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Discorso dell'ombra e dello stemma

Giorgio Manganelli

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Editore: Adelphi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 1,19 MB
Pagine della versione a stampa: 192 p.
  • EAN: 9788845979323
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€ 9,99

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Gaia la libraia

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Se c'e` un libro dove Manganelli ha mostrato, nella forma piu` radicale ed estrema, che cosa intendeva per letteratura, e` questo. Ed e` senz'altro una concezione allarmante rispetto a quelle correnti. Per Manganelli, la letteratura e` qualcosa di ben piu` temibile ed enigmatico di quel che pensano quanti si sforzano «di mettere assieme il bello ed il buono». A costoro la letteratura non puo` che rispondere «con sconce empieta`». Perche? il suo compito non e` di interpretare, documentare, esprimere idee, semmai di disorientare, inquietare. Di ridere – astratta e solitaria. E` il riso antico di Dioniso, senza il quale non ci sarebbero parole. Cadono cosi`, sotto i colpi di Manganelli, molte certezze: persino la fiducia che riponiamo nella figura dello Scrittore. Che in realta` e` solo un «passacarte», un Grande Mentitore, agi`to dalle parole. La scrittura, infatti, accade, e lo attraversa e parla per suo tramite. Ma anche i lettori non hanno di che stare tranquilli. Devono finalmente rendersi conto che coltivano una «dolce e ritmica demenza».
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    Alberto Abissina

    20/09/2018 18:07:47

    Il mio primo incontro con Manganelli, fortuito, casuale quasi per sbaglio. Ho acquistato il libro rapito e coinvolto dall'immagine di copertina, dal titolo e dalle note. Non c'è che dire, Manganelli ci mette davvero tutto sé stesso per spiazzare il lettore, per creare confusione e stordimento. Il libro (ma pagina dopo pagina il lettore scoprirà che il libro non esiste) è giustamente chiamato "discorso", non è infatti un romanzo, non un saggio. Si tratta quasi di un discorso programmatico, la visione di Manganelli della letteratura, di cosa è, o meglio di cosa dovrebbe essere. La visione di Manganelli è di quelle radicali, spiazzanti, che mirano ad abbattere dalle fondamenta ogni certezza precostituita; avanguardista fino alle più estreme conseguenze. Oltre alla struttura del libro in sé, ciò che più colpisce è il linguaggio colto, aulico, arguto e ridondante. Manganelli pesa con perizia ogni vocabolo, ogni ripetizione, ogni citazione al fine di creare volutamente e con fantastica maestria un distacco "letterario" su cui gioca l'ironia di Manganelli. Immenso è dire poco!

  • Giorgio Manganelli Cover

    Giorgio Manganelli (Milano 1922 - Roma 1990) è stato uno scrittore e saggista italiano. Fece parte del Gruppo 63. Collaborò al "Corriere della sera" e ad altri quotidiani, raccogliendo poi gli articoli pubblicati nel volume "Improvvisi per macchina da scrivere" (1989). Autore di saggi come "La letteratura come menzogna" (1967), "Angosce di stile" (1981), "Laboriose inezie" (1986), ha scritto anche reportages come "La Cina e altri orienti" (1974). Nelle sue opere narrative, caratterizzate da una scrittura barocca, è rimasto fedele a un'immagine manieristica della letteratura, come costruzione artificiosa di un mondo surreale. Tra i titoli: "Hilarotragoedia" (1964), "Agli dei ulteriori" (1972), "Centuria" (1979, premio Viareggio), "Discorso dell'ombra e dello stemma" (1982),... Approfondisci
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