Il figlio del dio del tuono - Arto Paasilinna - copertina

Il figlio del dio del tuono

Arto Paasilinna

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Traduttore: Ernesto Boella
Editore: Iperborea
Edizione: 7
Anno edizione: 1998
In commercio dal: 9 marzo 2015
Pagine: 288 p., Brossura
  • EAN: 9788870910742
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Il figlio del dio del tuono

Arto Paasilinna

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Rattristati e preoccupati per il malvagio comportamento degli uomini, gli dèi dell'Olimpo nordico si riuniscono per decidere la loro ultima possibilità di salvezza: il figlio del dio del Tuono dovrà incarnarsi e scendere sulla Terra per far tornare la vera religione nordica, cioè il culto di Thor e Odino.

Un tempo, quando il mondo era abitato solo dai Finnici, il dio del Tuono regnava su tutti gli esseri viventi. Ed era cosa buona. Ma poi i Finnici abbandonano la fede ancestrale, lasciandosi fuorviare da religioni straniere e falsi idoli. Costernati dalla scoperta che alle soglie del Duemila non hanno che pochi seguaci, gli dèi dell'Olimpo decidono di giocare un'ultima carta: inviare sulla terra Rutja, figlio del dio del Tuono, sotto le sembianze di un mortale adulto. Per i lettori di Paasilinna basta un simile inizio per immaginare quali strampalate e folli avventure seguiranno e quale subbuglio susciterà a Helsinki l'arrivo di un dio a cavallo di un fulmine. Accanto alla consueta vis comica e a personaggi indimenticabili, primo fra tutti Sampsa, l'agricoltore-antiquario nelle cui vesti Rutja compie il suo apprendistato, la sua ciabattante sorella Anelma o la conturbante Helinä, esattrice del fisco convertita a fervente discepola, Paasilinna rivela una stupefacente capacità di districarsi sia nel mondo della mitologia che in quello dei media, tra le pagine del Kalevala come tra quelle del Vangelo, per scagliare le frecce del suo ironico sorriso contro una società troppo ricca per accontentarsi di moltiplicazioni di pani e pesci, troppo cinica e soddisfatta per qualsiasi religione, con l'unica eccezione dei suoi isterici e dei suoi pazzi. Ma di quelli, per fortuna di Rutja, la Finlandia abbonda.
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    MaryLou

    05/12/2019 21:12:31

    L'ho comprato per approfondire l'autore, che mi ha rapita col Mugnaio urlante, scegliendo questo proprio per la commistione moderno-mitologico. Ha molti degli spunti caratteristici dell'autore (alcuni personaggi cattivi ma tristi, i matti, una quotidianità surreale) ma l'ho trovato meno scorrevole in alcuni punti rispetto ad altri. Comunque consigliato se l'autore piace.

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    Rig

    04/11/2019 22:07:13

    Forse fra i miglior lavori (fra quelli tradotti) del compianto Paasilinna. Questa volta non ci sono lepri o volpi, o simpatiche vecchine pronte all'uso del veleno, bensì il Figlio del Dio del Tuono che deve affrontare il mondo moderno e lottare per far riemergere la antica vera religione, contrastando le falsità contro le quali si deve imbattere. CONSIGLIATISSIMO.

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    Simona

    16/08/2019 15:57:07

    Lettura leggera, scorrevole e molto piacevole. Avere come protagonista una divinità che si incarna in un essere umano porta a tutta una serie di dinamiche molto divertenti. Consigliato.

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    Alewoolf

    01/06/2019 12:35:42

    Paasilinna oppone al "leader" del Cristianesimo il Figlio del dio del Tuono, che scende sulla Terra per combattere le false religioni e rinsaldare l'unica vera religione finnica, quella ancestrale. E non risparmia nessun finlandese, di nessuna estrazione sociale, dichiarando ancora una volta che in Finlandia sono tutti matti da legare.

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    Rigus68

    07/11/2018 22:26:33

    Anche nell’Iliade e nell’Odissea gli dei dell’Olimpo scendono in terra ma non per far guerra ad altre religioni, poiché non ve ne erano altre, ma per prendere le parti di fazioni in lotta tra di loro. Così gli opposti eserciti schierati earno guidati in duri scontri, che spesso si risolvevano in una lotta tra gli dei stessi. Qui Arto riprende poemi e canti popolari finnici che compongono il Kalevala e crea un romanzo complesso in cui il dio del Tuono Ukko Ylijumala, il più vecchio tra gli dei e loro capo supremo, decide di inviare il figlio, Rutja, in Finlandia per riconvertire in massa questo popolo alla religione arcaica. Sarà quindi una lotta per sradicare la popolazione dalla fede evangelico-luterana (compito in sé non impossibile, come appurerà Rutja, poiché le chiese sono deserte e la popolazione è agnostica). Il romanzo si dipana in un crescendo wagneriano con continue trovate e soluzioni inaspettate ed esilaranti. Alcune perle: quando il pastore evangelico Salonen è chiamato a cacciare i demoni dalla casa di Samsa Ronkainen (che si è “incarnato” nel figlio del Dio del Tuono) sette volte fa il giro della casa cantando inni ecclesiastici (chiara allusione a Giosuè e alle mura di Gerico!). Salonen poi sarà tra i primi convertiti alla nuova religione e suo convinto assertore. In omaggio a Mosè, senza salire sul Sinai, anche Raja crea una lista di comandamenti divini, ma si limita sei. Raja stesso aprirà una clinica per matti, che saranno guariti con la “folgoroterapia” (chiara allusione all’elettroshock). Svuota così i manicomi finnici, al punto di mettere in agitazione la sanità pubblica per mancanza di degenti (avrebbe fatto la felicità dello psichiatra Franco Basaglia). Il romanzo prosegue così con un ritmo scoppiettante, come il ronfare del motore di una Harley-Davidson. Aspettatevi nuove trovate al voltar di ogni pagina!

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    Antonella Schina

    11/05/2013 21:11:36

    Veramente piacevole e originale; sicuramente leggerò altri libri di Paasilinna.

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    MAURO

    25/04/2013 14:13:31

    Fulminato dal tuono del suo stesso Dio, Pasilinna ha fatto centro. Il quarto libro che leggo del "guardiaboschi" finnico, mi ha colpito e rapito fin dalle prime righe. Se nei precedenti, pur piacevoli, non mi aveva emozionato, con questo, in certi momenti, è riuscito a farmi vivere in un'altra dimensione. A tratti irresistibile, irriverente ed esilarante, coglie e racconta con straordinaria semplicità, l'irrazionale che ci circonda.

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    Massimo Albertin

    09/04/2012 16:58:59

    In questo libro, bersaglio della sua satira è la religione. E l'inizio vede già un Paasilinna che prende di mira la "presunzione" come una delle caratteristiche delle religioni: «Il cielo dei Finnici è molto più vecchio del resto del mondo e i loro dèi lo sono ancor di più. Non ce ne sono di più antichi. Il dio del Tuono, il più antico di tutti, era già quasi vecchio come oggi quando niente ancora era stato creato e nessun altro dio era nato. Oltre ad essere il più vecchio, è anche il più severo e il più potente. È il migliore». La storia consiste nel tentativo degli antichi dèi finnici, ormai dimenticati e soppiantati dal cristianesimo, di riconquistare proseliti tra la popolazione inviando sulla terra il loro emissario Rutja - il figlio del dio del tuono appunto - per emulare l'opera di Cristo. Una volta deciso che, per mancanza di tempo, non era opportuno aspettare la crescita di un nuovo nato, egli si incarna in un personaggio già adulto, un agricoltore-antiquario di cui prende il posto. E riuscirà in pieno nel suo intento, a suon di miracoli e di straordinarie prestazioni, riuscendo a convertire la maggior parte della popolazione finlandese alla fede "neoancestrale". Un libro di grande presa, curioso e lontano dalla banalità e dalla prevedibilità.

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    manvela

    03/02/2009 18:57:18

    Tema originale ma effetto meno travolgente del solito. Non è in questo romanzo che si trova il Paasilinna più brillante!

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    domenico

    22/09/2008 15:01:40

    Bello e originale, per un autore che amo molto ma che è stato un po' ripetitivo, pur nella coerenza del coraggioso quanto messaggio che ci lascia. Divertente in ogni caso riesce ad esserlo sempre e senza alcuna forzatura.

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    Ginevra

    13/06/2007 12:02:45

    Un libro ironico, irresistibile, paradossale e al tempo stesso coinvolgente. Tocca importanti argomenti come la crisi della religione e traccia un affresco dei finnici irresistibile. Sarà che l'ho letto subito dopo il rientro dalla terra dei Sami proprio tra Finlandia e Norvegia ma l'ho trovato troppo azzeccato! Da leggere, indubbiamente. Peccato che l'ho consigliato a molti ma sia piaciuto a pochi.... è una cosa che non riesco a spiegarmi

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    baghy

    08/01/2007 18:00:58

    Libro piacevole e sicuramente dal soggetto originale. Come negli altri suoi libri Paasilinna riesce a creare un mondo di personaggi improbabili ma irresistibili al tempo stesso. L'unico motivo per cui non promuovo il libro a pieni voti è che il finale mi è sembrato un po'affrettato e per certi versi scontato. Per il resto la trama è veramente coinvolgente e la lettura scorrevole. Mi sa che prima o poi devo programmare un viaggio in Finlandia per vedere e conoscere questi finlandesi.

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    Giacomo

    20/10/2005 17:25:10

    Mi è piaciuto veramente, dalla prima all'ultima pagina. Temevo potesse essere un po' noioso, a giudicare dal titolo, mentre invece non è stato così. In più affronta anche un tema scottante come quello della religione, ponendo su uno sfondo irreale considerazioni per niente banali, come solo Paasilinna sa fare.

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    Michela

    21/01/2005 10:34:31

    Questo resta sempre il libro di Paasilinna che preferisco, anche se ne ho già letti in francese o tedesco alcuni non ancora tradotti in italiano. Fra l'altro vi anticipo che il nostro tratta un tema soprannaturale anche in un libro tradotto finora solo in tedesco: il protagonista è un uomo morto che racconta le proprie avventure nell'aldilà. Carino, ma non all'altezza di questo (forse solo per il finale che non è come me lo aspettavo).

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    Michela

    13/09/2004 00:23:45

    Per Enzo: i tuoi amici lo hanno apprezzato? Anch'io ne ho regalato una copia, ma la ricevente mi ha poi detto che non trovava divertente imparare l'umano... la prossima vita mi scelgo altri amici, come dice Ligabue!

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    Enzo Angelini

    01/09/2004 19:48:42

    Splendido lo consiglio a tutti. Credo di aver regalato almeno 5 copie.

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    Michela

    08/06/2004 10:45:03

    Un libro assolutamente da leggere se si pensa di essere "molto scalognati", se si ha il morale a terra e si è persa la fiducia nella vita e nel futuro... A volte in questi frangenti si pensa: se esiste un dio, non può scordarsi di me! E' esattamente quello che pensa Sampsa Ronkainen... e l'aiuto divino gli arriva, aiutandolo a cambiare la sua vita in meglio! Senza contare che, mentre si legge, si ride moltissimo, e anche questo aiuta ad essere ottimisti e a migliorare le cose!

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    Paola Facelli

    10/10/2003 18:25:43

    in assoluto il migliore dei libri di Paasilinna

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    Francesco Moscati

    03/08/2002 18:29:37

    Libro veramente bello, ricco di fantasia e di ironia... l'ho letto tutto d'un fiato. Caldamente consigliato.

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    Claudio

    31/10/2001 15:50:39

    Carino, ma.... Rispetto al bosco delle volpi, al mugnaio urlante e all'anno della lepre questo libro mi sembra un po' fiacco. L'idea del soprannaturale un po' tirata per i capelli. Arto ci ha abituati a ben altro. Molto più brillante l'ultimissimo: 'lo smemorato di tapiola'....si vede che anche i grandi a volte inciampano!

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Le prime frasi

L'agricoltore-antiquario Sampsa Ronkainen s'incamminò per il vialetto di betulle della sua proprietà fino alla cassetta delle lettere che si trovava a un buon centinaio di metri dall'edificio principale, ai bordi della strada. San Giovanni era ormai alle spalle, le lettere spedite prima delle feste dovevano con tutta probabilità essere arrivate.
Il maniero di Ronkaila, nel villaggio di Pentele, comune di Suntio, non era in realtà che una vecchia dimora familiare, costituita da una grande villa semidiroccata e una casa più recente che, con il rustico dove alloggiavano un tempo i garzoni e la stalla di pietra, formavano un cortile, sul retro. Lì, un tempo, era stato piantato un giardino, tornato ormai allo stato selvaggio.
Due donne, dalla veranda della casa nuova, seguivano i movimenti di Sampsa. L'una, sulla cinquantina, in vestaglia, era la sorella Anelma Ronkainen-Kullberg, dentista. L'altra, magra e insignificante, sulla trentina, era la sua convivente, Sirkka Leppäkoski. Una compagna nel senso più elastico della parola.
Gli studi della sorella di Sampsa erano stati pagati con i proventi della proprietà, della quale aveva inoltre ricevuto un terzo come anticipo d'eredità. La donna aveva tuttavia perduto l'intera sua fortuna per aver sposato un fannullone di Suntio, Fried Kullberg. L'uomo diceva di appartenere alla piccola borghesia di lingua svedese, ma era spiantato e di maniere piuttosto plebee; per giunta si era presto rivelato un ubriacone e un dongiovanni impenitente e aveva dilapidato senza rimorsi i beni della moglie. Anelma Ronkainen-Kullberg era poi andata via di testa per un certo periodo, Kullberg era morto alcolizzato: dileguatosi il patrimonio, Anelma era tornata a Ronkaila, dove viveva senza far nulla.
Il maniero di Ronkaila, prima delle guerre, era ancora una delle grandi proprietà del comune di Suntio: ottocento ettari di terre, un centinaio scarso dei quali coltivato a cereali, sessanta mucche da latte, una mietitrebbiatrice e altre macchine. Il padrone di Ronkaila, Tavasti Ronkainen, aveva costruito la prima centrale elettrica del comune di Suntio: fatto sbarrare un ruscello, aveva installato sulla diga un generatore che forniva la corrente alla proprietà e a una parte del villaggio. Da tempo però la diga aveva ceduto e la proprietà, lasciata in abbandono, non sembrava più quella di una volta. Una parte era stata requisita per i profughi della Carelia, poi Kullberg si era bevuto un terzo di ciò che restava.
Le donne sorseggiavano apatiche il loro caffè sulla veranda. Non avevano nulla da fare e non facevano nulla. Spettegolavano, "conversavano" e "si scambiavano opinioni" tutto il giorno. Di quel passo, il giardino intristiva e la casa non brillava certo per pulizia. Ogni autunno, il frutteto produceva una tonnellata di mele ticchiolate, che nessuno si preoccupava di raccogliere. Marcivano nell'erba ingiallita, alta fino a mezza gamba. I merli invadevano i cespugli di ribes e volavano a stormi, cacando, tutt'intorno a Ronkaila. A quell'epoca di San Giovanni, l'erba del giardino era già così alta che il rabarbaro non aveva la forza di crescere, e le vecchie piantagioni di lupini perenni lottavano per sopravvivere in mezzo alle ortiche. I tafani e le mosche ronzavano attorno alla veranda, le signore si grattavano pigramente sotto la vestaglia. La doccia della sauna era di nuovo guasta e nessuno si preoccupava di riscaldare dell'acqua nella caldaia.
Sampsa aprì la cassetta delle lettere sperando di trovarvi qualcosa di interessante. Macché, solo due fatture e dei giornali e, per Anelma, una circolare dell'ordine dei dentisti. Nient'altro. Sampsa strinse la circolare nel pugno, ne fece una pallina e la gettò nel fosso invaso dall'erba dietro la cassetta delle lettere. Pensò a suo padre, il vecchio padrone di Ronkaila. Quando Anelma si era scelto per marito un finno-svedese buono a nulla, Tavasti era andato su tutte le furie e aveva dichiarato che non avrebbe mai permesso a quella genia di bersi Ronkaila.
  • Arto Paasilinna Cover

    Scrittore finlandese, con un passato da giornalista, poeta e guardiaboschi; autore-culto in Finlandia, dove ogni suo libro ha superato sempre le 100.000 copie: uno dei pochi scrittori finlandesi che ha vissuto unicamente della sua penna. Molto amato all’estero per il suo humour travolgente, quella capacità tutta finlandese di raccontare ridendo anche le storie più tragiche, ha pubblicato più di trenta romanzi, oltre a pièces teatrali e sceneggiature. Nel 1994 gli è stato conferito in Italia il Premio Acerbi per L’anno della lepre, romanzo dal quale sono stati prodotti due film.Ha vissuto - alternando - in Lapponia e a Helsinki, ma con sempre più frequenti tappe nei paesi più assolati del Sud, spesso anche in Italia.Parte della sua... Approfondisci
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