia di danzare senza fermarsi mai per riuscire a decifrare i significati nascosti che semina nel corso di tutto il romanzo.

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    maxblues66

    04/06/2013 23:38:20

    Entrare nel mondo di Murakami (è la sesta volta che lo faccio) è sempre emozionante e coinvolgente. Anche questo romanzo a cavallo tra realtà e fantasia riesce a coinvolgerti con il turbinio di personaggi e situazioni che si susseguono pagina dopo pagina. La psicologia dei vari personaggi è il vero punto forte del racconto, puoi amare o odiare le varie persone che hanno a che fare con il nostro protagonista "senza nome", ma nessuna ti lascia indifferente. Yuki è il personaggio più coinvolgente e "adulto" di tutto il racconto, i suoi silenzi e le sue mezze risposte riescono a dire molto di più dei lunghi discorsi tra il protagonista e Gotonda. Menzione speciale come sempre nei romanzi di Murakami alla sua personale colonna sonora che ti accompagna pagina dopo pagina

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    Matteo

    29/05/2013 20:51:14

    Cosa dire? A ben vedere l''uimo pecora, la stanza dell'hotel delfino che Sa di muffa. Una metafora in chiave psicoanalitica. La donna conosciuta alla reception la traghettatrice tra il mondo chiuso dell'io e l'apertura verso rapporti umani più umani. L'uomo pecora, il custode della chiusura in se stessi. Sarà così? Non so. Comunque, io l'ho capito così...da leggere.

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    taty

    17/01/2013 16:59:15

    Bel libro, intenso e profondo. forse avrei curato un po' di più il finale.

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    Vittorio Saini

    15/01/2013 14:30:45

    Un libro fantastico, fà riflettere sulla propria esistenza (mi succede inevitabilmente con tutti i libri di Murakanmi), sugli avvenimenti importanti della nostra vita che si mescolano al vivere quotidiano tra amore, amicizia e lavoro. Alla fine l'importante è danzare, seguire i passi che la nostra esistenza ci presenta ogni giorno. P.S. Prima di questo libro vi consiglio vivamente di leggere "Nel segno della pecora" perchè è proprio da qui che tutto comincia!

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    Bernie

    10/11/2012 19:36:58

    Qual e' il momento migliore per iniziare a leggere un libro di Murakami? Ovviamente durante un viaggio in aereo sufficientemente lungo, in modo da non essere distratti, carrello delle bevande a parte. Sono rimasto fulminato dalle prime 50 pagine, al punto che l'atterraggio all'aeroporto di destinazione e' arrivato come un fastidio. E' un giallo? Un libro esistenziale? Un libro fantasy? Non saprei, forse mescola troppo, come un coktail indeciso, almeno verso la meta'. Ma niente e' scontato, nemmeno le accurate descrizioni quotidiane, o i frequenti intervalli musicali rock americano. Ognuno di noi, quando cerca di crescere del tutto, guarda indietro a quel che era, e cerca nella 'sua propria' musica le proprie radici. E il confronto con la sensitiviva Yuki, ragazzina di 13 anni, da al protagonista innominato la spinta decisiva a ricominciare a vivere. Non un capolavoro, ma un gran bel libro si.

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    Michael Moretta

    06/09/2012 14:16:50

    Questo libro andrebbe letto subito dopo " Nel segno della Pecora " in quanto ne rappresenta il seguito. Il personaggio narrante è lo stesso, anche se di lui non sappiamo il nome, ed è presente anche la ragazza dalle orecchie perfette del romanzo precedente, pur se il protagonista non la incontrerà mai direttamente. Ritroviamo anche l' uomo pecora, la città di Sapporo e un Hotel Dolphin del tutto diverso. Il mondo è quello solito di Murakami, abilmente sospeso tra realtà e fantasia, avvolto in un' atmosfera che solo lui è in grado di creare. Oltre ai personaggi già citati abbiamo una ragazzina tredicenne dai poteri particolari, sua madre, fotografa famosissima, il suo compagno poeta senza un braccio, l'ex marito scrittore dal talento scomparso, un attore dal fascino irresistibile, qualsiasi cosa faccia. Tutte queste persone compongono un fantastico puzzle i cui pezzi Murakami riesce ad incastrare alla perfezione facendo snodare la vicenda tra Tokyo, Sapporo ed Honolulu e mescolando abilmente atmosfere da thriller con momenti di profonda riflessione interiore, presenti soprattutto nei lunghi dialoghi tra il protagonista ed il suo amico attore. Molto interessante per i risvolti psicologici il rapporto tra il protagonista e la ragazzina Yuki, che di ragazzina ha solo l'età. Per concludere, un libro davvero molto bello, che completa benissimo il precedente e che racchiude tutti gli elementi che fanno dei libri di Murakami deI piccoli gioielli.

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    lucia

    11/07/2012 15:44:36

    più "normale" di altri libri di murakami (a parte norwegian wood, "normale" anch'esso). mi è piaciuto tantissimo.

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