La ferrovia sotterranea - Colson Whitehead - copertina

La ferrovia sotterranea

Colson Whitehead

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Traduttore: Martina Testa
Editore: Sur
Collana: BigSur
Anno edizione: 2017
Pagine: 376 p., Brossura
  • EAN: 9788869980879

76° nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa straniera - Di ambientazione storica

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La ferrovia sotterranea

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Vincitore del Premio Pulitzer - Vincitore del National Book Award – Candidato al Man Booker Prize 2017

La ferrovia sotterranea è una testimonianza scioccante – e politicamente consapevole – dell’eterna brutalità del razzismo, ma si legge al tempo stesso come un’appassionante storia d’avventura che ha al centro una moderna e tenacissima eroina femminile.

«Quando da bambini si scopre la storia della ferrovia sotterranea, più che a un gruppo di persone si pensa a un vero e proprio treno. Mi sono chiesto: cosa sarebbe successo se fosse stato davvero così? Tutto è nato da questa domanda...»Colson Whitehead

«Il romanzo che ho letto più di recente è stato "La ferrovia sotterranea" di Colson Whitehead; ci ricorda come il dolore della schiavitù si trasmetta da una generazione all’altra, non solo in modi espliciti, e come cambi la mente e il cuore delle persone»Barack Obama

«Il compito della letteratura dovrebbe essere proprio questo: aprirci gli occhi, metterci alla prova, emozionarci, farci cambiare»Daria Bignardi, Vanity Fair

«Non c'è spazio per nessun sentimento dentro quest'America brutale. L'unico legame possibile ed efficace è quello che lega la vittima al suo carnefice, un abbraccio disgustoso, un groviglio fisicamente inscindibile dal quale uno solo potrà salvarsi, uno solo sopravvivere»Elena Stancanelli, D-La Repubblica

«La ferrovia sotterranea» è il nome con cui si indica, nella storia degli Stati Uniti, la rete clandestina di militanti antischiavisti che nell’Ottocento aiutava i neri a fuggire dal Sud agli stati liberi del Nord. Nel suo romanzo storico dalle sfumature fantastiche, Colson Whitehead la trasforma in una vera e propria linea ferroviaria operante in segreto, nel sottosuolo, grazie a macchinisti e capistazione abolizionisti. È a bordo di questi treni che Cora, una giovane schiava nera fuggita dagli orrori di una piantagione della Georgia, si imbarca in un arduo viaggio verso la libertà, facendo tappa in vari stati del Sud dove la persecuzione dei neri prende forme diverse e altrettanto raccapriccianti. Aiutata da improbabili alleati e inseguita da uno spietato cacciatore di taglie, riuscirà a guadagnarsi la salvezza? La ferrovia sotterranea è una testimonianza scioccante – e politicamente consapevole – dell’eterna brutalità del razzismo, ma si legge al tempo stesso come un’appassionante storia d’avventura che ha al centro una moderna e tenacissima eroina femminile. Unico romanzo degli ultimi vent’anni a vincere sia il National Book Award che il Premio Pulitzer, è un libro che sembra già destinato a diventare un classico.

Periodo/Luogo/Soggetto: XIX sec., Stati Uniti, Schiavitù.
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    martin eden

    27/06/2020 21:32:49

    Errata corrige sulla recensione precedente: Saunders, non Sanders. Chiedo venia. A ogni modo La ferrovia sotterranea è un libro stupendo. Come I ragazzi della Nickel. Mi raccomando, non morite prima di averli letti entrambi.

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    martin eden

    27/06/2020 21:25:14

    Rendiamo grazie ai vari Auster, McCarthy, McInerney, Foer, Franzen, De Lillo, Moody, Powers, Ford, Joyce Carol Oates, Sanders e via dicendo... Ma, con buona pace di una certa parte d'America, in questo momento il più grande scrittore vivente statunitense è nero e si chiama Colson Whitehead.

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    Cesare

    17/05/2020 20:34:49

    La ferrovia sotterranea ha lo stile di un classico. Narra di persone trattate come oggetti, e in particolare di Cora che prova a cambiare tutto, a fuggire per la libertà. Se potete leggetelo

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    mario

    16/05/2020 16:20:22

    È stato importante leggete questo libro in periodo covid 19, perché ci fa capire perché la nazione americana, nata su principi di arrivismo sociale ed economico, si sia trovata del tutto impreparata in un periodo, invece, in cui era necessario solidarietà e accoglienza. Libro quindi essenziale per capire e rileggere la storia degli USA.

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    tea

    15/05/2020 07:14:55

    Potrebbe benissimo essere la descrizione di due viaggi: uno lungo gli Stati Uniti e l'altro verso la libertà. Il viaggio negli Stati Uniti comprende luoghi quali Tennessee, terra distrutta dagli incendi, la Georgia e la Carolina del Nord. L'altro viaggio, ancora più importante, è quello di Cora, una schiava in una piantagione di cotone, che lotta per raggiungere la libertà. La ferrovia sotterranea non è altro che il viaggio di Cora per liberarsi dalla schiavitù, un viaggio verso un mondo migliore e più vero. Il titolo non si riferisce solo alla ferrovia, intesa come luogo fisico, ma è soprattutto formato da una "rete clandestina di militanti schiavisti che nell'Ottocento aiutava i neri a fuggire dal Sud agli Stati liberi del Nord". Proprio come la storia, il linguaggio è tagliente, essenziale ed efficace. Nonostante tanta cattiveria e tanta violenza, si riesce a mettersi il passato alle spalle e percepire un po' di luce.

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    nunzio

    14/05/2020 19:16:18

    Emozione fortissima. La figura di Cora, la protagonista, mi resterà dentro a lungo. Oltre alla protagonista, restano nel cuore le tante figure; anche quelle semplicemente accennate. Persino i personaggi più mostruosi, quelli che definisco "i disumani". E si rifette, allora, sulle tante mostruosità commesse, di volta in volta, dal genere dis-.umano in ogni parte del mondo. Dai piccoli ai grandi Stati. Così il lungo, e doloroso, e commovente, e straziante, pazzesco racconto finisce con l'abbracciare la storia, e il faticoso cammino, di molte altre razze e/o etnie. Probabilmente, chi afferma che il libro non è scritto in maniera superba, chi ha fatto notare che alcuni capitoli sono davvero ben riusciti rispetto ad altri meno riusciti ha ragione; eppure il libro merita e, a mio avviso, meritava sia il Pulitzer che il National Book Award. Da leggere, assolutamente.

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    Tino G

    14/05/2020 14:50:47

    Bellissimo romanzo, vincitore meritatamente del premio Pulitzer. Farete il tifo per Cora, vi indignerete, e alla fine della storia avrete uno sguardo diverso anche sulla storia attuale, sulla nostra contemporaneità.

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    Alessandro

    14/05/2020 10:04:39

    Non avevo ancora letto nulla di questo autore... ma per fortuna l'ho fatto! Una storia avvincente e per certi versi straziante. Ambientato all'epoca della segregazione razziale, tratta temi che vorremmo fossero lontani anni luce da noi, ma in realtà sono ancora troppo attuali.

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    Emsocrates

    12/05/2020 08:55:37

    Storia e fiction si intrecciano perfettamente. Il libro è strutturato con grande cura. Lettura fondamentale per capire l'America "black" di oggi.

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    Polvere d'inchiostro

    11/05/2020 18:07:47

    Un libro che ha vinto il premio Pulitzer 2017, un romanzo che va letto. Siamo in Georgia, in una piantagione di cotone, dove gli schiavi sono costretti a vivere in condizioni disumane. Tra di loro c'è Cora, una giovane ragazza che tenterà la fuga tramite una misteriosa ferrovia sotterranea, alla ricerca della sua libertà. Davvero consigliato!

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    Nox

    05/05/2020 15:56:21

    Ho mangiato questo libro. La storia è avvincente e i personaggi ben disegnati. Ho trovato interessantissima la struttura del libro che alterna capitoli dedicati ai diversi stati americani (e alle loro politiche razziali) e approfondimenti dei diversi personaggi che si incontrano. L'unico limite che vedo è che non si capisce bene il confine tra storia vera e finzione (alcune delle pratiche descritte non sono sicuramente mai state condotte negli Stati Uniti)

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    Alessandra

    18/04/2020 12:47:10

    La trama è incentrata sulla fuga di Cora, un schiava africana di terza generazione, da una piantagione di cotone della Georgia. Il fatto che ho pianto al finale basta e avanza per definirlo un libro magnifico.

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    Bellissimo e intenso

    02/04/2020 20:57:19

    L'ho letto tutto d'un fiato come non mi capitava da tempo con un libro. La storia è avvicente e descritta benissimo, con un'America ottocentesca a fare da sfondo e la schiavitù a dominare la scena. Dopo aver letto questo libro ho cercato documentari sulla schiavitù negli States ma in italiano non esiste quasi niente. Bella scoperta

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    prisca

    27/03/2020 10:04:09

    Davvero bello, sia per com'è costruito e tradotto sia per l'intensità della storia. Leggendolo si prova una enorme rabbia per quella che è stata la schiavitù, ma si capisce anche molto dell'attualità statunitense e della discriminazione ai danni della comunità afroamericana. Consigliatissimo!

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    Gabriele Della Torre

    20/01/2020 19:29:03

    Romanzo di fuga continua da una condizione imposta dal pensiero della classe dirigente di alcuni stati federati. Il libro riesce a trasmettere le difficoltà che giornalmente dovevano vivere le persone in stato di schiavitù. Riesce inoltra a farci comprendere che in un contesto di generale razzismo c'era una minoranza che rischiava la vita per aiutare chi non aveva diritti. Ho trovato l'espediente della ferrovia troppo forzato. In generale è una buona lettura per entrare in quell'epoca.

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    debby

    25/09/2019 21:01:38

    Particolare l’espediente della crezione di una ‘ferrovia sotterranea’ per raccontare le vicende degli schiavi nei campi di cotone dell’America dell’Ottocento. Un libro crudo che fa pensare. La protagonista Cora non è un personaggio memorabile a mio avviso, ma comunque il libro è molto interessante.

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    Aldo Pastorino

    23/09/2019 12:54:03

    Assolutamente sopravvalutato, il racconto non vale le parole che si sono spese per enumerarne i meriti. La narrazione procede sconnessa e frammentata. Personalmente, trovo assolutamente fastidiosa l'invenzione di una rete ferroviaria sotterranea e clandestina, niente a che vedere con la rete di quelle persone di buona volontà che hanno messo a repentaglio la propria vita per liberare altre persone dall'infamia della schiavitù. Chiunque abbia un minimo di conoscenza storica e di sensibilità non può non essere infastidito da questa opera di chiara ispirazione commerciale.

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    emanuele

    23/09/2019 12:27:02

    Più potente di un saggio. Uno sguardo insolito sulle piaghe che tormentano e hanno violentato la costruzione/nascita degli Stati Uniti: colonialismo, razzismo, schiavismo. Un libro davvero importante.

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    Aldo

    23/09/2019 07:31:02

    Un piacevole romanzo d'avventura che tenta di diventare racconto "sociale" senza mai riuscirci. Ho trovato molto fastidiosa l'invenzione di una vera e propria strada ferrata sotterranea, cosa irrealizzabile all'epoca e che non avrebbe mai potuto restare segreta. Cosa ben diversa dall'informale e segreta rete di abolizionisti che aiutavano gli schiavi in fuga. L'inserimento di elementi fantasia in un racconto che vorrebbe essere storico corre il rischio di depotenziare tutta la vicenda. Buono, invece, il racconto dell'abietta perseveranza da parte dei cacciatori di fuggitivi.

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    Antonio

    08/09/2019 18:57:43

    Una lettura per non dimenticare, anzi per conoscere, come e sulla spalle di chi è stata fatta l'America. Anche se mi aspettavo qualcosa di diverso, una storia più incalzante, una vera e propria fuga, invece a mio parere in diverse parti del libro, l'autore si è divagato troppo su "dettagli" poco interessanti e coinvolgenti, rendendo la storia a tratti noiosa.

Vedi tutte le 45 recensioni cliente

Nella Georgia della prima metà dell’Ottocento, la giovane schiava nera Cora superando le proprie paure, non avendo più nulla da perdere, decide, come aveva fatto la madre Mabel prima di lei, di tentare la fuga dalla piantagione di cotone in cui vive in condizioni disumane, sottoposta alle peggio angherie, e comincia il suo viaggio verso la libertà. Servendosi di una misteriosa ferrovia sotterranea, Cora fa tappa in vari stati del Sud dove la persecuzione nei confronti dei neri imperversa crudele.
L’idea della ferrovia sotterranea, mai realmente esistita (è bene dirlo) è una trovata affascinante: rende appieno l’idea di una strada di ferro, solida, una linea retta potente che lavora rumorosamente nascosta agli occhi dei più, come faceva la rete di aiuto con i fuggiaschi neri per portarli in salvo. Congiunge il punto di partenza, al buio, sotto terra, quando sei schiavo, a quello di arrivo, dove sei una persona nuova (letteralmente con un’altra identità) e – forse – puoi respirare a pieni polmoni. Nel libro la ferrovia esiste: è una linea servita da treni che unendo stazioni nascoste, spoglie o arredate, porta lontano dalle piantagioni. Ma non ci sono orari o destinazioni precise per affrancarsi dalla schiavitù.
La ferrovia sotterranea racconta la avventure di una donna braccata, in fuga, che deve rinunciare alla propria identità per restare libera. Il romanzo è una sequenza di avventure, incontri in chiaroscuro, personaggi buoni e personaggi malefici. È come se i vari personaggi salissero a bordo del treno ad una fermata per scendere a quella successiva. Ne restano impressi pochi: ad esempio il cacciatore di taglie Ridgeway che deve trovare Cora per lavare l’unica onta subita in anni di onorata carriera (ovvero la fuga riuscita della madre di Cora), il bambino inquietante al seguito di Ridgeway.
È sì un romanzo che parla della schiavitù dei neri d’America, della crudeltà e della cattiveria umana, dei pregiudizi e della perdita dell’innocenza…. ma non è un semplice romanzo storico: è anche un libro sulla resistenza, sulla resilienza e sulla speranza, che stimola la riflessione su cosa significhi davvero libertà, senza fare la morale. Rimane impresso il capitolo in cui Cora è finalmente riuscita a scappare e seminare i suoi inseguitori, trovando rifugio presso una coppia di bianchi che cercano di aiutarla….ma la confinano per giorni all’immobilità più assoluta in una assolata angusta soffitta: niente rumori, nessuna parola, nessun movimento. Può chiamarsi libertà? “Essere liberi non aveva nulla a che fare con le catene o la quantità di spazio a disposizione”.
Questo libro è per chi è forte di stomaco, per chi ama le fotografie senza filtri, per chi ha un una frase di Nelson Mandela tatuata e ha ricominciato da capo più volte. Agita, scuote ma in qualche modo le emozioni sono messe al riparo dalla scrittura di Colson Whitehead che è controllata, distaccata anche quando racconta le scene più cruente. Niente pathos. E per fortuna, perché immedesimarsi anche solo per un minuto in Cora costa parecchio.
Colson Whitehead ha vinto il premio Pulitzer e il National Book Award nel 2017 per questo romanzo.

Recensione di Patrizia Carrozza

 

La ferrovia sotterranea, ambientata nell’America schiavista di metà Ottocento, è una storia di oggi. (...) Con questo ultimo libro, che ha vinto i due più importanti premi americani, il Pulitzer e il National Book Award, Colson Whitehead ha guardato dritto negli occhi il razzismo, che con tutte le sue svariate, infide incarnazioni, ancora affligge la nostra epoca. Dopo sette libri e diversi anni di studio e preparazione, Whitehead ha deciso di fronteggiare la pagina più scura della storia del proprio paese regalandoci un romanzo potente, che ha appassionato lettori illustri come Barack Obama e Oprah Winfrey e che ha già riscosso, meritatamente, grande attenzione anche in Italia. La ferrovia sotterranea è, senza mezzi termini, un bellissimo romanzo. Whitehead ha intrecciato con grande sapienza la ricostruzione della tragedia storica a elementi prettamente letterari. Il lavoro di ricerca che l’autore ha compiuto leggendo i memoirs degli schiavi gli ha permesso di rendere con grande realismo la vita della schiava Cora, figlia e nipote di schiave. Il suo tragitto di fanciulla ribelle, abbandonata da una madre che pare essere riuscita a fuggire nel mitico e libero Canada, è infatti segnato dalle tappe fondamentali di una iniziazione alla vita adulta e all’emancipazione politica. I capitoli, come tappe di un duplice viaggio, interiore ed esteriore, portano la protagonista a conoscere la più varia umanità. Bianchi e neri le mostreranno i vari volti dell’odio e della possibile amicizia. Nel frattempo Cora impara a leggere, amare, a sentirsi libera e, per paradossale conseguenza, a sentirsi prigioniera. (...). Whitehead ha ancorato questo racconto non solo nella storia, ma ha gettato arpioni anche nel mito e nel fantastico. (...) Con un colpo di genio, Whitehead ha trasformato la metafora della “ferrovia sotterranea” – una rete di abolizionisti realmente esistita – in una cosa reale. Questa intuizione non solo dà forma e ritmo al libro, i cui capitoli alternano le diverse stazioni raggiunte da Cora ai “ritratti” dei personaggi principali da lei incontrati per strada, ma immette la sua protagonista nel grande mito fondativo dell’identità americana. Nel cinema e nella letteratura americana la ferrovia è un simbolo immancabile del grande, utopico West. Lì, ai confini con il western, sfocia il viaggio di Cora, inedita pioniera di colore, schiava liberata che diventa tassello essenziale per la costruzione della nuova società americana. Anche noi siamo chiamati a fronteggiare nuove servitù e la nascita di una nuova realtà sociale. Forse la storia di Cora può aiutarci a capire da che parte stare.

Recensione di Stefano Moretti

  • Colson Whitehead Cover

    Scrittore statunitense, vincitore di numerosi premi, è erede del romanzo postmoderno, della saturazione mediatica che diventa meditazione sulla storia e sul suo assorbimento nella cultura del consumo. Ne L’intuizionista (Mondadori, 2019) gli ascensori diventano simbolo di sviluppo verticale e di un’ansia di promozione sociale che seduce anche i neri. Dopo John Henry Festival (Sur, 2018) mostra un mondo minacciato da un nuovo razzismo, di cui la cultura delle merci si fa veicolo e in cui la pubblicità è la principale fonte di ispirazione nella vita delle persone, mentre il postapocalittico Zona Uno (Einaudi, 2013) destruttura il genere horror. La ferrovia sotterranea (Sur, 2016) è stato un successo internazionale che gli è valso il Pulitzer... Approfondisci
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