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Disertori. Una storia mai raccontata della seconda guerra mondiale - Mimmo Franzinelli - copertina

Disertori. Una storia mai raccontata della seconda guerra mondiale

Mimmo Franzinelli

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Editore: Mondadori
Collana: Le scie
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 16 febbraio 2016
Pagine: 388 p., Rilegato
  • EAN: 9788804659990
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Disertori. Una storia mai raccontata della seconda guerra mo...

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Disertori è un libro illuminante in cui si alternano speranze e drammi, illusioni e realtà di tanti giovani risucchiati loro malgrado nell'inferno della guerra.

Furono vigliacchi o eroi? Si rifiutarono di partire per il fronte nella Seconda guerra mondiale, non rientrarono da una licenza, fuggirono dalle lande gelate durante la Campagna di Russia, non vollero accettare la Repubblica sociale dopo l'8 settembre: migliaia di ragazzi – giovanissimi, anche se molti già padri di famiglia, spesso gli unici a portare a casa uno stipendio – finirono davanti ai Tribunali di guerra. Quelli condannati alla fucilazione subirono l'infamante morte riservata ai traditori. La diserzione è, senza dubbio, un lato oscuro del Secondo conflitto mondiale, ignorato sinora dai libri di storia, i cui segreti – serbati negli archivi dei Tribunali militari, nei diari e nelle testimonianze di tanti reduci – vengono qui finalmente svelati ed esplorati con scrupolo. Mimmo Franzinelli rivisita questo complesso periodo storico per delineare tipologia e motivazioni dei disertori, e lo fa analizzando le dinamiche repressive (Codice penale di guerra, Tribunali militari, modalità delle esecuzioni capitali) e ricostruendo le storie di tanti soldati, nei più disparati scenari, le cui drammatiche vicende sono sottratte all'oblio non solo grazie ai diari inediti ma anche al ricordo ancora attuale dei loro parenti. Dalla «non belligeranza» (settembre 1939 - giugno 1940), quando due distinti flussi di soldati fuggono in Francia e Iugoslavia, alla prima fase dell'intervento italiano, quando disertori sono soprattutto i contadini e gli artigiani, poco disposti a morire in una guerra in cui non credono, sino all'estate 1943, quando, con lo sbarco in Sicilia, molti considerano persa la guerra, si battono di malavoglia e il fenomeno della diserzione aumenta a dismisura, acuendo la durezza della repressione, con «fucilazioni pedagogiche» dinanzi alle reclute. Con l'armistizio e la divisione dell'Italia in due governi (e sotto contrapposte occupazioni militari), la diserzione diventa il tarlo che rode l'impalcatura della Repubblica sociale e del Regno del Sud: i Tribunali militari lavorano a pieno ritmo e a Salò le fucilazioni si estendono anche a chi aiuta i «traditori», donne incluse. Questa storia, peraltro, non si conclude nel 1945: per oltre un ventennio la magistratura militare perseguirà gli ex disertori, inquisiti o imprigionati (e persino rinchiusi in manicomio) per essersi rifiutati di continuare a combattere.
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    Claudio

    08/06/2016 07:42:25

    Il fenomeno della diserzione non c'è stato solo nella prima guerra mondiale, quando Cadorna e altri comandanti europei ricorrevano spesso alla decimazione pur di combattere il fenomeno. Nel secondo conflitto, nonostante la boria guerresca del fascismo, l'Italia andò alla guerra impreparata, con armi vecchie, uniformi e scarpe da terzo mondo e con ufficiali di grado elevato o fanatici o incompetenti. Da tutto questo Franzinelli trae un lavoro come sempre documentatissimo.

Furono più di mezzo milione i disertori italiani durante la prima guerra mondiale. Molti meno nella seconda, per la spietata azione di controllo condotta dal fascismo. Resta il fatto che in realtà se ne verificarono centinaia, sui vari fronti. Pertanto, quest’ultimo studio rimedia non solo a una mutilazione della memoria nazionale, ma anche all’autorappresentazione mendace della guerra che da noi si impose dopo il 1945. Attraverso circolari, lettere, atti processuali, viene qui ricostruito quello scenario, suddiviso per fasi, tipologie, ambiti territoriali. La brillante narrazione è costellata di squarci biografici che dischiudono interi universi umani, senza che mai si affievolisca la coralità del quadro. In particolare, sono costanti i rimandi allo stato di popolarità del regime fra soldati e civili, sempre più precario con l’avanzare del conflitto. Nell’esercito il disincanto, l’amarezza, la disperazione sfociarono presto nel disfattismo, nell’autolesionismo, nella diserzione. I comandanti stentarono a debellarli, nonostante gli informatori e la milizia. La diserzione durava mediamente un paio di settimane. C’era chi disertava per necessità familiari, per amore o “vizio parziale di mente”, numerosissime le diserzioni di frontiera, frutto d’una licenza, anche perché un minuto dopo le 48 ore si diveniva automaticamente disertori e la condanna in contumacia era a otto anni. Le diserzioni sul fronte balcanico risultarono le più frequenti e non pochi militari italiani confluirono nella Resistenza locale.

Nell’epilogo l’amaro paradosso venuto a materializzarsi dopo la Liberazione, quando una pioggia di processi si riversò non sui fascisti, salvati dall’amnistia, quanto sui disertori di quella guerra che il fascismo aveva prima scelto di combattere e poi perso. Così lungo l’arco dei decenni, mentre burocrati e prefetti fascisti rimanevano ai loro posti, gli unici a essere chiamati in giudizio furono loro.

Recensione di Daniele Rocca.

  • Mimmo Franzinelli Cover

    Studioso del fascismo e dell’Italia repubblicana, componente del comitato scientifico dell'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione "Ferruccio Pari", è autore di numerosi libri, fra cui: per Bollati Boringhieri, I tentacoli dell’Ovra (1999, premio Viareggio 2000), Rock & servizi segreti (2010) e Autopsia di un falso. I Diari di Mussolini e la manipolazione della storia (2011); per Mondadori, L’amnistia Togliatti (2006), Il delitto Rosselli (2007), Beneduce. Il finanziere di Mussolini, con Marco Magnani (2009), Il Piano Solo (2010), Il prigioniero di Salò (2012), Tortura (2018); per Rizzoli, La sottile linea nera (2008). Con Feltrinelli ha pubblicato: La Provincia e l’Impero. Il giudizio americano sull’Italia di Berlusconi,... Approfondisci
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