Don Chisciotte della Mancha. Ediz. integrale - Miguel de Cervantes - copertina

Don Chisciotte della Mancha. Ediz. integrale

Miguel de Cervantes

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Edizione: 2
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 810 p., Brossura
  • EAN: 9788854113213
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Frutto del disinganno e dell'abisso che l'epoca ha scavato fra realtà quotidiana e grandezza imperiale, il Don Chisciotte è unanimemente annoverato tra i classici della cultura occidentale. Nata dalla fantasia di Miguel de Cervantes, mentre era rinchiuso nel carcere di Siviglia, la storia del cavaliere errante e del suo fido scudiero Sancho Panza, che si svolge durante il regno di Filippo III di Spagna, ci induce a percorrere un itinerario al tempo stesso cavalleresco, etico, letterario, sociale e sentimentale. In una miscela dei generi narrativi in voga, Cervantes supera il canone letterario, la norma unitaria, l'esclusione di temi e realtà, per comporre un mondo in cui nulla di umano è estraneo alla sua sensibilità. Sfortunato e grande scrittore, Cervantes ha lavorato sul linguaggio componendo il primo romanzo moderno e al tempo stesso portando a maturità una lingua che si sarebbe poi diffusa oltremare, grazie alla vitalità che ha saputo darle il serrato dialogo tra il cavaliere e lo scudiero, eroi strampalati e umanissimi.
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    alex

    23/03/2013 22:48:51

    Un capolavoro, è uno dei libri più belli e completi che abbia mai letto. Si possono trovare tutti i sentimenti dell'animo umano esasperati dalla pazzia di Don Chisciotte e volgarizzati dalla rozzagine di Sancho che gli fà grandiosamente da contraltare. Sono un coppia stramba sempre alla ricerca di avventure il tutto condito con tanta superstizione, visionismo e riportato in un linguaggio spesso retorico e esaltato che è stupefacence da un lato e allo stesso tempo ridicolizza i canoni del buon costume dell'epoca facendone anche un libro che fa ridere. Cervantes era un genio...

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    Marco

    25/09/2009 16:11:14

    Quello che è considerato il capolavoro della letteratura spagnola è uno di quei libri a più livelli di lettura. Lo si può apprezzare per il suo bel stile e per la simpatia che suscitano i due protagonisti Don Chisciotte e Sancio Panza grazie alle loro peripezie oppure lo si può leggere come cartina al tornasole sulla società spagnola nel periodo post-conquista del nuovo mondo. Lo splendido romanzo di Cervantes, che aveva partecipato alla battaglia di Lepanto e ne aveva passate di tutti i colori sino alla perdita di una mano per poi capire l'inutilià della guerra, è un monito sulle illusioni della vita (amore, onore, guerra) che nasce dal connubio della letteratura picaresca e cavalleresca che imperversarono per tutto il '500 in Spagna. Don Chisciotte è un lettore accanito di libri cavallereschi dove si narra di eroi che combattono contro draghi e maghi per amore della propria donna. Così tenterà di fare anche lui incamminandosi per le terre della Mancha ma con esiti ben diversi in una Spagna che vide il proprio splendore economico e politico con la conquista dell'America ma era in preda alle illusioni e alla povertà così ben descritte nel capolavoro cervantino. Il Don Chisciotte è anche, però, un esempio di letteratura a incastro dove realtà e finzione si intrecciano. Nella seconda parte del romanzo, infatti, Don Chisciotte sa che si è parlato delle sue avventure (scritte da Cervantes) ed esce per nuove avventure e in una di queste incontra addirittura un personaggio di un romanzo scritto su di lui da un altro autore del tempo di Cervantes, che si chiamava Avellaneda, e Don Chisciotte dice che è lui il vero Don Chisciotte e non quello dell'altro romanzo: insomma è un continuo intrecciarsi di realtà e finzione. Da non dimenticare, poi, sia nei sonetti iniziali che nelle vicende del protagonista, i riferimenti ad altri personaggi cavallereschi come Amadigi e Orlando o a vicende sempre cavalleresche del passato come quella dell'elmo di Mambrino. Se potete leggerlo in spagnolo come ho fatto io è ancora meglio.

  • Miguel de Cervantes Cover

    LA VITAQuarto dei sette figli di un modesto chirurgo, trascorse l’infanzia e l’adolescenza tra Valladolid, Salamanca, Siviglia e Madrid; qui, nel 1569, Juan López incluse in una sua relazione alcune poesie di C., definendone l’autore «il nostro caro e amato discepolo»: è questa l’unica testimonianza sulla sua educazione umanistica. Ma già dal 1568 C. si trovava in Italia, al seguito di Giulio Acquaviva: era fuggito per evitare la condanna al taglio della mano destra e a dieci anni d’esilio, decretata contro di lui perché ritenuto colpevole del ferimento di un tale Antonio de Segura. In Italia fu prima cortigiano e, in seguito, militare; la scelta della carriera delle armi lo fece partecipare alla battaglia di Lepanto (1571):... Approfondisci
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