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Ecco la storia - Daniel Pennac - copertina

Ecco la storia

Daniel Pennac

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Traduttore: Yasmina Mélaouah
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2003
In commercio dal: 8 settembre 2003
Pagine: 312 p.
  • EAN: 9788807016356
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Gaia la libraia

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Il romanzo parte, non casualmente, al condizionale: "Sarebbe la storia di un dittatore agorafobico" che, volendo andare a vivere tranquillamente in Europa e sfuggire all'orribile destino predettogli da una maga, sceglie un sosia, che a sua volta sceglie un sosia, che a sua volta sceglie un sosia... Inizialmente uguale come una goccia d'acqua al dittatore, a sua volta simile a Rodolfo Valentino, il sosia subisce inavvertibili ma costanti cambiamenti, pur mantenendo una leggera somiglianza con il modello originario. Il popolo del piccolo stato di Teresina, però, attribuisce il cambiamento all'usura della politica.
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  • User Icon

    ste

    12/05/2020 15:02:26

    Portato in vacanza per passare le ore del viaggio in aereo, scegliendo Pennac pensavo di andare sul sicuro, con la sua scrittura leggera, originale e divertente, e mai avrei pensato di trovarmi di fronte a una storia del genere. Non mi ha fatto impazzire ma non la definirei brutta o noiosa, piuttosto, insolita e sorprendente. L'idea del dittatore che addestra il sosia per fuggire dalla sua gabbia - e della conseguente catena di sosia - è favolosa e nel finale si capisce anche la profonda morale. La storia del parrucchiere sosia del dittatore, sosia di Chaplin e sosia di Valentino, che è il fulcro concreto del libro, l'ho trovata simpatica ma non mi ha entusiasmato quanto la sua morte, e l'invenzione finale di Sonia. La parte dedicata a lei l'ho letteralmente bevuta. Diciamo che inizialmente sembra un po' noioso, ma migliora man mano che si legge

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    francesco luddeni

    14/05/2012 15:10:53

    Letti altri libri di Pennac, interessanti e divertenti; ma questo è veramente rivoltante (per usare un eufemismo...)

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    walker

    31/08/2011 22:24:11

    Non capisco tutte queste recensioni negative.Io questo libro personalmente l'ho adorato:stupenda la storia del sosia del dittatore e molto interessante la parte autobiografica.Preferisco di gran lungo questo libro a quelli del ciclo di malaussene.

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    Emilio

    26/04/2006 16:19:54

    E' un progetto rivoluzionario e riuscitissimo. Non c'è da stupirsi se qualcuno non lo ha compreso fino in fondo. L'eccezionalità è, che, nella sua originalità, rimane comunque perfettamente fruibile ed emozionante, come è sempre Pennac

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    serena

    17/09/2005 12:06:38

    ho letto molti commenti negativi su questo libro...sl per il fatto che è decisamente diverso dalla saga malaussen non significa ceh sia da buttar via!io l'ho trovato decisamente divertente, spassoso, anke se, cm ha detto qualcuno, a volte tende troppo alla digressione...ma ki vuole, e ki può, riesce tranquillamente a seguire il filo!complimenti a pennac...davvero grande!

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    fabio j.

    16/10/2004 10:07:43

    A me il ritmo lento del romanzo è piaciuto ed il finale è geniale. Pennac è uno scrittore che si mette in discussione e tenta qualcosa di nuovo: massimo dei voti!

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    gioclara

    10/07/2004 00:34:40

    conosco tutto di pennac (tranne le storie x bimbi) è uno dei miei scrittori preferiti tranne che per un titolo, signmori bambini, a mio rigurado non a livello delle altre sue opere. dopo aver letto ecco la storia rimane uno dei miei scrittori preferiti anche se lui non c'era nel romanzo. si, era autobigrafico in parte, ma lui, il daniel del"crastaing lo urlava senza alzare la voce", il daniel del "diritto a tacere", il daniel del "il peggio nel peggio è l'attesa del peggio", non c'era. ho cercato di trovarlo, tra una storia e l'altra, ma avevo solo una grande confusione. mi sono divertita, però...la storia, l'impostazione, la stesura è molto originale e particolare... bisogna avere pazienza per leggerlo tutto, ma è uno di quei libri che temprano un Lettore(o meglio un aspirante Lettore!!!), un'sperienza di lettura non sempre piacevole ma utile e perchè no interessante. per chi, nei libri si prova.

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    Dan

    08/07/2004 14:26:22

    Il primo libro di un autore lo si legge a cuore aperto, senza pregiudizi, senza aspettarsi nulla in particolare e allo stesso tempo aspettandosi tutto...bisognerebbe mantenere sempre quello spirito. Richiedere la "ripetizione" mi sembra molto riduttivo ma perfettamente in linea con i tempi che corrono. Peraltro i "voli pindarici" nella narrazione di P. ci sono sempre stati, è cambiata solo la forma; si passa dal reale alla finzione fino a non distinguerle più, cosa che trovo assolutamente geniale. L'idea è bella e lo sviluppo supera ogni immaginazione, non sai mai cosa aspettarti dalla pagina successiva e nonostante le mille direzioni che prende la narrazione alla fine il cerchio si chiude perfettamente. E’ un bellissimo libro e lo consiglio a tutti coloro che propendono all’evoluzione.

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    Paolo

    08/03/2004 19:39:10

    E' un libro stupendo, e poi, inutile mentirlo, non a tutti può piacere. Le prime 50-60 pagine risultano un po' difficili da capire, devi entrare nel mirabolante meccanismo di questo metaromanzo, poi ti coinvolge e si finisce benissimo. Certo, va detto, è un libro tanto bello quanto conturbante e rivoluzionario: in questo sta la sua bellezza, in questa digressione (ed anche nello stile di Pennac, sempre uguale e sempre impeccabile). Stupenda la descrizione della coscienza del secondo sosia mentre muore al cinema e guarda The gret dictator, è il pezzo più bello del libro insieme al finale e alla figura di Sonia. Non c'è che dire, a me è piaciuto molto. E' il romanzo della maturità di Pennac. Un romanzo che è un finissimo ed avventuroso gioco di specchi della vita.

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    pulciotta

    03/03/2004 17:32:05

    ho letto tutto di pennac e mi è piaciuta molto la saga malaussene, signori bambini non è eccezionale ma buono come un romanzo è molto interessante ed anche divertente ma questo...veramente deludente! non l'ho finito anche se mi riprometto di farlo ma se l'ho lasciato...non penso migliori anche andando avanti!

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    Matty

    30/01/2004 14:26:40

    Ho letto tutti i libri di Pennac e tutti mi sono piaciuti, tanto che oggi lui è il mio autore preferito. E decisamente non ho trovato nulla di male in questo libro. Premetto che non è certo uno dei migliori, ma è sicuramente molto meglio di altri miliardi di libri in circolazione e sono contento che sia stato in vetta alle classifiche. E la storia è perfetta. L'idea c'è ed è stata realizzata. Molto interessante anche la parte autobiografica e il capitolo finale. E' un autore che scrive quello che sente e come si sente di raccontarlo. E se a qualcuno non piace... peccato!

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    Andrea

    20/01/2004 23:00:38

    Anch'io all'inizio ci ho messo un po' di tempo per prendere il via...bisogna entrare nel meccanismo, perchè non è certo un romanzo classico, anche rispetto alla ormai collaudata ma fantastica saga Malaussene. Ma poi, lo ho trovato davvero fantastico e il modo con cui Pennac arriva al punto finale, spalmando la storia strato su strato, è geniale.

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    Emanuela

    12/01/2004 15:43:31

    Noioso... E' la prima cosa che mi viene in mente ripensando al libro. Non sono nemmeno riuscita a finirlo!!!

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    Claudio

    31/12/2003 18:26:42

    ... quanti commenti! Allora dico anche io la mia. L'ho comprato a Ottobre e l'ho finito due giorni fa (e ho detto tutto)... certo scritto (tradotto) bene, l'idea è carina, la digressione è suggestiva, anche la copertina è bella... ma "Ecco la Storia" si avvicina solo minimamente allo stile dell'autore. Non completamente da buttare via: interessanti i richiami all'origine del cinema e la figura del dittatore di chaplin è - soprattutto di questi tempi - una caricatura interessante. Chissà quanti sosia ci sono al nostro governo! Buon Anno Nuovo a tutti. Ciao, ben

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    Franco

    25/11/2003 15:55:26

    La fortuna di Pennac (e di conseguenza la sfortuna nostra in quanto acquirenti) è di essere famoso per altri lavori che ho reputato quasi tutti eccezzionali. Fosse il suo primo libro, e dipendesse da me, sarebbe anche l'ultimo. Non si ha mai la sensazione, andando avanti nella storia, che possa migliorare e, infatti, non migliora. Prezzo oltremodo esagerato.

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    Silvia

    13/11/2003 17:32:56

    Non sono rimasta delusa perche' mi aspettavo un altro romanzo alla Malaussene, ma perche' e' un romanzo slegato, che sembra cercare artifici per puntellarsi fino alla fine (per esempio l'invenzione di Sonia personaggio/essere reale). Troppo indulgente verso se stesso questa volta Pennac

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    Mack

    01/11/2003 21:40:08

    Un libro sull'arte di scrivere, gradevole anche se un po' incompiuto. Deliziose le analisi dei personaggi. Ottimi gli spunti di riflessione e approfondimento sula vita in america latina e sulla Cinematografia del 900

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    Angela M.

    21/10/2003 04:02:44

    Peccato. Poteva essere bello, ma non ci è riuscito.

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    Elisabetta

    10/10/2003 17:24:44

    Pennac assai deludente! Già "Ultime notizie dalla famiglia" concludeva mediante un'opera prettamente commerciale la bellissima di saga di Malaussene, ma quest'ultimo romanzo è indegno dello scrittore francese.

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    Gianni Davico

    29/09/2003 15:12:43

    è un romanzo gradevolissimo, leggero, avvincente - da consigliare sopratutto a chi non conosce ancora Pennac e non è condizionato dalla saga di Malaussene. il difetto che gli si può trovare è la troppa "voglia di digressione", che rischia di far perdere il filo.

Vedi tutte le 37 recensioni cliente

Cosa succede se un dittatore brasiliano decide di fuggire al suo ruolo e alle «folle massacranti»? Semplice: si procura un sosia in tutto e per tutto identico a lui, lo colloca al suo posto e si trasferisce in Europa, godendosi la bella vita. E se il sosia si stanca di recitare in segreto e, innamorato del cinema, decide di diventare attore? In questo caso non gli resta che fuggire a Hollywood e trovare un altro sosia che lo rimpiazzi. E se quest'ultimo si innamora e progetta di fuggire con la donna amata? Nessun problema, a patto che trovi un sostituto, o ancora meglio una coppia di sostituti (due gemelli), che possano continuare la sua opera di copertura del dittatore reale. Ma in tutto questo turbinio di originali e modelli identici all'originale, che fine farà il vero dittatore? La sua sorte è stabilita da un inesorabile destino, che non potrà non avverarsi…
Il nuovo romanzo di Daniel Pennac propone una storia semplice e nello stesso tempo complessa: alla trama apparentemente lineare si affiancano molteplici digressioni e vicende collaterali, che intrecciandosi creano un romanzo composito, in cui si fondono fantasia e realtà, finzione e autobiografismo. Il libro è diviso in sei parti. Dopo l'iniziale racconto della parabola esistenziale del dittatore "agorafobico" Manuel Pereira da Ponte Martins, la seconda parte, "Quello che so di Teresina", rappresenta una parentesi autobiografica nella vita dell'autore che racconta come il romanzo sia stato ispirato da un viaggio nelle regioni interne del Brasile. La terza, "La finestra", narra invece il destino del primo sosia, che lascia Teresina per diventare un grande attore ma morirà, solo, in una sala cinematografica durante la proiezione de Il grande dittatore. L'autobiografismo torna a mescolarsi alla narrazione nelle due sezioni successive, "La tentazione dell'Interno" e "L'opinione di Sonia", la cui protagonista è una figura femminile. Si tratta di Sonia, la maschera che trova il corpo senza vita del sosia nel cinema. Con un passaggio insolito, la donna passa dallo statuto di personaggio a quello di persona reale e diventa una disegnatrice, che Pennac e la moglie Minne incontrano a Parigi per saperne di più sul sosia. Inframmezzate a riflessioni e ricordi personali, si susseguono le chiacchierate, gli incontri dell'autore con il proprio personaggio fattosi persona in carne ossa, ben decisa a fare le pulci al romanzo che la racconta. Dopo avere raccontato la propria storia, Sonia chiede a Pennac di svelare che fine abbia fatto il secondo sosia. Ecco dunque che con l'ultima parte del romanzo, "Da un sosia, l'altro", l'intera vicenda giunge all'epilogo, il cerchio si chiude e si riannodano le molteplici fila della narrazione. Romanzo originalissimo nei temi e nella struttura, Ecco la storia è una storia piacevole, ricca di ironia, vivacizzata dai continui scambi di ruolo dei personaggi e delle voci narranti. Ma è anche e soprattutto una riflessione sull'identità, sul beffardo gioco di maschere della vita e un raffinato metaromanzo sui fattori che contribuiscono alla nascita dei personaggi e delle storie.

  • Daniel Pennac Cover

    Romanziere francese. Figlio di un ufficiale dell'esercito francese, dopo un'infanzia in giro per il mondo, tra Africa, Europa e Asia, si stabilì definitivamente a Parigi.Professore di lettere in un liceo parigino, dopo aver esordito con alcuni romanzi per ragazzi tra cui Abbaiare stanca (1982), L’occhio del lupo (1984) – genere cui ritorna con il ciclo del giovanissimo ispettore Kamo (Kamo. L’agenzia Babele, 1992; Kamo. L’idea del secolo, 1993) – si è conquistato un pubblico di fedelissimi tra i lettori adulti con i romanzi Il paradiso degli orchi (1985) e La fata Carabina (1987) che innestano sulla struttura del romanzo poliziesco una galleria di personaggi bizzarri e uno humour dirompente che sfiora l’assurdo. Le avventure di Benjamin Malaussène,... Approfondisci
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