Traduttore: R. Serrai
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
Pagine: 594 p., Brossura
  • EAN: 9788845932052
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Descrizione
Il reame di Gormenghast ha il suo centro in un agglomerato tirannico con le sembianze di un castello. Qui ogni antica bellezza si è corrotta in cupa fatiscenza: le mura sono sinistre «come banchine di moli», e le costruzioni si tengono tra loro «come carcasse di navi sfasciate». E qui, intorno al piccolo Tito, settantasettesimo conte, si muovono la gigantesca contessa Gertrude, la madre, dalle spalle affollate di uccelli e dallo spumoso strascico di gatti bianchi; l'amata sorella Fucsia dai capelli corvini, che col suo abito cremisi infiamma i corridoi grigi; il fanatico custode delle leggi, Barbacane, nano storpio che raggela il sangue con lo schiocco della sua gruccia... Secondo episodio della trilogia iniziata con «Tito di Gormenghast» (Adelphi, 1981).

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Recensioni dei clienti

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    Cosimo Sportelli

    18/09/2017 14:06:46

    In questo secondo pannello del fantasmagorico trittico partorito dalla geniale mente di Mervyn Peake, proseguono le vicende del giovane Tito, settantasettesimo conte della millenaria dinastia dei de' Lamenti. Il male che si annida nel colossale intrico di torri polverose che è Gormenghast continua a diffondersi come una piaga, grazie alle trame dello spregiudicato e ambizioso Ferraguzzo. Usando il suo solito stile merlettato, in cui le parole si intrecciano fra loro come infiorescenze di rara bellezza, Peake ci mostra come i rapporti all'interno dell'affollata corte di questo regno fuori del tempo via via si complichino. Tra chi scopre gioie e dolori della vita coniugale in tarda età (l'anziano preside Carampanio dalla bella testa classica), chi sente per la prima volta i turbamenti dell'amore (la burrascosa e complicata Fucsia) e le mirabolanti apparizioni della Cosa, Tito sente crescere in sé il desiderio di sottrarsi alle regole che il suo sangue gli impone e di affacciarsi a vedere cosa si nasconde oltre le alte pendici del monte Gormenghast. In questo tomo la narrazione assume un tono ancora più gotico, con scene che quasi sfiorano il genere horror; poco a poco, come la pioggia che minaccia di sommergere del tutto il cumulo di vetusti edifici in cui vivono i protagonisti della storia, gli eventi precipitano, avviandosi verso un finale al cardiopalmo, dopo il quale il diciassettenne Tito non sarà più lo stesso. Lutti, omicidi, sacrifici e cacce all'uomo che non mancheranno di suscitare emozioni profonde nel lettore che, avendo amato il particolarissimo stile narrativo di Peake, divorerà il libro fino alla fine.

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    Donato

    22/04/2009 14:44:00

    Sto leggendo ora questo secondo volume, e conferma tutte le aspettative del primo. E' un universo in cui si entra a fatica; le pagine sono "intricate", barocche, a fronte di un "plot" in fin dei conti semplice. Ma una volta dentro si rimane stupefatti della intrinseca coerenza e omogeneità tra lo stile, i personaggi e le situazioni. E' un romanzo di "iperboli", piuttosto che grottesco, come potrebbe a una prima lettura sembrare, zeppo di immagini di disfacimento, polvere e decadenza, ma nitide come un diamante. Attendo con ansia, e, ripeto, non ho ancora finito il secondo volume, la traduzione del terzo; penso che la lettura in lingua originale sia improponibile con una conoscenza "media" dell'Inglese!

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    Ivo

    23/10/2006 18:31:09

    Il secondo volume della trilogia conferma e rafforza la notevole impressione avuta dalla lettura del primo: un ambiente in cui i personaggi vivono e si comportano come un'emanazione delle fredde e umide rocce del castello, il quale domina tutto il racconto permeando della sua fisicità ogni evento. Aggiungiamo anche una buona dose di suspence e di tensione, personaggi che ti si incollano nella mente come la contessina Fucsia, il gelido Ferraguzzo, l'enorme contessa Geltrude, il simpatico dottor Floristrazio. Anche io attendo con ansia la pubblicazione del terzo libro!

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    Andrea

    29/09/2006 15:29:10

    Non so fare recensioni, non è il mio mestiere. Però sia questa seconda parte della Trilogia di Gormenghast, così come la prima (Gormenghast, sempre pubblicata da Adelphi, titolo originale Titus groans) mi ha affascinato. Non è un caso che l'Opera abbia avuto un gran successo in GB, sia all'epoca della prima pubblicazione che negli anni 68/70; il fascino di questo reame millenario, regolato da rigide regole formali, e della sua crisi - solo preannunciata nel I volume, drammaticamente esplosa nel II - è veramente notevole. Come notevoli sono i personaggi e la loro caratterizzazione: uno su tutti Fucsia, la sorella di Tito, sicuramente il più amato dai lettori (o almeno il più amato da me e da quella ridotta schiera di amici che come me amano la Trilogia. A quando la traduzione italiana della terza parte?

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