Il giardino dei Finzi-Contini

Giorgio Bassani

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 27 dicembre 2012
  • EAN: 9788807881084
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Descrizione

Pochi romanzi italiani del Novecento sono entrati così profondamente nel cuore dei lettori come "Il giardino dei Finzi-Contini", un libro che è riuscito a unire emozioni private e storia pubblica, convogliandole verso un assoluto coinvolgimento narrativo. Un narratore senza nome ci guida fra i suoi ricordi d'infanzia, nei suoi primi incontri con i figli dei Finzi-Contini, Alberto e Micòl, suoi coetanei resi irraggiungibili da un profondo divario sociale. Ma le leggi razziali, che calano sull'Italia come un nubifragio improvviso, avvicinano i tre giovani rendendo i loro incontri, col crescere dell'età, sempre più frequenti. Teatro di questi incontri, spesso e volentieri, è il vasto, magnifico giardino di casa Finzi-Contini, un luogo che si imbeve di sogni, attese e delusioni. Il protagonista, giorno dopo giorno, si trova sempre più coinvolto in un sentimento di tenero, contrastato amore per Micòl. Ma ormai la storia sta precipitando e un destino infausto sembra aprirsi come un baratro sotto i piedi della famiglia Finzi-Contini.

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Recensioni dei clienti

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    Serena

    26/10/2018 09:02:02

    Un grande classico, conosciuto a scuola. Molti intrecci, oserei dire inaspettato.

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    AdrianaT.

    23/10/2018 08:14:05

    Non si può snobbare chi ha scoperto 'Il Gattopardo' anche se, a prescindere da questo, 'Il giardino dei Finzi-Contini' dovrebbe valere anche senza l'aura felina. Dico dovrebbe perché, in effetti, questo libro non mi è proprio piaciuto soprattutto nella forma (scrittura, secondo me, ordinaria e narrazione mediocre e noiosa), ma avrei anche da dire su certi contenuti: «[...] il grande secolare edificio [magna domus], assai danneggiato da un bombardamento del '44, è occupato ancora adesso da una cinquantina di famiglie di sfollati, appartenenti a quello stesso misero sottoproletariato cittadino, non dissimile dalla plebe delle borgate romane, che continua ad ammassarsi soprattutto negli anditi del Palazzone di via Mortara: gente inasprita, selvaggia, insofferente (qualche mese fa ho saputo hanno accolto a sassate l'ispettore comunale all'igiene che c'era andato in bicicletta per un sopralluogo), i quali, allo scopo di scoraggiare ogni eventuale progetto di sfratto da parte della Soprintendenza ai monumenti dell'Emilia e Romagna, sembra che abbiano avuto la bella idea di raschiare dalle pareti anche gli ultimi residui di pitture antiche.»... e ancora... «Gli altri, tutti gli altri, e in primo luogo i miei molto amati compagni quotidiani di studio e di giochi, inutile pensare di erudirli in una materia talmente privata. Povere anime. A questo proposito, non erano da considerarsi che degli esseri semplici e rozzi condannati a vita in fondo a irremeabili abissi di ignoranza, ovvero - come diceva perfino mio padre, sogghignando benigno - dei "negri goìm"». Assai perplessa per il planetario e duraturo successo di questo libro e del film omonimo, qui mi taccio, perché altrimenti dovrei dire che l'ho trovato piatto, snob e pure razzista; i personaggi principali vacui e viziati fra cui spicca la stronzaggine di Micòl. Meglio il Bassani talent-scout.

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    Mauro

    20/10/2018 21:00:51

    A dire la verità mi aspettavo di più da questo libro. Se ho apprezzato lo stile di scrittura di Bassani, mi hanno dato un po' fastidio quei lunghi periodi inframmezzati da una decina di virgole e una parentesi, che fanno perdere il filo del discorso. Mi aspettavo una maggiore "storicizzazione" dei fatti, in fondo siamo al culmine del fascismo e a uno sputacchio dalla guerra. La trama poi, con la "scomparsa" della famiglia Finzi-Contini negli ultimi capitoli... No, forse non l'ho capito, ma mi aspettavo di più.

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    Massimo F.

    29/09/2018 07:44:17

    Che dire? Un grande romanzo. Ambientazione impeccabile, con un tratteggio perfetto di personaggi difficili da dimenticare. Storia pervasa di drammaticità e tenerezza dove dominano la nostalgia per quel che è stato e il rimpianto per quello che poteva essere. Da leggere, assolutamente…

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    Un grande classico, una lacuna che sono felice di aver colmato.

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    Carlo

    20/09/2018 12:48:11

    Bellissimo libro, uno dei più bei romanzi che abbia mai letto. Probabilmente ad altri grandi autori come Proust, Tolstoi etc forse sarebbe un'ingiustizia paragonarlo. Nel suo genere, nel suo stile (per certi versi mi ricorda qualcosa di Proust) per me è un piccolo capolavoro. Tolstoi sarà un grande, ma non sempre ha quell'immediatezza, quella freschezza, quella semplicità tutta italiana, e in certi periodi è faticoso, né Dostoieski (un altro grandissimo) con i suoi complessi, troppo complessi personaggi. L'ambientazione, la storia sentimentale (semplice e struggente) e sullo sfondo le vicende storico-politiche, su cui l'autore (e questo mi piace enormemente) non si schiera, sbandierando ideologie, ma li lascia sullo sfondo, presagendo il complesso e cupo evolversi della storia. Ma alcentro di tutto c'è il protagonista, con i suoi sogni letterarri, la sua città i suoi amori le sue debolezze, i suoi interrogativi senza risposta

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    Rudi Bertagnolli

    20/09/2018 09:33:07

    Libro nostalgico ed elegiaco, intriso di malinconia. Fantastico il personaggio di Micol Finzi Cotini, una dei più riusciti personaggi femminili della letteratura italiana. La enigmatica Micol si dimostra alla fine femmina, attratta inesorabilmente dalla mascolinità, dalla ruvidezza virile del Malnate, benché le comuni passioni facessero pensare ad una propensione per il protagonista alter ego di Bassani.

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    Mariaelena

    19/09/2018 23:04:46

    La prima parola che mi è subito venuta in mente per descrivere questa mia esperienza di lettura è "inaspettato". Sapevo pochissimo di questo romanzo e mi ero fatta un'idea che non corrisponde a ciò che ho trovato nel libro e infatti ne sono rimasta sorpresa. Mi aspettavo un romanzo sulla guerra e invece questo è assolutamente riduttivo, c'è molto altro dietro queste pagine. La percezione di una guerra imminente e soprattutto le leggi razziali emanate in Italia nel 1938 sono presenti, ma non prendono mai il sopravvento sugli eventi, fanno da sfondo all'intera vicenda che è incentrata tutta sui personaggi, in particolare sull'io narrante e su Micòl, perno di tutta la narrazione. Micòl Finzi-Contini è una giovane donna bella, caparbia, forte, divertente e anche un po' snob, tanto che io non l'ho sempre amata devo ammettere, ma è di sicuro un personaggio indimenticabile e tratteggiato alla perfezione da Bassani che con la sua scrittura chiara, semplice e raffinata fa prendere vita ai suoi personaggi permettendo al lettore quasi di toccarli con mano. Il nostro io-narrante è un ragazzo ferrarese, studente di Lettere che, venuto in contatto con la prestigiosa famiglia Finzi-Contini, trova nel loro giardino e nella loro maestosa casa una sorta di rifugio dalla sua solitudine e dalla sua irrequietezza di giovane ebreo che comincia a sentire sulla propria pelle gli effetti delle leggi razziali .Mi ha colpito moltissimo l'estrema delicatezza con cui l'autore ha saputo raccontarci questa storia, il suo sapermi coinvolgere e farmi sentire lì insieme ai protagonisti della sua narrazione, mi sembrava di sbirciarli dall'alto e di provare sulla mia pelle ciò che loro percepivano. Un classico della letteratura italiana da recuperare assolutamente!

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    marti

    18/09/2018 10:26:23

    Un grande classico che sa avvicinarsi all'attualità con temi degli di nota, di una scorrevolezza melodica che lo rende affascinante in ogni sua pagina. ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE

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    Cristina

    18/09/2018 08:08:59

    Questo libro è stato una dolce scoperta. Conoscevo autore e titolo per sentito dire, ma non immaginavo che questa lettura racchiudesse un'esperienza così delicata e malinconica. La storia non è nulla di che. Una quasi storia d'amore tra due ragazzi ebrei di ventitré anni ambientata nella Ferrara del '39, che si scontrano con l'imposizione delle leggi razziali. Per di più il finale ci viene svelato nelle prime cinquanta pagine. Allora cos'è che affascina i lettori e che costringe a leggere avidamente "Il giardino dei Finzi-Contini"? Innanzitutto l'atmosfera di precarietà data dal sapere come si concluderà la storia quasi da subito, ma soprattutto dal tema della guerra imminente che è una protagonista invisibile che ci sta con fiato sul collo. In secondo luogo ma più importante, lo stile di scrittura di Giorgio Bassani, preciso, leggero, sagace mai banale, che con immenso amore ci disegna sotto gli occhi la mappa di Ferrara. Riconoscerei lo stile di Bassani tra mille, incontrare un autore che riesce ad ammaliarti anche senza il bisogno di una storia particolarmente avvincente è più unico che raro!

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    Dalila

    02/07/2018 09:10:51

    Leggendolo il mio umore cambiava insieme a quello del protagonista, adoro quando succede. Le sue gioie erano le mie e la sua rabbia la potevo sentire, toccare e vedere. Le leggi razziali mi hanno resa inquieta come suo padre e mi sono sentita molto vicina a Micòl di quanto potessi immaginare. Leggetelo quando potete, perché non è semplicemente un libro sulla Seconda Guerra Mondiale, ma è un libro sull’umanità e sulla disumanità dell’Italia in quei tempi.

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    Cristiano Cant

    20/06/2018 07:57:13

    "Si era nel '38, a circa due mesi da quando erano state promulgate le leggi razziali. Ricordo bene, un pomeriggio verso la fine di Ottobre. Purtroppo era tutto vero. Lo scorso 22 settembre, dopo il primo annuncio ufficiale del 9, tutti i giornali avevano pubblicato quella tale circolare aggiuntiva del Segretario del Partito che parlava di varie 'misure pratiche' nei nostri riguardi. In futuro, fermi restando il divieto dei matrimoni misti, l'esclusione di ogni giovane, riconosciuto come appartenente alla razza ebraica, da tutte le scuole statali di qualsivoglia ordine e grado, nonché la dispensa, per gli stessi, dall'obbligo 'altamente onorifico' del servizio militare. Noi 'giudei' non avremmo potuto inserire necrologi nei quotidiani, figurare nel libro dei telefoni, tenere domestiche di razza ariana, frequentare 'circoli ricreativi' di nessun genere... Sarebbe presto arrivata anche la chiusura del 'Circolo dei negozianti'. E senza darmi il più piccolo pensiero di mio fratello Ernesto, il quale, poverino, stava sempre lì a guardarmi a bocca aperta, a imitarmi, io avevo smesso di andare anche al tennis, dove molti di noi erano già stati espulsi". Nostalgia di un tempo che si sta smarrendo nelle nebbie di un periodo sociale nerissimo, di tragedie impensabili che stanno per affacciarsi nella loro concreta e agghiacciante verità. La vita ancora può salvarsi in una villa ricca che difende il proprio passato, il proprio alto blasone, i propri libri, lungo le crepe di una realtà ormai mutata. Ho appena letto che è traccia d'esame quest'oggi, e posso solo applaudire con merito alla scelta. Un capolavoro assoluto.

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    Wanda

    15/11/2017 22:43:24

    Splendida ambientazione, splendida Ferrara, nel sogno dell'adolescenza e della giovinezza, tra i mali della storia e le tristezze del destino.

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    Romolo Ricapito

    04/09/2017 18:57:09

    Il libro è scritto bene, ma secondo me non resiste al tempo. Si nota, qua e là una certa vecchiezza. Insomma dopo 55 anni dalla pubblicazione lo trovo superato in certi dialoghi soprattutto nella parte centrale. Il contenuto riguardante il "tempo perduto", cristallizzato, del 1939 e della decadenza dei Finzi Contini appunto è anacronistico. Il romanzo è stato superato da altre opere. Epperò ho trovato la parte finale risolutiva, molto buona, con l'approfondimento della personalità del vero amante di Nicole, il comunista e qualche stralcio innovativo riuscito.

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    Benny B

    19/07/2017 16:01:42

    Sono atterrita da chi ha scritto "lettura spensierata". Lettura spensierata? L'espulsione legalizzata dalla società di un'intera fascia di popolazione, la dittatura, il preludio ad una Guerra Mondiale che ha causato milioni di morti, giovani che non sono mai diventati adulti, famiglie distrutte, annientate, orrore, povertà, fame, paura, sono una lettura spensierata?!? Spero, mi auguro, abbia sbagliato libro. Che invece affronta un tema importantissimo, è toccante e commovente, tristissimo (come può non esserlo?) e che ha il pregio di restituire, nonostante il baratro verso cui l'Italia stava precipitando, la bellezza di un'epoca colta in cui tra ventenni ci si dava del Lei, e ci si appassionava di politica e di letteratura. Appena prima che tutto venga spazzato via da una follia cieca. Bellissimo libro, bellissime atmosfere.

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    Luca

    05/01/2017 10:30:54

    Meraviglioso. Una storia d'amore delicata e profondissima che non riesce mai a sbocciare nel contesto di un'Italia che attraversa un momento storico estremamente delicato.

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    Luigi

    21/10/2016 14:41:41

    Mi dispiace che due lettrici non abbiano apprezzato questo splendido, tristissimo romanzo. A mio avviso non è carino e di evasione: è semplicemente un capolavoro. Una volta letto ti rimane dentro, come il brutto periodo storico nel quale si muovono i personaggi.

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    vale

    09/10/2016 17:17:03

    Carino, adatto ad una lettura spensierata. A mio parere manca però di qualcosa.

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    gianni

    31/07/2016 15:38:46

    L'ho riletto dopo trent'anni. Bellissimo. Come allora.

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    paolo

    19/04/2016 11:14:52

    Commovente rievocazione da parte dell'io narrante di avvenimenti degli anni 20-30 dell'adolescenza e giovinezza ormai passate con allo sfondo l'immagine della donna dei sogni Micol che e' destinata ad una brutta fine.

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