Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2017
Pagine: 296 p., Rilegato
  • EAN: 9788806216511

39° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

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Recensioni dei clienti

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    Carol

    24/09/2017 17:26:13

    Ho avuto un po' di difficoltà nello scrivere questa recensione, perché nonostante abbia trovato parecchi difetti nella storia e nella scrittura (molti dei quali segnalati anche dagli altri recensori di questa pagina), alla fine il libro mi è piaciuto e la figura del commissario me la sono portata dietro per qualche giorno. Credo che questo libro sia in grado di produrre lo stesso effetto delle serie TV, cioè un misto di dipendenza e fastidio dato da storie coinvolgenti ma assurde, dialoghi frizzanti ma sempre sul punto di diventare banali, personaggi al limite dello stereotipo ma per i quali provi simpatia o empatia, un po' di sesso qua e là che non guasta mai, un caso da risolvere, famiglie con misteri e segreti. Si legge con piacere, ma non aspettatevi il capolavoro.

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    Michela

    14/08/2017 13:21:31

    Alla settantesima pagina l'ho abbandonato e se lo abbandono io, che per principio una volta iniziato un libro lo finisco, vuol dire che è proprio illeggibile. Noioso, contorto, non ho ancora capito se è un romanzo rosa o un giallo.

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    Alberto

    26/06/2017 15:35:01

    Romanzo ambizioso, in cui c'è di tutto dal clima invernale estremo di Bolzano a stereotipate scenette in commissariato, compreso il procuratore botulato che ama farsi vedere nei TG. Dall'amore etero a quello omo. Come avrebbe potuto mancare il cancro? Addirittura con due malati terminali: e che dire degli abusi su minori ? E poi le frasi e/o le citazioni in lingua senza traduzioni ? C'è troppa carne al fuoco, tanta che alla fine non ci si raccapezza più e la domanda: chi è il colpevole ? rimane senza risposta. Peccato perchè ci sono dei punti in cui la suspence prende ma dopo poco ti lascia nel guazzabuglio di personaggi freudianamente tormentati ed irrisolti.

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    Agostino

    28/05/2017 15:36:09

    “Del dirsi addio” è il romanzo del ‘troppo’. C’è troppo di tutto: troppa complicazione, troppe storie (raccontate con un’alternanza che a volte disorienta), troppe citazioni erudite (messe per fare effetto?), troppi riferimenti alla musica classica e pop, troppe citazioni in inglese e in tedesco (che rompono il ritmo, e perché non c’è la traduzione?), troppo sesso, troppe divagazioni psicoanalitiche, troppa ambiguità di genere (perché oggi va di moda?), forse anche troppe pagine per una soluzione troppo banale e perciò imprevedibile. Tuttavia è un racconto che ‘prende’ e coinvolge, si legge tutto d’un fiato, per cui posso qualificarlo ‘molto buono’, anzi anche ‘troppo buono’ per lo meno nel panorama deludente della narrativa attuale (compresi i grandi premi).

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