Diatriba d'amore contro un uomo seduto

Gabriel García Márquez

Traduttore: A. Morino
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 75 p., Brossura
  • EAN: 9788804573081
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    Michele Lucivero

    01/05/2009 22:43:06

    Un testo inedito dell'autore del più surreale romanzo scritto negli ultimi anni del '900: Cent'anni di solitudine. In questo piccolo e maneggevole testo teatrale, l'autore mette in scena un solo personaggio: Graciela,anche se in realtà c'è pure suo marito, seduto sulla poltrona, di spalle al pubblico, che ascolta impassibile e alla fine si lascia anche bruciare, affetto da un cronico oblomovismo che è partito dall'aspetto sentimentale e ha corroso, tutta intera, la stessa volontà di vivere. Un inno alla lealtà, alla dignità di una donna - una come tante - che alla soglia del 25esimo anniversario di matrimonio riflette retroattivamente sulla sua vita priva di slanci, sul suo matrimonio infelice con un uomo infedele. Eppure un tempo si erano amati, erano fuggiti da casa per sposarsi contro la volontà di tutti, ma il tempo è impietoso e corrode prima la passione, poi l'amore, poi anche il rispetto, trasformando tutto in un'amorfa routine. Ora Graciela impreca, sbraita, si straccia le vesti, richiede attenzioni, ma lui resta impassibile: "Solo un Dio maschio poteva regalarmi questa bella scoperta per le nozze d'argento. E devo ancora ringraziarlo perchè potessi spassarmela nella mia stupidità, un giorno dopo l'altro, durante 25 anni mortali". 75 pagine da leggere tutte d'un fiato, senza interruzioni, magari in treno. Peccato solo che mi son perso la sua trasposizione teatrale al teatro Quirino di Roma il 30 e 31 maggio 2007!

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    paola

    01/04/2009 11:27:44

    SI POSSONO DIRE TANTE PAROLE SU QUESTO TESTO, MA PER ME SI RESTRINGE TUTTO IN UN UNICA FRASE: LA CONSAPEVOLEZZA DI AMARE ANCORA ALLA DISPERAZIONE UN UOMO CON QUI NON VUOI PIU' CONDIVIDERE LA VITA. HO L'ETà PER "TENTARE" DI RAPPRESENTARLO HO ESTRAPOLATO UN SUNTO DEL LIBRO E L'HO PORTATO IN SCENA CON SUCCESSO IN UN'AUDIZIONE. TUTTE LE VOLTE CHE FINISCO PIANGO. CREDO CHE SIA DIFFICILE PER UNA DONNA NON SENTIRSI COINVOLTA - UN PENSIERO: COME RIESCE UN UOMO A SCRIVERE I SENTIMENTI COSì INTENSI DI UNA DONNA?

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    Dada

    30/09/2008 12:11:35

    L'ho letto ad alta voce, tutto d'un fiato. E' davvero un peccato che io non abbia ancora l'età adatta per interpretare questo personaggio.Per un'attrice deve essere, alla fine, una grandissima soddisfazione. Uno sfogo, un cacciare fuori, con ironia (unica dote che credo di possedere), la rabbia di una vita. Che spettacolo! E cenere eri...e cenere ritornerai.

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    Laura

    01/12/2007 18:50:34

    Parole che graffiano la carne. Lame di coltello. Un urlo contro quell’uomo che giorno dopo giorno non aveva fatto altro che creare in lei il gelo. Il monologo di Graciela( personaggio-chiave dell’unico testo teatrale di Gabriel Garcia Marquez) si basa sulla consapevolezza di poter ricominciare una nuova vita ma al tempo stesso su una lacerante disperazione che con insistenza s’insinua nella pelle fino a raggiungere la sua anima. Graciela afferra con decisione l’infelicità scaraventandole addosso la sua rabbia, le sue frustrazioni e quell’amarezza che a volte riesce addirittura a combattere rifugiandosi nell’ironia. La sua disapprovazione conduce ad una ribellione. Graciela rivendica il suo bisogno d’amore. Quell’amore che racchiude in sé una sublime poesia. La decisione di lasciare quell’uomo che con la sua indifferenza non aveva fatto altro che creare un distacco sconcertante tra loro diventa concreta solo il giorno del suo venticinquesimo anniversario di matrimonio. La sua solitudine s’incontra e si scontra con un’incomunicabilità disarmante. Punti d’incontro sembrano essere solo utopia. Pur di raggiungere la felicità borghese Graciela aveva sacrificato la sua dignità di essere umano accettando i tradimenti di un uomo che non aveva alcun tipo di rispetto nei suoi confronti. Ora alla ricchezza materiale si contrappone solo l’infelicità di una donna che affronta la realtà con la voglia di metter fine ad un rapporto inconsistente. Un rapporto in cui la sua personalità si annullava di giorno in giorno. Un rapporto privo di dialogo e condivisione. Graciela dunque attende ancora un brivido. Il brivido di un amore capace di restituirle nuovamente armonia e gioia. Gioia di essere se stessa senza finzione né ipocrisia.

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    Benedetta

    07/09/2007 21:25:07

    Geniale! Una compiuta rappresentazione del quotidiano inferno matrimoniale, fatto di logorree muliebri e muto disinteresse maschile, espresso con l’ironia e la disperazione di una vita in comune.

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