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Antonio R. Damasio

Traduttore: S. Frediani
Editore: Adelphi
Edizione: 3
Anno edizione: 2000
Tipo: Libro universitario
Pagine: 468 p.
  • EAN: 9788845915680

Recensioni dei clienti

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    Marco

    02/07/2011 22.56.24

    Nonostante lo avessi sentito nominare e citare spessissimo nelle mie letture sulla coscienza, me lo ero tenuto sempre di scorta come futura lettura. Male facei ! Il libro è bellissimo e tecnico in misura accettabile anche per un non professionista. A parte l'interessnte dicotomia tra coscienza nucleare ed estesa, Damasio pone il giusto accento sul concetto delle emozioni come veicolo della coscienza. Siamo fatti di materia, quindi anche la coscienza ne deve fare i conti. Quella quasi ineffabile coscienza tanto ricercata in alto (linguaggio, pensiero astratto, ...) fonda le sue basi e si erge sulla fisicità delle emozioni. Damasio rende merito a questo fatto.

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    Fausto Intilla (Inventore-divulgatore scientifico)

    27/07/2006 21.06.25

    Sento, quindi sono». Potrebbe essere il motto di questo importante libro, dove Damasio prosegue sulla via intrapresa con L’errore di Cartesio. Qui si tratterà di avvicinarsi alla coscienza, nel senso di «consapevolezza», attraverso l’emozione. Ma come farlo con rigore scientifico? Come sottoporre l’esperienza più volatile e multiforme, tutta in prima persona, ai più sottili criteri della scienza, che sono tutti in terza persona? Tale interrogativo si pone oggi a legioni di scienziati che hanno collocato la coscienza al centro delle loro ricerche, con una convergenza simile a quella che si era data, qualche decennio fa, sulla struttura atomica della materia. Si può dire che alcune delle risposte più convincenti si siano manifestate proprio in questo libro, anche per la straordinaria capacità di Damasio di mescolare, sovrapporre e giustapporre l’analisi al livello neurofisiologico e quella al livello psicologico, affrontando alcuni impressionanti casi clinici con una penetrazione che ricorda Oliver Sacks. Mentre, via via che l’indagine procede, si delineano con chiarezza i tratti di una teoria generale della coscienza, che è anche una teoria dell’identità, articolata in una gerarchia di livelli del sé, con i rispettivi supporti anatomici e correlati mentali.

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    Fausto Intilla (Inventore-divulgatore scientifico)

    23/07/2006 08.19.51

    L'idea più sorprendente presentata da Damasio in questo libro,è che,in conclusione,la coscienza inizia come un sentimento,senza dubbio,ma nondimeno un sentimento.Essa infatti,secondo l'autore,non si percepisce come un'immagine chiara in nessuna delle modalità sensoriali rivolte all'esterno.Non è una configurazione visiva o uditiva; e neppure olfattiva o gustativa.La coscienza sembra una sorta di configurazione costruita con i segni non verbali degli stati del corpo.Forse è per questa ragione che la fonte misteriosa della nostra prospettiva mentale in prima persona (la coscienza nucleare e il suo semplice senso di sè)si rivela all'organismo in una forma che è allo stesso tempo potente ed elusiva,inconfondibile e vaga.

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