Editore: Feltrinelli
Edizione: 3
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
Pagine: 116 p.
  • EAN: 9788807815454
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:

€ 5,95

€ 7,00

Risparmi € 1,05 (15%)

Venduto e spedito da IBS

6 punti Premium

Attualmente non disponibile Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    furetto60

    15/06/2016 15:34:49

    Pur non essendo l'opera migliore della Santacroce, in questo romanzo breve (quando comincia a stancare, finisce) le qualità dell'autrice appaiono in modo evidente. Utilizzando la prima persona, l'opera ha il pregio di replicare in modo efficace il reale parlato di quella parte della moderna generazione abbandonata a sé stessa e ai propri eccessi, cinica e romantica, aggressiva e poetica.

  • User Icon

    Andrea Fava

    26/08/2014 11:28:56

    Storia un po' scontata e tutto sommato superficiale dell'estate riccionese di un'adolescente smaniosa di sentirsi al centro dell'attenzione e frustrata per non riuscirci, che si sforza di attirare l'attenzione di tutti vestendosi come una ragazza dai facili costumi e poi finge meraviglia e disappunto quando viene guardata come una prostituta. Elemento degno di nota è forse lo stile, abbastanza originale, ma oltre a quello non ci ho trovato granché. Chi ha trascorso da ragazzo almeno un'estate sulla riviera romagnola e ha frequentato le sue famose discoteche rivedrà qualche scorcio della propria adolescenza vacanziera.

  • User Icon

    dormitorio

    29/01/2014 18:42:51

    Grande poesia, la storia in se è molto semplice preferisco. Il suo libro migliore zoo.....

  • User Icon

    OskarSchell

    02/07/2009 12:47:42

    Romanzetto per chi conosce poco la letteratura... Visione stereotipata del mondo giovanile, linguaccio eccessivo che non ottiene l'effetto 'sbigottimento' che forse avrebbe voluto provocare. Forse se ne puo' fare a meno.

  • User Icon

    giacomo

    01/07/2009 15:18:42

    Ma che paura fa una scrittura senza virgole? Se c'è la musica delle parole.. c'è la musica delle parole a tessere il filo del discorso. Perdetevi in questo libro che non pesa. Dove tutto è troppo vero per non esistere realmente. Perdetevi lì dentro, come ho fatto io.. che non ne sono mai uscito. Non ascoltate chi dice che la Santacroce in questo libro non ha messo niente. Non ha messo sostanza, non ha messo messaggi... non ascoltate perché quello di questa autrice è forse uno dei messaggi più grandi.. e lei mi ha riempito di voglia di vivere.

  • User Icon

    Dioneo

    27/05/2009 19:51:25

    A mio avviso, la migliore opera letteraria contemporanea; un capolavoro di stile e di contenuti che in poche pagine cancella con un colpo di penna netto e definitivo quintali di letteratura. Persino l'autrice non è più riuscita a "sostenere" il proprio esordio, rompendo nei romanzi successivi (alcuni davvero illeggibili e di nessun valore) quell'equilibrio perfetto che rende "Fluo" un'opera senza definizioni né possibili seguiti.

  • User Icon

    Ciaby92

    10/04/2009 14:07:01

    Isabella Santacroce, pioniera di una letteratura schizofrenica e allucinata, debutta con questo "Fluo": un libro ardito, eppure meno esplicito di molti altri libri da lei realizzati, scritto da una giovane drogata di pubblicità, marche e marchette. Il continuo influsso di parole anglofone, il delirio di una mancanza di punteggiatura e la poesia di alcune parti dimostrano il lato romantico di una Santacroce intenta a descrivere con incredibile realismo una generazione perduta nel suo guscio. Il finale è pura poesia, anche se la lettura di questo manuale privo di virgole è parecchio difficile.

  • User Icon

    laura

    20/09/2008 16:45:48

    E' il secondo libro che mi capita di leggere di questa autrice, del primo non ho capito assolutamente niente... il che è confortante... di questo invece ho delle considerazioni da fare. La scrittura non mi piace, forse non essendo più alla soglia dei 18 anni è un linguaggio che non mi si addice, ma lo trovo difficile da seguire, troppo spezzettato con parole inglesi e da marche conosciute di abbigliamento e quant'altro. La storia di per sè potrebbe essere più comprensibile se vivessi in una cittadina più grande, e se avessi qualche anno in meno. Gli eccessi raccontati in questo libro, anche immedesimandomi, o immaginandomi ai miei 18 anni, sono troppo "eccessivi". Quando per me il massimo dell'estremismo era portare gli anfibi, jeans sfilacciati e fumare la sigaretta in pubblico dimostrando una certa sicurezza, qui la "quasi normalità" è andare alle feste lesbo, prendere di tutto in fatto di droga, accettare passaggi dagli sconosciuti, non tornare nemmeno a casa, sfidare tutte le regole possibili, allora per me diventa un libro inconcepibile. Da un'altra angolazione invece, è un libro che mi è piaciuto, perchè mi ha fatto sentire felice e fortunata che i miei eccessi fossero più contenuti, fortunata perchè i problemi famigliari descritti (o la totale mancanza di famiglia, che forse è diverso) non mi sono toccati, fortunata perchè ho saputo dire di no quando mi hanno offerto della droga, fortunata perchè ho ancora dei principi che la società non è stata in grado di risucchiare nel vortice della superficialità e della noia. Ecco, quando alla fine di un libro ti senti fortunata per tutto questo, allora forse è un libro da salvare.

  • User Icon

    Ermete

    16/05/2007 18:09:23

    La sua insofferenza per la punteggiatura,le sua cinica ed struggente visione della vita,il suo sarcasmo acido,geniale.

  • User Icon

    Giulia

    21/03/2007 20:00:58

    Divorato in poco più di 2 giorni da pendolare. Una poesia che stringe l'anima. Perchè folle, perchè disincantata. A 16 anni avevo il cuore in frantumi e leggevo versi ginsberghiani dolorosi quanto questi. Un urlo infinito,il mantra degli anni più veri. L'ultimo capoverso è da brividi.

  • User Icon

    gemi

    03/02/2007 11:14:14

    Condivido in buona parte il giudizio di Valentina. Il libro non è a tratti angosciante, ma "a tratti" e "angosciante". Forse troppo poco unitario, forse costruito di colori e materiali tanto poco naturali, tanto "chimici", da non poter essere sentito e odorato da chi non ha mai fatto visita a quel tipo di mondo. Non credo sia un libro inutile, a patto di non aspettarsi analisi psicologiche, sociologiche o chissà che altro. Questa l' anatomia di un rifiuto tracciata con robotici gesti e allucinanti descrizioni.

  • User Icon

    amnesia

    11/12/2006 01:17:53

    ...me lo aveva consigliato Electra che ora é in puglia e sento poco. é diventato una parte di me come in altri libri della Santacroce, sembra di essere in un mondo che per quanto sia reale non riesce ad esserlo- ti senti nella stanza, sola, vedi il tappeto zebrato, la finestra, fuori, piove ed anche nella tua anima.

  • User Icon

    elghat

    25/10/2006 09:04:09

    Un romanzo veramente antipatico. però importante perchè scritto ad occhi aperti, occhi spietati della adolescenza. occhi aperti e anche compiaciuti sulla degenerazione e nevrosi a cui siamo arrivati. adulti viziosi e mentecatti, distanti , giovani psicoticamente fashion victims, che prendono droghe come zigulì, ma è proprio così, la riviera, proprio al suo meglio.i tossici amici di christiana erano più simpatici, più persi e innocenti. viene voglia di buttare il napalm su riccione.

  • User Icon

    marco d

    23/10/2006 08:33:48

    mai letto la santacroce. questo è il suo primo. sentivo il bisogno di leggerlo e ora lo trovo un libro necessario. in senso anche scientifico se vogliamo. mi piace riconoscere negli scrittori il mestiere. quale mestiere? innanzitutto quello di vivere e poi il coraggio e la fatica di raccontarlo con la poetica, la scrittura la tecnica. tutto questo merita rispetto e considerazione. anche io vivo in riviera e non amo riccione e i suoi eccessi ma questa è un altra storia.

  • User Icon

    Livio

    12/10/2006 02:47:01

    Premesso io sia un fan della Santacroce e che Revolver rimane il mio preferito ma volevo qui adoperarmi, perchè Fluo rimane straziante. Fluo è l'adolescenza, è l'età andata perduta e con essa tutta la spensieratezza. Fluo sfiora l'anima, Fluo è un esordio senza eguali. Fluo acceca di colori. I successivi della Santacroce saranno tutti intinti nel nero senza fine anche quando abbagliano, Fluo è sconcertante per quanto è bello, è uno strazio, struggente. L'età che è finita per sempre.

  • User Icon

    Valentina

    23/07/2006 14:40:54

    la trama è un pò spezzettata e l'ho trovato abbastanza confusionario, ma è proprio questo stile che riflette la vera personalità dell'autrice...non l'ho amato ma ti fa viaggiare con la mente..alla fine non è tanto male

  • User Icon

    Elisa

    07/03/2006 15:13:41

    Una sola parola: incomprensibile. Solo con grande determinazione e buona volontà si arriva alla fine. ma chesia un piacere, no.

  • User Icon

    Valerio

    18/02/2006 19:12:44

    Ora apriamo con il dire che la Santacroce non scrive male, anzi affatto nel suo campo potrebbe essere anche vista come una poetessa! Il problema è che una volta arrivato a pagina 114 del libro (nel caso caro letttore tu abbia resistito) nella tua testolina si affaccia quella domanda fatidica del:_Ebbene cosa mi è rimasto? La risposta è tanta poesia magistralmente fluorescente e un bel niente!!!!!!! Topolino certe volte da soddisfazioni letterarie che neanche immaginate........

  • User Icon

    zoe

    27/10/2005 10:02:46

    Primo ed ultimo libro letto della Santacroce. La sua scrittura è artefatta e pretenziosa, creata per stupire...peccato che il risultato sia semplicemente irritante. Da evitare.

  • User Icon

    pussy

    30/01/2004 20:40:02

    senza senso, ho buttato via i soldi....

Vedi tutte le 24 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione