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Eugenio Borgna

Editore: Einaudi
Collana: Vele
Anno edizione: 2014
Pagine: 105 p. , Brossura

29 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Psicologia - Sociale, di gruppo o collettiva

  • EAN: 9788806221874

Recensioni dei clienti

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    Laura

    10/04/2015 11.43.29

    il prof. Borgna sicuramente consiglierà questo libro ai suoi studenti. descrive la fragilità come un aspetto positivo nell'essere umano. mi è piaciuta molto la parte dedicata alla fragilità nella fede di cui ha sofferto madre Teresa di Calcutta.

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    alida airaghi

    29/05/2014 17.26.41

    La fragilità è un difetto, una colpa, la spia incontestabile di uno stato di precaria e instabile debilità? Il Professor Eugenio Borgna, psichiatra e fenomenologo di fama internazionale, le dedica questo prezioso volumetto pubblicato nella collana "Le vele" di Einaudi, da subito prendendo le sue difese: "La fragilità, negli slogan mondani dominanti, è l'immagine della debolezza inutile e malata, inconsistente e destituita di senso; e invece nella fragilità si nascondono valori di sensibilità e di delicatezza, di gentilezza estenuata e di dignità, di intuizione dell'indicibile e dell'invisibile che sono nella vita, e che consentono di immedesimarci con più facilità e con più passione negli stati d'animo e nelle emozioni, nei modi di essere esistenziali, degli altri da noi". Fragile è il silenzio, espressione spesso di timidezza o incapacità comunicativa, e fragili sono anche le parole, inadeguati scandagli dell'anima propria e altrui. E quanto fragili, trepide e vulnerabili sono le emozioni che ci vivono dentro, siano esse positive come la gioia, la speranza e la grazia, impalpabili e transeunti, siano invece negative come la tristezza, la malinconia, la nostalgia, che oscurano gli orizzonti delle nostre giornate e i rapporti con gli altri. Eugenio Borgna riflette sulla natura della fragilità come esperienza interpersonale, e si addentra empaticamente negli stati fisici e psichici più segnati da essa: la malattia, in particolare quella mentale, nei suoi aspetti patologici e clinici. La fragilità, conclude, non è "una forma di vita inutile e antisociale, e anzi malata, e che non merita nel migliore dei casi se non compassione": essa nasce "dalle falde più profonde e creatrici della nostra interiorità", ha l'inconsistenza di un sorriso, la sua gratuità, ma anche la sua profonda dolcezza e mite iridescenza.

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