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Andrea Vitali

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 360 p. , Brossura
  • EAN: 9788811678335

Recensioni dei clienti

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    claudio

    12/05/2014 08.46.05

    A me è piaciuto; forse non come altri di Vitali ma senz'altro fra i migliori, anche se la vicenda è ambientata più che altro fra gli anni '60 e '70, e non durante il ventennio fascista dove Vitali eccelle. Tutto ruota intorno al nome di Giuseppe Arrigoni: il fatto è che di Giuseppe Arrigoni ce ne sono molti a Bellano e così bisogna armarsi di pazienza e seguire le vicende dei vari personaggi, dal dr. Tornabuoni, medico condotto e segretario della sezione PCI all'Eraldo Bonomi e alla sua bella moglie Elena, da Maria Grazia Perdicane al maresciallo dei carabinieri.

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    Renzo Montagnoli

    09/09/2013 09.11.28

    Il libro in questione già presenta una stranezza in copertina: il nome dell'autore a caratteri cubitali e il titolo molto più in piccolo. Tuttavia, nella quarta di copertina c'è molta più sobrietà, con alcuni succinti e positivi giudizi di noti critici letterari. Cosi si va da "I romanzi di Andrea Vitali sono una rarità, rappresentano campioni dell'antica arte del racconto italiano." di Antonio D'Orrico a "Un talentuosissimo scrittore." di Massimo Onofri. E' quindi con la miglior predisposizione che ho affrontato questo testo, ravvisando, però, che già dalle prime pagine l'accostamento a Piero Chiara mi è parso fuori luogo. La vicenda è di paese, ma della caratura dei personaggi, della loro descrizione, dell'intreccio, delle vene poetiche che descrivono il paesaggio, per non parlare dell'ironia che stempera la satira sottile, virtù queste proprie invece del grande romanziere luinese, non ho trovato traccia. Lo stesso di Vitali è troppo sobrio, anzi la sua scrittura appare elementare, tutta tesa a dare spazio alla trama, tralasciando gli elementi determinanti, costituiti dalla tipica atmosfera di paese e dalla particolare caratterizzazione dei personaggi; e anche la vicenda, pur non disprezzabile, è basata su equivoci, su identità di nomi e cognomi, quasi un richiamo alle opere teatrali di Georges Feydeau. Per quanto deluso, soprattutto perché le aspettative erano notevoli, non posso tuttavia esimermi dal considerare Una finestra vistalago un romanzo che tutto sommato è di gradevole lettura e che aiuta sen'altro a trascorrere un po' di tempo, con l'avvertenza però che è inutile spèrare in un accrescimento culturale, perché la sostanza é poca. Per quella è meglio affidarsi ai libri di Piero Chiara.

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