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Edmondo Berselli

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 90 p. , Brossura
  • EAN: 9788806211363

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    Lorenzo Panizzari

    06/11/2012 13.27.30

    Sono stato spinto a leggerlo dalle recensioni positive di altri utenti, ma vado controcorrente: non mi è piaciuto! Capisco che l'autore abbia cercato di partorire una sorta di testamento spirituale ed una summa del pensiero suo e moderno, ma il testo è frettoloso, generico, confuso, superficiale, fonda secondo me il suo successo su una generale critica alla contemporaneità (che fa sempre audience), lo sfoggio di cultura tramite riferimenti e l'impressione che si forma nel lettore che se tanti sono a supporto di certe idee (fa niente se illustrate in modo confuso) allora le idee sono giuste. L'autore cita un po' di tutto in ordine sparso secondo i suoi personali nessi logici (Marx, Schumpter, LeoneXIII e la crisi islandese, solo nella prefazione) e dà sempre per scontato che tutti sappiano di cosa sta parlando (quanti conoscono la differenza tra tacherismo e liberismo? o tra lo Stato minimo di Nozick ed il capitalismo dirigista delle tigri asiatiche?) Accomuna come superati Fukuyama ed Hegel ma non spiega che i loro presupposti sono completamente diversi nei fondamenti dottrinari e nella contestualizzazione. Accosta il contrattualismo di Locke e di Rawls che in realtà erano molto diversi. Cita (senza citare) Galbraith (interrotto il ciclo del miglioramento di vita), Sapelli (la finanza non può creare ricchezza), Latouche (teoria della decrescita), Beck (i rischi insiti nella modernità), Baumann (la velocità di cambiamento nella e della vita) ed ovviamente Klein (no logo); solo per indicarne alcuni. Cerca insomma di mettere insieme in poche pagine molte più pagine e teorie, quasi tutte di altri. Non lasciatevi abbagliare da questo testo e non crediate dopo averlo letto di avere capito o di poterne trarre insegnamenti; la strada per la comprensione dei molti temi qui citati è complessa e passa di diverse centinaia di altre pagine di altri autori, meglio scritte, meglio argomentate e molto più serie.

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