La ferrovia sotterranea

Colson Whitehead

Traduttore: M. Testa
Editore: Sur
Collana: BigSur
Anno edizione: 2017
Pagine: 376 p., Brossura
  • EAN: 9788869980879

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Di ambientazione storica

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    Clara

    04/02/2018 16:33:07

    Credo che questo libro sia un po' sopravalutato. Per me è molto interessante come "documento" di quello che si faceva negli Stati Uniti ai tempi dello schiavismo; è anche bella l'idea di rendere reale la ferrovia sotterranea che effettivamente esisteva e che aiutava gli schiavi a fuggire verso il nord. Come romanzo però è un po' deludente, la prosa è troppo semplicistica e il ritmo in sé non decolla. In definitiva un giudizio medio.

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    AdrianaT.

    31/01/2018 07:55:42

    Radici, Django Unchained, 12 anni schiavo, Amistad, Amazing Grace: ritenevo esaurito l'argomento. Poi, sull'onda del 'Furore' Steinbeckiano, mi sono detta - ma sì, non c'è due senza tre 'sfuriate' dello Zio Sam - dato che della fine di Cavallo Pazzo e dei suoi simili, fatta salva la vasta filmografia, mi aveva già resa ulteriormente edotta il buon Zucconi con 'Gli spiriti non dimenticano'. Ci ritorno su ben disposta, a patto che mi aggiunga qualcosa alle catene, agli stupri, le frustate, evirazioni, fughe disperate, cacciatori di schiavi sanguinari, ladri di cadaveri e impiccagioni raccapriccianti con bulbi oculari mangiati dai corvi. La scrittura non brilla, ma qui in effetti qualcosa in più c'è: qualcosa che ricorda Mengele (della serie non facciamoci mancare nulla); un particolare che ignoravo, e che mi fa venire in mente un altro titolo che supporta la mia solita, spiccia, semplicistica conclusione antropologica: sic et simpliciter "Natural Born Killers".

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    Luca

    13/01/2018 17:57:49

    Romanzo bellissimo. La crudeltà e l'ignoranza dell'uomo emerge in tutta la sua violenza. Ad ogni pagina si respira terrore, incertezza del futuro, disperazione. Ma anche speranza, fiducia nei propri mezzi e nel prossimo, riscatto. Un libro che vale ogni centesimo del suo prezzo.

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    carlo augusto

    01/12/2017 11:30:23

    Potente, avvincente, duro ma con equilibrio. Personaggi ed ambienti magistralmente delineati. Con la protagonista Cora che entra di diritto nella storia della letteratura americana. E la storia della fuggitiva e del suo strenuo inseguitore forse ispirata a Valjean e Javert.

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    vittorio pisa

    09/11/2017 16:40:54

    Decisamente sopravvalutato.

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    Lomax

    25/10/2017 11:57:31

    Libro pazzesco, per la delicatezza della scrittura e la potenza dei contenuti; le parole arrivano forti come un pugno nello stomaco e, come un pugno, fanno male, anche se si tratta di un dolore necessario a comprendere l'eziologia di una tragedia (che è tanto inumana quanto trasversale, perché prescinde dalla pelle); e a ricordare che le catene possono essere ovunque e avere mille forme diverse. Super consigliato!

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    Giulia

    08/10/2017 21:16:13

    Bellissimo!!! Romanzo dalla forza straordinaria! E’ toccante, vivo, potente! Ti ricorda quanto puó essere pericoloso coltivare il seme dell’ignoranza e raccoglierne solo superficialità e brutalità. Allo stesso tempo, peró, diffonde per quasi 400pagine l’inconfondibile profumo della speranza: speranza di una libertà che passa per una ferrovia sotterranea, una libertá a volte promessa e mantenuta, altre volte negata, ma che, comunque, resta il sogno che ha mosso e muoverà sempre ogni respiro degli ultimi.

Vedi tutte le 7 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

La ferrovia sotterranea, ambientata nell’America schiavista di metà Ottocento, è una storia di oggi. (...) Con questo ultimo libro, che ha vinto i due più importanti premi americani, il Pulitzer e il National Book Award, Colson Whitehead ha guardato dritto negli occhi il razzismo, che con tutte le sue svariate, infide incarnazioni, ancora affligge la nostra epoca. Dopo sette libri e diversi anni di studio e preparazione, Whitehead ha deciso di fronteggiare la pagina più scura della storia del proprio paese regalandoci un romanzo potente, che ha appassionato lettori illustri come Barack Obama e Oprah Winfrey e che ha già riscosso, meritatamente, grande attenzione anche in Italia. La ferrovia sotterranea è, senza mezzi termini, un bellissimo romanzo. Whitehead ha intrecciato con grande sapienza la ricostruzione della tragedia storica a elementi prettamente letterari. Il lavoro di ricerca che l’autore ha compiuto leggendo i memoirs degli schiavi gli ha permesso di rendere con grande realismo la vita della schiava Cora, figlia e nipote di schiave. Il suo tragitto di fanciulla ribelle, abbandonata da una madre che pare essere riuscita a fuggire nel mitico e libero Canada, è infatti segnato dalle tappe fondamentali di una iniziazione alla vita adulta e all’emancipazione politica. I capitoli, come tappe di un duplice viaggio, interiore ed esteriore, portano la protagonista a conoscere la più varia umanità. Bianchi e neri le mostreranno i vari volti dell’odio e della possibile amicizia. Nel frattempo Cora impara a leggere, amare, a sentirsi libera e, per paradossale conseguenza, a sentirsi prigioniera. (...). Whitehead ha ancorato questo racconto non solo nella storia, ma ha gettato arpioni anche nel mito e nel fantastico. (...) Con un colpo di genio, Whitehead ha trasformato la metafora della “ferrovia sotterranea” – una rete di abolizionisti realmente esistita – in una cosa reale. Questa intuizione non solo dà forma e ritmo al libro, i cui capitoli alternano le diverse stazioni raggiunte da Cora ai “ritratti” dei personaggi principali da lei incontrati per strada, ma immette la sua protagonista nel grande mito fondativo dell’identità americana. Nel cinema e nella letteratura americana la ferrovia è un simbolo immancabile del grande, utopico West. Lì, ai confini con il western, sfocia il viaggio di Cora, inedita pioniera di colore, schiava liberata che diventa tassello essenziale per la costruzione della nuova società americana. Anche noi siamo chiamati a fronteggiare nuove servitù e la nascita di una nuova realtà sociale. Forse la storia di Cora può aiutarci a capire da che parte stare.

Recensione di Stefano Moretti