Recensioni La famiglia Winshaw

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    23/09/2018 20:55:11

    “La famiglia Winshaw” non è una saga familiare e basta. Meglio sarebbe definire questo libro il ritratto di una nuova famiglia Addams, l'esatto opposto della sua antesignana: ché se gli Addams erano strampalati, ma tuttavia innocui, gli Winshaw sono potenti, e affascinanti e ricchi e tuttavia riescono a mettere le mani e inquinare tutto il paese, con la sola forza di 7 cugini. Un minuscolo esercito, protagonista e causa di un'età distruttiva per gli UK; gli Winshaw rappresentano l'arto malato dell'aristocrazia degli anni '80, la guerra pulirà e purificherà ogni traccia del loro passaggio. Il morbo contagia e uccide tutto ciò che tocca. E così diventa una malattia il modo in cui tutto si riconduce agli Winshaw, ogni malanno del paese e della società, ogni lutto che Michael subisce, ogni cosa gretta e meschina è legata agli Winshaw. Sono muffa, che si espande e indebolisce e frantuma. Sono muffa, quasi impossibile da combattere alla radice, perché dipende dalla costruzione stessa in cui si forma.

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    18/09/2018 11:54:31

    Sullo sfondo degli anni ’80 della grande storia inglese, Jonathan Coe ci racconta una piccola storia che si fa sempre più grande. È la storia di un piccolo scrittore annoiato dalla vita, che non sa quanto grande sia il suo destino. È la storia di una grande famiglia che avvelena la società inglese macchiandosi di ignobili reati. Coe salta sulla scena della narrativa contemporanea mostrando la sua capacità di amalgamare più generi letterari per offrire un romanzo variegato in cui il lettore non si annoia mai. A incombere su questo romanzo il mistero del perché di coincidenze, troppe per essere frutto del caso. Leggermente più acerbo del “La casa del sonno” ma comunque avvincente, questo libro alimenta ancora la mia voglia di leggere i romanzi di Coe. La famiglia Winshaw come emblema di un atteggiamento oggi accettato e normalizzato, presentato con un’analisi, oserei dire “clinica”, un modo di essere e di vivere che mi ha fatto inorridire, come se presentasse i sintomi e gli effetti di una pestilenza.

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    07/01/2018 18:10:51

    Un classico di Jonathan Coe che ho riletto di recente, sempre bellissimo! Trama avvincente, piena di colpi di scena, con i vari personaggi che si incrociano in circostanze e momenti diversi, ma soprattutto una descrizione impeccabile dell'Inghilterra tatcheriana! Da non perdere.

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    17/05/2017 10:50:21

    Jonathan Coe è un genio! i migliori suoi romanzi sono: La famiglia Winshaw, La banda dei brocchi, Circolo chiuso. Molto belli anche Expo58 e I terribili segreti di M.S

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    17/04/2017 09:31:22

    Italian Book Challenge 2016 - 41) Una saga famigliare: Romanzo proprio brillante e squisito che mescola generi differenti. Attraverso le indagini, la trama abilmente intrecciata e le agnizioni finali riguardanti i Winshaw e il protagonista, Coe apre gli occhi al lettore, denunciando gli esecrabili e ipocriti interessi nelle alte sfere socio-politiche.

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    17/04/2016 15:36:20

    Non lo reputo un capolavoro, ma sicuramente un libro gradevole. Un buon mix tra cronache del periodo e storia vera e propria. Mai noioso e scritto bene, c'è però da dire che almeno all'inizio sembra un po' 'disordinato' e confusionario...Nel divenire si riscatta ampiamente anche se il finale a sorpresa, con ulteriore sorpresa, risulta forse paradossale e quasi assurdo.

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    15/11/2015 11:41:05

    Primo libro di questo autore che leggo, si è rivelato una piacevole sorpresa. Il romanzo, non inquadrabile in un preciso genere letterario, è un riuscito e gradevolissimo cocktail di generi diversi. Michael, l'Io narrante, è uno scrittore dalle alterne fortune e in piena crisi esistenziale, incaricato di scrivere la storia di una famiglia, i Winshaw, composta per la massima parte da personaggi molto negativi, protagonisti molto influenti della scena politica ed economica nell'Inghilterra degli Anni Ottanta. Le ricerche per la stesura del libro fanno sì che la vita di Michael si leghi in modo indissolubile a quella di questa famiglia, portandolo anche ad indagare sulla tragica morte durante la Seconda Guerra Mondiale di uno dei suoi membri, abbattuto con il suo aereo dai Tedeschi durante una missione segreta. A questo punto il romanzo incrocia brillantemente il genere thriller, che ci accompagna fino ad un tragico ed inatteso epilogo. Originale e frizzante, consigliato.

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    20/10/2015 16:10:47

    Chapeau a questo autore. In questo romanzo -- così attuale sebbene descriva la Gran Bretagna sotto il comando di Mrs Thatcher -- con i tagli alla sanità, gli scioperi, i venditori di armi, i giornalisti corrotti, gli avidi produttori di alimentari, si spazia nelle emozioni: sdegno per certi politici, tenerezza per un sentimento delicato quale può essere l'amore, fino all'horror grottesco alla Stephen King.... ma il tutto condito da quell'inconfondibile humour inglese che strappa qualche risata. Il tutto mescolato sapientemente con l'io narrante, un giornalista la cui vita è piena di sorprese, di scoperte e di pericoli. ----- Lo scritto non ti dà tregua fino alla fine, quando pensi che tutto si risolva per il meglio, ma ....... Da non leggere, ma da DIVORARE!!!

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    13/10/2015 11:42:06

    Una lettura piacevole, sebbene il libro sia prolisso ed a volte mi pare un po' presuntuoso. Alcune descrizioni ripetute fino alla noia erano evitabilissime. La storia, invece, è davvero bella. Una famiglia, che si può definire tale solo per i legami di sangue e non per quelli di affetto, cavalca gli anni della grande industrializzazione ed ha mani dappertutto. Mani feroci, voraci, mani che prendono e non danno nulla, se non per convenienza. I personaggi sono delineati con grande maestria, i più terribili in particolare, mentre la figura dello scrittore un po' meno, perso nel limbo della sua mediocrità creativa e sociale. Buono il ritmo finale, anche se un po' prevedibile la conclusione. Lo ritengo riuscito ma non del tutto. In ogni caso consigliabile.

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    27/04/2015 11:28:58

    Veramente una lettura piacevole adatta a quelle serate invernali dove si rimane volentieri sotto una coperta. Ho trovato il libro abbastanza scorrevole nonostante le digressioni sulle descrizioni dei personaggi che ho trovato appropriate a contestualizzare non solo l'Inghilterra ma l'intero periodo storico. Non do il voto massimo perché pecca di..."brio".

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