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L' estate della mia rivoluzione - Angelica Grivel Serra - copertina

L' estate della mia rivoluzione

Angelica Grivel Serra

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Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 3 giugno 2020
Pagine: 288 p., Rilegato
Età di lettura: Young Adult
  • EAN: 9788804719656
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L' estate della mia rivoluzione

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Gaia la libraia

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Luce ha diciassette anni e vive con l'adorata madre Valeria in una grande casa sul mare di Cagliari, coccolata dall'amore incondizionato di una famiglia quasi tutta al femminile. Baciata dalla bellezza e da un'intelligenza fuori dal comune, a scuola riesce senza troppi sforzi ma non ha grandi rapporti con i coetanei. A dire il vero, non assomiglia per niente agli adolescenti che la circondano. Perché Luce, nella sua età e soprattutto nel corpo di una ragazza della sua età, non si sente per niente a proprio agio. È come se appartenesse a una declinazione diversa della stessa specie, come fosse fuori sincrono. A differenza dei suoi compagni, infatti, non riesce ad accettare le asperità della metamorfosi, a gustarne la forza e a coglierne tutto il potere. Al contrario, l'immagine che le viene quotidianamente restituita dallo specchio, quel corpo che muta e che la sorprende ogni giorno con particolari nuovi e non richiesti, non la rappresenta. Non più. Le è estranea, sconosciuta, nemica. Un'immagine lontana da come si sente realmente, nel profondo. Ma l'estate che sta per vivere, con gli incontri che costelleranno questa stagione pigra e suadente, potrebbe sorprenderla, offrendole la possibilità di affrontare l'atroce senso di sospensione e incertezza che la avvince, e di compiere quei primi indispensabili, goffi eppure rivoluzionari passi che, pacificandola con il passato, potrebbero permetterle di abbracciare un futuro carico di promesse.
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    Giacomo Pisano

    31/05/2021 13:04:57

    L’estate della mia rivoluzione è un libro in cui la vita si snoda scivolando tra morbidezze e asperità con grande eleganza. La storia di Luce, adolescente con uno spiccato senso critico verso se stessa e il mondo, che preferisce osservare dai margini perché non si sente parte di contesti che sembrano rispondere a schemi preordinati, è quella di un’osservatrice acuta, analitica. Ha pochi affetti incrollabili (la madre salvifica, lo zio premuroso, l’amica di famiglia e compagna di viaggi Adriana, la nonna lungimirante, Maurizio (il compagno della madre) che sa osservare e intuire; ha alcune conoscenze amichevoli tra le coetanee. Luce sfugge alle etichette, la sua intelligenza mal si adatta al claustrofobico ordine scolastico. Tutti i personaggi che affollano questo romanzo sono pieni di un’umanità vera sia negli aspetti sgradevoli che in quelli che riempiono l’animo con parole piene di germogli. Dallo storico giardiniere alle accompagnatrici della nonna, dal regista invadente al ragazzino sfacciato, è un continuo fluire di esperienze in apparenza calme ma in realtà tumultuose per un’adolescente. La struttura dell’opera è la struttura di Luce stessa, il perno su cui tutto ruota è la sua visione del mondo, a volte carica dell’ansia tipica dell’età, altre di un disincanto adulto. Questa ricerca di equilibrio la ritroviamo nel linguaggio che alterna espressioni altissime e un utilizzo dell’aggettivazione desueto ma non ampolloso a formule tipiche delle chat e dei social. Quella che è nata come una storia estremamente intima risponde invece alle aspirazioni e alle delusioni di tante persone che crescendo devono faticare per trovare il loro luogo ameno. Vorrei conoscere Luce e dirle che le sue “stranezze” vanno benissimo perché sono tratti distintivi e non stranezze, che troverà strade non semplici, perché quel tipo di strade non sono per le menti brillanti. E vorrei dirle che anche io, come lei, “ho in abominio il caldo". Come si fa a non amarla?

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    Enrico

    06/04/2021 16:17:36

    Ultimata la lettura dell'opera prima di Angelica Grivel, condivido il piacere di essermi imbattuto in una prosa colta. Semmai mi ha stupito l'abbinamento scrittrice giovanissima e colta. A lungo mi sono chiesto quanto di autobiografico fosse stato riversato in questo romanzo. Ritengo molto, soprattutto nel cognome della mamma che si è saldamente affiancato a quello paterno, l'età dell'autrice, la transizione che porta la protagonista a rinascere farfalla, le ciglia che in alcune foto sembrano celarsi timidamente, l'elenco delle cose che non le piacciono. Insomma, Luce è Angelica, oltre ogni ragionevole dubbio. Infine, impossibile non considerare lo splendido rapporto che intercorre con la mamma (il portolano di Angelica), della cui presenza la figlia avverte ancora un bisogno immutato nel tempo, così come illustrato in un commovente video nel quale l'autrice presenta sé stessa. Il talento narrativo di Angelica Grivel riesce subito a incuriosire, trattenere e poi coinvolgere il lettore che diventa, pagina dopo pagina, sostenitore della sua rivoluzione, rimane affascinato dalla vicendevole delicatezza del rapporto fra mamma e figlia, ne apprezza ogni palpito, si affeziona alla nonna, allo zio, detesta chi vuole abusare della ragazza, soffre insieme a lei quando una persona amata si arrende al male di vivere, assiste al compiersi di riti quotidiani straordinariamente ordinari eppure necessari. Oltre al talento, l'autrice ci ha messo anche una buona dose di coraggio, muovendosi in una casa dove i muri sono stati sostituiti da lastre di vetro, replicando una sorta di “Grande fratello” (assai più evoluto di quello propinato dalla televisione), dove Angelica ha messo a nudo la fragilità propria della sua giovane età, ma sempre e assolutamente con eleganza e buoni sentimenti. “L'estate della mia rivoluzione è decisamente un buon libro e Angelica Grivel Serra ha iniziato un promettente cammino. Io le auguro un sentiero splendente, come lo è la luna nelle notti d'agosto.

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    Maria Sole

    24/03/2021 10:50:31

    Un libro che mi ha davvero riempito il cuore. Di una dolcezza disarmante, una bellissima storia pregna di spunti di riflessione e atmosfere rasserenanti. Mi sono persa nei pensieri di luce come fossero i miei, e ora che l’ho finito mi manca immensamente la brezza estiva e l’odore del mare che ogni frase di questo libro sprigiona. Una storia che mi ha dato tanto

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    Maria Sole

    23/03/2021 14:26:14

    Un libro che mi ha davvero riempito il cuore. Di una dolcezza disarmante, bellissima storia pregna di spunti di riflessione e atmosfere rasserenanti. Mi sono persa tra i pensieri di Luce come se fossero i miei, ho quasi sentito l’odore del mare e la brezza estiva sulla pelle. Questo libro mi ha dato tanto, una bellissima esperienza.

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    Q.Z

    17/03/2021 15:18:42

    Contenuto: romanzo di formazione dalla fraseologia volutamente altisonante. Il tema centrale, però, ovvero la pubertà, è fin troppo abusato e ciò diviene elemento inficiante. La forma non deve escludere la sostanza. Tipologia lettore: manierista.

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    Alberto

    09/03/2021 18:04:24

    Anni fa, apprezzando la dinamicità in un ritratto realizzatole da un grande fotografo e artista che ho avuto il piacere di conoscere, lessi e mi stupii di alcune poesie della giovane Angelica; ora, fiducioso di riscontrare qualità anche nella prosa, mi decido alla lettura del suo primo romanzo, nonostante l’argomento esposto nella presentazione non fosse esattamente consono a un uomo della mia età: scopro, invece, un sorprendente romanzo “di formazione”, che si discosta decisamente dai filoni mainstream attuali, per la rivalutazione della ricchezza propria del lessico della lingua italiana, per la caratterizzazione e trattazione psicologica della protagonista e degli altri personaggi (che a tratti diventano a loro volta protagonisti), per i riferimenti a fattori apparentemente lontani, nel tempo e nello spazio, al mondo appartenente ad una scrittrice ventenne; la narrazione principale, probabilmente in parte autobiografica ma che si spinge altrove, raggiunge traguardi letterari che vanno ben oltre l’apparente semplicità delle vicende raccontate, così come per le relative storie che s’intrecciano con l’ossatura principale, che a volte diventano a loro volta primarie, così come avvenuto con l’alternanza protagonista-comprimari. Un romanzo esempio di come una lettura affrontata quasi per caso possa aggiungere un ricco capitolo nella vita di un lettore, quasi un “classico” attuale, di quelli che “entrano” e “restano”.

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    Giovanni M. Fresu

    25/01/2021 13:02:16

    “L’estate della mia rivoluzione”, non è solo il racconto di una maturazione adolescenziale, della presa di coscienza di una nuova consapevolezza, dell’assunzione di un nuovo e più corto metro esistenziale, dell’acquisizione di nuovi valori e di inesplorati turbamenti. Questo libro è anche un modo di scrivere non comune, una diversa forma di raccontare. E’la piacevolezza della narrazione fatta con naturalezza, senza forzature, con l’uso sapiente di parole istruite, quelle di volta in volta necessarie, le più adatte. Una rarità di lemmi che non è puntigliosa o vanitosa ricerca del sinonimo inusuale, ma la scoperta che quella parola inserita in quella frase non poteva essere un’altra. Che quella data frase assume pregnante significato solo espressa con quei termini e non altri, in cui è dimostrato, nelle pause di riflessione che quella scrittura richiede, spesso tornando indietro per la rilettura del periodo, quasi a farci notare, con una lente di ingrandimento, la sua particolarità, il dettaglio non immediatamente colto e che la scorrevolezza della lettura avrebbe potuto non farci apprezzare compiutamente; che in quei contesti descritti, in quelle atmosfere e stati d’animo rappresentati, un sinonimo non vale l’altro, non esprimerebbe appieno lo stesso significato; che con altra parola non sarebbe lo stesso sentire. Un modo di raccontare i fatti, in cui i fatti sono fornitura di materiale con cui à stato definito e adornato un percorso di vita nell’arco temporale di una stagione non capitata a caso, ma arrivata da un passato mai trascorso, da un’infanzia custodia di immagini, momenti e affetti grandi come montagne...

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    antonio52

    02/01/2021 10:57:26

    Preziosa guida per la conoscenza del mondo giovanile, descritto con rara abilità introspettiva, insospettata in così giovane età, paragonabile alla sicurezza espressiva del giovane Ippolito Nievo nel suo bel romanzo "Confessioni di un italiano"(memorie di un ottuagenario), quando espone considerazioni del mondo degli adulti, osservati nella loro quotidianità. Le descrizioni dei personaggi, restituiscono sensazioni e stati d'animo sicuramente percepiti e sapientemente annotati! Emerge in ciò una grande qualità nel riportare gli "appunti di viaggio", che in alcuni passaggi farebbero pensare a piccoli cammei autobiografici! La giovane autrice consacra comunque il suo primo prezioso lavoro al momento unico e irripetibile nel quale avviene la trasformazione dolorosa ma incomparabilmente incantevole e tutta femminile, del passaggio dalla fanciullezza alla capacità di procreare, assumendo nuove forme rifiutate al loro apparire ma poi accolte con sottile gioia, sapientemente celebrata. All'orizzonte, nuovi stili di comunicazione amorosa, basati su solidi principi, originalmente citati con riferimenti intrisi di una certa ironia volta ad un corretto uso dei nuovissimi mezzi di comunicazione, quali whatsapp o messenger quasi a voler sottolineare una nuova etica nel loro uso!

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    Cristina M.

    16/12/2020 13:45:22

    Un romanzo d’esordio sorprendente. È la storia di una sorta di tracciato di vita che condensa in sé tanti topos letterari di matrice classica: la madre, il corpo, il viaggio, l’anima, i primi sussulti di un cuore acerbo...Ma la vera magia delle pagine è lo stile finissimo, la cura cesellata della parola, l’ironia che si alterna al pensiero profondamente dolente. La lettura non deve essere spedita. Necessita di tempo, perché il racconto è denso di divagazione e di digressioni: l’uso lessicale è così armonioso da essere comunque di per sé appagante. Ne ho goduto con calma e con una certa incredulità di fronte a tanta armonia. Da leggere, ma soprattutto da rileggere. E, quindi, da non perdere

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    Daniela linguardo

    15/12/2020 19:02:02

    La mia rivoluzione è restare. La lettura solerte e sorprendente di Daniela Linguardo, lettrice di cuore: mi ingiunge l'obbligo di persistere testardamente. 💙 Una rivoluzione in termini. Il primo vero atto rivoluzionario della Storia è la scrittura, il secondo è quello della lettura. E non vi è dubbio che oggi, come ai primordi della civiltà, nel supermercato delle emozioni cotte e mangiate senza mediazione alcuna, l'atto dello scrivere per affidare la propria esperienza a chi la leggerà sia profondamente rivoluzionario. Per questo l'autrice de "L'estate della mia rivoluzione" compie in sé un atto che è tutto anticipato nel titolo. Un libro, quello scritto da Angelica Grivèl Serra, che non si consuma tutto d'un fiato, per la caratteristica scrittura, per la quale occorre soffermarsi spesso per comprenderne il significato anche solo letterale: un esercizio che vale la pena compiere per risvegliare in noi quell'antico amore per la letteratura degna di tale nome. È un viaggio nei meandri della rivoluzione fisica e spirituale che ogni individuo compie nel più grande rito di passaggio, in antichità segnato da complicati cerimoniali sacri, oggi affidato al conseguimento della patente di guida o al massimo dal regalo del telefono cellulare o del tablet, per la prima comunione o la cresima per chi la fa ancora. Un limes, quello dell'adolescenza, che viene oltrepassato non senza fatica, a volte a caro prezzo come si evince anche dal romanzo in questione. La protagonista ha un'esigenza forte, quella di riamanere fedele a sé stessa pur nel cambiamento necessario. Rimanere, questo termine mi piace molto, significa soffermarsi e restare, far riposare lo spirito prima di intraprendere il viaggio. Il romanzo personalmente l'ho vissuto cosi, un viaggio, dunque, non a ritroso, come potrebbe suggerire il tema, l'adolescenza e suoi drammi, indubbiamente compresi e affrontati dall'autrice, ma un percorso in avanti, che può essere applicato a tutte le età.

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    anelimfvl

    16/11/2020 15:32:01

    "L'estate della mia rivoluzione" è un libro pieno. Pieno di vocaboli, pieno di emozioni, di messaggi, di ricordi e di riflessione. Non si presta ad una lettura veloce, o almeno per me è stato così, non è un libro che divori, lo devi assaporare, centellinare quasi. Avrei voluto non finisse mai. Ha riaffiorato in me ricordi sbiaditi dal tempo, ma emozioni così reali da sentirli nuovamente ardere in me. Rivivere le insicurezze di una me adolescente, riconoscendo oggi, come tutto fosse amplificato mi fa tenerezza. Con la sua scrittura elegante e un lessicale di alto livello, questo libro è una carezza al cuore. Un viaggio bellissimo...

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    sofia

    12/11/2020 07:58:43

    Meraviglioso, un libro che mi ha davvero lasciato stupita. L’ho iniziato a leggere pensando di imbattermi in una lettura leggera che, nonostante sarebbe stata probabilmente piacevole, non mi avrebbe lasciato niente di particolare. Ma gia dopo aver letto le prime righe ho capito che non era niente di tutto questo. All’inizio ho avuto difficolta, lo ammetto, non riuscivo ad abituarmi allo stile di scrittura e alla scelta lessicale elevata, a cui non sono così abituata (prediligendo libri da leggere in un pomeriggio). Ma dopo gia un paio di pagine non riuscivo a staccare gli occhi dal libro. La narrazione è molto scorrevole, mentre lo leggevo non ci sono stati momenti “morti” o noiosi, cosa che succede spesso in molti libri. Leggerlo mi ha dato un senso di tranquillità, mi sono spesso rivista nella protagonista, e ho spesso sorriso davanti alle scene di quotidianità che i personaggi vivono e che ho trovato così familiari. Mi sono appassionata subito alla storia e mi sono anche affezionata molto ai personaggi. Quando ho saputo che la scrittrice è così giovane sono stata sorpresa, e anche felice, anche io amo scrivere, e anche se ho solo 16 anni e non ho mai pensato di pubblicare niente, vedere materializzarsi un libro così bello nelle mie mani, scritto da una scrittrice così giovane, mi ha dato speranza. È difficile dover lasciare andare questo libro, come ho detto mi sono subito affezionata ai personaggi e alle ambientazioni, mi ha dato tanto, mi ha fatto capire tante cose, dovrebbero leggerlo tutti, i ragazzi ma anche gli adulti, spero abbia il successo che merita.

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    Mike

    11/11/2020 10:38:27

    Voglio esprimere gratitudine e infinito piacere per la bellezza che mi sta donando la lettura di questo bel romanzo. Perdersi nel suo susseguirsi di attimi del quotidiano, narrati con incredibile eleganza, diviene una vera delizia per la mente e per il cuore. È proprio vero che, come scriveva H. Hesse in "Narciso e bocca d'oro", ad eleganza di pensiero corrisponde eleganza di modi e di fattezze fisiche. Leggendo di Luce/Angelica ritrovo quella finezza e bellezza che traspare dalla luce che Angelica possiede, dentro e fuori.

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    Carlo Licheri

    06/11/2020 23:32:09

    Un esordio originale, al tempo stesso difficile. Difficile, perché raccontare il percorso di crescita di una ragazza adolescente che vive il nostro contemporaneo è un proposito delicato; non lo si può trattare con superficialità, serve invece chiarezza narrativa, e soprattutto onestà. Angelica Grivel Serra è un'autrice consapevole di tutto ciò. Per questo ci ha donato un'opera capace di immergerci nel mondo interiore di Luce, il cui punto di vista è vicino a noi e allo stesso tempo complesso. Vediamo il mondo coi suoi occhi e viviamo i suoi rapporti con le stesse incertezze. E per quest'esperienza, vera, condivisa, che ci connette con le nostre adolescenze, io ringrazio l'autrice.

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    Mich

    05/11/2020 21:15:12

    È passato diverso tempo dal primo racconto che lessi di Angelica Grivel Serra, sin da allora riconobbi in lei un grande talento letterario. Una capacità comunicativa fuori dal comune, resa ancora più speciale dalla sua giovanissima età, capace di affascinare e creare una profonda connessione emotiva con il lettore. A distanza di qualche anno, “L’estate della mia rivoluzione” segna l’esordio di Angelica Grivel Serra che grazie alla Mondadori arriva in libreria. È l’intensa storia di Luce, diciassettenne nel pieno della rivoluzione del corpo e dell’anima, quel graduale percorso di presa di coscienza e accettazione della propria unicità e autenticità, e dell’ineluttabile amore per la madre, pilastro di ogni certezza. Un romanzo di formazione che offre un nuovo punto di vista su uno dei momenti più delicati della vita per una ragazza e con originalità descrive l’improvvisa transizione da fanciulla a donna. Dopo un’attenta lettura non posso che essere soddisfatto di questo esordio, il talento dell’autrice è vivido, Angelica sa raccontare le cose, la padronanza della lingua italiana e il lessico aulico donano una delicata solennità alla rivoluzione, mentre la prosa raffinata trasmette quanto di più vero ci sia della sua realtà. Io consiglio la lettura del romanzo a tutti, per il prezioso messaggio della scrittrice e per l’arte delle sue parole che raggiunge la massima espressione in un epilogo denso di sentimenti. Ringrazio Luce e Angelica per il loro coraggio di mettersi in gioco, conoscere la loro storia è stata un’esperienza di arricchimento spirituale che custodirò per sempre nel mio cuore. Con ammirazione. Mich.

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    Stefania @theMorst

    30/10/2020 20:33:06

    Un linguaggio ricco, cesellato, cercato e scelto con cura. Perché le parole sono anche bellezza oltre che espressione. Credo che questa ragazza così bella e dolce, abbia portato alla luce una parte di noi tutte, di tutte le età, abbia fatto affiorare con la storia di Luce la ricerca e affermazione del sé, la necessità di trovarsi. Di ritrovarsi. Una penna giovane e antica, sarà un piacere seguirla nelle parole che pubblicherà d’ora in poi.

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    Erika Medi

    26/10/2020 23:24:27

    Devo fare assolutamente i complimenti a questa giovane scrittrice che a dispetto della sua giovane età è riuscita a scrivere un romanzo di tutto rispetto. Innanzitutto non si può non rimanere meravigliati dall’uso elegante ed accurato delle parole usate. Una proprietà di linguaggio che è raro riscontrare nei giovani, e a volte anche nei “non giovani”. Affronta i vari temi legati alla crescita, alla famiglia, agli amici e la scuola con maturità ed una profondità di pensiero sorprendenti. Risultato di numerose letture che le hanno consentito di affinare il suo spirito critico e di restituire, dopo un’intima riflessione , un punto di vista mai banale, sapiente ed in grado di cogliere le varie sfumature dell’animo umano. Una scrittrice con queste doti non può che andare lontano, ed è questo l’augurio che le faccio, così come quello di spiegare a noi lettori le tante cose della vita che non riusciamo a capire o dire a noi stessi ma che Lei con grazia e semplicità riesce a fare. Grazie Angelica.

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    Alex

    18/10/2020 10:04:38

    “L’estate della mia rivoluzione” è un libro fastidioso. Lo è per molte ragioni. Intanto il codice espressivo che trafigge un romanzo ingiustamente relegato a “young adult”, cosa che non è del tutto e non per definizione, e lo porta su un livello di lettura più complesso. Ok, la protagonista, Luce, è una diciassettenne, ma lei non sembra accorgersene. Tutto succede dentro di lei, fuori, apparentemente, la vita scorre e detta situazioni quasi banali. Fosse davvero così il libro sarebbe ben poca cosa. Ma leggere è già una piccola rivoluzione. Sono entrato nel mondo di Luce, nei suoi pensieri, nel suo modo così maturo di leggere la realtà, anche quella più cruda, quella dove la morte entra senza bussare e sconquassa l’anima. Lei è lì, con le sue gambe magre e incerte ma una lucidità così estranea alla sua età. Non finge, Luce, ma è. Piuttosto osserva dalla finestra quel brulichio di esseri che si affannano, come lei, a vivere e sceglie di prendersi qualche attimo in più per pensare. “L’estate della mia rivoluzione” non è solo un romanzo, ma è uno spaccato di emozioni che si rifrangono sull’iride non più innocente della giovane protagonista, e di tutti i personaggi che si intersecano attraverso le pagine. Ma la narrazione funziona, prende forma, monta come un’onda e poi ti trascina al largo. C’è Cagliari sullo sfondo, ma anche Roma. C’è una casa che si affaccia sul mare, roccaforte d’acciaio di due donne che vincono la paura abbracciandosi e facendosi forza a vicenda, nel continuo avvicendarsi di ruoli, madre e figlia, e viceversa. Chi pensa che Luce sia un’aliena non ha capito nulla. Lei è solo uno scudo contro il brutto e l’inevitabile. Poi ci sono, nella storia, la mamma, lo zio, la nonna, la scuola, i libri, la tv e sono dei puntelli importanti nel canovaccio che si sviluppa tra le pagine del libro, accompagnando la protagonista in una piccola, grande rivoluzione che solo pretestuosamente riguarda il fisico ma molto più profondamente l’anima.

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    Manu71

    16/10/2020 13:52:04

    Ho appena finito di leggere L'estate della mia rivoluzione e ritengo doveroso scrivere due righe. La prima cosa da dire è che questo libro è una biografia: Luce e Angelica sono la stessa persona, seppur con qualche adattamento letterario. Il romanzo descrive un periodo particolare della vita della protagonista: l'adolescenza, accompagnata ad un disagio fisico e sociale della stessa. Fisico nel momento in cui, inspiegabilmente, Luce inizia a perdere ciglia e sopracciglia; sociale in quanto la protagonista non riesce a trovare un suo spazio nel caotico e superficiale mondo giovanile. La particolarità di questo libro però sta nella forma, oltre al contenuto, che senza dubbio ci porta a riflettere. Angelica Grivel Serra ha una scrittura unica e originale in cui si evidenzia una notevole conoscenza lessicale. Potrebbe spiazzarvi in principio di lettura, per poi affascinarvi e coinvolgervi in modo appassionato in quella giostra di parole ed emozioni in cui l'autrice vi fa salire. Il lettore può associare al piacere della lettura l'esercizio lessicale. La sua ricercatezza mi ha incuriosita e divertita, così come il suo spiccato senso dell'umorismo. La tessitura filosofica della trama, con momenti di introspezione alternati a impegnative analisi critiche del mondo circostante, lo rendono un affascinante romanzo di formazione. Suggerisco la lettura di questo libro sia ai ragazzi che agli adulti, perchè è ricco di spunti di riflessione su temi delicati come il rapporto genitori-figli, l'accettazione di se stessi e la crescita personale dell'individuo. Brava Angelica Grivel Serra, così giovane e già così promettente!

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    Eleonora

    08/10/2020 08:39:25

    Sin dal tocco della copertina si può intuire quanta raffinatezza e ricercatezza facciano dell’estate di Luce una stagione da trascorrere insieme a lei. Assistere alla sua rivoluzione è stato davvero emozionante per me perché quando senti che una storia e una scrittura ti corrispondono, la sensazione che ti pervade è di straordinario calore e conforto. Perfino di catarsi. Le somiglianze che ho riscontrato tra la sua storia e la mia hanno fatto sì che la ragazza che sono stata, quella che si sentiva estranea al mondo e ai compagni di scuola, quella che aveva apprensione per il proprio corpo, si sentisse accolta e sollevata. E una profonda gratitudine mi è nata nel cuore. C’è una grande verità (dovuta certamente al dato autobiografico ma non solo) nell’intrecciarsi dell’elemento fisico del corpo che tarda ad entrare nell’età adulta con la ricerca della propria presenza nel mondo. Il corpo sente e manifesta a suo modo, ancor prima di quanto la ragione possa pretendere di comprendere, la disarmonia che precede la fioritura e la pienezza dell’esistenza. Ed è gioia, solo gioia, quanto tutto si compie. Ho amato molto la scrittura così affascinante per agilità e precisione. Le descrizioni acute e vivide ti fanno sentire presente nel racconto. Chissà cosa accadrà a quel “cuore che vola”, certamente sarò sempre grata all’autrice per quanto vorrà condividere in futuro.

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    Margherita

    01/10/2020 08:14:52

    Ho finito di leggere "L'estate della mia rivoluzione" un mese fa. Ho voluto aspettare per scriverne una recensione, per capire cosa sarebbe rimasto dentro di me, di quella lettura. Ora posso dire che la prima emozione è rimasta intatta. Questo romanzo mi ha commosso nel profondo. Angelica Grivel Serra ha un talento smisurato. E rarissimo. Il potere di attirarti fra le pagine e farti assistere al racconto da dentro, come se il lettore fosse seduto in un angolo e potesse assistere davvero a ciò che accade. Oltre ciò, è incredibile come una donna così giovane sappia leggere, raccontare, sentire l'animo delle persone. E' l'esordio di una scrittrice di cui sentiremo parlare a lungo, ne sono certa.

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    Claudia

    18/09/2020 11:28:58

    La cosa più difficile del parlare di un libro resta sicuramente decidere da dove iniziare, soprattutto se ti ha meravigliato a tal punto da lasciarti senza parole. Parliamo di Luce, la protagonista. Da subito una figura particolare, giovane donna fuori dal comune, con il suo linguaggio lindo e raffinato tanto da raffigurare un valore distintivo per la sua giovane età. Essa sta vivendo un periodo di cambiamenti importanti, che porteranno poi a gradi trasformazioni. Il suo punto di forza a mio parere sta nel fatto di capire i cambiamenti in atto, e quindi di saper accettare anche la realtà. Interessante è il modo di pensare di Luce, particolarmente profondo, come il legame con la madre da lei vista come il principale punto di riferimento, una complicità tra madre e figlia che è la forma più alta e gratificane della loro intesa. Tuttavia però penso che il suo modo di essere possa rispecchiare, in qualche modo, tante delle ragazze che ai giorni d’oggi non si sentono parte di un gruppo, per il semplice motivo che non si sentono abbastanza per una società che non dà riposte a soluzioni corrette ai loro problemi. Ho sperato fino alla fine che il bruco uscisse dalla crisalide, e così è successo, Luce è riuscita a diventare una bellissima farfalla, è riuscita a mettersi in gioco tra le tante difficoltà per affrontare poi tutto ciò di bello che la sua generazione è capace di offrire. Per questo voglio dirti grazie, Luce, per avermi insegnato tanto. Grazie a te Angelica, che con stile e con la tua padronanza della lingua italiana hai saputo dare voce, intelligenza e raffinatezza ai suoi pensieri.

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    Martina

    03/08/2020 10:44:01

    Ho da poco finito di leggere “L’estate della mia rivoluzione” ed è con convinzione che annovero questo romanzo tra quelli che, nel tempo, hanno favorito la mia, di rivoluzione. Mi sono sentita molto vicina alla ragazza che è Luce, al suo modo di vivere le relazioni, alla forza che trae dal sentirsi spesso estranea alle dinamiche che nella vita dei più sono ordinarietà. E ancora, anche io come lei, “detesto la pasta in brodo, ogni forma di prevaricazione, la folla, i giorni festivi, i romanzi di fantascienza, le blatte, gli adulatori. E sopratutto odio chi promette a vuoto nell’impeto dell’energia e puntualmente non mantiene”. Immergendomi nei pensieri, nelle sensazioni di Luce sono riuscita ad apprezzare una parte di me che per anni ho condannato all’esilio forzato. È per questo che sono sinceramente grata alle parole di Angelica: hanno creato un personaggio che mi è amico con cui, in un dialogo astratto, ho potuto concretizzare dinamiche drasticamente familiari, rendendo loro finalmente giustizia. Ho apprezzato tanto l’accuratezza riservata dall’autrice alla descrizione dei gesti, dei rituali quotidiani dei personaggi, dal timbro vocale che cambia in base all’umore, agli sguardi che spesso tradiscono le intenzioni. Questo particolare della sua scrittura mi ha riportato a quella di Haruki Murakami che é per me lo scrittore più scrupoloso nel dettagliare ogni movenza dei suoi personaggi rendendoli straordinariamente realistici. Insolito e affascinante è poi il racconto che indirettamente trapela della città di Cagliari, sfondo delle giornate di Luce: l’interesse si focalizza più sui vicoli nascosti che sulle Vie centrali, quelli popolati ma non caotici, quelli che ancora ricordano la città che fu. La Cagliari del quartiere Stampace, alcune scene le ho immaginate nelle sue ripide viuzze.

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    Elelú

    31/07/2020 15:03:53

    Ho letto con grande attenzione questo libro, scritto da una persona a me carissima. Tra gli aspetti che più ho apprezzato, l’uso attento delle parole e il focus sulle descrizioni di persone ed oggetti che, nel racconto, assumevano come una nuova identità, sempre più vivida. La trama procede scandendo il ritmo dell’estate assolata cagliaritana ma con più di un colpo di scena, come un brusco ed inaspettato temporale estivo. È un libro che riflette sul cambiamento fisico ed emotivo di una ragazza che deve combattere con sé stessa ed accettare la sua nuova immagine, ormai di una donna. Credo che in questo Angelica abbia una sensibilità notevole: nell’attenzione ai rapporti interpersonali più intimi. Primo fra tutti, il rapporto con la madre e con la sua mentore, Adriana. È una giovanissima scrittrice che spero ci darà la possibilità al più presto di avvicinarci alle sue prossime scritture (e spero di essere tra le prime persone a leggerle, ovviamente)

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    Antonella Cavallo

    29/07/2020 18:54:15

    Chi conosce la penna di Angelica Grivèl Serra, non ha bisogno di ‘avvertenze’ circa la lettura del suo tratto elegante, a volte ironico e pungente; un dipinto a tinte vivide incorniciato con garbo e puntellato di termini ricercati. Angelica è una lettrice attenta di prosa classica che mette a frutto le conoscenze attinte dai molti testi sfogliati, letti e riletti, accarezzati, amati; lo si evince dallo stile ardito di questa sua opera prima, che per inciso, di audace - a dispetto del titolo e dell’immagine di copertina - ha solo l’uso esuberante di parole che potrebbero mettere in difficoltà la maggior parte dei lettori comuni. Il suo testo merita la stessa dedizione, la pazienza di guardare oltre, di scavare e scovare tra le righe il tormento di Luce, la diciassettenne sarda, orgogliosa delle proprie origini, innamorata della propria madre, della propria terra, di quel mare che vive come la sirena che fuor d’acqua perisce. Chi ha vissuto quell’età, in un tempo recente, passato o trapassato che sia, grazie al suo racconto autobiografico, ne rievoca i patimenti, le ansie, le speranze disattese, le attese snervanti, il desiderio di crescita contrapposto a quello di tornar bambina, e fa propria la sofferenza di Luce in un abbraccio empatico. Un sorriso a fior di labbra, un’esortazione a infonderle coraggio, amore per se stessa, e pazienza, poiché tutto arriva, ma solo al momento giusto. E quando succede, è gioia allo stato puro... Consiglio la lettura di questo libro che rivela un modo altro di vivere l’età dei fatidici diciassette...

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    Sara Palmieri - giornalista

    27/07/2020 09:44:26

    Il romanzo descrive l’evoluzione di un’adolescente speciale che dagli adolescenti si distanzia per la profondità del pensiero e la salvifica ostinazione al rifiuto dell’omologazione. La cifra stilistica della narrazione è alta per una scrittrice di vent’anni, che si addentra nella nostra lingua scavandola in modo quasi chirurgico, restituendole la vastità del vocabolario. E’ evidente che la scrittrice ama la nostra lingua. E’ una lingua nobile ridotta a brandelli, a pochi abusati vocaboli, ad anglicismi, ad abbreviazioni ed emoticon. Il vocabolario quotidiano si è talmente striminzito che anche solo usare parole diverse può farci tacciare di essere forbiti e desueti. E’ davvero meritevole che a restituire dignità e orgoglio all’italiano sia una scrittrice giovanissima. Grazie alla padronanza dei termini, riesce in uno dei compiti più ardui per chi ama raccontare: tradurre le parole in immagini. Luce è “diversamente” adolescente, fiera del profondo rapporto con la mamma, osserva ed è curiosa di tutto e costruisce ogni giorno la sua personalità. Colpisce la profondità di analisi, l’acuta sensibilità e la potenza empatica che la portano ad amare gli altri e il mondo mantenendone però la distanza. Nell’atto dell’osservare il modo di essere e di porsi di tutti gli altri intorno a lei, Angelica e l’alter ego Luce, ricordano il rapporto tra la Mansfield e i suoi personaggi, che nasce proprio dall’attitudine a investigarne l’anima, accomodandosi con discrezione nelle vite degli altri, cogliendone gli aspetti più intimi anche in gesti all’apparenza banali con malcelata benevolenza. Colpisce il matriarcato in cui si dipana la storia con le figure maschili, mai di particolare spessore, a fare da contorno ad una vita che evolve ad un ritmo all’inizio più lento e poi sempre più incalzante fino all’alba dell’educazione sentimentale che sorprende Luce quasi come un ciclone, fino a quel cuore che “vola” con cui la storia si chiude ma …non si chiude, anzi comincia!

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    Alessandra Casartelli

    23/07/2020 19:30:19

    Non ho più scuse per tornare e ritornare tra le righe dei pensieri di questa giovane scrittrice: troppe volte l’ho già fatto negli ultimi giorni, alla continua ricerca del piacere infinito di leggerla. Ora sono un po’ più sola, senza la compagnia delle sue parole e mi ci vorrà qualche tempo per riemergere dall’attuale senso di abbandono che mi ha invaso alla chiusura del suo libro, che pure so momentanea, perché prima o poi tornerò sui miei passi, sulle sottolineature che la mia matita ha inciso e sulla pletora di riflessioni che ha fatto sorgere in me. Questo sottile equilibrio tra autobiografia e sentire universale su cui la narrativa è sospesa mi ha consentito di immedesimarmi in tante situazioni e attribuire una dimensione ideale ai personalissimi palpiti dell’autrice: è lei ma siamo anche tutti noi che respiriamo le sue ansie, gli stessi dubbi che a volte la abitano e le domande e che instancabilmente si pone. Nell’insieme il libro è armonioso ( cosa non facile nell’urgenza di una crescita attraversata da passioni giovanili) chiude con completezza il suo cammino e lascia solo un po’ di amarezza per il temporaneo estinguersi della sua voce al termine dell’ultima pagina . Temporaneo: perché ora aspettiamo con ansia il prossimo romanzo di Angelica Grivel Serra.

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    Diego Ibrahim Manca

    12/07/2020 23:48:02

    Ho appena finito di leggere con passione frammista a gioia il romanzo di Angelica Grivel Serra, godendo della scrittura originale e curata della giovane autrice. Provai una emozione analoga quando, anni fa, lessi il romanzo di un’altra scrittrice sarda, “Mal di pietre” di Milena Agus. Lessi tutto il libro in una notte e alla fine scoppiai a piangere, non tanto per l’emozione della trama, ma per l’emozione di leggere un libro scritto bene e originale, la gioia di vedere e leggere qualcosa di ben fatto, la gioia di un calzolaio che vede un bel paio di scarpe fatte bene e ne apprezza l’ottima fattura. Angelica Grivel Serra mi ha ispirato le stesse emozioni, solo che, invece del pianto, il leggerla mi riempiva di gioia, la gioia che il fuoco della scrittura che le brucia dentro ha acceso, in un vecchio poeta come me, la curiosità di fare un viaggio tutto al femminile nel mondo di una diciassettenne dei nostri giorni Quindi, ho deciso di leggere il romanzo a poco a poco, centellinando la lettura come si fa con un buon vino. Mi sono fatto il regalo di leggere alcune pagine ogni giorno, seduto su una panchina all’ombra in riva al Mugnone, il fiume così caro a Boccaccio, che scorre a Firenze vicino casa mia. Sin dalle prime pagine mi ha colpito la grande cura nell’uso delle parole e soprattutto la scelta di alcune espressioni, tipo: ”…la rassicurante gemmazione di quella peluria protettiva, così come si aspetta la prima lallazione o il sorgere dei primi incisivi.”, oppure “…e il cameriere inamidato consegnò i calamari e le patatine accompagnato da un sorriso clemente e da un certo afrore di pesce arrosto...” e anche “Lo stridere sguaiato dei gabbiani graffia il cielo enorme e denso di azzurro…” Il suo stile di scrittura mi ricorda un’opera che vidi anni fa al Museo Opificio delle Pietre Dure di Firenze, dove si possono ammirare capolavori in pietra ch

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    Maria Spissu Nilson

    11/07/2020 08:54:41

    Lo si capisce alla fine, quando si chiude il libro. Solo allora capiamo il perché della cura e della raffinatezza che la Mondadori ha usato per l’esordio felicissimo di Angelica Grivel Serra. Se ne capisce meglio anche la copertina che offre la meraviglia della giovinezza congiunta alla delicatezza di un cerbiatto, e se ne capisce il titolo: “L’estate della mia rivoluzione”. Il testo è curatissimo, sorprendente, rifugge dai luoghi comuni e dalle situazioni amorose banali che portano alla noia dopo le prime pagine. L’amore c’è e riguarda principalmente quello per la scrittura, per il bello scrivere che sembra scomparire insieme alla lingua italiana che a volte, ad ascoltare certe persone, fa aggricciare la pelle. Poi c’è l’amore personale che invade tutto, famiglia e amici, personaggi anche minori e il mare vicinissimo che ogni giorno l’ispira, la mette in guardia e le suggerisce prudenza, e c’è l’amore dei giovanissimi rappresentato con speciale sensibilità. Limitante definirlo libro di formazione; è molto di più, si sente cultura e passione per le letture che, sedimentate, fanno pensare a H. James e al suo rigore morale, a M. Proust e alla sua ricerca intima, alla grazia dei versi del Petrarca. Adolescenza matura che s’interroga sul significato della vita, sul voler diventare donna libera e consapevole senza cadere per forza nell’onda di una socialità forzata, nel consumismo del corpo e dell’anima. Un libro che parla delle incertezze delle ragazze di questi tempi; che riflette sui comportamenti umani, con attenzione per non ferire nessuno. Non si legge in un fiato ma invita alla pazienza, all’ammirazione per il cesellamento vivo dei personaggi, per la ricerca stilistica accurata. Quel leggere che Umberto Eco definiva kitsch, cioè scorrere la storia per la storia con la fretta di vedere ‘come va a finire’, in questo libro proprio non è possibile applicarlo. Non perdetelo. (msn)

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    Dide Riviera

    03/07/2020 08:33:57

    Una scrittura penetrante, sinuosa e sensuale che sa collocare il lettore nella posizione ideale per conoscere l’io narrante e rivelarci così un’autrice capace di porre il cercarsi al centro del piacere senza mai abbandonarsi alla facilità ma sperimentando i piaceri dell’introspezione. Capitolo dopo capitolo la scrittrice si confronta col desiderio di conoscere e il volume ci dà accesso a un modo autentico e personalissimo di godere del mondo. Ne nasce una scrittura stretta e accogliente capace di avvolgere l’amore e restituirci il turbamento e l'intensità del cambiamento in quello che appare un sorprendente romanzo di formazione !

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